Tahir Shah

Tahir Shah (Londra, 16 novembre 1966), nato Sayyid Tahir Al-Hashimi (arabo: سيد طاهر الهاشمي ; farsi: طاهر شاه) esploratore, giornalista e documentarista britannico di origine afgana, indiana e di discendenza scozzese, che si divide tra Marocco e Regno Unito.

Tahir Shah

BiografiaModifica

Shah è nato a Londra ed è cresciuto principalmente nella contea del Kent dove la famiglia viveva a Langton House una villa georgiana nel villaggio di Langton Green vicino Royal Tunbridge Wells. La proprietà era appartenuta in precedenza alla famiglia di Lord Robert Baden-Powell,[1][2] fondatore dei Boy Scout.

FamigliaModifica

Tahir Shah è nato in un'antica e rispettata famiglia di saadat di Paghman in Afghanistan. Gli antenati di Shah furono insigniti di titoli ancestrali dall'Impero anglo-indiano all'epoca del Grande Gioco[3], e hanno governato in qualità di Nawab la municipalità di Sardhana, nel nord dell'India.[4]

Shah è discendente del condottiero e statista afgano Jan Fishan Khan.[5]

Sua madre, Cynthia Kabraji era di etnia indiana parsi e suo padre era lo scrittore e insegnante sufi Idries Shah. Il nonno paterno era il diplomatico e scrittore Sirdar Ikbal Ali Shah e il nonno materno il poeta parsi Fredoon Kabraji. La sorella maggiore è la documentarista Saira Shah,[6] e la sorella gemella è l'autrice Safia Shah. Tra i membri della famiglia di Shah ci sono molti autori di successo tra cui la zia Amina Shah, e la nonna scozzese, Elizabeth Louise MacKenzie.

Nel 1995 Tahir Shah ha sposato la grafica e designer indiana Rachana Shah[7] (nata Devidayal), con la quale ha due figli: Ariane Shah[8] e Timur Shah.[9][10] Il matrimonio si è concluso nel 2017, tuttavia i due sono rimasti buoni amici.

InfanziaModifica

Shah è nato a Londra ed è cresciuto principalmente nella contea del Kent dove la famiglia viveva a Langton House una villa georgiana nel villaggio di Langton Green vicino Royal Tunbridge Wells. La proprietà era appartenuta in precedenza alla famiglia di Lord Robert Baden-Powell,[1][2] fondatore dei Boy Scout.

Il padre, lo scrittore e pensatore Idries Shah, era circondato da una variegata coterie di persone, molte delle quali interessate alle sue opere. Questa cerchia includeva personalità quali il premio nobel Doris Lessing, il poeta Robert Graves, il romanziere americano J. D. Salinger[11][12] e Lisa Alther, l'animatore Richard Williams[13], l'ingegnere elettronico pioniere del radar "Coppy" Laws, il fondatore del Club di Roma, Alexander King,[14] l’architetto di paesaggi Russell Page,[15] e l'attore Walter Gotell.

Tahir Shah ritiene che gran parte della sua educazione si debba proprio all’assidua frequentazione di tale variegato gruppo di persone.

Al 1972 risale la sua prima apparizione televisiva nel documentario su suo padre della BBC, Dream Walkers: One Pair of Eyes,[16][17] nel quale si vedono, le sorelle e gli amici mentre ascoltano Idries Shah che racconta la storia The Lion Who Saw Himself in the Water.

Shah racconta di come il suo insegnante di latino apparve un giorno davanti alla porta di casa "bianco come un cencio", dopo aver visto il famoso classicista Robert Graves scavare una buca di fronte a Langton House; e come Doris Lessing lo avesse incoraggiato a leggere le storie popolari e più tardi avesse acceso in lui l’entusiasmo per i viaggi.

Descritti nel suo libro La casa del Califfo,[18] questi viaggi introdussero Shah "direttamente nel regno de Le mille e una notte."[19]

EducazioneModifica

Tahir Shah ha frequentato la Rose Hill School a Tunbridge Wells, Kent – dove anche Lord Baden Powell era stato studente.[20] Descrive la scuola come "estremamente sadica e brutale, un vero ritorno all’ età Vittoriana."[21] A 13 anni, è stato mandato alla Bryanston School,vicino Blandford Forum, Dorset. Shah racconta della sua incapacità di tenere il passo a causa di un grave "dislessia". Nonostante questo, è risultato al quinto posto tra le persone di maggior successo uscite da quella scuola.[22]

A 17 anni, in Florida Shah ha imparato a volare, e ha ottenuto la licenza di pilota privato FAA negli Stati Uniti.[21] Ha frequentato l’Università a San Diego, a Londra e a Nairobi – dove ha studiato le dittature africane alla United States International University. Si è laureato in Relazioni Internazionali nel 1987.[21]

I genitori avevano pianificato di avviarlo al servizio diplomatico supponendo che non avesse le possibilità per essere uno scrittore. Di conseguenza, è stato "educato per il mondo della diplomazia".

Suo padre si sforzò sempre di educare i figli per mezzo delle storie.[23] Queste includevano le imprese di Nasrudin, il mago saggio del folclore sufi, così come i racconti di Antar e Abla, e il tesoro epico che forma Le mille e una notte. Durante l'infanzia, Tahir e le sue sorelle sono sempre stati incoraggiati a risolvere i problemi da soli. Una volta che volevano del denaro per comprare del cioccolato, il padre mostrò loro come raccogliere i semi dal giardino e con un vecchio carretto portarli al villaggio per venderli. Sin dalla tenera età, Shah svolgeva dei compiti che il padre gli assegnava, come "fare ricerche, oltre a redigere e scrivere testi". La sua prima pubblicazione, The Middle East Bedside Book è il frutto di una collaborazione tra i due.

Vita personaleModifica

Orgoglioso del suo essere anticonvenzionale, Shah polemizza contro la società che "sforna persone fatte con lo stampino e che vivono vite fatte con lo stampino” e ritiene che “il modo più facile per avere una vita interessante è fare il contrario di quello che fanno tutti gli altri”. Tale metodologia è stata la base per sradicare sua moglie Rachana e i suoi due figli piccoli da un minuscolo appartamento di Londra nell’East End e trasferire tutta la famiglia in una villa chiamata "Dar Khalifa",[24] a detta dei locali infestata dai Jinn, " situata nel bel mezzo di una baraccopoli di Casablanca." L’avventura è narrata nel libro La casa del Califfo (2006). Shah ha scritto molto di Casablanca[25] e del Marocco,[26] e ne è considerato un esperto così come è un esperto dell’India[27] e di numerosi altri luoghi. La sua vita a Dar Khalifa ha avuto ampia copertura sui media internazionali.[10][28]

il viaggio come esperienza di formazioneModifica

Dopo aver visitato il Marocco da bambino e dopo aver studiato all'università in Kenya, Shah si è appassionato ai viaggi ritenendoli un modo per educare se stessi.[29] Shah ha iniziato presto a viaggiare da solo. È stato in Africa, in Asia e in America Latina e a tal proposito dichiara: "c'erano molte lacune da colmare nella mia conoscenza e tante esperienze mi erano necessarie per maturare”.

Molti dei suoi amici più stretti lo hanno invogliato a viaggiare (tra loro Doris Lessing,[30] Sir Wilfred Thesiger,[31] e John Blashford-Snell), e molti sono quelli che hanno viaggiato con lui – compresi gli scrittori Marcel Theroux,[32] Tarquin Hall,[33] Robert Twigger, Jason Webster,[34] Nick Danziger, Steven Nightingale,[35] e Jason Elliot. Nel suo entusiasmo per i viaggi di formazione, Shah ha messo in discussione i metodi di insegnamento convenzionali,sostenendo invece i progetti che "educano per mezzo dell'esperienza”.

Shah racconta che durante i suoi viaggi porta sempre con sé “un barattolo di Ajinomoto, glutammato monosodico in polvere, perché rende tutto davvero gustoso, dal roditore bollito alla scimmia arrosto"[36]

Coinvolgimento politicoModifica

Prigionia in PakistanModifica

Nel luglio 2005 (una settimana dopo gli attentati a Londra del 7 luglio) Shah e due colleghi della Caravan Film di Londra furono arrestati a Peshawar in Pakistan Khyber Pakhtunkhwa e trattenuti senza motivo in isolamento in una prigione di tortura. Per la maggior parte del tempo furono tenuti praticamente nudi, ammanettati e bendati. Dopo sedici giorni di interrogatori in una "sala di tortura completamente attrezzata", Shah e i suoi colleghi furono rilasciati. Il governo pakistano ha convenuto che non avevano commesso niente di male. Tahir Shah ha rilasciato un'intervista che è stata proiettata sul Channel 4 News della televisione britannica e ha pubblicato un articolo sul "The Sunday Times" britannico sul calvario che ha sopportato. Shah ha confermato pubblicamente il suo affetto per il Pakistan, nonostante il duro trattamento che lui e la sua troupe cinematografica hanno ricevuto per mano dei servizi segreti pakistani. La custodia illegale è valsa a Shah e alla sua troupe cinematografica una menzione nel rapporto del 2005 del Dipartimento degli Stati Uniti sui Diritti umani in Pakistan.[37] La notizia è tornata alla ribalta nel luglio 2008, quando un Membro del Parlamento britannico ha affermato che il governo britannico aveva "esternalizzato" la tortura dei cittadini britannici alle agenzie di sicurezza pakistane. [38][39][40]

"il ponte tra oriente ed occidente"Modifica

Tahir Shah è un paladino dell’ideale che chiama "il ponte tra oriente ed occidente". Dopo gli attacchi dell’11 settembre negli Stati Uniti nel 2001, ha dedicato una grande quantità di tempo e di energie per stabilire e promuovere un "ponte culturale" costituito da coloro che, come lui, sono sia orientali sia occidentali.[41]

Un esempio di questo lavoro è la Qantara Foundation ("qantara" significa "ponte" in Arabo). Shah ha parlato e scritto molto a proposito del fatto che le persone come lui hanno la responsabilità di "mostrare l’oriente all’occidente e l’occidente all’oriente" mettendo in evidenza il patrimonio culturale comune e lavorando per un obiettivo comune. Il più grande interesse di Shah riguardo l'Oriente e l'Occidente è probabilmente rivolto alla scienza nel mondo islamico medievale e il ruolo che ha avuto nel creare una base per il Rinascimento. Ha tenuto conferenze pubbliche sull'argomento e crede fermamente all'importanza di attirare l'attenzione sui poeti-scienziati dell'Età d'oro dell'Islam .[42]

LibriModifica

  • Tra i Denti del Diavolo, Piemme, 2000 ed. orig. Beyond the Devil's Teeth, Octagon Press, 1995
  • Viaggio nell'India magica, Piemme, 2002 ed. orig. Sorcerer's Apprentice, Weidenfeld & Nicolson, 1998
  • La casa del Califfo, Ponte alle grazie, 2007 ed. orig. The Caliph's House, Doubleday, 2006
  • Cultural Research, (editor) for the London-based Institute for Cultural Research
  • The Middle East Bedside Book, Octagon Press, 1991
  • Journey Through Namibia, Camerapix, 1994
  • Spectrum Guide to Jordan, Spectrum Guides, 1994
  • Trail of Feathers, Weidenfeld & Nicolson, 2001
  • In Search of King Solomon's Mines, John Murray, 2002
  • House of the Tiger King, John Murray, 2004
  • In Arabian Nights, Bantam, 2008
  • Travels With Myself, Mosaique, 2011
  • Timbuctoo, Secretum Mundi, 2012
  • Scorpion Soup, Secretum Mundi, 2013
  • Three Essays, Secretum Mundi, 2013
  • Eye Spy, Secretum Mundi, 2013
  • Casablanca Blues, Secretum Mundi, 2013
  • Paris Syndrome, Secretum Mundi, 2014
  • Hannibal Fogg and the Supreme Secret of Man, Secretum Mundi, 2018

MembershipModifica

Tahir Shah è un membro di:

NoteModifica

  1. ^ a b Lord Baden-Powell's childhood home up for sale, with cricket pitch and nuclear bunker, su countrylife.co.uk. URL consultato il 22 luglio 2017.
  2. ^ a b Langton Green Village History [collegamento interrotto], in Langtongreen.
  3. ^ Sir Roper Lethbridge, The Golden Book of India. A Genealogical and Biographical Dictionary of the Ruling Princes, Chiefs, Nobles, and Other Personages, Titled or Decorated, of the Indian Empire, London, UK/New York, NY, Macmillan and Co., 1893., p. 13; reprint by Elibron Classics (2001): ISBN 978-1-4021-9328-6
  4. ^ Bashir M. Dervish, Idris Shah: a contemporary promoter of Islamic Ideas in the West, in Islamic Culture – an English Quarterly, L, n. 4, Islamic Culture Board, Hyderabad, India (Osmania University, Hyderabad), 4 ottobre 1976.
  5. ^ geni.com, https://www.geni.com/people/Nawab-Bhadur-Syed-Muhammad-Jan-Fishan-Khan/6000000005412881811/titolo=Nawab_Bhadur_Syed_Muhammad_Jan_Fishan_Khan. URL consultato il 24 maggio 2018.
  6. ^ Saira Shah, L’albero delle storie, Bompiani, 2004, ISBN 978-88-452-0146-2. (ed. orig. The Storyteller's Daughter, New York, NY, Anchor Books, 2003, ISBN 1-4000-3147-8.
  7. ^ Rachana Shah, Rachana Shah [collegamento interrotto], in Rhode Island School Of Design. URL consultato il 29 ottobre 2012.
  8. ^ Tahir Shah is interviewed by Ariane Shah, su youtube.com. URL consultato il 30 marzo 2012. Ospitato su YouTube.
  9. ^ Timur Shah Interviews Author Tahir Shah on Writing and Travel, su youtube.com. URL consultato il 4 novembre 2014. Ospitato su YouTube.
  10. ^ a b Hola Maroc!, No. 17 April 2011, pp. 84-90, ‘Tahir Shah, nous accueille à Dar Khalifa’.
  11. ^ Sufism: ‘a natural antidote to fanaticism’ in The Guardian
  12. ^ Observer Magazine: Life & Style: Travel: Casablanca writ large: With exotic tales of JD Salinger and exorcisms, author Tahir Shah is the dream host for a literary pilgrimage to a little-known corner of Morocco." Observer [London, England], 25 July 2010, p. 32.
  13. ^ Reel History: Richard Williams Productions (05 May 2017)
  14. ^ King Alexander, Science, Technology and the Quality of Life, The Idries Shah Foundation. URL consultato il 22 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2019). originariamente pubblicato da The Institute for Cultural Research in 1972.
  15. ^ Russell Page: the most famous garden designer no one's ever heard of in The Daily Telegraph(21 March 2015)
  16. ^ One Pair of Eyes: Dreamwalkers (1970) (10 September 2013)
  17. ^ One Pair of Eyes: Dreamwalkers, su youtube.com. URL consultato il 6 luglio 2018. Ospitato su YouTube.
  18. ^ Tahir Shah, La casa del Califfo, Ponte alle grazie, 2007, ISBN 978-88-7928-889-7. ed. orig. “The Caliph's House”, Bantam Dell, 2006, ISBN 978-0-553-38310-2.
  19. ^ Tahir Shah [collegamento interrotto], in World School Academy. URL consultato il 27 settembre 2016.
  20. ^ Robert Baden-Powell, Paddle Your Own Canoe or Tip for Boys, Read Books Ltd, 2015, ISBN 978-1-4733-9490-2. URL consultato il 24 giugno 2015.
  21. ^ a b c Abu Kasem, Tahir Shah, a Rara Avis, in Abukasem, 4 marzo 2019. URL consultato il 4 marzo 2019.
  22. ^ Staff, Famous Alumni of Braynston School, in Ranker.
  23. ^ Tahir Shah, In Arabian Nights: A Caravan of Moroccan Dreams, Bantam Books, 2009, ISBN 978-0-553-38443-7.
  24. ^ Dar Khalifa:5 minute tour of Tahir Shah's home, su youtube.com. URL consultato l'11 giugno 2011.
  25. ^ Tahir Shah, A Local's Guide to Casablanca, in National Geographic. URL consultato il 22 agosto 2016.
  26. ^ Tahir Shah - Morocco Travel Blog
  27. ^ Tahir Shah, Know before you go: India, in National Geographic. URL consultato il 23 novembre 2018.
  28. ^ Staff, BBC - Asian Network - Desi DNA, BBC.
  29. ^ I am NY Times Bestselling author and National Geographic filmmaker Tahir Shah. I'm obsessed with Paris Syndrome, shrunken heads, the search for lost cities, and real buried treasure. AMA, in Reddit.
  30. ^ Tahir Shah- Doris Lessing, su tahirshah.com. URL consultato il 26 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2014).
  31. ^ Tahir Shah, Beyond the Devil's Teeth Dyslexic edition, Lulu, 2013, ISBN 978-1-291-49701-4.
  32. ^ My City: author Tahir Shah's guide to Casablanca in The Guardian (9 September 2010)
  33. ^ Tarquin Hall: Death with a Side of Chutney', in The Sirens Of Suspense.
  34. ^ Encuentros con Tahir Shah y Jason Webster, su youtube.com. URL consultato il 20 agosto 2018. Ospitato su YouTube.
  35. ^ Reviews | Steven Nightingale
  36. ^ Tahir Shah... never travels without. (1999, Aug 21). The Guardian (1959-2003)
  37. ^ United States Department of State, https://www.state.gov/g/drl/rls/hrrpt/2005/61710.htm. URL consultato il 24 September 2008 titolo = Country Reports on Human Rights Practices 2005 – Pakistan.
  38. ^ Ian Cobain, Torture: MPs call for inquiry into MI5 role. New allegations that abuse of Britons was outsourced to Pakistani agencies, in The Guardian, London, 15 luglio 2008. URL consultato il 24 settembre 2008.
  39. ^ Staff, MPs urge probe into torture claim, BBC, 15 luglio 2008. URL consultato il 24 settembre 2008.
  40. ^ civilservicenetwork.com, http://www.civilservicenetwork.com/news/article.html?tx_ttnews%5Btt_news%5D=46615&tx_ttnews%5BbackPid%5D=152&cHash=2f6a0a6c8d. URL consultato il 24 settembre 2008.[collegamento interrotto]
  41. ^ Staff, Harmony: East and West, Tahir Shah, Caravan Festival of the Arts, 30 gennaio 2010. URL consultato l'11 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2012).
  42. ^ Staff, Lectures – Autumn 2008: The House of Wisdom, Tahir Shah, The Institute for Cultural Research, 4 ottobre 2008. URL consultato l'11 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2012).

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