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Acea S.p.A.
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Q10 via della stazione Ostiense ACEA 1000519.JPG
Sede centrale nel quartiere Ostiense di Roma
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: ACE
Fondazione1909 a Roma
Sede principaleRoma
Persone chiave
  • Michaela Castelli (Presidente)
  • Stefano Antonio Donnarumma (CEO)
  • Giuseppe Gola (CFO)
SettoreMultiservizi
Prodotti
  • Acqua
  • Energia
  • Gas
  • Ambiente
Fatturato2,71 miliardi EUR[1] (2016)
Utile netto262 milioni EUR[1] (2016)
Dipendenti4.968[2] (2017)
Sito web

Acea è una multiservizi attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei settori dell'acqua, dell'energia e dell'ambiente.

Nel settore idrico il Gruppo Acea è il principale operatore nazionale con un bacino di utenza di oltre 8 milioni di abitanti, gestore del servizio idrico integrato - acquedotto, fognatura e depurazione - negli Ambiti territoriali ottimali di Roma e Frosinone e nelle rispettive province. È presente nel Lazio, in Toscana, Umbria e Campania. A Roma la società Elabori esegue ogni anno circa 250 000 analisi sull'acqua potabile distribuita.

Acea, il cui nome era sigla di Azienda Comunale Elettricità e Acque e poi di Azienda Comunale Energia e Ambiente, è quotata alla Borsa di Milano nell'indice FTSE Italia Mid Cap.

Indice

StoriaModifica

Nel 1909 nasce l'AEM (Azienda Elettrica Municipale) di Roma per l'illuminazione pubblica e privata; nel 1912 è inaugurata la Centrale Montemartini. Nel 1937 il governatore di Roma le affida la costruzione e l'esercizio degli acquedotti e delle reti idriche di distribuzione per la città, cosicché è trasformata in AGEA (Azienda Governatoriale Elettricità e Acque). Nel 1945, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Centrale Montemartini è l'unica su cui Roma può contare; l'AGEA assume il nome ACEA (Azienda Comunale Elettricità e Acque).

Nel 1964 l'Acea ha il controllo di tutta la rete idrica romana, essendo scaduta la concessione all'Acqua Pia Antica Marcia per la gestione dell'Acquedotto Marcio. Nel 1985 si completa la gestione del ciclo idrico con l'assunzione del servizio di depurazione. Nel 1989 cambia la sua ragione sociale in Azienda Comunale Energia e Ambiente, mantenendo il nome Acea. Nel 1992 l'Acea si trasforma in Azienda Speciale e, dal 1º gennaio 1998, in Società per Azioni (Acea S.p.A.) che, sotto la guida dell'Amministratore Delegato Paolo Cuccia, fa il suo ingresso alla Borsa di Milano il 16 luglio dell'anno successivo.

Nel 2001 l'Acea è il secondo gruppo nel settore dell'energia dopo l'Enel, avendo da esso acquistato il ramo di distribuzione di energia elettrica nell'area metropolitana di Roma.

Nel 2018, a seguito dell'operazione "Rinascimento", riguardante il nuovo stadio della A.S. Roma di Tor di Valle, il presidente Luca Lanzalone viene arrestato confinato ai domiciliari. Pochi giorni dopo il suo arresto rassegna le dimissioni e al suo posto viene nominata Michaela Castelli.[3]

Attività svoltaModifica

Dati economici e finanziariModifica

PartecipazioniModifica

Il gruppo Acea comprende 21 società, divise in 5 aree di business.

AzionariatoModifica

 
Logo in uso fino al 2017.
 
Logo in uso fino al 2009.

L'azionariato comunicato alla Consob è il seguente[4]:

ControversieModifica

MekorotModifica

Il 2 dicembre 2013 Acea ha siglato un memorandum di intesa con Mekorot, società idrica nazionale israeliana,[6] suscitando critiche in quanto la Mekorot sarebbe implicata in gravi violazioni nei confronti del popolo palestinese[7][8][9][10] tanto da aver indotto la Vitens, il più grande fornitore di acqua potabile dei Paesi Bassi, a cessare i suoi accordi di cooperazione con la Mekorot[11].

VaticanoModifica

Acea fornisce anche il servizio idrico alla Città del Vaticano, in modo gratuito, a carico dello Stato Italiano[12]: dal 1997[13], si è protratto un contenzioso relativo ad un insoluto di 44.30 miliardi di lire, canoni relativi alla depurazione ed allontanamento delle acque reflue, che lo Stato estero si rifiutava di saldare al Comune di Roma (allora erogatore dei servizi contestati, poi espletati da Acea che ne ha sostanzialmente rilevato il credito), appellandosi alle prescrizioni previste dai Patti Lateranensi[14]. La controversia verteva sull'interpretazione dell'articolo 6 della convenzione di cui sopra: l'Italia riteneva che la dicitura adeguata dotazione di acque in proprietà comprendesse solo la fornitura dell'acqua e non la depurazione e la gestione degli scarichi. La controparte, invece, sosteneva che il comma prevedesse la gratuità totale di tutto il ciclo delle acque. Con la Legge 350/2003 si stabilisce che lo smaltimento delle acque reflue sia carico dello Stato Italiano, stanziando a tal fine 4 milioni di euro ogni anno e 25 milioni di euro per il pagamento dell'insoluto, normativa applicata dal DPCM 23 aprile 2004. Dal canto suo, la Santa Sede versa un contributo una tantum di 1.1 milioni di euro[15][16]. Curiosamente, però, nei successivi bilanci Acea[17][18], il credito continua a comparire, pari a 20.51 milioni (e non 25)[19]. Nel 2016, l'allora Amministratore Delegato di Acea, Irace, ha dichiarato che ogni anno Roma Capitale versa una quota per il saldo dell'impagato[20].

Acea Distribuzione, inoltre, fino al 2022[21], assicura al Vaticano la fornitura di energia elettrica[22]. Sulla base di una convenzione con l'Italia, Acea importa annualmente 45 megawatt dalla Francia e venduti al Vaticano che provvede al pagamento della fornitura. Dopodiché, Acea richiede a Terna il rimborso degli oneri sostenuti per il trasporto dell'elettricità[23]. Solamente, però, il 40% dei Mw destinati a tal fine vengono effettivamente consumati dalla Santa Sede. Il restante 60% viene rivenduto da Acea Distribuzione sul mercato nazionale[24].

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Conto economico Acea S.p.A., su The Wall Street Journal. URL consultato il 20 novembre 2017.
  2. ^ (EN) Profilo aziendale Acea S.p.A., su The Wall Street Journal. URL consultato il 20 novembre 2017.
  3. ^ (IT) Acea, Michaela Castelli succede a Lanzalone alla presidenza della società capitolina della luce e dell'acqua - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 21 giugno 2018. URL consultato il 22 giugno 2018.
  4. ^ Le percentuali di azionariato derivano da quanto comunicato dagli azionisti, secondo quanto previsto dall'articolo 120 del TUF. Parti minori dell'azionariato possono essere indicate direttamente dalla società attraverso altre fonti.
  5. ^ a b Secondo l'azionariato indicato sul sito ufficiale del gruppo.
  6. ^ Acea: vertice Italia-Israele, memorandum di intesa con società Mekorot WC su settore idrico, Acea (archiviato il 18 agosto 2014).
  7. ^ No Acea Mekorot, BDS Italia.
  8. ^ No all'accordo Acea-Mekorot, Acqua Bene Comune.
  9. ^ Acea, Mekorot e l’acqua sottratta ai palestinesi, in il Fatto Quotidiano, 31 marzo 2014.
  10. ^ Palestina: se i militari israeliani decidono a chi aprire i rubinetti, in il Fatto Quotidiano, 11 luglio 2014.
  11. ^ Società idrica dell'Olanda cessa i rapporti con la Mekorot seguendo i consigli del governo, BDS Italia, 13 dicembre 2013. URL consultato il 22 giugno 2018 (archiviato il 4 marzo 2016).
  12. ^ vatican.va
  13. ^ Bilancio Acea al 31.12.06
  14. ^ adnkronos.com
  15. ^ Legge 350/2003
  16. ^ DPCM 24 aprile 2004
  17. ^ Bilancio Acea al 31.12.14
  18. ^ Bilancio Acea al 31.12.15
  19. ^ Bilancio Acea al 31.12.16
  20. ^ reuters.com
  21. ^ acea.it
  22. ^ corriere.it
  23. ^ lanotiziagiornale.it
  24. ^ parlamento.openpolis.it

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica