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Antonio Mazza
vescovo della Chiesa cattolica
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Omnia charitate
 
Incarichi ricoperti
 
Nato1º dicembre 1919 ad Alpicella d'Aveto
Ordinato presbitero30 maggio 1942
Nominato vescovo8 giugno 1973 da papa Paolo VI
Consacrato vescovo29 giugno 1973 da papa Paolo VI
Deceduto16 marzo 1998 (78 anni) a Piacenza
 

Antonio Mazza (Alpicella d'Aveto, 1º dicembre 1919Piacenza, 16 marzo 1998) è stato un vescovo cattolico italiano.

Indice

BiografiaModifica

Nasce ad Alpicella d'Aveto, frazione di Santo Stefano d'Aveto, in provincia di Genova e diocesi di Piacenza-Bobbio, il 1º dicembre 1919 da Carlo e Maria Fugazzi.

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Frequenta il seminario di Bobbio; qui riceve l'abilitazione magistrale e la licenza in materie classiche. Si trasferisce poi a Genova, dove frequenta il collegio internazionale Brignole Sale.

Il 30 maggio 1942 è ordinato presbitero nella chiesa parrocchiale dei santi Angeli Custodi ad Amborzasco, frazione di Santo Stefano d'Aveto.

Dopo l'ordinazione si trasferisce a Roma, dove frequenta la Pontificia Università Lateranense; si laurea in utroque iure con una tesi intitolata "Unioni doganali".

Nel 1946 ritorna a Bobbio come addetto al seminario ed economo della diocesi stessa.

Nel 1948 entra al servizio della Congregazione di Propaganda Fide come addetto alle missioni dell'America Latina e, in seguito, ai seminari di missione. Nel 1957 è nominato segretario del Consiglio Superiore per il Clero indigeno: in questa veste si afferma come specialista per i problemi del Terzo Mondo e delle missioni; effettua inoltre numerosi viaggi in Asia, Africa e America Latina.

L'8 maggio 1971 papa Paolo VI lo nomina delegato per l'ufficio per i rapporti con il personale della Santa Sede[1].

Ministero episcopaleModifica

L'8 giugno 1973 papa Paolo VI lo nomina segretario generale dell'Anno Santo del 1975 e vescovo titolare di Velia; riceve l'ordinazione episcopale il 29 giugno successivo, nella basilica di San Pietro in Vaticano, per imposizione delle mani dello stesso pontefice, coconsacranti gli arcivescovi Agostino Casaroli e Bernardin Gantin (entrambi poi cardinali).

L'11 settembre 1976 papa Paolo VI lo nomina vescovo di Tarquinia e Civitavecchia; succede a Giulio Bianconi, dimessosi per raggiunti limiti di età. Il 24 ottobre prende possesso della diocesi, a Civitavecchia[2].

Durante il suo ministero nella diocesi laziale si dedica in modo particolare della ristrutturazione di numerose chiese storiche e alla costruzione di nuove; crea un Centro Pastorale Diocesano, che coordina tutte le attività dei responsabili della gioventù, della catechesi, del mondo del lavoro e delle vocazioni[2].

Il 20 agosto 1983 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Piacenza; succede ad Enrico Manfredini, precedentemente nominato arcivescovo metropolita di Bologna. Il 9 ottobre prende possesso della diocesi[3].

Nel 1985 indice il diciassettesimo sinodo diocesano, che si conclude nel 1991. Il 5 e 6 giugno 1988 riceve papa Giovanni Paolo II in visita pastorale alla diocesi[3].

Il 16 settembre 1989, con l'unione delle diocesi di Piacenza e Bobbio, diviene primo vescovo di Piacenza-Bobbio. Al termine del sinodo diocesano, inizia la visita pastorale alle parrocchie diocesane[3].

Il 1º dicembre 1994, giorno del suo 75º compleanno, papa Giovanni Paolo II accoglie la sua rinuncia al governo pastorale della diocesi, presentata per raggiunti limiti di età. Si ritira nella parrocchia di San Vittore alla Besurica, nella periferia di Piacenza[4].

Muore a Piacenza il 16 marzo 1998; dopo le esequie, celebrate il 18 marzo dal successore Luciano Monari in cattedrale[4], viene sepolto nella cappella di famiglia ad Alpicella d'Aveto.

Genealogia episcopaleModifica

NoteModifica

  1. ^ Acta Apostolicae Sedis (PDF), su www.vatican.va, Tipografia Poliglotta Vaticana, 1971, p. 398. URL consultato il 27 agosto 2017.
  2. ^ a b Nel decennale della scomparsa. Il ricordo di Mons. Antonio Mazza (PDF), su webdiocesi.chiesacattolica.it, 15 marzo 2008. URL consultato il 27 agosto 2017.
  3. ^ a b c Dieci anni fa la scomparsa del vescovo Mazza (RTF), su webdiocesi.chiesacattolica.it, marzo 2008. URL consultato il 27 agosto 2017.
  4. ^ a b Nel decesso di S.E. Mons. Antonio Mazza, su cistercensi.info, 18 marzo 1998. URL consultato il 27 agosto 2017.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (EN) David Cheney, Antonio Mazza, su Catholic-Hierarchy.org. URL consultato il 27 agosto 2017.