Lino Banfi

attore, comico, sceneggiatore e cabarettista italiano (1936-)

Lino Banfi, pseudonimo di Pasquale Zagaria[1] (Andria, 9 luglio 1936[2]), è un attore, comico, sceneggiatore e cabarettista italiano.

Lino Banfi nel 2022

Durante la sua lunga carriera ha recitato in ruoli sia comici sia drammatici, lavorando con alcuni registi particolarmente rilevanti quali Luciano Salce, Nanni Loy, Steno, Dino Risi e Lucio Fulci.

Insieme a Paolo Villaggio, Lando Buzzanca, Mario Carotenuto, Alvaro Vitali, Johnny Dorelli e Renzo Montagnani, è ritenuto uno degli attori più rappresentativi della commedia sexy italiana degli anni settanta e ottanta.[3] Oltre ad avere ottenuto la popolarità con pellicole cinematografiche che lo hanno visto protagonista o co-protagonista, Banfi si è contraddistinto come cabarettista negli spettacoli televisivi di intrattenimento. Dalla seconda metà degli anni novanta, ha cambiato radicalmente registro artistico, dedicandosi quasi interamente alla recitazione nelle fiction televisive.

Biografia modifica

Gli inizi modifica

 
Lino Banfi nella sua prima apparizione televisiva: Biblioteca di Studio Uno (1964) con Memmo Carotenuto

Pasquale Zagaria nasce ad Andria[4] il 9 luglio 1936, venendo però iscritto all'anagrafe soltanto l'11, da Riccardo Zagaria e Nunzia Colia;[2] quando aveva tre anni la famiglia si trasferisce nel vicino paese di Canosa di Puglia, dove vive fino alla maggior età. La sua famiglia, profondamente cattolica, lo spinge a provare l'esperienza del seminario, ma lui si sente portato per fare spettacolo ed esordisce come cantante nelle feste musicali di paese. Fu proprio il vescovo Giuseppe Di Donna a suggerirgli di intraprendere la carriera di attore comico, in quanto durante le recite parrocchiali in cui interpretava Giuda, San Giovanni e San Pietro, ridevano tutti.

Intuì presto che il suo destino era quello di intraprendere la carriera artistica, contro il volere dei genitori, i quali ritenevano che questo non fosse un vero e proprio lavoro. Gli inizi furono molto difficili, tanto che Banfi attraversò periodi di seria difficoltà economica, finendo anche in preda agli strozzini. Il 24 dicembre 1954 fu soccorso da un posteggiatore abusivo napoletano di nome Ciro che lo portò a casa sua per sfamarlo, pagandogli anche un biglietto per Milano, dove a causa delle ristrettezze economiche fu costretto a dormire in edifici in costruzione, o nelle stazioni dei treni. Nel 1955 arrivò addirittura a fingersi malato per essere operato alle tonsille, solo per poter dormire al caldo all'interno dell'ospedale.

Sempre nel 1954, tenta l'avventura nel teatro di varietà di Milano dopo essere entrato nella compagnia di Arturo Vetrani, inizia la sua carriera portando in scena elementi tipici del suo paese con detti e modi di dire, cosa che continuerà a fare anche in seguito, incentrando la sua comicità sul suo dialetto e sulla parlata buffa e originale.

 
Lino Banfi nel film Zum Zum Zum - La canzone che mi passa per la testa (1968)

Inizialmente scelse come pseudonimo Lino Zaga; fu spinto poi a modificarlo da Totò che, a suo giudizio, riteneva che nel mondo dello spettacolo portasse fortuna accorciare i nomi, ma portasse invece sfortuna accorciare i cognomi.[5][6] Fu il suo impresario, insegnante elementare e marito di Maresa Horn,[7] a scegliergli il cognome, prendendo il primo nominativo dal registro di classe dei suoi alunni, ovvero Aureliano Banfi.

Anni sessanta e settanta modifica

Successivamente si trasferì a Roma dove esordì in televisione nel programma di Antonello Falqui del 1964, Biblioteca di Studio Uno, dove interpretò la parte di un valletto recitando alcune battute con l'accento pugliese. Negli anni seguenti partecipò in televisione al programma Speciale per voi su Rai 2 nel 1969[5] di Renzo Arbore e nel 1972 con il Cabaret Sancarlino insieme con Carletto Sposito ed Anna Mazzamauro, continuando poi con Enrico Montesano e Lando Fiorini.

 
Lino Banfi nel film Mezzanotte d'amore (1970)

Il suo esordio nel cinema risale al 1960 col film Urlatori alla sbarra, in cui fece una breve apparizione. Dal 1964 recita piccole parti nei film di Franco e Ciccio come I due evasi di Sing Sing, 002 Operazione Luna, Due marines e un generale, I due pompieri, Riuscirà l'avvocato Franco Benenato a sconfiggere il suo acerrimo nemico il pretore Ciccio De Ingras?, o nei film di Alighiero Noschese ed Enrico Montesano, come Il furto è l'anima del commercio!?..., Io non spezzo... rompo e Boccaccio. Comincia così a farsi conoscere e nel 1973 esordisce come protagonista nel film Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia, che lo porta al successo.[senza fonte]

Prende parte ad altri film con Ciccio Ingrassia, come L'esorciccio (1975), oggi considerato un cult[senza fonte] e, sempre nel 1975 gira il film Colpo in canna, con Ursula Andress. Nello stesso anno lavora anche per la televisione nella trasmissione Senza rete, con Alberto Lupo. Fu quindi protagonista di molti varietà, tra i quali Arrivano i mostri del 1977.

 
Lino Banfi in una scena del film Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio (1983)

Fra gli anni settanta e ottanta divenne una delle icone della commedia sexy all'italiana, trovandosi spesso a recitare al fianco di altri esponenti del genere come Renzo Montagnani, Alvaro Vitali, Mario Carotenuto, Gianfranco D'Angelo, Edwige Fenech, Gloria Guida, Laura Antonelli, Jimmy il Fenomeno e Nadia Cassini in pellicole quali La liceale nella classe dei ripetenti, L'onorevole con l'amante sotto il letto, La moglie in bianco... l'amante al pepe, L'infermiera di notte, L'insegnante va in collegio, L'insegnante viene a casa, L'insegnante balla... con tutta la classe e molte altre.

Anni ottanta modifica

In questo periodo prende parte a molti film come Cornetti alla crema (1981), Vieni avanti cretino (1982) - dove produce scenette tipiche dell'avanspettacolo come la famosa canzone Filomeña o la scena degli schiaffi col prete pugliese davanti al Colosseo, con sottotitoli in arabo - , Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio (1983), L'allenatore nel pallone (1984) - dove interpreta uno dei suoi personaggi più famosi, l'allenatore calcistico Oronzo Canà - e Il commissario Lo Gatto (1986) di Dino Risi in cui è autore del testo della canzone leit-motive del film "Carnaval", su musica di Mimmo di Francia col quale ha scritto altre due canzoni : "Nella soffitta" e "Piano bar". Nel 1985 è uno dei protagonisti del film I pompieri, insieme a Paolo Villaggio e Massimo Boldi e nel 1986 recita nuovamente con loro in Scuola di ladri e in Grandi magazzini; l'anno dopo recita nel sequel Missione eroica - I pompieri 2, in Bellifreschi e Com'è dura l'avventura. In questo periodo riscuote un successo enorme, tanto da rifiutare il film di Pupi Avati Regalo di Natale, pur stimando molto Avati, ma, come dichiara al Corriere della Sera, si è pentito pur provando gioia per il successo avuto da Diego Abatantuono che lo ha sostituito.[8]

 
Lino Banfi con la figlia Rosanna a Canosa di Puglia nel 2011

Dopo una breve parentesi a Canale 5, in cui nel 1984 e nel 1985 conduce e partecipa a Risatissima[5] e alla 500ª puntata de Il pranzo è servito, in Rai gli venne affidata la conduzione di Domenica in (1987-1988) e Stasera Lino (1989).

Nel 1989 gira la serie televisiva intitolata Il vigile urbano.

Anni novanta modifica

Nel 1990, in occasione del 40º Festival di Sanremo, è protagonista assieme a Renzo Arbore e Michele Mirabella de Il caso Sanremo. Nel 1991 torna a Canale 5 dove conduce lo special di San Valentino Una sera c'incontrammo con la partecipazione di Rosanna Banfi e Corrado Tedeschi, e il gioco-spettacolo del venerdì sera Il gioco dei giochi. Nel 1992 recita nella serie televisiva Un inviato molto speciale. Poi segue una breve parentesi teatrale recitando nel Vespro della Beata Vergine (1995). Nel 1996 conduce lo show Gran Casinò, poi sospeso per i bassi indici di ascolto. Nel 1997 interpreta il suo primo ruolo drammatico da protagonista nel film per la televisione Nuda proprietà vendesi. Dal 1998 entra nel cast della fiction Un medico in famiglia, in cui interpreta il ruolo di Libero Martini, un personaggio completamente diverso da quelli interpretati negli anni settanta e ottanta; questa serie ottenne ottimi ascolti sin dalla prima stagione, arrivando a superare i 10.000.000 di telespettatori[9] e, delle dieci stagioni realizzate, non ha preso parte solo alla settima del 2011, e ha doppiato il suo personaggio nella serie animata omonima.

Anni duemila modifica

 
Banfi nel 2007.

Nel 2000 interpreta il suo secondo ruolo drammatico nel film per la televisione Vola Sciusciù. Inoltre Banfi nel 2001 viene nominato ambasciatore dell'UNICEF e nello stesso periodo prende parte a numerose fiction, tra le quali Un difetto di famiglia e Un posto tranquillo (2003). Nel 2003 ha ricevuto il Telegatto alla carriera, e l'anno successivo ha girato per la Rai la fiction Raccontami una storia.

Nel 2005 ha interpretato il ruolo di Babbo Natale nella fiction per Canale 5 Il mio amico Babbo Natale; l'anno dopo prese parte al seguito, anch'esso trasmesso sulla rete ammiraglia di Mediaset.

Nel 2006 la Rai aveva prodotto il film Il padre delle spose, che però a causa del tema dell'amore omosessuale aveva scatenato polemiche da parte di alcune associazioni e giornali. La Rai decise ugualmente di trasmettere il film, e Banfi difese pubblicamente tale scelta. Banfi è stato ospite, nelle vesti del personaggio di Oronzo Canà, del programma televisivo di Italia 1 Guida al campionato condotto da Mino Taveri per tutto il mese di dicembre 2007 al fine di promuovere il sequel de L'allenatore nel pallone. A gennaio 2008, dopo una lontananza dal cinema di venti anni, riprende i panni di Oronzo Canà nel sequel L'allenatore nel pallone 2 e poi nel film Un'estate al mare, uscito nel 2009. Ha interpretato il film Indovina chi sposa mia figlia!, nel quale ha recitato in tedesco, leggendo i copioni per la sua non conoscenza della lingua.[10] Nel 2009 ha interpretato Antonio nella miniserie televisiva Scusate il disturbo.

Anni 2010 modifica

 
Lino Banfi nel corso di una conferenza stampa a Roma nel 2006

Nel 2010 è protagonista della miniserie Tutti i padri di Maria. Nel 2011 ritorna a lavorare per Mediaset, vestendo nuovamente i panni del commissario nella miniserie di Canale 5 Il commissario Zagaria. Il 30 marzo 2012 è uscito nelle sale cinematografiche Buona giornata, per la regia di Carlo Vanzina, in cui Banfi interpreta il senatore Leonardo Lo Bianco. Il cast comprende anche Diego Abatantuono, Teresa Mannino, Maurizio Mattioli, Vincenzo Salemme e Christian De Sica.[11] Nel 2016 torna al cinema interpretando il senatore Nicola Binetto nel film Quo vado?, diretto da Gennaro Nunziante e interpretato da Checco Zalone. Nel 2018 viene presentata Bontà Banfi una linea di prodotti tipici pugliesi da lui selezionati e con la sua immagine a Cibus

Il 22 gennaio 2019 il vice premier Luigi Di Maio lo nomina membro della commissione italiana all'UNESCO, in sostituzione di Folco Quilici.[12]

Anni 2020 modifica

Tra aprile e giugno 2021 cura la rubrica Lino Nazionale nel programma Rai Oggi è un altro giorno. Nella stessa estate torna alla ribalta supportando con i suoi slogan la Nazionale italiana di calcio in vista dell’Europeo, partecipando a diverse trasmissioni Rai come l’ultima, Notte Azzurra - La vittoria, incentrata appunto sul trionfo degli azzurri,[13] e prendendo parte allo spot di TIMvision nelle vesti del celebre Oronzo Canà.

Nel 2022 partecipa alla terza edizione del Cantante mascherato insieme alla figlia Rosanna con la maschera del Pulcino, arrivando secondo.

Presta la sua voce nel cortometraggio "Agli eroi del nostro tempo"[14] che celebra gli operatori sanitari impegnati nella lotta alla pandemia da Covid-19.

Dal 21 ottobre al 4 novembre 2023 è stato concorrente della 18ª edizione di Ballando con le stelle, in coppia con Alessandra Tripoli, ritirandosi alla terza puntata.[15]

Vita privata modifica

Il 1º marzo 1962, dopo 10 anni di fidanzamento, si è sposato con Lucia Lagrasta (1938-2023[16]) dalla quale ha avuto due figli, Rosanna, anche lei attrice, e Walter (1968), regista e produttore cinematografico.

Lino Banfi ha due nipoti, entrambi figli di Rosanna, Virginia (1993) e Pietro (1998).[17] Gestisce insieme ai figli un ristorante, "Orecchietteria Banfi", nelle vicinanze di piazza Cavour, nel quartiere Prati, a Roma.[17]

È tifoso della Roma[18] e politicamente si dichiara di destra. Nel 2019, in un'intervista a Il Fatto Quotidiano, ha rivelato di essere stato un elettore del Movimento Sociale Italiano nonché grande estimatore di Giorgio Almirante[19] e in più di un'occasione ha dichiarato di essere stato per tanti anni molto amico di Silvio Berlusconi finché era in vita.[20]

Filmografia modifica

Cinema modifica

 
Alvaro Vitali, Lino Banfi e Janet Agren ne L'onorevole con l'amante sotto il letto (1981) di Mariano Laurenti
 
Lino Banfi e Michela Miti in uno scatto di scena sul set di Vieni avanti cretino (1982) di Luciano Salce

Televisione modifica

Sceneggiatore modifica

Programmi televisivi modifica

Pubblicità modifica

Programmi radiofonici modifica

Discografia modifica

Album modifica

Singoli modifica

  • 1974 – Meno mele/Mela tengo (Ri-Fi, RFN-NP-16591) scritte insieme al cantautore Franco Simone.
  • 1975 – L'esorciccio/Sciamuninn rock (Ri-Fi, RFN-NP-16610) Lato A interpretato da Ciccio Ingrassia
  • 1977 – Tettation/Imprecation (Ariston Records, AR-00794)
  • 1982 – Vieni avanti cretino/Vieni avanti cretino (strumentale) (Cinevox, MDF-139)
  • 1984 – Spaghetti aerobic dance/My cats (La gatta) (Five Record, FM 13055)
  • 1986 – Grandi Magazzini/Heppinesse (RCA, BB 41011)
  • 1999 – Ninna nanna nonno/Ciao ragazzi (Edizioni BMG Ricordi S.p.A., 743217321321 CD Single)

Partecipazioni modifica

  • 1978 – Secondo alcune fonti, sarebbe di Banfi la voce che ripete il tormentone "nuntereggae più" nell'omonima canzone di Rino Gaetano.[27]
  • 2004 – Ecceziunale Compilation (Universal Music, CD) con il brano Sciamunin Rock
  • 2008 – 40 anni di me con voi (Halidon) con il brano La marcia di Oronzo
  • 2014 – Speciale (per noi che eravamo) ragazzi (Siglandia – SGL 3CD 0001) con il brano Il vigile urbano

Pubblicazioni modifica

  • L'invertito di provincia, Roma, Edizioni Sedi, 1978, ISBN non esistente.
  • Alla grande!, Milano, Sugarco Edizioni, 1991, ISBN 88-7198-081-6.
  • Una parola è troppa... Nonno Libero racconta, Roma, Gremese, 2003, ISBN 88-8440-283-2.
  • C'era una volta Nonno Libero, Roma, Gremese, 2004, ISBN 88-8440-323-5.
  • Ti racconto una storia... Ricordi di vita e di scena, Segrate, Rizzoli, 2006, ISBN 88-17-01381-1.
  • Il chèlcio secondo Oronzo Canà, Segrate, Mondadori, 2009, ISBN 978-88-04-59260-0.
  • Hottanta voglia di raccontarvi... ...la mia vita e altre stronzéte, Firenze, Mondadori Electa, 2016, ISBN 978-88-918-0727-4.
  • Lino Banfi, Siamo tutti allenatori nel pallone, a cura di Marco Ercole, prefazione di Picchio De Sisti, Roma, Bibliotheka Edizioni, 2020, ISBN 978-88-6934-687-3.
  • Alfredo Baldi e Lino Banfi, Le molte vite di Lino Banfi, Roma, Edizioni Sabinae, 2021, ISBN 979-12-80023-19-3.

Riconoscimenti modifica

 
Lino Banfi con Franco Franchi nel 1977

Onorificenze modifica

«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— Roma, 2 giugno 1994[31]
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— Roma, 27 dicembre 1998[31]
Laurea honoris causa in scienze della comunicazione
— Università Sancti Cyrilli di Malta, 15 dicembre 2008[32]

Note modifica

  1. ^ Lino Banfi e gli Zagaria di Andria, su Golfo Eventi, 18 novembre 2020. URL consultato il 14 novembre 2023.
  2. ^ a b Chiambretti Night - L'identità di Lino Banfi, su video.mediaset.it, videomediaset.it, 18 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
    «Pasquale Zagaria, nato ad Andria il 9 luglio ma registrato l'11»
  3. ^ Scheda su MYmovies, su mymovies.it. URL consultato l'8 giugno 2014.
  4. ^ all'epoca in provincia di Bari (dal 2004 confluito nella neo-costituita provincia di Barletta-Andria-Trani)
  5. ^ a b c Chiambretti Night - L'identità di Lino Banfi. L'identità di Lino Banfi. Pasquale Zagaria, nato ad Andria il 9 luglio ma registrato l'11, battezzato artisticamente da Totò, ex morto di fame..., su video.mediaset.it, videomediaset.it, 18 marzo 2011.
  6. ^ Ciro Pellegrino, Perché Pasquale Zagaria si chiamò Lino Banfi? Merito del grande Totò, in Fanpage. URL consultato il 26 giugno 2023.
  7. ^ Lino Banfi, Una parola è troppa--: Nonno Libero racconta, Gremese Editore, 2003, ISBN 88-8440-283-2. URL consultato il 12 novembre 2018.
  8. ^ Lino Banfi: "Mia moglie Lucia mi sta preparando l'aldilà. C'è un film che mi pento di aver rifiutato", su corriere.it.
  9. ^ UN MEDICO IN FAMIGLIA: TUTTI I NUMERI DI UN SUCCESSO LUNGO 13 ANNI, su DavideMaggio.it. URL consultato il 1º marzo 2018.
  10. ^ Chiambretti Night - L'identità di Lino Banfi. L'identità di Lino Banfi. Pasquale Zagaria, nato ad Andria il 9 luglio ma registrato l'11, battezzato artisticamente da Totò, ex morto di fame..., su video.mediaset.it, videomediaset.it, 18 marzo 2011.
  11. ^ Buona Giornata - Film (2012) su Coming Soon.it
  12. ^ Cristina Pantaleoni, Lino Banfi nella commissione italiana Unesco: "In mezzo a tanti plurilaureati, io porto un sorriso", su video.repubblica.it, 22 gennaio 2019.
  13. ^ Euro 2020, Lino Banfi: "Mancini mi ha chiamato alle 3 di notte", su Tgcom24. URL consultato il 12 luglio 2021.
  14. ^ "A tutti gli eroi del nostro tempo, grazie": il video-messaggio con le voci di Ornella Muti e Lino Banfi per omaggiare gli operatori sanitari, su Il Fatto Quotidiano, 12 gennaio 2022. URL consultato il 3 agosto 2022.
  15. ^ Lino Banfi lascia Ballando con le stelle, gelo in diretta. La reazione di Milly Carlucci, su iltempo.it.
  16. ^ Morta Lucia Zagaria, la moglie di Lino Banfi - Tv - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 22 febbraio 2023. URL consultato il 14 agosto 2023.
  17. ^ a b Tania Mancuso, Lino Banfi figli: chi sono Rosanna e Walter? Che lavoro fanno? Tutti i dettagli, su DonnaPOP, 22 febbraio 2023. URL consultato il 22 febbraio 2023.
  18. ^ Francesco Gregorace, Lino Banfi alias Oronzo Canà "consiglia" Rudi Garcia..., su CalcioWeb, 30 settembre 2015. URL consultato il 14 agosto 2023.
  19. ^ Lino Banfi, grillino io? Ma quando mai: votavo Msi e oggi sto con il centrodestra, su secoloditalia.it, 25 marzo 2019.
  20. ^ Lino Banfi: "Tifo per Silvio Berlusconi al Quirinale. Da quarant'anni mi chiama per il mio compleanno", su Blitz quotidiano, 5 luglio 2021. URL consultato il 14 agosto 2023.
  21. ^ Risate all'italiana, su CineMAN, 9 giugno 2022. URL consultato l'8 febbraio 2023.
  22. ^ Our Movies, su Innuendo Movies. URL consultato l'8 febbraio 2023.
  23. ^ Cura lo spazio I segreti di Canà, nelle vesti del suo personaggio Oronzo Canà.
  24. ^ Curava la rubrica Lino Nazionale, in onda il lunedì e il venerdì.
  25. ^ https://carosello.tv/attori/lino-banfi/
  26. ^ RADIORAI: VIVA LA RADIO CON LINO BANFI, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 4 novembre 2021.
  27. ^ Rino Gaetano - biografia, recensioni, streaming, discografia, foto :, su OndaRock. URL consultato il 17 febbraio 2022.
  28. ^ Lino Banfi e la figlia Rosanna ricevono il Gay Village Awards: le foto, su Gossip.it. URL consultato il 17 febbraio 2022.
  29. ^ GAY VILLAGE AWARDS 2011: il pubblico premia i grandi nomi dello spettacolo e della politica per sostenere la lotta contro l'omofobia | Gay Village Archiviato il 4 ottobre 2011 in Internet Archive.
  30. ^ "Oronzo Cana" diventa allenatore ad honorem, in ANSA, 28 maggio 2014. URL consultato il 29 maggio 2014.
  31. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  32. ^ Nicola Morisco, Laurea honoris causa a Lino Banfi dall'Università di Malta. Bari gliela negò, in La Gazzetta del Mezzogiorno, 8 dicembre 2008. URL consultato il 31 gennaio 2019.

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