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Emilio Zucchi (Parma, 16 marzo 1963) è un poeta, critico letterario e giornalista italiano.

BiografiaModifica

Emilio Zucchi, nato a Parma dove tuttora vive, dopo la maturità classica si iscrive nel 1982 alla Facoltà di Magistero di Parma[1] (poi divenuta facoltà di Lettere e Filosofia), pubblica occasionalmente singole poesie e nel 1985, inizia a studiare recitazione al Teatro Due della stessa città lavorando in seguito come professionista nel "Marat-Sade"[2] di Peter Weiss, diretto da Walter Le Moli, nel ruolo di Jacques Roux .

Conclusa l'esperienza teatrale, alla fine degli anni ottanta Zucchi si dedica all'attività giornalistica e nel '90 viene assunto alla Gazzetta di Parma dove si occuperà di cronaca nera fino al '93, per poi passare alle pagine culturali di cui è responsabile dal 2008.

Attività poeticaModifica

Nel 1994 esordisce sia come poeta, con la raccolta "Il pane" pubblicata dalla casa editrice "Campanotto" recensita con interesse, tra gli altri, da Giovanni Giudici su l'"l'Unità", sia come critico su la rivista Poesia (rivista 1988) della Crocetti Editore per la quale tuttora scrive.

Nel 2001 pubblica la raccolta poetica "Il pioppo genuflesso" edita dalla casa editrice "Diabasis" con la prefazione di Mario Luzi che scrive, con giudizio sincero e veritiero[3]":"Leggo con un piacere insolito queste brevi poesie di Zucchi, linde, intense, ben levigate(...) e quella che viene glorificata è l'attenzione, l'attenzione al mondo"

Nel 2007 Zucchi pubblica la raccolta Tra le cose che aspettano edita da Passigli con la prefazione di Maurizio Cucchi contenente alcune liriche già uscite su "Poesia" e "Almanacco dello specchio" di Mondadori e arrivata in finale ai premi Viareggio-Rèpaci" e "CetonaVerde Poesia": i libri hanno avuto ottime recensioni da parte di Massimo Onofri, Maurizio Cucchi Alberto Bevilacqua, Franco Manzoni, Paolo Lagazzi, Ottavio Rossani, Giuseppe Marchetti, Francesco Napoli, Leopoldo Carra, Stefano Lecchini, Domenico Cacopardo, Lucio Mariani e altri critici.

In queste raccolte il tema del dolore assume toni di pietas creaturale nelle liriche che raffigurano le sofferenze degli animali selvatici sulle colline e le montagne del Parmense e toni di denuncia etico-sociale nella rappresentazione dello sfruttamento dei lavoratori africani e del paesaggio extraurbano profanato dalla cementificazione.


Nel 2010, con il poemetto "Le midolla del male", che mette in scena il sacrificio delle donne e degli uomini della Resistenza seviziati e uccisi nelle case di tortura fasciste (intensisima e commossa la prefazione di Giuseppe Conte), Emilio Zucchi si è reso protagonista di un caso di poesia civile tragicamente e originalmente elevata alla dimensione metafisica e religiosa.

Con "Le midolla del male" Zucchi ha vinto i premi "Toti Scialoja", LericiPea"( ex aequo con Giorgio Mannaccio) e "Tarquinia- Cardarelli" riscuotendo un notevole successo di critica da parte di Paolo Mauri, Roberto Mussapi, Enzo Golino, Alba Donati, Maurizio Cucchi, Alberto Bevilacqua, Massimo Onofri, Paolo Lagazzi, Davide Rondoni, Giuseppe Marchetti,Pier Luigi Bacchini, Ottavio Rossani, Loretto Rafanelli, Domenico Cacopardo, Alberto Sebastiani, e altri critici.

Zucchi è stato tra gli ospiti del Festival della letteratura di Mantova nel settembre del 2011 e ha collaborato in RAI accanto ad altri poeti italiani, tra i quali Maurizio Cucchi, Giuseppe Conte e Roberto Mussapi, leggendo versi di Dante, Leopardi, Carducci, Melville, Esenin e Pasolini per la trasmissione televisiva "Unomattina".

Il dipartimento di italianistica dell' "University of Arizona"[4] (Tucson) ha mostrato grande interesse per il poemetto "Le midolla del male", che è stato tradotto in inglese da Beppe Cavatorta[5]già curatore di un'antologia di poeti italiani, e Brenna Ward per un volume sulla poesia italiana odierna che verrà pubblicato a cura dello stesso Cavatorta, docente del medesimo ateneo americano.

OpereModifica

PoesieModifica

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica