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Via Vigezzina
Via del Mercato
Druogno.jpg
Veduta della moderna Druogno (lat. Druonium)
Localizzazione
StatoVexilloid of the Roman Empire.svg Impero romano
Stato attualeItalia Italia
Svizzera Svizzera
RegionePiemonte Piemonte
Ticino Ticino
Informazioni generali
Tipostrada romana
Condizione attualepochi resti antichi rinvenuti
InizioOscella (Domodossola)
FineLeocarnum (Locarno)
Informazioni militari
UtilizzatoreVexilloid of the Roman Empire.svg Impero romano
Vexilloid of the Roman Empire.svg Impero romano d'Occidente
Funzione strategicamettere in comunicazione la Val Vigezzo (lat. Vallis Vigetii) con la sponda settentrionale del Lago Maggiore (lat. Verbanus lacus)
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La via del Mercato collega Locarno con Domodossola, attraversando le Centovalli e la Val Vigezzo[1]. Il tracciato riprende i sentieri e le mulattiere percorse un tempo dai commercianti italo-svizzeri che trasportavano merci a piedi o a dorso di mulo. All'inizio del Novecento fu aperta la ferrovia delle Centovalli, con l'iniziale intento di favorire il commercio e diventata oggi attrazione turistica.

In epoca romana era chiamata via Vigezzina e metteva in comunicazione Oscella (Domodossola), che si trovava nei pressi dell'imbocco della Val Vigezzo (lat. Vallis Vigetii), con Leocarnum (Locarno), che era situato sulla sponda settentrionale del Lago Maggiore (lat. Verbanus lacus).[senza fonte]

Gli escursionisti che percorrono i 62 km di cammino possono scoprire i luoghi e le bellezze dell'altipiano vigezzino e scegliere di suddividere il percorso in quattro tappe, oppure di servirsi dei collegamenti ferroviari che poco si discostano dalla via pedonale. Questo itinerario fa parte del percorso CoEUR - Nel cuore dei cammini d'Europa.

StoriaModifica

 
Panorama della moderna Locarno (lat. Leocarnum)

La via Vigezzina era una strada romana consolare che metteva in comunicazione Oscella (Domodossola), che si trovava nei pressi dell'imbocco della Val Vigezzo (lat. Vallis Vigetii), con Leocarnum (Locarno), che era situato sulla sponda settentrionale del Lago Maggiore (lat. Verbanus lacus)[senza fonte][2].

La via del Mercato dal Medioevo al XIX secolo fu la strada percorsa da mercanti, boscaioli, mandriani ed emigranti che passavano per traffici e lavoro dal Canton Ticino alla Val d'Ossola. Questo collegamento fu usato fin dall'antichità per la facilità di attraversamento delle montagne, dovuta al passaggio in queste zone della Linea insubrica, linea di faglia lungo cui sono allineate la Val Vigezzo, Locarno, Bellinzona e la Valtellina. Questa apertura in direzione est-ovest attraverso le vallate alpine ha favorito un grande sviluppo di vie di comunicazione, come quella di San Jorio.

La grande rilevanza che questo territorio di confine ha rivestito per secoli è ultimamente declinata, ma restano numerose testimonianze del ruolo di crocevia di genti, arti e culture che queste terre hanno avuto nel passato. In val Vigezzo, infatti, sono presenti opere di famosi artisti e nel secolo scorso esistevano nella valle sette scuole di pittura. Da ricordare è anche la tradizione degli spazzacamini.

All'antica strada si è in gran parte sovrapposta l'attuale strada statale, ma è ancora possibile ritrovare l'antico itinerario grazie ai sentieri che collegano i villaggi e che, nei tratti vicino al confine svizzero, ripercorrono le vie del contrabbando.

PercorsoModifica

Il percorso della via Vigezzina romana iniziava da Oscella (Domodossola) e terminava a Leocarnum (Locarno). Uscita da Oscella, dove intersecava la via Mediolanum-Verbannus, la strada continuava verso Traguntanum (Trontano), Druonium (Druogno), Capritia (Craveggia), Meletium (Malesco), per poi proseguire verso Villulae Oscelensium (Villette), Regium (Re), Intranea (Intragna) e Leocarnum (Locarno), dove terminava il suo percorso.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Via del Mercato
Il santuario della Madonna del Sangue, che si trova a Re, comune italiano della provincia del Verbano-Cusio-Ossola
Tipo percorsopista ciclabile e sentiero
Localizzazione
Stati  Italia
  Svizzera
Regione  Piemonte
  Ticino
Catena montuosaAlpi Lepontine
Percorso
InizioLocarno
FineDomodossola
Parte diantico sistema stradale romano
Lunghezza62 km
Altitudine max.710 m slm
Altitudine min.195 m slm
Dislivello515 m
Tipo superficieasfalto e sterrato

Lungo il percorso della via del Mercato sono raccolti numerosi luoghi di interesse storico e antropologico.

Il Santuario della Madonna di ReModifica

Il santuario della Madonna del Sangue, che si trova a Re, comune italiano della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, è stato costruito in stile neo-bizantino, in seguito ad un miracolo del 1494 è diventato il centro religioso della zona e il luogo di riferimento costante della fede e della pietà popolare.

La cappella dell'addio di GagnoneModifica

La "cappella dell'addio" si trova sulla statale poco prima di Gagnone. Davanti ad essa avveniva il saluto delle famiglie agli emigranti in partenza, che venivano accompagnati fino al confine della valle.

Sant'Abbondio di MaseraModifica

La chiesa di S. Abbondio di Masera, collocata sul lato destro del torrente Melezzo in val Vigezzo, era il vero e proprio inizio dell'antica strada di Vigezzo. La chiesa è stata abbandonata per secoli, ma è stata recentemente sottoposta a pulizia e restauro, grazie al quale è ora possibile ammirare in tutta la sua bellezza la struttura romanica.

Santa Maria MaggioreModifica

Santa Maria Maggiore è il cuore della Val Vigezzo, la sua capitale turistica e amministrativa. Posta a 800 m di quota, al centro dell'altipiano vigezzino, conserva i tratti signorili dell'antica capitale. La Chiesa parrocchiale dedicata all'Assunta, originariamente costruita prima del 1000, fu ricostruita nel XVIII sec. con struttura a navata unica; è decorata da affreschi del pittore locale Giuseppe Maria Borgnis, fra i quali l'Incoronazione della Vergine. Pitture ed affreschi di pregevole fattura e di rilevanza artistica sono raccolti anche negli oratori di S. Giovanni e di S. Rocco a Crana.

La scuola di belle arti "Rossetti Valentini"Modifica

La tradizione artistica, che ha dato alla Val Vigezzo l'appellativo di "valle dei pittori", continua oggi grazie alla scuola di belle arti "Rossetti Valentini", fondata a fine Novecento. L'annessa pinacoteca raccoglie opere di pittori vigezzini.

Il Museo dello spazzacaminoModifica

Il museo dello spazzacamino a Santa Maria Maggiore raccoglie immagini, oggetti e attrezzi di un mestiere oggi abbandonato, ma che ha ricoperto un ruolo fondamentale nell'economia e nei flussi migratori della val Vigezzo[3].

La "Piazza dei Miracoli" della Val VigezzoModifica

Presso il paese di Craveggia si trova quella che è stata definita la "Piazza dei Miracoli" della Val Vigezzo, poiché la piazza principale raccoglie gli edifici sacri, la Chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Cristoforo e il battistero. All'interno della chiesa è conservato il Tesoro del Re di Francia, costituito da paramenti sacri in sete antiche, pissidi, croci e ostensori preziosi[4].

I paesi delle CentovalliModifica

Raggiunta la Svizzera e le Centovalli si incontrano i paesi di Borgnone, Lionza, Verdasio, Pila e Intragna, collegati tra loro da strade e antiche mulattiere. A Intragna sorge il campanile più alto del Ticino (65 m) e ha sede il Museo etnografico regionale delle Centovalli e del Pedemonte, che raccoglie le testimonianze della vita in questa zona nei decenni e nei secoli passati.

NoteModifica

  1. ^ Via del mercato, su caivilladossola.it. URL consultato il 7 maggio 2015.
  2. ^ Paolo Volorio, Paola Gardin, Borghi dell'Ossola. Masera, la via del Mercato, su academia.edu. URL consultato il 25 dicembre 2018.
  3. ^ museospazzacamino.it. URL consultato il 12 maggio 2015.
  4. ^ camminidevozionali.it. URL consultato il 12 maggio 2015.

Voci correlateModifica