Club Atlético Osasuna

società calcistica spagnola
CA Osasuna
Calcio Football pictogram.svg
Ca osasuna.png
Los Rojillos, Gorritxoak (EU) (Rossi), CAO
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px HEX-162D50 bordered HEX-AA0000 background.svg Rosso, blu
Dati societari
Città Pamplona
Nazione Spagna Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg RFEF
Campionato La Liga
Fondazione 1920
Presidente Spagna Luis Sabalza Iriarte
Allenatore Spagna Jagoba Arrasate Elustondo
Stadio Stadio El Sadar
(17 286 posti)
Sito web www.osasuna.es
Palmarès
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Club Atlético Osasuna, meglio noto come Osasuna, è una società calcistica spagnola con sede nella città di Pamplona, nella regione della Navarra.

Fondato nel 1920, nella stagione 2019-20 milita nella La Liga, massima serie del campionato spagnolo.

I colori sociali sono il rosso per la maglia e il blu scuro per i pantaloncini. I calciatori sono detti Los Rojillos. Gioca le partite di casa nello Stadio El Sadar, che può contenere 17 286 spettatori.

StoriaModifica

Fondazione ed esordiModifica

La fondazione dell'Osasuna risale al 1920. Ci sono dubbi sulla data esatta, ma le cronache dell'epoca si riferiscono a un mercoledì di novembre. Il club nacque dall'unione di due squadre di Pamplona, il New Club e la Sociedad Sportiva. Le trattative per la fusione procedettero a lungo, non senza difficoltà, fino alla riunione definitiva che si tenne al Café Kutz, con la partecipazione di rappresentanti di entrambe le squadre.[1]

Per volontà del socio Benjamín Andoian Martínez, la nuova compagine prese il nome di Osasuna, parola che in lingua basca significa "forza", "salute", "vigore".[1] Il club giocò la prima partita contro una squadra di militari. La formazione era composta da Joaquín Rasero, Eduardo Aizpún, Urriza, Felipe Esparza, Néstor Aldabe, Txomin Meaurio, Víctor Idoate, Félix Azagra, Gaspar Moreno, Gorraiz e Francisco Altadill.[1]

Inizialmente tutte le partite disputate furono amichevoli, che però attirarono un numero sempre crescente di spettatori. Così, nel 1922, fu inaugurato il campo di San Juan. La partita inaugurale fu giocata contro l'Arenas Club de Getxo.[1]

Nel 1924 il club ingaggiò il primo allenatore straniero della sua storia, il tedesco Walter Gerbart.[1][2] Il 19 aprile dello stesso anno, l'Osasuna disputò un'amichevole internazionale ospitando gli argentini del Boca Juniors, protagonisti di una tournée in Europa[1].

Nel 1926, il centrocampista Seve Goiburu fu il primo giocatore dell'Osasuna a debuttare con la nazionale spagnola.[1] Nella stagione 1928-1929 la federazione calcistica spagnola organizzò un campionato suddiviso in tre categorie: Primera, Segunda e Tercera. L'Osasuna fu inserito in Tercera División. Concluse la sua prima stagione al terzo posto.[1] Nella stagione 1931-32, con Martín José Muguiro in panchina, la squadra ottenne la promozione in Segunda División.[3] Dopo il campionato, affrontò ai playoff per la promozione il Club Deportivo Nacional de Madrid e il Sabadell.

Prima promozione in Primera (1935) ed anni belliciModifica

L'Osasuna consolidò la sua posizione nella seconda serie, arrivando a conquistare le semifinali di Coppa di Spagna (allora Coppa della Repubblica) nel 1935 e 1936. Nella stagione 1934-35 arrivò la prima storica promozione in Primera División. Il debutto in massima serie fu tuttavia amaro: il club navarro arrivò all'ultimo posto in classifica e fu subito nuovamente retrocesso.

Dal 1936 al 1939 il campionato fu interrotto a causa della Guerra civile spagnola. Alla ripresa delle attività calcistiche, l'Osasuna ripartì dalla Segunda División. In massima serie, il Real Oviedo aveva rinunciato a partecipare a causa dei danni subiti dallo stadio durante il conflitto. Le due squadre retrocesse nel 1936, Osasuna e Atlético Madrid, si sfidarono per decidere chi dovesse prendere quel posto in massima serie, e vinsero i madrileni (3-1).[3]

Nella stagione 1943-44 la squadra retrocesse in Tercera División dopo 9 stagioni trascorse tra la prima e la seconda serie. Si aprì così un periodo difficile dal punto di vista sia sportivo, sia economico per la società, che tornò in Segunda División solo nel 1949: qualificatasi al primo posto nel suo girone, venne eliminata ai playoff per la promozione ma fu ripescata in Segunda in seguito alla decisione della federazione di ampliare il numero di squadre del campionato.[4]

Ritorno in massima serie (1953-1962)Modifica

Nella stagione 1952-53 l'Osasuna ottenne la promozione in Primera División per la seconda volta nella sua storia[5], 18 anni dopo l'ultima volta. Anche la nuova esperienza si rivelò di breve durata: la squadra infatti retrocesse dopo un solo anno, con Tomás Arnanz in panchina. Due stagioni dopo, l'allenatore Baltasar Albéniz condusse il club al ritorno in massima serie vincendo il campionato. La nuova esperienza (la terza) in Primera fu questa volta più positiva, con la compagine navarra che riuscì a mantenere la categoria quattro stagioni di fila[5], arrivando addirittura al quinto posto finale nella stagione 1957-58.[5] Nel 1959-60, dopo una stagione in cui si alternarono tre allenatori, l'Osasuna concluse in ultima posizione e retrocesse in Segunda División. Tornò in massima serie dopo un solo anno, vincendo il campionato cadetto. In questo periodo i giocatori Ignacio Zoco e Félix Ruiz furono venduti al Real Madrid per la cifra al tempo record di sei milioni di pesetas[5][6].

Ritorno nelle serie inferiori e lenta risalita (1964-1979)Modifica

Il club rosso-blu subì una nuova retrocessione nel 1963, inaugurando un periodo difficile che vide la squadra salire e scendere più volte di categoria.

Il 2 settembre 1967 venne inaugurato il nuovo stadio El Sadar, un impianto all'avanguardia per l'epoca, con una capacità di 25.000 spettatori[7][8]. Proprio la stagione di esordio del nuovo impianto sportivo vide il club in Tercera División dopo quasi vent'anni dall'ultima apparizione nella categoria.

Nuovamente promosso l'anno seguente, tornò in Tercera nel 1970, alternando una serie di alti e bassi che porteranno il team a vincere il campionato di terza serie per ben tre volte fra il 1972 ed il 1977.

Consolidamento nella Liga ed esordio in Europa (1980-1993)Modifica

L'Osasuna si riaffacciò nuovamente in Primera División solo nel 1980, a venti anni dall'ultima apparizione nella massima categoria del calcio spagnolo.[7] La stagione di esordio 1980-81 vide la squadra concludere il campionato con un soddisfacente undicesimo posto. Nel 1983 furono inaugurate le Instalaciones de Tajonar, strutture di allenamento dedicate alle giovanili, per sviluppare il potenziale dei giovani calciatori del club.[9]

La stagione 1984-85, la quinta consecutiva in Primera, fu particolarmente soddisfacente per la compagine rosso-blu navarri che conclusero il campionato al sesto posto, qualificandosi per la prima volta in Coppa UEFA. Il debutto europeo avvenne contro gli scozzesi del Rangers Football Club; i navarri passarono il primo turno perdendo 1-0 a Glasgow e ribaltando il risultato in casa vincendo 2-0. Il primo gol internazionale dell'Osasuna fu segnato da Patxi Rípodas.[9] Il percorso nella competizione terminò al turno successivo, con l'eliminazione patita per mano dei belgi del Waregem[10].

Nel 1987 furono ingrandite le strutture di allenamento del Tajonar e nel 1990 fu inaugurata la Tribuna de Preferencia Alta, allo stadio El Sadar, aumentando la sua capienza di 4000 posti.[9]

Un nuovo record venne stabilito nella stagione 1990-91, con il raggiungimento di uno storico quarto posto in campionato (a tutt'oggi la posizione più alta raggiunta dalla squadra)[9]. Qualificatasi per la Coppa UEFA dell'anno successivo, la compagine navarra guidata da Pedro María Zabalza venne eliminata agli ottavi di finale dagli olandesi dell'Ajax, che avrebbero poi vinto il torneo[10][11].

Secondo ciclo in Primera e record europei (1994-2013)Modifica

Nel 1993-94 l'Osasuna concluse il campionato all'ultimo posto, e retrocesse in Segunda División dopo ben quattordici anni consecutivi nella prima serie. La discesa in seconda divisione inaugurò un periodo di transizione per la squadra, che ritrovò la massima categoria solo al termine della del campionato 1999-2000, concluso al secondo posto[12]. L'arrivo in panchina del messicano Javier Aguirre portò il club a salvarsi regolarmente all'inizio degli anni 2000.[13]

Dopo aver raggiunto le semifinali nell'edizione 2002-03, nella stagione 2004-05 il club raggiunse per la prima volta la finale di Coppa di Spagna, persa per 2-1 ai tempi supplementari contro il Real Betis nella finale disputatasi allo Stadio Vicente Calderón di Madrid[14]. Nonostante il quindicesimo posto in campionato (che valse comunque la quinta salvezza consecutiva), la qualificazione del Betis alla Champions League dell'anno seguente aprì ai rosso-blu l'accesso ai preliminari di Coppa UEFA.

La stagione 2005-06 vide l'Osasuna, allenato da Javier Aguirre, impegnato in Coppa UEFA per la terza volta nella sua storia. I navarri furono eliminati al primo turno dai francesi del Rennes, ma in campionato furono protagonisti di una stagione molto positiva, che terminarono al quarto posto, uguagliando il record ottenuto nel 1991. Si qualificarono così per la prima volta nella loro storia per i preliminari della UEFA Champions League.

Al terzo turno preliminare della Champions League 2006-07 l'Osasuna, alla cui guida tecnica era subentrato José Ángel Ziganda[15], fu abbinato all'Amburgo. Dopo aver pareggiato per 0-0 in Germania, la partita di ritorno finì 1-1 e i tedeschi superarono il turno grazie alla regola dei gol fuori casa. Retrocessa in Coppa UEFA, la compagine navarra chiuse al secondo posto il proprio girone alle spalle del Parma. Nella fase a eliminazione diretta eliminò in serie il Bordeaux, il Rangers Football Club, e il Bayer Leverkusen. La semifinale vide la squadra opporsi i connazionali del Siviglia, detentori del trofeo; i rosso-blu si aggiudicarono la gara di andata per 1-0, ma persero per 0-2 al ritorno in trasferta, vedendo sfumare il sogno della finale.[16]

Anni recenti (2014- )Modifica

Dopo alcune stagioni coronate da tranquille salvezze, nel 2013-2014 l'Osasuna retrocesse concluse il campionato in diciottesima posizione, tornando in Segunda División dopo 14 stagioni consecutive trascorse in Liga.

Nella stagione successiva il club di Pamplona giunse diciottesimo in seconda serie, rischiando addirittura la retrocessione in Segunda División B, evitata per un solo punto. Nel 2015-2016 la squadra si piazzò al sesto posto in classifica, l'ultimo disponibile per accedere ai play-off per la promozione in Primera. Ai play-off eliminò il Gimnàstic de Tarragona e il Girona, ritornando così in Primera División.

La nuova esperienza nella massima serie fu tuttavia breve: nel 2017 il club retrocesse a tre giornate dalla fine del torneo[17]. Al deludente ottavo posto del 2018 fece seguito una nuova promozione in massima serie, ottenuta vincendo il campionato di seconda divisione (evento che non accadeva da 58 anni) con tre giornate di anticipo[18].

CronistoriaModifica

Cronistoria del Club Atlético Osasuna
  • 1920: dalla fusione di New Club e Sociedad Sportiva nasce il Club Atlético Osasuna
  • 1920-1928 - Attività a carattere regionale
  • 1928 - Prima partecipazione in Coppa del Re
  • 1928-29 - 7° in Tercera División
  • 1929-1930 - Attività a carattere regionale

Semifinali in Coppa della Repubblica
Semifinali in Coppa della Repubblica
  • 1936-39 - Campionato non disputatosi
  • 1939-40 - 2° nel gruppo II in Segunda División
Secondo posto in Copa Presidente FEF

  • 1940-41 - 5° nel gruppo I in Segunda División
  • 1941-42 - 6° nel gruppo II in Segunda División
  • 1942-43 - 4° nel gruppo II in Segunda División
  • 1943-44 - 13° in Segunda División   Retrocesso in Tercera División
  • 1944-45 - 2° nel gruppo IV in Tercera División
  • 1945-46 - 5° nel gruppo IV in Tercera División
  • 1946-47 - 2° nel gruppo IV in Tercera División, 4° nel gruppo promozione
  • 1947-48 - 1° nel gruppo III in Tercera División, 3° nel gruppo I in fase intermedia
  • 1948-49 - 3° nel gruppo II in Tercera División   Promosso in Segunda División
  • 1949-50 - 7° nel gruppo I in Segunda División




  • 1980-81 - 11° in Primera División
  • 1981-82 - 11° in Primera División
  • 1982-83 - 14° in Primera División
  • 1983-84 - 15° in Primera División
  • 1984-85 - 6° in Primera División
  • 1985-86 - 14° in Primera División
Eliminato ai sedicesimi di finale in Coppa UEFA
  • 1986-87 - 15° in Primera División
  • 1987-88 - 5° in Primera División
Semifinali in Coppa del Re
  • 1988-89 - 10° in Primera División
  • 1989-90 - 8° in Primera División

  • 1991-92 - 15° in Primera División
Eliminato agli ottavi di finale in Coppa UEFA

  • 2000-01 - 15° in Primera División
  • 2001-02 - 17° in Primera División
  • 2002-03 - 11° in Primera División
Semifinali in Coppa del Re
  • 2003-04 - 13° in Primera División
  • 2004-05 - 15° in Primera División
Finalista in Coppa del Re
Eliminato al primo turno in Coppa UEFA
  • 2006-07 - 14° in Primera División
Eliminato al terzo turno preliminare in Champions League
Semifinalista in Coppa UEFA
  • 2007-08 - 17° in Primera División
  • 2008-09 - 14° in Primera División
  • 2009-10 - 12° in Primera División

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

La squadra è tradizionalmente rappresentata da una uniforme di colore rosso, abbinata a pantaloncini blu.

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

Lo stemma della squadra si ricollega a quello della città di Pamplona: sono in esso presenti infatti tanto i colori che su di esso compaiono (rosso e blu) quanto il leone raffigurati nell'emblema cittadino. Si nota inoltre una raffigurazione stilizzata delle catene d'oro, simbolo del Regno di Navarra. A sormontare lo stemma, la stessa corona ducale presente in quello della città (nonostante il club non vanti il titolo di Real).

In occasione del centenario dalla fondazione, nel 2019 il club ha annunciato l'introduzione di un nuovo stemma celebrativo della ricorrenza[19].

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Estadio El Sadar.

Dal 1967 la squadra disputa le proprie partite casalinghe nello stadio El Sadar (17.286 spettatori)[20].

SocietàModifica

Settore giovanileModifica

L'Osasuna possiede una propria squadra giovanile, denominata Osasuna B, attualmente militante in Segunda División B, la terza serie del calcio spagnolo.

AllenatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del C.A. Osasuna

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del C.A. Osasuna

PalmarèsModifica

Competizioni nazionaliModifica

1934-1935 (gruppo II), 1952-1953 (gruppo I), 1955-1956 (gruppo I), 1960-1961 (gruppo I), 2018-2019
1931-1932, 1947-1948, 1948-1949, 1968-1969, 1971-1972, 1974-1975, 1976-1977

Altri piazzamentiModifica

Finalista: 2004-2005
Semifinalista: 1935, 1936, 1987-1988, 2002-2003
Primo posto: 2018-2019
Secondo posto: 1939-1940 (gruppo II), 1999-2000
Terzo posto: 1979-1980
Vittoria play-off: 2015-2016
Secondo posto: 1944-1945, 1946-1947
Terzo posto: 1930-1931
Secondo posto: 1940
Semifinalista: 2006-2007

Statistiche e recordModifica

Campionati e coppe disputatiModifica

 
Una partita dell'Osasuna.

Statistiche nelle competizioni UEFAModifica

Tabella aggiornata alla fine della stagione 2018-2019.

Competizione Partecipazioni G V N P RF RS
UEFA Champions League 1 2 0 2 0 1 1
Coppa UEFA/UEFA Europa League 4 26 11 7 8 30 22

TifoseriaModifica

Gemellaggi e rivalitàModifica

Nonostante una parte della sua tifoseria si dichiari indipendentista, è presente una rivalità fra l'Osasuna e l'Athletic Bilbao, causata dalla vicinanza geografica fra le due città[21][22]. Tradizionalmente molto sentite dalla tifoseria rosso-blu sono anche le partite contro il Real Madrid[23] ed il Real Saragozza[24] (gli scontri con quest'ultima squadra sono talvolta nominati Derby navarro-aragonese)[25].

OrganicoModifica

Rosa 2019-2020Modifica

Aggiornata al 13 settembre 2019.

N. Ruolo Giocatore
1   P Sergio Herrera
2   D Nacho Vidal
3   D Raúl Navas
4   D Unai García
5   D David García
6   C Oier  
7   A Marc Cardona
8   C Fran Mérida
9   A Ezequiel Ávila
10   C Roberto Torres
11   A Brandon
12   D Facundo Roncaglia
13   P Rubén Martínez
N. Ruolo Giocatore
14   C Rubén García
16   D Lillo Castellano
17   A Robert Ibáñez
18   D Juan Villar
19   A Kike Barja
20   C Darko Brašanac
21   D Iñigo Pérez
22   A Adrián López
23   D Aridane Hernández
27   C Jon Moncayola
28   C Luis Perea
29   D Endika Irigoyen
30   D Pervis Estupiñán

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h (ES) Historia C.A. Osasuna - Años 20, su Osasuna.es. URL consultato il 6 settembre 2016 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2016).
  2. ^ (ES) Felix Monreal, Walter, el navarro de Alemania, in noticiasdenavarra.com, 24 gennaio 2016. URL consultato il 6 settembre 2016 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2016).
  3. ^ a b (ES) Historia C.A. Osasuna - Años 30, su Osasuna.es. URL consultato il 6 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 31 agosto 2016).
  4. ^ (ES) Historia C.A. Osasuna - Años 40, su Osasuna.es. URL consultato il 6 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2016).
  5. ^ a b c d (ES) Historia C.A. Osasuna - Años 50, su Osasuna.es. URL consultato il 6 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2016).
  6. ^ (ES) J. Hernández, Ignacio Zoco, leyenda de Real Madrid y Osasuna, su futbolprimera.es, 2 gennaio 2013. URL consultato il 23 febbraio 2020.
  7. ^ a b (ES) Historia C.A. Osasuna - Años 60, su Osasuna.es. URL consultato il 6 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2016).
  8. ^ (ES) J. M. Jimeno Jurío, Historia de Pamplona y de sus lenguas, Txcalaparta, 1995, p. 231, ISBN 84-8136-017-1.
  9. ^ a b c d (ES) Historia C.A. Osasuna - Años 80, su Osasuna.es. URL consultato il 6 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2016).
  10. ^ a b (EN) E. Pla Diaz, Club Atlético Osasuna - Games in European Cups, su rsssf.com. URL consultato il 23 febbraio 2020.
  11. ^ (ES) J. Iborra, El Ajax, un equipo que ligó su historia a Osasuna en 1991, in Diario de Navarra, 18 luglio 2013. URL consultato il 23 febbraio 2020.
  12. ^ (ES) D. Gomez, Los héroes del último ascenso, in Diario de Navarra, 18 giugno 2016. URL consultato il 23 febbraio 2020.
  13. ^ (ES) Historia C.A. Osasuna - Siglo XXI, su Osasuna.es. URL consultato il 6 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2016).
  14. ^ Il Betis conquista la Coppa del Re, in UEFA.com, 12 giugno 2005. URL consultato il 23 febbraio 2020.
  15. ^ Ziganda nuovo tecnico dell'Osasuna, su gazzetta.it, 22 maggio 2006. URL consultato il 25 febbraio 2020.
  16. ^ (ES) Historia C.A. Osasuna - Temporada 2006-2007, su Osasuna.es. URL consultato il 6 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2016).
  17. ^ Primo verdetto nella Liga: Osasuna retrocesso ufficialmente in Segunda Division | Goal.com
  18. ^ S. Vitetta, Festa Osasuna, il club spagnolo promosso in Liga con tre giornate d’anticipo, su calcioweb.eu, 21 maggio 2019. URL consultato il 25 febbraio 2020.
  19. ^ (ES) G. Velasco, Osasuna presenta el logo de su Centenario, in Marca, 11 dicembre 2019. URL consultato il 12 marzo 2020.
  20. ^ (ES) ESTADIO EL SADAR, su osasuna.es. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  21. ^ (ES) J. Velasco, Historia de un desencuentro, in Marca, 30 marzo 2017. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  22. ^ (ES) Osasuna y Athletic rivalizan en las redes sociales con la historia de los enfrentamientos entre ambos clubes, in Navarra.com, 16 febbraio 2020. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  23. ^ (ES) A. Martin, Osasuna-Real Madrid: memorias de una rivalidad 'caliente', in AS, 9 febbraio 2020. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  24. ^ (ES) Abraham: "Los Osasuna-Zaragoza se viven como un derbi desde siempre", in Diario de Navarra, 17 febbraio 2016. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  25. ^ (ES) J. Garcia, Un derbi de Primera, in Sportaragon.com, 19 febbraio 2019. URL consultato il 29 febbraio 2020.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN130354290 · WorldCat Identities (ENviaf-130354290
  Portale Calcio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calcio