Apri il menu principale
Tranvia Asti-Canale
Canale, capolina tram via Roma.jpg
Canale, capolinea di via Roma
InizioAsti
FineCanale (Italia)|Canale
Inaugurazione1882
Chiusura1935
GestoreFerrovie Elettriche Riunite
Vecchi gestoriBerrier-Delaleu (1882-1883)
Commissario regio (1883-1885)
Credito Torinese (1885-1897)
Società delle Tramvie Astigiane (1897-1908)
SAMTF (1908-1926)
Gestione Governativa SAMTF (1926-1932)
Lunghezza24,032 km
Tipotranvia extraurbana
Mezzi utilizzatilocomotive tranviarie a vapore e rimorchi
Scartamento1.100 mm
Mappa tranvia Asti-Canale.png
Trasporto pubblico

La tranvia Asti-Canale era una linea tranviaria interurbana che collegò le città di Asti e Canale dal 1882 al 1935.

StoriaModifica

 
Tram a Canale

Il 15 gennaio 1882 il banchiere francese Alfonso Raoul Berrier-Delaleu, che tra il 1879 e il 1880 aveva fatto costruire le tranvie a vapore Cuneo-Dronero e Saluzzo-Cuneo[1], stipulò con alcuni comuni dell'astigiano un contratto per la costruzione e l'esercizio di una linea tranviaria da Asti a Canale d'Alba; a tale contratto ne fece seguito uno analogo un mese dopo per una linea diretta a Montechiaro[2][3]. L'imprenditore si impegnò a concludere la costruzione delle linee entro sei mesi dall'inizio dei lavori[4]. La linea per Canale fu aperta il 31 dicembre 1882[5]; il primo orario prevedeva quattro coppie di corse giornaliere, che percorrevano i 24 km della linea in un'ora e cinquanta minuti[6].

Il servizio sulle tranvie astensi fu presto caratterizzato da lamentele da parte dell'utenza e della stampa, dovute ai frequenti deragliamenti: sulla linea per Canale se ne registrarono cinque nel primo mese d'esercizio[7]. La situazione delle tranvie precipitò ulteriormente con il fallimento di Berrier-Delaleu, dichiarato il 10 marzo 1883[8] e dovuto anche alla mancata corresponsione da parte dei comuni interessati delle quote stabilite contrattualmente[4], il quale causò il fallimento delle banche di Carmagnola e Savigliano interessate alle linee del finanziere francese[9]. Le tranvie astensi furono quindi costrette a sospendere l'esercizio e nel 1884 furono messe all'asta[9]. Alla quinta asta le linee furono cedute al Credito Torinese[4].

 
Orario del 1905

Il 18 dicembre 1897 il Credito Torinese, finito in liquidazione, cedette le due linee tranviarie alla Società Anonima delle Tramvie Astigiane, costituitasi nello stesso anno per gestire le due linee e per costruire ed esercire la tranvia Asti-Montemagno[10]. La società nel 1908 fu ribattezzata Società Astese-Monferrina di Tramvie e Ferrovie (SAMTF).

Nel 1926 la SAMTF passò in gestione governativa[11], sotto la quale fu redatto un progetto per la ricostruzione delle linee che prevedeva la completa ricostruzione della Asti-Canale come ferrovia economica a scartamento normale, da esercitare con automotrici a gasolio e da allacciare alla ferrovia Torino-Genova presso la stazione di San Damiano d'Asti[12].

Il 1º luglio 1932 cessò la gestione provinciale (nel frattempo subentrata alla gestione governativa) delle linee astesi-monferrine, alla quale si sostituì la Società Anonima Ferrovie Elettriche Riunite (FER), nuova denominazione della SAMTF; il 30 dicembre 1935 la linea, insieme alle altre della FER (fallita nello stesso anno), cessò l'attività, sostituita da autobus[13].

CaratteristicheModifica

Percorso
     
0,000 Asti Centrale
     
Tranvia per Montemagno-Altavilla († 1935)
     
Asti Porta San Rocco
     
1,821 Asti Porta Torino
     
2,712 Torretta
     
Tranvia per Cortanze († 1915)
     
4,963 Canova
     
5,811 Bricco Fassio
     
7,194 Revignano
     
9,105 Vaglierano
     
10,446 Celle Antignano
     
Torre di Batibò
     
13,192 Rifranzone
     
15,408 Rondò
     
per Genova
     
16,263 San Damiano d'Asti Stazione
         
per Torino
     
18,043 San Vincenzo per Priocca
     
18,793 Torrazzo
     
San Grato
     
21,532 Valpone
     
22,532 Oesio
     
24,032 Canale d'Alba

La linea tranviaria era a binario singolo a scartamento ridotto di 1100 mm. Si sviluppava per 24,032 km. La pendenza massima era del 35 per mille, il raggio minimo delle curve di 40 metri; la velocità massima ammessa era di 18 km/h[14].

La linea contava quattordici tra fermate e stazioni, alcune delle quali facoltative[4].

PercorsoModifica

 
San Damiano, stazione

La stazione tranviaria di Asti si trovava nei pressi della stazione ferroviaria, dove in seguito fu costruita la stazione delle autolinee.

Sino al 1889 la linea percorreva il lato ovest di piazza Campo del Palio, piazza Alfieri e corso Alfieri, giungendo a Porta Torino; da quell'anno la tranvia cambiò percorso, per limitare rumore e inquinamento, transitando per corso Stazione (ribattezzato in seguito corso Gramsci e corso Don Minzoni) sino a Porta Torino[4].

 
Fermata di Vaglierano

Da lì la linea seguiva la statale per Torino sino al rione Torretta, dove si distaccava la linea per Cortanze[4]. Da lì la linea imboccava la provinciale Asti-Alba percorrendo la valle del torrente Borbore; nei pressi della stazione di Vaglierano sorpassava la ferrovia Torino-Genova[4], servendo altresì quella che in seguito sarebbe diventata la stazione di San Damiano d'Asti.

Materiale rotabileModifica

 
Locomotiva San Damiano

Sulla tranvia prestarono servizio locomotive a vapore di tipo tranviario; le prime a entrare in servizio furono costruite dalla Winterthur[6], e ad esse se ne affiancarono altre di costruzione Henschel & Sohn, Krauss e Hanomag[15]. Le carrozze erano costruite dagli stabilimenti Locati di Torino e Grondona di Milano[5].

Nel 1927 il parco rotabili risultava composto da sei locomotive a vapore, 16 rimorchiate a due assi e 36 carri merce[16].

Materiale motore - prospetto di sintesi[15]Modifica

Unità Anno di costruzione Costruttore Quantità Tipo Velocità massima
1 ÷ 4 1882 SLM 4 a 2 assi 30 km/h
5 ÷ 6 1882 Henschel 2 a 2 assi 30 km/h
8 ÷ 9 1882 Krauss 2 a 2 assi 25 km/h
10 ÷ 12 1885-1886 Krauss 3 a 2 assi 25 km/h
21 1911 Hanomag 1 a 2 assi 25 km/h

NoteModifica

  1. ^ Ogliari, Sapi, op. cit., vol. 8, pp. 115-122
  2. ^ La convenzione per la costruzione della Asti-Cortanze su www.ferroviedismesse.com
  3. ^ Ogliari, Sapi, op. cit., vol. 8, p. 163
  4. ^ a b c d e f g Testa, op. cit., cap. 6
  5. ^ a b Ogliari, Sapi, op. cit., vol. 8, p. 164
  6. ^ a b Ogliari, Sapi, op. cit., vol. 8, p. 165
  7. ^ Ogliari, Sapi, op. cit., vol. 8, p. 166
  8. ^ Pel fallimento Berrier-Delaleu, in Gazzetta Piemontese, 22 marzo 1883, p. 3
  9. ^ a b Ogliari, Sapi, op. cit., vol. 8, p. 167
  10. ^ Ferdinando Piccinelli, Le società industriali italiane per azioni, Hoepli, Milano, 1902, p. 431
  11. ^ Ogliari, Sapi, op. cit., vol. 9, p. 567
  12. ^ F. Mussa, Progetto per la ricostruzione e l'esercizio delle ferrovie astesi-monferrine - Relazione Generale, Provincia di Alessandria, 1927
  13. ^ Ogliari, Sapi, op. cit., vol. 9, p. 569
  14. ^ Ogliari, Sapi, op. cit. vol. 9, p. 766
  15. ^ a b Hefti, op. cit., p. 215
  16. ^ Ogliari, Sapi, op. cit., vol. 9, p. 767

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica