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Alcoy (Spagna)

comune spagnolo
Alcoy
comune
(ES) Alcoy/Alcoi
Alcoy – Stemma Alcoy – Bandiera
Alcoy – Veduta
Localizzazione
StatoSpagna Spagna
Comunità autonomaFlag of the Valencian Community (2x3).svg Valencia
ProvinciaAlicante (provincia).svg Alicante
Territorio
Coordinate38°41′53.88″N 0°28′24.96″W / 38.6983°N 0.4736°W38.6983; -0.4736 (Alcoy)Coordinate: 38°41′53.88″N 0°28′24.96″W / 38.6983°N 0.4736°W38.6983; -0.4736 (Alcoy)
Altitudine561 m s.l.m.
Superficie130 km²
Abitanti59 567 (2015)
Densità458,21 ab./km²
Comuni confinantiBanyeres de Mariola, Benifallim, Bocairente (V), Cocentaina, Ibi, Jijona, Onil, Penàguila, La Torre de les Maçanes
Altre informazioni
Cod. postale03801-03804, 03818
Prefisso(+34)...
Fuso orarioUTC+1
Codice INE03009
TargaA
Nome abitantialcoyano/a
ComarcaHoya de Alcoy
Cartografia
Mappa di localizzazione: Spagna
Alcoy
Alcoy
Sito istituzionale

Alcoy (in castigliano), o Alcoi (in valenciano), è un comune spagnolo situato nella comunità autonoma Valenciana, nella provincia di Alicante, al centro di una depressione (la Hoya de Alcoy) circondata dalle montagne ai piedi della Serra de Mariola e solcata da fiumi minori che si uniscono fuori dal centro urbano formando un unico fiume, il rio Serpis detto anche rio de Alcoy che con un percorso tortuoso raggiunge il Mediterraneo.

Il clima è mediterraneo, freddo d'inverno anche con precipitazioni nevose e in estate la temperatura media è di 23,5 °C. È una città industriale con cartiere, tessiture e industria di produzione delle macchine agricole. È sede della Escuela Politecnica de Alcoy campus universitario distaccato della Universitad Politecnica di Valencia.

StoriaModifica

La prima presenza umana nel territorio di Alcoy risale a 40.000 anni prima di Cristo com'è testimoniato dai resti archeologici e dalle pitture rupestri. Fra il IV e III secolo a.C. si insediarono gli Iberi e nel II secolo incominciò la romanizzazione. La dominazione romana durò fino alle invasioni barbariche e Alcoy fu occupata dai Visigoti che la tennero fino al X secolo quando dovettero lasciarla ai Musulmani il cui dominio durò dal IX al XIII secolo incrementando l'agricoltura.

Con la battaglia di Alcoy del 1276 gli islamici dovettero cedere definitivamente ai cristiani aragonesi l'intero territorio; simbolo di questa supremazia cristiana è il castello di Barxell, una fortezza che dominava un'ampia zona dove gli Arabi lavoravano nei campi. Nel 1291 il re d'Aragona Giacomo II donò la città all'ammiraglio Ruggero di Lauria a titolo di ringraziamento per la sua fedeltà: rimase signoria della famiglia dei Lauria fino al 1430 quando ritornò in potere reale.

Nei secoli XIII e XIV cominciarono a prosperare le fabbriche tessili consorziate e nel XV acquistò importanza la sua milizia che si distinse nella lotta contro i pirati che partivano dal Nordafrica ed infestavano il Mediterraneo. In conseguenza di ciò Alcoy ebbe dal re il titolo di città con i privilegi che comportava. Durante la guerra di successione si schierò con l'arciduca d'Austria Carlo subendo di conseguenza attacchi militari e la revoca di tutti i privilegi. Rimediò a tutto il re Filippo V che le restituì i privilegi e ne concesse altri alla Real fabrica de Paňos nata dalla fusione di diverse fabbriche minori. L'incremento urbano si ebbe a partire dal XVIII secolo in cui ci fu il massimo sviluppo economico e sociale.

Nella seconda metà del XIX secolo e all'inizio del XX ebbero notevole sviluppo la già esistente industria tessile e nacque l'industria cartaria, nacquero anche i movimenti sociali dei lavoratori con qualche manifestazione sediziosa. Durante la rivoluzione cantonale spagnola del 1873 l'alcalde (cioè il sindaco) repubblicano Augustì Albors ordinò di aprire il fuoco contro gli operai in sciopero che manifestavano davanti al municipio. Ciò provocò una reazione violenta degli operai che occuparono la sede municipale, uccisero il sindaco e ne mutilarono il cadavere. La città si dichiarò indipendente e fu governata da un Comitato di salute pubblica fino all'arrivo delle truppe federali che ristabilirono l'ordine. Questi fatti vanno sotto il nome di Revoluciò del petroli. In questo periodo nacque anche la borghesia industriale, come dimostrano le abitazioni signorili moderniste di questo periodo. Durante la guerra civile del 1936-39 Ascoy fu la roccaforte dell'anarchismo sindacale.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Fra i monumenti religiosi interessanti sono la Iglesia de Santa Maria di stile barocco del XVII secolo, l'Ermita de San Antonio risalente al V secolo, il Convento de San Agustì che ospita il Museo Arqueologico.

Altri monumenti non religiosi sono il Museo Camilo Visedo Moltò, in un edificio del XVI secolo presso la Serreta, il Museo de Arte, il castillo de Barxell dichiarato bien de interés cultural di origini musulmane del XII secolo, la Casa del Pavo del 1908-1909, il Conservatorio de musica y danza Joan Cantò in una costruzione già abitativa dell'inizio del XX secolo, Palazzetti della fine del XIX secolo, il Monte de la Pietad del XX secolo, la Elotja de Sant Jordì del 1992-95.

Alcoy è conosciuta come "città dei ponti" per via dei numerosi ponti.

Di grande interesse sono i siti archeologici della Serreta con pitture rupestri e del Puig, a 5 km su un colle di 888 metri di altitudine con resti dell'età del bronzo.

Nei dintorni ci sono due parchi naturali: il Parque natural del Carrascal de la Font Roja e il Parque natural de la Sierra de Mariola.

FesteModifica

  • I Mori e Cristiani di Alcoy in cui Mori e Cristiani, vestiti in ricchi costumi, si affrontano nella rappresentazione della liberazione della città dal dominio arabo.
  • Fra le feste sono da ricordare la Cabalgada de los Reyes Magos per l'Epifania, la più antica di Spagna, con sfilate di carri che accompagnano i Re Magi.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (ES) Alcoy Ciudad Digital, su alcoy.es. URL consultato l'8 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2010).
Controllo di autoritàVIAF (EN130217015 · GND (DE4286170-6 · WorldCat Identities (EN130217015
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