Wolfsangel

Il Wolfsangel (in alto tedesco medio lett. "amo per lupi"[1]) è un simbolo, originario della Germania, simile alla runa Eihwaz[2].

allineamento verticale

Rappresentante un gancio per la caccia al lupo[3][4], come già suggerisce il nome, tale simbolo era occasionalmente riprodotto dal tardo medioevo sui cippi delimitanti le zone boschive. È possibile potesse fungere anche da talismano contro gli attacchi di questo animale.

Tale simbolo fu adottato sin dai primi tempi dal nazismo, sebbene poi soppiantato dalla svastica, e in seguito da numerose unità militari della Germania nazista[2].

allineamento orizzontale

OriginiModifica

 
Gancio per lupi dell'VIII secolo rinvenuto negli scavi di Villa Arnesburg, sito carolingio a Lich
 
ricostruzione di una trappola per lupi a gancio
 
Il Wolfsangel su una cippo di confine del 1755, delimitante l'area forestale di Barsinghausen-Altenhof, Hannover
 
Il Wolfsangel su un cippo di confine delimitante una zona boschiva in Bassa Sassonia

Tale simbolo presenta delle analogie grafiche con la runa Eihwaz, sia in Fuþark antico che in Fuþorc col significato di "tasso", con la quale spesso è confuso. Non è presente in nessun alfabeto runico germanico antico, né appare nella simbologia in uso presso la mitologia norrena[4].

A differenza della runa Eihwaz, non erano noti esemplari prima del XV secolo fino al 2009, quando gli scavi archeologici nelle rovine di Falkenburg nel Detmold rinvennero 23 esemplari datati al XIII secolo[5][6] usati come simboli delle corporazioni di scarpellini/tagliapietre[7].

Successivamente, nel 2014, negli scavi di Villa Arnesburg, sito carolingio a Lich, in Assia, fu rinvenuto un Wolfsangel del VIII secolo[8] usato per la caccia al lupo, nascosto in un pezzo di carne, quale esca[3].

Ne è attestata la sua adozione in una rivolta popolare del XV secolo contro la nobiltà tedesca e i relativi mercenari; successivamente fu usato per simboleggiare libertà e indipendenza[9], nonché come simbolo di "foresta", sui cippi per i confini rurali e sulle uniforme dei forestali: nel 1616 in un trattato sui confini tra il Langraviato d'Assia-Kassel e il Ducato di Brunswick-Lüneburg tale simbolo sui cippi di confine fu chiamato Wulffsangel. In un documento del 1792 riguardo alle uniformi, la guardia forestale capo Adolf Friedrich von Stralenheim suggerì l'aggiunta di un simbolo simile al Wolfsangel, che chiamò Forstzeichen ("marchio di foresta"). A breve, il Wolfsangel fu utilizzato sui bottoni e sui cappelli delle guardie forestali di Hannover e per i guardiacaccia a Brunswick.[10].

Dal XX secoloModifica

Con l'approfondirsi dell'interesse patriottico per il folklore tedesco tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, iniziò col movimento völkisch uno studio e recupero delle antiche tradizioni. Con esponenti come Guido von List, autore nel 1906 di Das Geheimnis der Runen ("il segreto delle rune"), tale movimento si orientò verso diversi aspetti esoterici. In questo periodo il simbolo Wolfsangel fu "riscoperto" e ricondotto alla mitologia germanica, per ottenere una certa popolarità in Germania causa alla grande diffusione del romanzo Der Wehrwolf di Hermann Löns, edito nel 1910, dove il protagonista lo adottava come simbolo personale.

Uso nel Terzo ReichModifica

Con l'avvento del Terzo Reich il Wolfsangel fu dapprima l'emblema iniziale del Partito Nazista prima dell'adozione della svastica, successivamente fu incluso tra i simboli runici adottati dalle SS, derivanti con delle rivisitazioni dal Fuþark antico, nonché da 8 divisioni delle Wehrmacht, tra cui la 2. SS-Panzer-Division "Das Reich". Una sua variante fu utilizzata da alcune formazioni SS olandesi[11].

In ambito militare era usato da:

In ambito paramilitare, era usato da:

In ambito civile, era usato da:

Nei Paesi Bassi e in Belgio, fu utilizzato da:

  • Nationaal-Socialistische Beweging, partito nazista olandese
  • Vlaamse wacht / zwarte brigade (guardie "nere" fiamminghe) organizzazione paramilitare alle dipendenze del partito nazista fiammingo
  • Dietse Militie / Dietsch militia, organizzazione paramilitare fiamminga, poi fusa con la Vlaamse wacht

Occasionalmente fu utilizzato anche da:

  • Hitlerjugend, organizzazione per l'educazione della gioventù

Uso neo-nazistaModifica

 
Emblema del Battaglione Azov

Come accade con il sole nero e altri simboli adottati dal Terzo Reich, il simbolo Wolfsangel presenta una immediata associazione con il nazismo, a tal punto che in alcuni paesi il suo utilizzo è vietato o regolamentato[12][13].

Al termine della seconda guerra mondiale, il simbolo è stato utilizzato dalle seguenti organizzazioni neonaziste:

  • Aktion Nationale Sozialisten / Nationale Aktivisten (ANS/NA)
  • sezione Junge Front (JF) del Volkssozialistische Bewegung Deutschlands (VSBD)
  • Wiking-Jugend
  • Vitt Ariskt Motstånd ("resistenza dei bianchi ariani"), svedese
  • Battaglione Azov in Ucraina, formato da ultranazionalisti e neonazisti ucraini ed europei (ne utilizza una versione specchiata)
  • Partito Social Nazionalista Ucraino, nel 2004 rinominato come Svoboda

In Italia, l'organizzazione neofascista Terza Posizione utilizzava una Wolfsangel ridisegnata come il loro simbolo.

AraldicaModifica

Il termine Wolfsangel appare la prima volta nel 1714 nella raccolta araldica Wapenkunst, associato a diversi simboli[14].

Il suo utilizzo come carico araldico è diffuso in svariati stemmi civici tedeschi.

NoteModifica

  1. ^ Angel#German
  2. ^ a b Robin Lumsden, Himmler's SS: Loyal to the Death's Head, The History Press, 2009, pp. 201–206, ISBN 978-0752497228. URL consultato il 24 marzo 2015. Ospitato su Google Books.
  3. ^ a b Christoph Röder, Vier karolingerzeitliche Grubenhäuser bei der Junkermühle, Stadt Münzenberg, in hessenARCHÄOLOGIE am, 2014.
  4. ^ a b Karl E. H. Seigfried, Interview with M. D. Lachlan (Wolfsangel), su norsemyth.org, 4 settembre 2011.
  5. ^   Wolfsangel, su YouTube.
  6. ^ Werner Störk, Wolf-Wolfsjagd-Wolfsangel-Wolfseisen-Wolfsgrube-Luder, su minifossi.pcom.de. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  7. ^ Press release of the Regional Association of Westphalia-Lippe, 30 October 2009
  8. ^ L. Görze, 1.000 Besucher und ein fehlendes Jahrhundert, Ufficio statale per la conservazione dei monumenti in Assia, 18 aprile 2019.
  9. ^ Robin Lumsden, The Allgemeine-SS, Osprey Publishing, 1993, p. 18, ISBN 9781855323582.
  10. ^ Gerhard Große Löscher: Die Wolfsangel als Forst- und Jagdzeichen in Niedersachsen. In: Jürgen Delfs u. a.: Jagd in der Lüneburger Heide. Beiträge zur Jagdgeschichte. Celle 2006, ISBN 3-925902-59-7, 238–239
  11. ^ Chris McNa, Hitler's Elite: The SS 1939-45, Oxford - New York, Osprey Publishing, 2013, p. 85.
  12. ^ Articolo 86a del Codice penale tedesco - Lista dei simboli di organizzazioni incostituzionali e terroristiche, su klick-nach-rechts.de.
  13. ^ L'uso di simboli di organizzazioni che sono state bandite in Germania potrebbe essere illegale in Austria, Brasile, Francia, Lettonia, Lituania, Indonesia, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Ucraina e Ungheria, a seconda del contesto.
  14. ^ Gustav Adelbert Seyler, Geschichte der Heraldik (Wappenwesen, Wappenkunst und Wappenwissenschaft) ... Abt. A. des Siebmacher'schen Wappenbuches, Bauer & Raspe, 1890, p. 664.
    «Wolffs-Angel, frantz. hamecon, lat. uncus quo lupi capiuntur, ist die Form eines halben Mondes und hat inwendig in der Mitte einen Ring.»

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