Vieni avanti cretino

film del 1982 diretto da Luciano Salce
Vieni avanti cretino
Vieni avanti.png
Logo del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1982
Durata98 min
Rapporto1,66:1
Generecomico, commedia
RegiaLuciano Salce
SoggettoRoberto Leoni, Franco Bucceri e Lino Banfi
SceneggiaturaRoberto Leoni, Franco Bucceri e Lino Banfi
ProduttoreGiovanni Bertolucci e Aldo U. Passalacqua
Casa di produzioneSan Francisco Film
Distribuzione in italianoCineriz
FotografiaErico Menczer
MontaggioAntonio Siciliano
MusicheFabio Frizzi
CostumiVera Cozzolino
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Vieni avanti cretino è un film del 1982 diretto da Luciano Salce e interpretato da Lino Banfi[1][2].

TramaModifica

Roma. Pasquale Baudaffi è un detenuto appena uscito dal carcere romano di Regina Coeli; ad accoglierlo troverà il cugino Gaetano, impiegato presso un ufficio di collocamento, che tenterà di aiutarlo per un percorso di reinserimento onesto nella società, proponendogli svariate attività lavorative con impiego immediato.

Da questa premessa partono una serie di scene; in primo luogo Baudaffi si reca presso una casa d'appuntamenti che frequentava prima del suo arresto, che però è ora uno studio dentistico ma lui non se ne accorge. Registratosi e in attesa del suo turno, avrà un discorso surreale e pieno di doppi sensi con un paziente, un ingegnere loquace e invadente con il quale avrà uno scontro quasi fisico che lo porterà ad abbandonare il locale urlando.

Uscito dallo studio dentistico, lungo la strada, l'uomo incontra Don Peppino, uno sconosciuto prete manesco in pellegrinaggio a Roma, che lo scambia per un vecchio amico d'infanzia chiamandolo Pasquale Zagaria (citazione del vero nome di Lino Banfi). Nonostante Pasquale non abbia mai visto quel prete in vita sua, i due chiacchierano in stretto dialetto pugliese (con sottotitoli in arabo) e si prendono a schiaffi come strano segno d'affetto.

Seguirà poi un colloquio per un posto di guardiacaccia comunale, ma Pasquale non riuscirà a superare l'esame, non essendo affatto preparato in ornitologia.

Il successivo tentativo è come garagista; per fare un piacere al titolare, malato di cuore, Baudaffi accetta di rimanere al posto suo per una notte, convinto da un'allettante cena preparata dalla moglie del titolare. L'esperienza finirà con Pasquale che permetterà il furto collettivo di tutte le automobili dell'autorimessa da parte di un gruppo di fratelli siciliani, che compiono tale atto in quanto sicuri che la loro unica sorella "libertina" sia finita proprio in quel garage, nascosta in qualche auto.

A ciò segue una prova come cameriere in un bar, durante la quale due fidanzati indecisi e in crisi di coppia porteranno all'esasperazione il povero Pasquale, che, ascoltando i dialoghi dei due e interpretandoli come le ordinazioni per un caffè, cadrà in una serie di equivoci, vessato anche dai modi rudi del titolare del bar.

Dopo quest'ultima esperienza fallimentare il cugino Gaetano, dovendosi assentare per qualche minuto, gli chiede di sostituirlo all'ufficio di collocamento, ma qui Pasquale trova un direttore intollerante verso gli omosessuali, che finisce, a causa di ulteriori equivoci, proprio per crederlo gay (dopo averlo sorpreso a passeggiare all'interno dell'ufficio calzando scarpe da donna ed a guardare per sbaglio in un bagno maschile) e quindi cacciarlo via.

In seguito, a una festa aristocratica organizzata da una contessa, Pasquale viene scambiato per un famoso gitano e tenore spagnolo e sarà costretto a cantare una serenata mischiando dialetto pugliese e spagnolo maccheronico, riscuotendo un discreto successo ma anche delle critiche, poiché si capisce che la storia da lui cantata parla della fuga della sua amata, una tale Filomena la quale, non era affatto fuggita da Canosa (cittadina d'origine del Baudaffi) ma aveva trovato lavoro presso una casa d'appuntamento.. Poco dopo si esibisce in un ballo di flamenco, ma terminata la danza sulla scalinata, farà partire accidentalmente il cavalletto della sedie a rotelle della nobile anziana, che finirà sul tavolo del buffet, decretando la fine della festa.

Archiviata quest'altra esperienza, viene assunto in una fabbrica di cibernetica, ma qui troverà un direttore nevrotico, agitato e pieno di tic, il dottor Tomas. Gli verranno assegnate delle mansioni ripetitive ed alienanti che lo porteranno quasi alla pazzia e che lo costringeranno quasi a far saltare in aria lo studio.

Ormai rassegnato a fare la vita da barbone, Pasquale nota su un giornale l'annuncio di un cagnolino smarrito, Nerone, che casualmente ritrova. Il ritrovamento fa sperare a Baudaffi una cospicua ricompensa in denaro, ma l'uomo ottiene in cambio solo un rude rapporto sessuale con Palmira, una grassa signora aristocratica, padrona del cagnolino.

Il film si chiude con l'intervento dello stesso Luciano Salce, a giudicare l'interpretazione di Banfi: l'attore viene condannato alla fucilazione da parte di un plotone d'esecuzione, che si rivela poi armato di torte alla panna.

ProduzioneModifica

Il titolo è un esplicito omaggio alla famosa battuta dei fratelli De Rege, e con essi alla tradizione dell'avanspettacolo italiano. Infatti molti degli sketch proposti nella pellicola sono veri e propri classici dell'avanspettacolo, come ad esempio l'equivoco dentista/casa d'appuntamenti.

«Non è vero, come molti credono che alcuni sketch furono improvvisati direttamente sul set, ma sono stati, invece, il risultato di una accurata ricerca degli sceneggiatori sugli archetipi della comicità popolare da Plauto alla commedia dell'arte, al Vaudeville, al varietà, compresa la celeberrima sequenza del dialogo in dialetto barese con i sottotitoli in arabo davanti al Colosseo. L'unica eccezione nata sul set dalla collaborazione tra Banfi, Salce e gli sceneggiatori è la canzone anglo-iberico-pugliese "Filomeña" cantata alla festa.[3]»

AccoglienzaModifica

Ebbe un grande successo commerciale poiché realizzò più di tre miliardi d'incasso ai botteghini[4].

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Roberto Poppi, Dizionario del cinema italiano: I film, Gremese, 2000, ISBN 887742429X.
  2. ^ Marco Giusti, Dizionario dei film italiani stracult, Sperling & Kupfer, 1999, ISBN 8820029197.
  3. ^ Intervista a Roberto Leoni sul DVD di Vieni avanti cretino
  4. ^ Andrea Pergolari, Verso la commedia: momenti del cinema di Steno, Salce, Festa Campanile, Firenze libri, 2002.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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