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Battaglia di Hastings

battaglia tra anglosassoni e normanni per il controllo dell' Inghilterra

Coordinate: 50°54′43″N 0°29′15″E / 50.911944°N 0.4875°E50.911944; 0.4875

Battaglia di Hastings
parte della Conquista normanna
Bayeux Tapestry WillelmDux.jpg
Arazzo di Bayeux
Data14 ottobre 1066
LuogoHastings, Inghilterra
EsitoDecisiva vittoria normanna
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
7000-8000 di cui 2000 cavalieri7000-8000 di cui 2000 Huskarl
Perdite
Sconosciute, si pensa più di 2000 fra morti e feriticirca 4000 tra morti e feriti
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La battaglia di Hastings ebbe luogo il 14 ottobre 1066 a circa 13 km da Hastings, tra le truppe di Aroldo II, re degli Anglosassoni, e Guglielmo (detto poi Il Conquistatore), duca di Normandia come Guglielmo II, per il controllo dell'Inghilterra.

Indice

PremesseModifica

L'Inghilterra durante il Medioevo fu per anni territorio di scorrerie e devastazioni dei Vichinghi. Le orde vichinghe partivano dalle loro basi tra i fiordi danesi e con i loro veloci drakkar sbarcavano sulle coste inglesi, saccheggiando e distruggendo ogni cosa. Il duca di Normandia approfittò di una grande scorreria guidata da Harald III di Norvegia per radunare un esercito e sbarcare in territorio inglese. L'esercito di Aroldo, che aveva sconfitto Harald solo tre settimane prima, era costituito soprattutto da manipoli di fanteria pesante, molto potente ma assai poco manovrabile in battaglia, mentre il forte dell'esercito di Guglielmo era formato soprattutto dalla cavalleria.

Svolgimento della battagliaModifica

 
Luogo della battaglia

Quando Guglielmo sbarcò sul suolo inglese, l'esercito sassone mosse immediatamente contro l'invasore. La fanteria sassone prese posizione sulla Senlac Hill, una bassa collina circa 10 km a nord di Hastings che dominava la pianura antistante il punto di sbarco dell'esercito normanno. Aroldo sapeva di non poter competere contro la cavalleria normanna e così posizionò i suoi uomini in una solida formazione, ripiegata sulle ali, in cima alla collina. In questo modo, i suoi uomini, abituati al corpo a corpo e difesi da un insuperabile muro di scudi, avrebbero facilmente avuto la meglio sulle truppe normanne.

Queste ultime, composte prevalentemente da cavalieri appartenenti alla nobiltà, coperti di elmi e corazze di metallo, avevano il vantaggio di possedere la staffa, che permetteva al cavaliere di rimanere in sella quando colpiva il nemico. Lo scopo di Guglielmo era di far cadere in trappola lo schieramento nemico trascinandolo in campo aperto dove la sua cavalleria avrebbe facilmente avuto la meglio sulla fanteria nemica, mentre Aroldo sperava di riuscire a rimanere arroccato sulla collina.

Lo scontro cominciò in mattinata. Gli arcieri di Guglielmo si portarono ai piedi del colle per scoccare i dardi che però non ebbero alcun effetto: o superavano la postazione dei Sassoni o finivano sugli scudi. Entrarono quindi in campo la fanteria e la cavalleria che però, arrivate stremate in cima all'altura, non poterono fare nulla contro il muro di scudi e vennero ricacciati indietro. Nella foga della battaglia però un gruppo di Sassoni si mise a inseguire i Normanni e si allontanò dallo schieramento. Essi scesero dall'altura, ma si ritrovarono isolati dal resto del gruppo e furono sconfitti dai Normanni.

Visto quello che era accaduto, Guglielmo convinse i suoi a fingersi spaventati e, al successivo attacco, quando i Normanni cominciarono a ritirarsi, gran parte dei Sassoni si gettò all'inseguimento. Scesi dal colle, i cavalieri si voltarono e caricarono sulla scompigliata formazione nemica. Aroldo era rimasto sul colle con i suoi soldati più fedeli quando, una seconda volta, Guglielmo chiamò in causa i suoi arcieri per scoccare frecce sui superstiti, che si rannicchiarono sotto i loro scudi. Sfortunatamente per i Sassoni una freccia riuscì a passare e colpì Aroldo a un occhio, ferendolo gravemente. Ciò abbatté il morale dei suoi uomini che si diedero alla fuga. Solamente gli Huskarl, le guardie personali del re, fedeli al loro giuramento di combattere per il sovrano fino alla fine, rimasero sul colle e vennero massacrati dalla cavalleria normanna. Al tramonto i Normanni erano padroni di Senlac Hill.

Durante lo scontro in cui Aroldo rimase ferito, i suoi fratelli vennero uccisi. Aroldo II morì alla fine della battaglia (14 ottobre 1066), quando quattro cavalieri normanni lo raggiunsero e lo fecero a pezzi per poi decapitarlo. La sorte del suo cadavere è discussa: secondo alcune testimonianze Guglielmo rifiutò di dargli sepoltura. Secondo altre sarebbe stato sepolto nell'abbazia di Waltham, così come si ritiene che sarebbe stato sepolto in un primo momento nell'abbazia di Battle, sorta nei luoghi della battaglia di Hastings, mentre altre fonti suggeriscono che il suo corpo fu ricomposto e seppellito in riva al mare; alcune fonti (cronache inglesi del XII secolo) affermano che Aroldo II, dopo la battaglia o verso la sua conclusione, fuggì in Cornovaglia con alcuni fidi, ma si tratta quasi certamente di leggende.

La battaglia si concluse con la vittoria di Guglielmo, che venne creduto morto, a differenza del sovrano sassone, che morì veramente. Orderico Vitale riporta un resoconto della battaglia ed elenca i principali cavalieri normanni e franchi, tra cui Eustachio II di Boulogne, William FitzOsbern, I conte di Hereford, Guglielmo d'Évreux, che furono presenti alla battaglia insieme ad altri personaggi quali Urso d'Abetot futuro sceriffo di Worcestershire.

Dopo la battaglia Guglielmo divenne re effettivo d'Inghilterra con il nome di Guglielmo I. In seguito fece costruire un'abbazia nel luogo dello scontro, per ringraziare Dio della vittoria.

Un grande plastico raffigurante lo svolgimento della battaglia di Hastings è in esposizione presso il Museo della civiltà normanna.[1]

NoteModifica

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