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Vittorio Sogno

militare e agente segreto italiano

BiografiaModifica

Nacque a Spoleto il 24 luglio 1885.[2] Dopo aver frequentato la Regia Accademia di Artiglieria e Genio di Torino ne uscì con il grado di sottotenente assegnato all'arma del genio nel 1904. Come ufficiale di Stato maggiore partecipò alla guerra italo-turca del 1911-1912 e alla prima guerra mondiale. Avvicinatosi dopo la fine del primo conflitto mondiale al mondo dell'intelligence, con il grado di colonnello tra il 1932 e il 1934) fu alla guida del Servizio Informazioni Militare (SIM),[3] e poi comandante del genio del Corpo d'armata di Firenze. Successivamente, promosso generale di brigata il 16 giugno 1935, come vicecomandante della 126ª Divisione fanteria "Assietta" II, partecipò marginalmente alla guerra d'Etiopia.[2]

Promosso generale di divisione il 21 novembre 1937, l'anno successivo divenne comandante della 20ª Divisione fanteria "Curtatone e Montanara", in seguito ridenominata 20ª Divisione fanteria "Friuli" nel 1939, alla sua guida partecipò alle prima operazioni belliche dopo l'entrata in guerra del Regno d'Italia, avvenuta il 10 giugno 1940. Lasciato il comando della divisione il 31 agosto dello stesso anno, il giorno successivo passò alla guida del VII Corpo d'armata sino al 14 aprile 1941, transitando poi a quello del XVII Corpo d'armata per riprendere poco dopo, il 3 novembre 1941, il comando del VII Corpo d'armata che mantenne fino al 9 giugno 1942.[2]

Elevato al grado di generale di corpo d'armata il 1 gennaio 1942, dopo aver assunto il comando del corpo di spedizione (XXX corpo d'armata) che doveva conquistare l'isola di Malta (Operazione C3), tra il novembre 1942 e il 13 maggio 1943 fu ancora al comando del XXX Corpo d'armata, ora operante in Tunisia.[2] Sfuggito alla resa delle armate dell'Asse in Tunisia, dal 5 luglio al 1º settembre seguente fu comandante del II Corpo d'armata a Siena, poi sostituito dal generale Gervasio Bitossi.[2]

Designato, dal 9 settembre, ad assumere il comando della 9ª Armata a Tirana (Albania), in sostituzione del generale Lorenzo Dalmazzo, ne fu impedito il trasferimento per la proclamazione dell'armistizio dell'8 settembre 1943, che lo colse di sorpresa a Roma poco prima della partenza.

Qui si dedicò, insieme ai generali Giacomo Carboni e Antonio Sorice, ad organizzare un tentativo di sostituire come capo del governo il Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio con il parigrado Enrico Caviglia.[4] Nel tentativo di organizzare la difesa della Capitale, divenne Capo di stato maggiore, ombra del Maresciallo Caviglia, tentando di avviare trattative coi tedeschi, poi rese vane dallo svolgersi degli eventi.[5]

Nel 1944 fu presidente del Tribunale supremo militare per le terre liberate.[2] Va in congedo nel 1947.[2] Autore, fra l'altro, di una documentata storia del XXX Corpo d'Armata che si fece onore nell'ultima battaglia italiana in Africa settentrionale, morì nel 1971.

OnorificenzeModifica

  Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— Regio Decreto 19 dicembre 1940[6]
  Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— Regio Decreto 27 ottobre 1938[7]

Onorificenze estereModifica

  Army Distinguished Service Medal (Stati Uniti)
— War Department, General Orders No. 126 (1919)[8]

PubblicazioniModifica

  • Il XXX Corpo d'Armata Italiano in Tunisia, Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito, Roma, 1952.

NoteModifica

  1. ^ Generals.
  2. ^ a b c d e f g vento 2010, p. 404.
  3. ^ Vento 2010, p. 165.
  4. ^ Vento 2010, p. 272.
  5. ^ Vento 2010, p.273.
  6. ^ Bollettino ufficiale delle nomine, promozioni e destinazioni negli ufficiali e sottufficiali del R. esercito italiano e nel personale dell'amministrazione militare, 1941, p. 83. URL consultato il 22 agosto 2019.
  7. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n.140 del 16 giugno 1939, pag.8.
  8. ^ Sito Valor Military.

BibliografiaModifica

  • Andrea Vento, In silenzio gioite e soffrite: storia dei servizi segreti italiani dal Risorgimento alla Guerra Fredda, Milano, Il Saggiatore s.p.a., 2010, ISBN 88-428-1604-3.

Collegamenti esterniModifica