Antica manifattura Brendel

azienda attiva dal 1866 al 1927

L'Antica manifattura Robert Brendel & figli è stata una fabbrica fondata a Breslavia da Robert Brendel nel 1866; produceva modelli anatomici e morfologici di fiori, frutti e organi riproduttivi di piante, destinati all'insegnamento della botanica. Molti modelli Brendel, una perfetta fusione di arte e scienza, sono presenti in musei e scuole di tutto il mondo.

Antica manifattura Robert Brendel & figli
StatoPolonia Polonia
Altri statiGermania Germania (dal 1875)
Fondazione1866 a Breslavia
Fondata daRobert Brendel
ChiusuraIntorno al 1935, (a causa delle leggi razziali)
SettoreModellismo
ProdottiModelli didattici botanici
Modello Brendel. Museo Fondazione scienza e tecnica.
Fragaria vesca (Walderdbeere) Botanical Museum in Greifswald.
Modello Brendel. Museo Fondazione scienza e tecnica.
Modelli Brendel. Liceo ginnasio Dante di Firenze.
Modelli Brendel. Liceo ginnasio Dante di Firenze.

StoriaModifica

Tra la fine del '700 e i primi decenni del '900 in Francia, Germania e Italia fiorirono e si affermarono manifatture specializzate nella realizzazione di modellistica scientifica a scopo didattico, ognuna specializzata in un diverso ambito e disciplina. L'uso dei modelli evitava gli inconvenienti causati dall'elevata deperibilità e dalla scarsa reperibilità dei materiali viventi facilitando lo studio dell'anatomia, zoologia, embriologia e botanica.

Una delle più antiche fabbriche, attiva già dal 1771, fu l'Officina ceroplastica fiorentina, che per circa un secolo produsse modelli anatomici in cera per lo studio della medicina; dal 1827 in Francia simili modelli furono realizzati in cartapesta da Louis Thomas Jérôme Auzoux (1797 - 1880); dal 1860 Leopold Blaschka a Dresda studiò e realizzò modelli in vetro soffiato di molluschi e vegetali; Jean Baptiste Barla, esperto in anatomia umana e comparata, dopo il 1865 usò il gesso per riprodurre modelli soprattutto micologici[1].

Gli esemplari venivano realizzati in serie uniche e prodotti in numero molto limitato, dato l'elevato costo dei materiali e lunghi tempi di lavorazione, che solo poche e ricche istituzioni potevano permettersi. Dalla metà del secolo XIX, insieme ai "modelli preziosi", vennero prodotti anche "modelli poveri", fatti con materiali economici, destinati alle scuole per l'insegnamento delle scienze naturali. La Manifattura Brendel si specializzò e si affermò nella modellistica botanica "povera", dai costi contenuti.

Robert e Reinhold BrendelModifica

Robert Brendel nacque intorno al 1821 in Polonia da una famiglia di origine ebraica. Non si sa molto riguardo alla sua infanzia e gioventù. Avviò la sua attività nel 1860 a Breslavia, creando modelli di piante in cartapesta, come sussidi didattici da utilizzare in mancanza di materiale fresco. Operò sotto la consulenza scientifica del farmacista Carl Leopold Lohmeyer, appassionato botanico. All'inizio produceva prevalentemente modelli di piante officinali, poi, su suggerimento di Ferdinand Julius Cohn, direttore dell'Istituto di fisiologia vegetale dell'Università di Breslavia, primo istituto del genere nel mondo[2], estese la produzione anche a modelli di piante di uso agronomico, alla botanica sistematica e all'anatomia vegetale. Successivamente estese la produzione anche a campioni di zoologia, antropologia e cristallografia.

Una prima collezione dei modelli Brendel fu esposta nel 1865 al Congresso botanico di Amsterdam sotto l'egida di Cohn. L'anno successivo a Breslavia iniziò la produzione industriale con una prima offerta di circa trenta specie diverse utilizzate per l'insegnamento anche dallo zoologo professore Alfred Moquin-Tandon e da Louis Thomas Jerome Auzoux. Questi a sua volta aveva sviluppato modelli anatomici in cartapesta smontabili, caratteristica imitata da Robert Brendel che, con l'uso di piccole cerniere e ganci metallici, consentiva di "dissezionare" o "disassemblare" i pezzi aumentandone la valenza didattica.

Intorno al 1875 Robert si trasferì a Berlino e continuò l'attività al Kurfürstendamm 101. Nel 1896 il figlio Reinhold, nato nel 1861, rilevò la ditta paterna e, alla consueta produzione, affiancò la pubblicazione in proprio di cataloghi illustrati ("Brendel Verlagsanstalt für Lehrmittel")[3] necessari alla vendita per corrispondenza a scuole e istituti in Europa e oltreoceano. Nel 1898 trasferì la ditta a Grunewald.
Alla fine dell'800, dopo oltre trent'anni di attività e grazie all'elevato rigore scientifico dei prodotti, la Manifattura Brendel era conosciuta a livello mondiale e la richiesta commerciale era altissima[4].

I modelli ottennero premi in diverse esposizioni: a Mosca (1872), Colonia (1890), Chicago (1893), Parigi (1900), Santiago (1902), St. Louis (1904), Bruxelles e Buenos Aires (1910)[5]. Il catalogo del 1913/1914 ne comprendeva oltre 300: modelli semplici per le scuole superiori e altri più complessi per musei e università.

Nel 1925 Reinhold trasferì di nuovo l'attività in Polonia, a Neumarkt, oggi conosciuta come Środa Śląska). Robert morì il 22 gennaio 1898 all'età di 77 anni; Reinhold il 17 agosto 1927 all'età di 66 a Legnica[6]. Per la sua attività fu decorato con la medaglia di bronzo di Prussia nel 1896, e con quella d'argento nel 1901.

Non si sa se altri familiari proseguirono il lavoro; è probabile che la chiusura definitiva della manifattura abbia coinciso con l'approvazione delle leggi razziali durante il periodo nazista del terzo Reich, in quanto la famiglia Brendel era di origine ebraica.

 
Modelli Brendel. Liceo Ginnasio Dante di Firenze.

Modelli didatticiModifica

Il loro potenziale didattico fu colto da molte istituzioni scolastiche che intravidero un significativo miglioramento dello studio rispetto ai metodi consueti, basati prevalentemente su disegni, stampe o fotografie, o sulla pratica assai diffusa di sezionare le piante per studiarne la composizione, con inevitabili conseguenze di corruzione e decomposizione. Poter disporre di modelli a colori, riproduzioni fedeli di quelli reali, a tre dimensioni e immutabili nel tempo, favorì soprattutto le facoltà a indirizzo scientifico, che potevano mostrare dissezioni “virtuali” e dimensioni microscopiche, grazie a sezioni fortemente ingrandite.

Per raggiungere un alto livello di precisione e garantire l'accuratezza delle riproduzioni, i Brendel collaborarono con scienziati rinomati quali Eduard Eidam di Breslavia, Alexander Tschirch di Berna, Leopold Kny di Berlino, Emmerich Ráthay (1845 - 1900) di Klosterneuburg, Lajos Jurányi (1837-1897) di Nyíregyháza, Gustav Höstermann di Dahlem[7].

Le collezioni Brendel, nella seconda metà del XX secolo, furono sostituite da nuovi sussidi didattici e i modelli rimasero dimenticati nei magazzini universitari sparsi per il mondo, spesso in condizioni di disagio e negligenza. Alcuni pezzi furono venduti negli anni '90, poi restaurati e rivenduti nel mercato dell'antiquariato[8]; alcune istituzioni, che ne erano ancora in possesso, ne riconobbero il valore, li recuperarono e li misero in mostra nei loro musei.

Tecnica di realizzazione e materialiModifica

La realizzazione era preceduta dalla messa a punto di calchi sui quali venivano plasmati i modelli con l'uso prevalente di cartapesta e l'aggiunta di altri materiali individuati nel corso dei vari restauri:

Gli esemplari venivano colorati con tempere e lucidati con lacca e cera; la dimensione poteva raggiungere i 60 cm di altezza. Ogni modello era sostenuto da un supporto in rattan (Calamus), dritto o incurvato, inserito in una base in legno, che nei modelli più antichi era verniciata di nero, mentre nei modelli prodotti ai primi del novecento era in legno chiaro. Sul basamento veniva fissata un'etichetta molto dettagliata, con il nome in latino e il nome volgare in varie lingue, il numero di serie, la scala e i dettagli di fabbrica[9][10].

Modelli Brendel nel mondoModifica

 
Modelli dalla collezione del Museo Botanico di Greifswald, Germania.
 
Collezione Brendel. Dipartimento di biologia vegetale, Firenze.
 
Modelli Brendel. Liceo ginnasio Dante di Firenze.
 
Modelli Brendel. Liceo ginnasio Dante di Firenze.
 
Modelli Brendel. Liceo ginnasio Dante di Firenze.

(Elenco parziale)[11]

  Italia
In Europa
Fuori dall'Europa

NoteModifica

  1. ^ Andrea Brunori e Alessandro Cassinis, I funghi nella storia, Roma, Sandro Teti, 2014. URL consultato il 2 marzo 2018.
  2. ^ (EN) Ferdinand Cohn, in Encyclopædia Britannica. URL consultato il 1º marzo 2018.
  3. ^ (DE) Brendel Verlagsanstalt für Lehrmittel, su universitaetssammlungen.de. URL consultato il 26 marzo 2018.
  4. ^ Graziana Fiorini, Elia Menicagli, L'antica Collezione Brendel di modelli di fiori ed altri organi vegetali, 100 anni per la didattica, su researchgate.net, novembre 2006. URL consultato il 14 marzo 2018.
  5. ^ (FR) Anne-Marie Bogaert-Damin, Les modèles Brendel, in Voyage au coeur des fleurs: Modèles botaniques et flores d'Europe au XIXe siècle, 2007, p. 183, ISBN 978-2-87037-565-5. URL consultato il 14 marzo 2018.
  6. ^ (DE) Berichte der Deutschen Botanischen Gesellschaft : Sitzung vom 28. Oktober 1927, su onlinelibrary.wiley.com, 28 ottobre 1927. URL consultato il 3 aprile 2018.
  7. ^ Henri Reiling, Über Blaschkas Glasmodelle und die zeitgenössische Naturgeschichte, mit einem Anhang über Brendels botanische Modelle, in Michael Kaasch e Joachim Kaasch (a cura di), Natur und Kultur and: Biologie im Spannungsfeld von Naturphilosophie und Darwinismus, 2009. URL consultato il 1º aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2017).
  8. ^ Didactic flowers late 19th century, probably by Robert Brendel (1821-98) or Reinhold Brendel (1861-1927), su sothebys.com. URL consultato il 2 aprile 2018.
  9. ^ Graziana Fiorini, Elia Menicagli, L'antica Collezione Brendel di modelli di fiori ed altri organi vegetali, 100 anni per la didattica, in Atti del 16º Congresso dell'Associazione Nazionale Musei Scientifici, "I musei scientifici fra tradizione ed innovazione, Prato, novembre 2006. URL consultato il 14 marzo 2018.
  10. ^ Graziana Fiorini, Luana Maekawa e Peter Stiberc, La "Collezione Brendel" di modelli di fiori ed altri organi vegetali del Dipartimento di Biologia vegetale dell'Università degli Studi di Firenze, in Museologia Scientifica, 22(2), 2005, p. 259.
  11. ^ (FR) Anne-Marie Bogaert-Damin, Les modèles Brendel, in Voyage au coeur des fleurs: Modèles botaniques et flores d'Europe au XIXe siècle, 2007, p. 188, ISBN 978-2-87037-565-5. URL consultato il 14 marzo 2018.
  12. ^ Anna Giatti, Giancarlo Lanterna e Carlo Lalli, I modelli di morfologia vegetale di Robert e Reinhold Brendel, in OPD Restauro. Analisi diagnostica su alcuni modelli didattici della fondazione Scienza e tecnica di Firenze, n. 16, Firenze, Edizioni Centro Di, 2004, pp. 146-149.
  13. ^ Graziana Fiorini, Luana Maekawa e Peter Stiberc, La "Collezione Brendel" di modelli di fiori ed altri organi vegetali del Dipartimento di Biologia vegetale dell'Università degli Studi di Firenze, in Museologia Scientifica, 22(2), 2005, p. 257.
  14. ^ I Fiori dell'antica Manifattura Brendel, la Scienza, l'Arte e la Cultura, su beniculturali.it, 16 aprile 2012. URL consultato il 14 marzo 2018 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2018).
  15. ^ I Fiori dell'antica Manifattura Brendel, la Primavera della Scienza, su italia.it, aprile 2011. URL consultato il 28 marzo 2018.
  16. ^ Il tesoro della Calvino. I modelli Brendel, su issuu.com, 25 maggio 2010. URL consultato il 26 marzo 2018.
  17. ^ Annalisa Maurizzi, La collezione Brendel di modelli di fiori ed altri organi vegetali dell'Università di Bologna, in Museologia Scientifica, vol. 4, 1-2 Nuova Serie, Bologna, 2010, p. 98.
  18. ^ Giancarlo Sibilio, V. Rocco, Bruno Mevale e Maria Rosaria Barone Lumaga, La collezione storica dei modelli di strutture vegetali dell'Orto Botanico di Napoli (PDF), Napoli, dicembre 2013.
  19. ^ Vacanza culturale in Alto Adige, su zirmerhof.com. URL consultato il 14 marzo 2018.
  20. ^ Progetto Hermes. Alcuni modelli "Brendel" conservati in Istituto, su itcperugia.gov.it. URL consultato il 14 marzo 2018 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2018).
  21. ^ (DE) Modellsammlungen, su botanik.uni-greifswald.de. URL consultato il 1º aprile 2018 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2018).
  22. ^ (EN) R Brendel and Co. Anatomical model makers, Germany, su liverpoolmuseums.org.uk. URL consultato il 1º aprile 2018.
  23. ^ University of Aberdeen. Educational Models, su abdn.ac.uk. URL consultato il 2 aprile 2018.
  24. ^ (EN) Robert Brendel Touring the herbarium with Manchester's plant scientists, su herbologymanchester.wordpress.com, ottobre 2013. URL consultato il 1º aprile 2018.
  25. ^ (EN) Posts tagged Robert Brendel. Brendel flower models, su delftschoolmicrobiology.weblog.tudelft.nl, 15 gennaio 2015. URL consultato il 2 aprile 2018.
  26. ^ (FR) Histoire des modèles, su serres.u-bourgogne.fr. URL consultato il 28 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2018).
  27. ^ (FR) Les fleurs de Brendel, su herbier.unistra.fr. URL consultato il 28 marzo 2018.
  28. ^ (FR) Pour la première fois, une sélection de près de 50 modèles Brendel réunis dans une exposition (PDF), in Botanique.Entre Art et Science, Montbard, Musée Buffon, 3 maggio al 21 settembre 2014. URL consultato il 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2018).
  29. ^ (ES) Modelos botânicos didácticos do fabricante R. Brendel (finais do séc. XIX), su uc.pt. URL consultato il 2 aprile 2018.
  30. ^ (EN) Susie Shears, The physick gardener (PDF), in University of Melbourne Collections, The University of Melbourne, 2010, p. 11. URL consultato il 2 aprile 2018.
  31. ^ (EN) Beautiful science: Brendel's botanical models, su americanhistory.si.edu, 13 febbraio 2014. URL consultato il 2 aprile 2018.

BibliografiaModifica

  • (DE) Reinhold Brendel, List of model concerning vegetable morphology, Berlino, Unger Brothers, 1893.
  • (DE) Reinhold Brendel, Neue botanische Modelle der Verlags-Anstalt für Lehrmittel, n. 8, Berlino, Unger Brothers, 1894.
  • (EN) Reinhold Brendel, Recently issued models for botanical instruction, n. 9, Berlino, Unger Brothers, 1894.
  • (DE) Liste der Botanischen Modelle von R. Brendel, Neumarkt i. Schlesien, Verlagsanstalt für Lehrmittel Kommanditgesellschaft, 1925.
  • Anna Giatti, Giancarlo Lanterna e Carlo Lalli, I modelli di morfologia vegetale di Robert e Reinhold Brendel, in OPD Restauro, n. 16, Firenze, Edizioni Centro Di, 2004, pp. 146-149.
  • Graziana Fiorini, Luana Maekawa e Peter Stiberc, La "Collezione Brendel" di modelli di fiori ed altri organi vegetali del Dipartimento di Biologia vegetale dell'Università degli Studi di Firenze, in Museologia Scientifica, 22(2), 2005, pp. 249-273.
  • Anna Giatti e Stefania Lotti (a cura di), Le stanze della scienza, Firenze, Fondazione scienza e tecnica, 2006, pp. 90-91.
  • (FR) Anne-Marie Bogaert-Damin, Les modèles Brendel, in Voyage au coeur des fleurs: Modèles botaniques et flores d'Europe au XIXe siècle, 2007, pp. 173-191, ISBN 978-2-87037-565-5. URL consultato il 14 marzo 2018.
  • (EN) Graziana Fiorini, Luana Maekawa e Peter Stiberc, Save the Plants: Conservation of Brendel Anatomical Botany Models (PDF), in Book and Paper Group Annual, vol. 27, Washington, Book and Paper Group, 2008. URL consultato l'8 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2018).
  • (DE) Olga Kronsteiner, Robert und Reinhold Brendel. Dreidimensionale Blütenlese, in Simon Weber-Unger (a cura di), Der naturwissenschaftliche Blick. Fotografie, Zeichnung und Modell im 19. Jahrhundert, Vienna, Kabinett. Simon Weber-Unger, 2009, p. 42-51, ISBN 978-3-200-01699-6.
  • Maurizzi Annalisa, La collezione Brendel di modelli di fiori ed altri organi vegetali dell'Università di Bologna, in Museologia Scientifica, vol. 4, 1-2 Nuova Serie, Bologna, 2010, pp. 105 - 110.

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