Tattoo You

album dei The Rolling Stones del 1981

Tattoo You è un album discografico del gruppo rock britannico The Rolling Stones pubblicato nel 1981.

Tattoo You
album in studio
ArtistaThe Rolling Stones
Pubblicazione24 agosto 1981
Durata42:58
Dischi1
Tracce11
GenerePop rock
Hard rock
Dance rock
Rock and roll
EtichettaRolling Stones Records
ProduttoreThe Glimmer Twins
Registrazionenovembre–dicembre 1972, gennaio–marzo 1975, gennaio–marzo 1978, gennaio–ottobre 1979, ottobre 1980 – giugno 1981
Noten. 1 Stati Uniti
n. 2 Regno Unito
n. 3 Italia
Certificazioni
Dischi d'oroArgentina Argentina[1]
(vendite: 30 000+)
Francia Francia[2]
(vendite: 100 000+)
Paesi Bassi Paesi Bassi[3]
(vendite: 50 000+)
Regno Unito Regno Unito[4]
(vendite: 100 000+)
Spagna Spagna[5]
(vendite: 50 000+)
Dischi di platinoCanada Canada (4)[6]
(vendite: 400 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (4)[7]
(vendite: 4 000 000+)
The Rolling Stones - cronologia
Album successivo
(1982)
Singoli
  1. Start Me Up/No Use in Crying
    Pubblicato: 14 agosto 1981
  2. Waiting on a Friend/Little T&A
    Pubblicato: 30 novembre 1981
  3. Hang Fire/Neighbours
    Pubblicato: aprile 1982

L'album si rivelò un successo sia di critica che di vendite, raggiungendo la vetta della classifica Billboard negli Stati Uniti, vendendo più di quattro milioni di copie. Il disco fu anche l'ultimo album dei Rolling Stones a raggiungere il primo posto in America, concludendo la loro striscia positiva di album posizionatisi al numero 1 che durava sin da Sticky Fingers del 1971.

La rivista Rolling Stone l'ha inserito al 211º posto della sua lista dei 500 migliori album.

Il discoModifica

Tattoo You è un album composto principalmente da outtakes provenienti da precedenti sessioni, alcune vecchie di un decennio, con l'aggiunta di nuove parti vocali e sovraincisioni varie. Insieme a due nuove canzoni, i Rolling Stones misero insieme il materiale per pubblicare un nuovo lavoro in modo da promuovere il loro tour mondiale del 1981-82.[8]

RegistrazioneModifica

Allo stato iniziale molte delle composizioni consistevano in tracce di base strumentali, per le quali Jagger scrisse nuovi testi e melodie.[9] Nonostante l'eclettica natura dell'album, i Rolling Stones riuscirono a dividere Tattoo You in due facciate tematiche distinte: un lato rock and roll e l'altro incentrato sulle ballate.

Le prime canzoni usate per Tattoo You furono Tops e Waiting on a Friend. Le tracce base di questi due brani risalivano al 1972 durante le sessioni in studio per Goats Head Soup e contenevano ancora Mick Taylor, e non Ronnie Wood, alla chitarra. Per questo motivo in seguito Taylor pretese, ed ottenne, una percentuale sulle royalties dell'album.

Il disco si apre con la celebre Start Me Up, incisa in origine nel 1975 con il titolo di lavorazione Never Stop e con un ritmo reggae durante le sedute per Black and Blue, ripresa una seconda volta nel 1978 allo studio Pathe Marconi di Parigi mentre si lavorava a Some Girls, dove raggiunse la sua definitiva forma rock. Inoltre, anche le tracce Slave e Worried About You provengono dalle sessioni di Black and Blue. Le prime versioni vedono Billy Preston alla tastiera e Ollie E. Brown alle percussioni. Wayne Perkins suona la chitarra solista in Worried About You. Start Me Up, Hang Fire e Black Limousine risalivano invece alle già citate sedute in studio per Some Girls del 1978. Alla registrazione di Emotional Rescue, risalgono le tracce base dei brani No Use in Crying, Little T&A, e le nuove versioni di Black Limousine e Hang Fire.

Gran parte delle tracce vocali per le canzoni di Tattoo You furono sovraincise nell'ottobre-novembre 1980 e nell'aprile-giugno 1981. Mick Jagger fu l'unico membro del gruppo a presenziare ad alcune di queste sessioni. Altre sovraincisioni, come quella del sassofono di Sonny Rollins in Slave e Waiting on a Friend, furono aggiunte nel corso di queste sessioni.

Pubblicazione e accoglienzaModifica

Recensioni professionali
RecensioneGiudizio
AllMusic     [10]
The A.V. Clubfavorevole[11]
Blender     
Robert ChristgauA–[12]
Rolling Stone     [13]
The Rolling Stone Album Guide     [14]
Encyclopedia of Popular Music     [15]
Onda Rock          [16]

Start Me Up venne pubblicata su singolo nell'agosto 1981, una settimana prima dell'uscita ufficiale di Tattoo You, ricevendo un ottimo riscontro e raggiungendo la top 10 della classifica sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti, e il primo posto in Australia. Ampiamente considerata una delle canzoni più celebri degli Stones, trascinò Tattoo You al numero 1 per nove settimane in America, alla seconda posizione nel Regno Unito, e alla terza in Italia. Anche il responso critico fu positivo, e molti critici considerarono Tattoo You come una sorta di passo in avanti rispetto al precedente Emotional Rescue. Waiting on a Friend e Hang Fire, anch'esse pubblicate su 45 giri, entrarono nella Top 20 US. Recensendo Tattoo You, Debra Rae Cohen commentò sulla rivista Rolling Stone: "Proprio quando stavamo per perdere la pazienza, il nuovo disco dei Rolling Stones è un ritorno in piena forma, con un'accettazione del fatto della loro esistenza continuata - ed eventuale mortalità ... ".[8]

Robert Christgau diede all'album una buona recensione, ma criticò Start Me Up nel suo saggio Pazz and Jop del 1981, scrivendo: "La sua tematica centrale - Mick come macchina del sesso, spiega perché l'album che inizia non trascende mai l'eccellenza, tranne quando Sonny Rollins, non accreditato, invade lo spazio degli Stones. Sebbene sia buona a modo suo come Street Fighting Man, quanto ti piaccia dipende interamente da quanto ti preoccupi delle difficoltà tecniche degli Stones".[17]

Patty Rose, in Musician, scrisse: "La sensazione dell'album ... è più quella della riscoperta della giovinezza, del suonare, non della fatica dell'ultimo periodo, non della droga. [...] Gli Stones hanno liberato l'ennesimo strato di autocoscienza e il loro nuovo lucido vinile formicola con un tipo di eccitazione nuova".[8]

Scrivendo per Creem, Nick Tosches espresse riserbo circa il sessismo gratuito degli Stones, e la negatività generale presente nei loro testi. Dopo aver fatto notare la misoginia presente in pezzi come Slave, Little T&A, Hang Fire e persino Waiting on a Friend, egli aggiunse: "Non si può dire che gli Stones abbiano un approccio benevolo ai soggetti trattati [...].[18]

TracceModifica

Lato 1
  1. Start Me Up - 3:31
  2. Hang Fire - 2:20
  3. Slave - 4:59
  4. Little T&A - 3:23
  5. Black Limousine - 3:32
  6. Neighbours - 3.31
Lato 2
  1. Worried About You - 5:16
  2. Tops - 3:45
  3. Heaven - 4:21
  4. No Use in Crying - 3.24
  5. Waiting on a Friend - 4:34

FormazioneModifica

The Rolling Stones
Altri musicisti

ClassificheModifica

Classifiche di fine annoModifica

Classifica (1981) Posizione
Australia[19] 12
Canada[27] 5
Italia[23] 27
Nuova Zelanda[28] 16
Paesi Bassi[29] 22
Regno Unito[30] 35
Stati Uniti[31] 22
Classifica (1982) Posizione
Australia[19] 20
Nuova Zelanda[32] 18
Stati Uniti[33] 11

NoteModifica

  1. ^ (ES) Certificaciones, su Cámara Argentina de Productores de Fonogramas y Videogramas. URL consultato il 21 gennaio 2022 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  2. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, su infodisc.fr, InfoDisc. URL consultato il 28 aprile 2016. Selezionare "The ROLLING STONES" e premere "OK".
  3. ^ (NL) Goud/Platina, su nvpi.nl, Nederlandse Vereniging van Producenten en Importeurs van beeld- en geluidsdragers. URL consultato il 28 aprile 2016.
  4. ^ (EN) Tattoo You, su British Phonographic Industry. URL consultato il 28 aprile 2016.
  5. ^ (ES) Productores de Música de España, Solo Exitos 1959–2002 Ano A Ano: Certificados 1979–1990, 1ª ed., ISBN 84-8048-639-2.
  6. ^ (EN) Tattoo You – Gold/Platinum, su Music Canada. URL consultato il 28 aprile 2016.
  7. ^ (EN) The Rolling Stones - Tattoo You – Gold & Platinum, su Recording Industry Association of America. URL consultato il 28 aprile 2016.
  8. ^ a b c Tattoo You, su Time Is on Our Side. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  9. ^ Jann Wenner, Jagger Remembers, su Rolling Stone, Wenner Media. URL consultato il 13 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2010).
  10. ^ (EN) Allmusic Review, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 13 dicembre 2011.
  11. ^ We're No. 1 Review, su avclub.com, theavclub.com. URL consultato il 30 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2011).
  12. ^ Robert Christgau Review, su robertchristgau.com. URL consultato il 13 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2011).
  13. ^ Debra Rae Cohen, Rolling Stone Review, in Rollingstone.com, 15 ottobre 1981. URL consultato il 13 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2011).
  14. ^ "The Rolling Stones: Album Guide". rollingstone.com.
  15. ^ Colin Larkin, Encyclopedia of Popular Music, 4th, Oxford University Press, 2007, ISBN 978-0-19-531373-4.
  16. ^ Rolling Stones. L'eterna eresia, su ondarock.it, www.ondarock.it. URL consultato il 17 gennaio 2020.
  17. ^ Robert Christgau, The Year the Rolling Stones Lost the Pennant, in Village Voice. URL consultato il 13 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2010).
  18. ^ Nick Tosches, The Rolling Stones: Tattoo You (Rolling Stones Records), in Creem, novembre 1981. URL consultato il 17 giugno 2019. Ospitato su Rock's Backpages.
  19. ^ a b c (EN) David Kent, Australian Chart Book 1970–1992, Australian Chart Book, St Ives, N.S.W, 1993, ISBN 0-646-11917-6.
  20. ^ a b c d e f g (DE) The Rolling Stones - Tattoo You, su Schweizer Hitparade. URL consultato il 14 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2016).
  21. ^ (EN) Top Albums - October 10, 1981, su Library and Archives Canada. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  22. ^ (FR) Le Détail des Albums de chaque Artiste, su InfoDisc. URL consultato il 14 ottobre 2016. Selezionare "The ROLLING STONES" e premere "OK".
  23. ^ a b Gli album più venduti del 1981, su Hit Parade Italia. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  24. ^ (EN) Official Albums Chart Top 100: 06 September 1981 - 12 September 1981, su Official Charts Company. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  25. ^ (ES) Fernando Salaverri, Sólo éxitos: año a año, 1959–2002, 1ª ed., Spagna, Fundación Autor-SGAE, settembre 2005, ISBN 84-8048-639-2.
  26. ^ (EN) The Rolling Stones – Chart history, su Billboard. URL consultato il 14 ottobre 2016. Cliccare sulla freccia all'interno della casella nera per visualizzare le varie classifiche.
  27. ^ (EN) Top 100 Albums of 1981, su Library and Archives Canada. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  28. ^ (EN) Top Selling Albums of 1981, su The Official NZ Music Charts. URL consultato il 14 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  29. ^ (NL) Dutch charts jaaroverzichten 1981, su Dutch Charts. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  30. ^ (EN) Complete UK Year-End Album Charts, su chartheaven.9.forumer.com. URL consultato il 14 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2012).
  31. ^ (EN) Top Pop Albums of 1981, su billboard.biz. URL consultato il 14 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 31 dicembre 2012).
  32. ^ (EN) Top Selling Albums of 1982, su The Official NZ Music Charts. URL consultato il 14 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2016).
  33. ^ (EN) Top Pop Albums of 1982, su billboard.biz. URL consultato il 14 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2013).

Collegamenti esterniModifica

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