Yasuhiro Nakasone

politico giapponese
Yasuhiro Nakasone
Yasuhiro Nakasone cropped 1 Yasuhiro Nakasone 19821127.jpg

Primo ministro del Giappone
Durata mandato 27 novembre 1982 –
6 novembre 1987
Monarca Showa
Predecessore Zenkō Suzuki
Successore Noboru Takeshita

Dati generali
Partito politico Partito Liberal Democratico
Università Università Imperiale di Tokyo
Firma Firma di Yasuhiro Nakasone
Yasuhiro Nakasone
Nakasone Yasuhiro in Imperial Japanese Navy.JPG
Yasuhiro Nakasone in uniforme della Marina
NascitaTakasaki, 27 maggio 1918
MorteTokyo, 29 novembre 2019
Cause della mortenaturali
Dati militari
Paese servitoGiappone Impero Giapponese
Forza armataNaval ensign of the Empire of Japan.svg Marina imperiale
Corpocommissariato
Specialitàamministrazione
Anni di servizio1941-1945
Gradomaggiore
GuerreSeconda guerra sino-giapponese
Seconda guerra mondiale
Battaglie Balikpapan (1942)
Studi militariScuola di amministrazione della Marina
(海軍経理学校 Kaigun keiri gakkō?) a Tsukiji, Chūō, Tokyo
voci di militari presenti su Wikipedia

Yasuhiro Nakasone (中曽根 康弘 Nakasone Yasuhiro?; Takasaki, 27 maggio 1918Tokyo, 29 novembre 2019) è stato un politico giapponese che ha ricoperto l'incarico di primo ministro del Giappone dal 27 novembre 1982 al 6 novembre 1987.

BiografiaModifica

GioventùModifica

 
Primo compleanno di Yasuhiro Nakasone qui ripreso con la sorella maggiore Shōko e il fratello più grande Kichitaro[1]

Nato il 27 maggio 1918 al n. 35 di Suehirochō, a Takasaki, nella prefettura di Gunma, da Matsugoro Nakasone,[2] un commerciante di legname, e da sua moglie Yuku Nakamura, terzogenito di sei figli, di cui gli ultimi due morti in tenera età, e secondo figlio maschio, prima di entrare in politica conseguì la laurea presso il Dipartimento di scienze politiche alla Facoltà di giurisprudenza dell'Università Imperiale di Tokyo e partecipò alla seconda guerra mondiale, durante la quale servì nella Marina imperiale in qualità di ufficiale di complemento, terminando il conflitto col grado di maggiore del Corpo di commissariato (servizio amministrativo) della Marina (海軍主計少佐 Kaigun shukei shōsa?).[3]

Il servizio in Marina durante la guerraModifica

La sua carriera da ufficiale iniziò frequentando la Scuola di amministrazione della Marina, uscendone fresco di nomina il 18 aprile 1941. L'11 agosto dello stesso anno fu imbarcato sull'incrociatore pesante Aoba (1ª flotta, 6ª squadra navale) sul quale svolse esercitazioni nel Pacifico al largo della prefettura di Kōchi nella baia di Tosa. il 20 novembre successivo venne trasferito al 2º reparto costruzioni (Shisetsubu) del Dipartimento marittimo di Kure dove giunse il 26. In qualità di ufficiale amministrativo supervisionò le ordinazioni e l'approvvigionamento di razioni, munizioni, carburante, aerei Mitsubishi G4M, caccia "Zero" e il loro imbarco sulle navi da trasporto assieme a 3.000 marinai della Forza speciale da barco, sino alla partenza, prevista per il 29, venendo costretto ad organizzare tutto di giorno e a caricare di notte, restando quasi senza dormire. Il convoglio salpò il 29 novembre con a bordo 2.000 artieri e Nakasone venne imbarcato sulla Taito Maru,[4] giungendo a Davao, sull’isola di Mindanao, dove sbarcarono l’8 dicembre 1941, dopo l'inizio della guerra del Pacifico, per l’invasione e occupazione delle Filippine e subendo il bombardamento da parte di B-17 dell'USAAF durante la costruzione del campo d'aviazione.

Successivamente, diretti nel Borneo per l'invasione delle Indie Orientali Olandesi, il 24 gennaio 1942, nella battaglia navale di Balikpapan, Nakasone vide affondare nello stretto di Makassar 4 delle 14 navi giapponesi del convoglio per le operazioni di sbarco. I corpi di 23 compagni morti in questa battaglia furono cremati sulla spiaggia e Nakasone scrisse una poesia sui suoi pensieri di quel momento.

Quindi prestò servizio nella città di Balikpapan, dove ordinò ai suoi uomini di dare la caccia e rapire donne da usare come ”conforto”,[5] (ne sopravvivono documenti ufficiali nei quali viene lodato per averne rapite tante[6]). Quando nel 2007 gli fu chiesto di questo, affermò che le donne erano state portate in un "circolo ricreativo" per giocare a shōgi e go con gli ufficiali uomini.[7] Criticato sulla questione, rifiutò di ammettere qualsiasi responsabilità, insistendo sul fatto di non essere mai stato a conoscenza che le donne fossero costrette a tali servizi.[8]

Nakasone continuò a servire come ufficiale commissario. Trasferito a Makō[9], il 10 marzo dello stesso anno, fu destinato al reparto di costruzione della Marina venendo promosso capitano a novembre. Il 18 agosto 1943 Nakasone fu distaccato al Deposito della Marina di Kaohsiung (Comando presidio di Makō). Il 1º novembre 1944, Nakasone fu aggregato al Dipartimento marittimo di Yokosuka. Finita la guerra si congedò col grado di maggiore commissario della Marina. Successivamente, l'11 febbraio 1945 si sposò con Tsutako, figlia di Giichiro Kobayashi, sorella minore di un compagno e professore all'Università di Waseda. Subito dopo, il 25 febbraio, suo fratello minore Ryosuke, anch’esso un ufficiale della Marina, morì nel proprio aereo assieme ad altri 10 militari, schiantandosi sul monte Kyokugatake a causa di una tormenta.

Il 29 ottobre 1985, dopo essere entrato in carica come primo ministro, Nakasone rispondendo all'interpellanza di Mitsuo Higashinaka (Partito Comunista Giapponese) al Commissione bilancio della Camera dei Rappresentanti sulla questione del Santuario Yasukuni durante la Guerra del Pacifico, affermò che "Questa fu una guerra insensata e una guerra sbagliata", ammettendo, di fatto, l’aggressione contro la Cina.

Carriera politicaModifica

La sua carriera pubblica cominciò nel 1946, quando fu eletto alla Dieta come membro della Camera dei rappresentanti. Nel corso degli anni conquistò notorietà ed autorevolezza all'interno del Partito Liberal Democratico fino a divenire, nel 1959, ministro della scienza nel governo Kishi. Successivamente sarebbe stato ministro dei Trasporti dal 1967, ministro della Difesa dal 1970, ministro del commercio e dell'industria dal 1972, ministro dell'amministrazione dal 1981 e primo ministro dal 1982. Durante il suo governo inaugurò una nuova era di relazioni amichevoli con l'Unione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese ma, nel contempo, strinse ancora di più i legami del Giappone con gli Stati Uniti, di cui ammirava molto il presidente Reagan.

In politica interna divenne noto per aver intrapreso una vasta politica di privatizzazioni (fra cui quella delle ferrovie), che avrebbero favorito la crescita economica, ma anche per aver rivitalizzato il sentimento nazionalista dei giapponesi. Esempi di quest'ultimo indirizzo sono la visita del 1985 al santuario Yasukuni (la prima di un capo di governo giapponese dalla fine della guerra) e le dichiarazioni in cui proclamò che il successo economico del suo paese era figlio dell'assenza di minoranze etniche, che invece abbondavano in America, abbassando il livello medio di QI. Ciò provocò le proteste della piccola minoranza coreana (nonché le dimissioni del suo ministro dell'educazione), in seguito alle quali fu costretto a precisare che aveva inteso riferirsi all'assenza di "minoranze problematiche".

Nel 1987 si dimise dall'incarico per permettere un ricambio naturale al vertice ma anche per non danneggiare i nuovi equilibri interni creatisi nell'LPD. Rimase comunque in parlamento per altri 16 anni, nonostante gli scandali che lo videro coinvolto tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta (su tutti quello della Recruit). Venne escluso dalla lista liberaldemocratica alle elezioni solo nel 2003, su pressione dell'allora premier Koizumi, nell'ambito di un duro scontro fra vecchia e nuova guardia del partito. Da allora si è ritirato a vita privata fino alla morte, avvenuta nel 2019 all'età di 101 anni[10], fatto che lo rende il secondo primo ministro giapponese più longevo dopo Naruhiko Higashikuni.

OnorificenzeModifica

Onorificenze giapponesiModifica

  Gran Cordone e Collare dell'Ordine del Crisantemo

Onorificenze straniereModifica

  Gran Collare dell'Ordine di Sikatuna (Filippine)
— 6 maggio 1983[11]
  Gran Croce al Merito dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca
— 1997

NoteModifica

  1. ^ Cfr. a p. 4 in Yasuhiro Nakasone, op. cit.
  2. ^ Cambiò il proprio nome Kan'ichi in memoria del padre Matsugoro, nonno di Yasuhiro, deceduto nel 1908.
    Cfr. a p. 2 in Yasuhiro Nakasone, The Making of the New Japan. Reclaiming the Political Mainstream, New York, Routledge, 1999, ISBN 978-0-7007-1246-5.
  3. ^ (JA) p.31(原本304上段、任海軍主計中尉)、p.34(原本307上段、海軍経理学校補修学生被仰付)」, アジア歴史資料センター Ajia rekishi shiryō sentā?; Japan Center for Asian Historical Records,
    Ref.C13072080800.
  4. ^ (EN) IJN Taito Maru: Tabular Record of Movement, su combinedfleet.com.
  5. ^ (EN) Mindy Kotler, The Comfort Women and Japan's War on Truth, in The New York Times, 14 novembre 2014.
  6. ^ (JA) 『報道特集』 がついに中曽根元首相の「土人女を集め慰安所開設」文書を報道! 息子の弘文が慰安婦否定の責任者ってなんの冗談?, in 本と雑誌のニュースサイト/リテラ, LITERA, 25 luglio 2017. URL consultato l'8 dicembre 2020.
  7. ^ (EN) Norimitsu Onishi, Japan's Textbooks Reflect Revised History (Published 2007), in The New York Times, 1º aprile 2007.
  8. ^ (EN) Chris Spackman, Comfort Women, in An Encyclopedia of Japanese History, 2005, pp. 58-59.
  9. ^ La città di Makō (così denominata dai giapponesi nel 1920, dal 1945 divenne Makung e dal 2009 Magong), si trova sull’isola di Ponghou (o Ponghau, ovvero Isola Grande, detta anche Bōko-tō od Hōko-tō in giapponese) la maggiore dell’arcipelago delle Pescadores di Formosa.
  10. ^ Yasuhiro Nakasone, Assertive Prime Minister of Japan, Dies at 101 (en) Nytimes.com
  11. ^ Elenco dei filippini insigniti di onorificenze giapponesi e dei giapponesi insigniti di onorificenze filippine.

BibliografiaModifica

  • (EN) Yasuhiro Nakasone, The Making of the New Japan. Reclaiming the Political Mainstream, traduzione di Leslie Connors, New York, Routledge, 1999, ISBN 978-0-7007-1246-5.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN102183228 · ISNI (EN0000 0000 8170 8270 · LCCN (ENn82121868 · GND (DE119127962 · BNF (FRcb13605087q (data) · NLA (EN35696972 · NDL (ENJA00052777 · WorldCat Identities (ENlccn-n82121868