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Abdullah bin Nasser bin Abdullah Al Ahmed Al Thani

imprenditore e dirigente sportivo qatariota

Abdullah bin Nasser bin Abdullah Al Ahmed Al Thani (in arabo: لشيخ عبد الله بن ناصر بن عبد الله أحمد آل ثاني‎; Doha, 13 febbraio 1967) è un imprenditore e dirigente sportivo qatariota. È membro del Consiglio di Amministrazione della Doha Bank[1] ed attuale proprietario del Málaga Club de Fútbol.

SportModifica

CalcioModifica

Nel giugno 2010, lo sceicco Abdullah ha acquistato il Málaga da Lorenzo Sanz per un prezzo pari a € 36 milioni[2].

Nella prima campagna acquisti vengono investiti circa € 20 milioni a disposizione del neo allenatore Jesualdo Ferreira. Il suo coinvolgimento in prima persona come presidente del Málaga avviene nel gennaio 2011, dopo il tentativo andato fallito dell'acquisto del club scozzese dei Rangers[3]. Dopo una prima campagna acquisti in tono minore, lo sceicco si concede ad acquisti più sfarzosi per raggiungere in breve tempo la salvezza dopo una gestione di Jesualdo Ferreira non troppo convincente. Al posto dell'ex allenatore del Porto viene nominato nuovo tecnico Manuel Pellegrini[4], già allenatore di Villarreal e Real Madrid.

Gli investimenti invernali portano il nome di Júlio Baptista[5] arrivato dalla Roma, Sergio Asenjo[6] in prestito dall'Atletico Madrid, Enzo Maresca[7] da poco svincolatosi dall'Olympiakos, e Martín Demichelis[8] dal Bayern Monaco. Dopo la salvezza conquistata nel campionato precedente lo sceicco prova ad allestire una squadra che possa in breve tempo scalare le gerarchie del calcio spagnolo. Il Málaga mette a segno acquisti come Ruud van Nistelrooy[9] e Joris Mathijsen[10] dall'Amburgo, Joaquín[11] e Isco[12] dal Valencia, Nacho Monreal[13] dall'Osasuna, Cazorla[14] dal Villarreal, Diego Buonanotte[15] dal River Plate e Jérémy Toulalan[16] dal Lione per una spesa complessiva di € 49 milioni.

In questa stagione la squadra si piazza al 4º posto in classifica e si qualifica per la Champions League, ma il 29 luglio 2012 lo sceicco manifesta improvvisamente la volontà di lasciare il club, causa alcuni screzi con le istituzioni politiche iberiche. A causa della crisi societaria la squadra viene parzialmente smantellata con le cessioni di Rondón, Cazorla, Mathijsen e Maresca; tuttavia a fine mercato vengono acquistati, per la nuova stagione, Javier Saviola, Roque Santa Cruz e Oguchi Onyewu. La squadra esce ai quarti di finale della Champions, eliminata dal Borussia Dortmund, e col 6º posto maturato nella Liga il club ottiene la qualificazione all'Europa League, poi annullata su provvedimento della UEFA per il fair play finanziario. La stagione seguente si piazza all'11º posto in classifica.

EquitazioneModifica

Lo sceicco Abdullah è il vice presidente esecutivo del Consiglio di Amministrazione della Federazione Equestre del Qatar[17].

NoteModifica

  1. ^ Doha Bank Board, su malagacf.com (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2011).
  2. ^ Abdullah Al Thani presidente Málaga, su uk.reuters.com.
  3. ^ Whyte talks continue over Rangers buyout, su sport.stv.tv.
  4. ^ Abdullah Al Thani chiama Pellegrini, su malagacf.com (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2010).
  5. ^ Baptista a Málaga, su malagacf.com (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2011).
  6. ^ Asenjo in prestito, su goal.com.
  7. ^ Maresca torna in Spagna, su malagacf.com (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2011).
  8. ^ Demichelis chiamato da Pellegrini, su rediff.com.
  9. ^ Van Nistelrooy approda a Málaga, su malagacf.com (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2012).
  10. ^ Mathijsen come Ruud, anche lui al Málaga, su goal.com.
  11. ^ Joaquín finisce al Málaga, su it.uefa.com.
  12. ^ Málaga, arriva anche Isco, su malagacf.com (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2011).
  13. ^ Dall'Osasuna arriva il difensore Nacho Monreal, su goal.com.
  14. ^ Cazorla per cinque anni [collegamento interrotto], su malagacf.com.
  15. ^ Buonanotte a Málaga da giugno, su tuttomercatoweb.com.
  16. ^ Arriva Jérémy Toulalan per il Málaga, su goal.com.
  17. ^ Qatar Equestrian Fed, su qatarequestrian.org (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2010).
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