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Nella Chiesa cattolica, un visitatore apostolico è un rappresentante ecclesiastico con la missione transitoria di effettuare una visita canonica di durata relativamente breve. Il visitatore è incaricato di indagare su una circostanza particolare in una diocesi o su un paese e di presentare una relazione alla Santa Sede a conclusione delle indagini.

Indice

StoriaModifica

I visitatori apostolici sono funzionari della chiesa che comunemente appartengono alla classe dei legati pontifici. I visitatori differiscono da altri delegati apostolici, principalmente nel fatto che la loro missione è solo transitoria e di durata relativamente breve.

Nei tempi antichi, i papi in generale esercitarono il diritto di ispezionare le diocesi dei vari paesi attraverso i loro nunzi e delegati (c 1, Extravag Comm de Consuet I, 1;..... C 17, X, de Cens III, 39. ), anche se di tanto in tanto, anche nelle età più remote, inviarono visitatori speciali.

Nel tempo moderno, la missione dei nunzi pontifici è piuttosto quella di un diplomatico che di un visitatore. Questi tuttavia, sono inviati dal papa per le emergenze speciali e non a intervalli stabiliti. Il loro dovere è quello di ispezionare lo stato della Chiesa nel Paese in questione e poi redigere una relazione per la Santa Sede. A volte, questa visita è fatto con la stessa attenzione ai dettagli di una visita episcopale.

Clero regolareModifica

I visitatori apostolici sono inoltre nominati per visitare le varie province di un ordine religioso, ogni volta che, a giudizio del pontefice, questo diventa utile o necessario. In tutti i casi di visita apostolica, il Papa, attraverso i delegati, mette in atto la giurisdizione suprema e immediata che gli appartiene per ogni e qualsiasi parte della Chiesa. I poteri esatti di un visitatore possono essere conosciuti solo dal suo breve di nomina. Il suo ufficio cessa non appena egli ha presentato il suo rapporto alla Santa Sede tramite la Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.

Casi particolariModifica

Diocesi di RomaModifica

Per la città di Roma in sé c'è una Commissione permanente della Visita Apostolica. Venne istituita da papa Urbano VIII come una delle congregazioni romane sotto la presidenza del cardinale vicario con il nome di Congregazione della visita apostolica. Venne poi trasformata in una commissione da papa Pio X attraverso la costituzione apostolica Sapienti Consilio del 29 giugno 1908. Questi visitatori apostolici ogni anno ispezionano le parrocchie e le istituzioni di Roma e compilano una relazione sulla loro condizione spirituale e finanziaria. Essi prestano particolare attenzione al rispetto degli obblighi che scaturiscono dalle pie fondazioni e dai legati per messe e cappellanie.

Per la diocesi di Roma, la visita apostolica equivale a quella che, nelle altre diocesi, è chiamata visita pastorale.[1]

Chiese orientali cattolicheModifica

Nelle Chiese orientali cattoliche, ossia nelle Chiese particolari di rito liturgico diverso da quello latino, l'ufficio di visitatore apostolico può essere a tempo indeterminato; in questo caso l'ufficio equivale a quello di ordinario per le comunità della diaspora che non hanno una guida o un responsabile appartenente al proprio rito liturgico. Il termine "apostolico" deriva dal fatto che la nomina è fatta dal papa su proposta del sinodo permanente della Chiesa sui iuris in questione.[2]

Nella Chiesa maronita (di rito antiocheno):

Nella Chiesa cattolica siro-malankarese (di rito antiocheno):

Nella Chiesa cattolica sira (di rito antiocheno):

Nella Chiesa armeno-cattolica (di rito armeno):

Nella Chiesa cattolica caldea (di rito caldeo):

  • il vescovo titolare di Hirta Saad Sirop è visitatore apostolico in Europa.

Nella Chiesa cattolica siro-malabarese (di rito caldeo):

Nella Chiesa greco-cattolica bielorussa (di rito bizantino) l'unico ordinario è il visitatore apostolico e archimandrita Sergiusz Gajek.

Nella Chiesa cattolica caldea (di rito bizantino):

Nella Chiesa greco-cattolica ucraina (di rito bizantino):

Nella Chiesa greco-cattolica rumena (di rito bizantino):

NoteModifica

  1. ^ «La visita apostolica designa a Roma quella che altrove è la visita pastorale, raccomandata dal concilio di Trento ai vescovi» (Fortunato Iozzelli, Roma religiosa all'inizio del Novecento, Edizioni di Storia e Letteratura, 1985, p. 49; Fiorani, Le visite apostoliche del Cinque-Seicento, e la società religiosa romana, in "Ricerche per la storia religiosa di Roma" 4, 1980, pp. 55-56).
  2. ^ Pablo Gefaell, Cristiani orientali e pastori latini, Giuffrè Editore, Milano 2012, p. 468.
  3. ^ a b Nomina dell'11 ottobre 2018, sul Bollettino della Santa Sede.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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