200 Miglia di Imola

200 Miglia di Imola
SportIlmorX3-003.png Motociclismo
Tipoindividuale
PaeseItalia Italia
LuogoAutodromo Enzo e Dino Ferrari
Cadenzaannuale
Storia
Fondazione1972
Numero edizioni13
Record vittorieJohnny Cecotto e Kenny Roberts (3)

La 200 Miglia di Imola è stata una competizione motociclistica di velocità. La gara si è disputata nell'Autodromo di Imola (Italia) per 13 edizioni negli anni tra il 1972 e il 1985; le edizioni del 1977 e del 1978 sono state valide per il motomondiale (classe Formula 750).

StoriaModifica

Le tredici edizioniModifica

 
Primi anni settanta: Checco Costa dà il benvenuto in Autodromo a William France, amministratore delegato della 200 miglia di Daytona, giunto ad Imola per assistere alla 200 Miglia

L'ideazione della manifestazione si deve a Checco Costa (padre di Claudio Costa), dirigente sportivo imolese, organizzatore di gare motociclistiche mondiali. Costa, che si teneva sempre informato sul mondo delle corse motociclistiche negli Stati Uniti, notò che mancava in Italia una competizione che potesse rivaleggiare con le grandi gare di durata che si disputavano oltreoceano.

Egli decise di creare un evento cui potessero partecipare sia i motociclisti europei, sia i rivali nordamericani. Nel 1969[1] a Spa-Francorchamps (Belgio) Costa ebbe un incontro con Bill France, organizzatore della 200 Miglia di Daytona, manifestazione dove gareggiavano le motociclette derivate dalla serie da 500cc a 750 cc. Costa decise di importare questa formula in Italia.[2]

Tramite contatti con i piloti britannici, Costa ottenne la partecipazione delle principali case produttrici del motomondiale. Infine si prodigò per avere la partecipazione di Giacomo Agostini, il pilota italiano più titolato, che guidava la MV Agusta. La casa varesina disponeva di moto che primeggiavano nel campionato mondiale, ma che non erano adatte alle corse di durata. Costa si recò personalmente nella sede di Samarate (VA), dove riuscì a convincere il presidente Corrado Agusta ad accelerare la realizzazione della MV 750 Sport 4 cilindri, in tempo per vederla allineata alla partenza.

La prima edizione della competizione riscosse un grande successo; in pochi anni la corsa di Imola divenne un appuntamento irrinunciabile della stagione mondiale.

La 200 Miglia di Imola introdusse molte innovazioni anche nel marketing degli eventi sportivi. Fino al 1972 il mondo delle corse aveva mantenuto tradizioni che duravano dagli anni quaranta: le tute dei piloti erano rigorosamente nere, così come erano nere le divise dei commissari di gara, ed era scritto su inchiostro nero il programma della corsa. A Imola tutto passò dal bianco e nero al colore, per la prima volta (almeno in Europa) i piloti indossarono divise sgargianti e i commissari abbandonarono la loro tinta unita. Anche il programma fu stampato a colori, così come gli adesivi logo-gara ed i pass per i fotografi. Imola lanciò così una tendenza che fu imitata da tutti i circuiti del motomondiale.

Nel 1973 Costa ebbe un'altra idea innovativa: divise la gara in due manches, ciascuna con un suo sponsor esclusivo. Inoltre fece disputare una gara intermedia tra una manche e l'altra. La competizione quindi poté vantare uno sponsor generale, due per ciascuna manche e un quarto per la gara intermedia.

Nel 1986 e nel 1987 la gara venne inserita quale prima prova del campionato mondiale Formula TT e si corse sul circuito di Misano a causa di lavori a quello di Imola. Dopo queste due edizioni, svoltesi temporaneamente a Misano, la 200 miglia di Imola non venne più organizzata, anche a causa della morte di Checco Costa, avvenuta a luglio del 1988.

Nel 2002 e nel 2003 la denominazione "200 miglia di Imola" venne data alla prova sammarinese del campionato mondiale Endurance, ma già nel 2004 la corsa venne annullata per motivi finanziari.

Pat Evans nel 1977, Guido Paci nel 1983 e Lorenzo Ghiselli nel 1985 (in una gara di contorno alla 200 miglia di Imola) trovarono la morte a seguito di incidenti avvenuti durante lo svolgimento di questa gara.

La rinascita della 200 MigliaModifica

Nel 2010 si è tenuta la prima edizione della "200 Miglia Revival", una rievocazione riservata alle moto "storiche" (cioè immatricolate entro il 1985). Al programma è stata aggiunta, a cominciare dal 2012, la gara endurance "4 Hours of Imola Classic", che dal 2013 è entrata a fare parte del campionato europeo di durata per moto "storiche" ("European Classic Endurance Championship"), come prima gara del calendario.[3]

Albo d'oro della 200 Miglia di ImolaModifica

 
Johnny Cecotto, vincitore dell'edizione 1975.

La distanza della gara era la seguente: 64 giri dell'autodromo, pari a 321,088 km (corrispondenti a 199,515 miglia).

Anno Data Pilota Moto Giri Tempo Media kmh Spettatori
1972 23 aprile   Paul Smart Ducati 750 Sport 64 2h02'26” 157,35 75.000
1973 15 aprile   Jarno Saarinen Yamaha TZ 350 64 1h58'18” 162,84 90.000
1974 7 aprile   Giacomo Agostini Yamaha TZ750 A 62 2h06'38” 149,81 120.000
1975 6 aprile   Johnny Cecotto Yamaha TZ750 B 64 2h10'28” 148,33 93.000
1976 4 aprile   Steve Baker Yamaha YZR750 0W31 64 2h05'31” 154,17 140.000
1977 3 aprile   Kenny Roberts Yamaha YZR750 0W31 64 2h03'59” 156,08 68.000
1978 2 aprile   Johnny Cecotto Yamaha YZR750 0W31 64 2h07'53” 151,13 78.000
1979 Non disputata[4]
1980 13 aprile   Johnny Cecotto Yamaha YZR750 0W46 44 1h25'33” 155,53 40.000
1981 5 aprile   Marco Lucchinelli Suzuki RG Γ 500 64 2h09'33” 149,37 50.000
1982 4 aprile   Graeme Crosby Yamaha YZR 500 64 2h07'25” 151,89 60.000
1983 10 aprile   Kenny Roberts Yamaha YZR 500 64 2h05'55” 153,63 100.000
1984 1º aprile   Kenny Roberts Yamaha 64 2h07'56” 151,34 38.000
1985 14 aprile   Eddie Lawson Yamaha YZR 500 64 2h04'57” 154,88 54.000

NoteModifica

  1. ^ Secondo altre fonti, nel 1970.
  2. ^ I tentativi di organizzare la 200 Miglia di Imola nel 1970 e nel 1971 fallirono a causa della complessità delle norme tecniche (gli Stati Uniti adottavano un regolamento corse diverso da quello della Federazione mondiale) e della difficoltà di reperire le motociclette.
  3. ^ Dopo Imola seguono le tappe di Spa-Francorchamps in Belgio e di Alcañiz in Spagna.
  4. ^ Nel 1979 la competizione non ebbe luogo a Imola per decisione della Federazione Motociclistica Italiana, che fissò la tappa italiana del Mondiale 750 all'Autodromo del Mugello.

BibliografiaModifica

  • Angelo Dal Pozzo e Claudio Ghini, Checco Costa a Imola, passione moto. Imola, Bacchilega, 2011.

Collegamenti esterniModifica