Boris Godunov (Puškin)

dramma teatrale di Aleksàndr Sergeevič Puškin
Boris Godunov.
Drammatica istoria, commedia della vera calamità allo stato moscovita occorsa, dello zar Boris e di Griška Otrep'ev
tragedia in 23 scene
Boris Godunov (Zvorykin) 10.jpg
Illustrazione dal "Boris Godunov" di Puškin (Boris Zvorykin, 1925)
AutoreAleksandr Sergeevič Puškin
Titolo originaleБорис Годунов, Драматическая повесть, Комедия o настоящей беде Московскому государству, o царе Борисе и о Гришке Отрепьеве
Lingua originaleRusso
Genereteatro classico
AmbientazioneRussia, 1598-1604
Composto nel1825
Pubblicato nel1831
Prima assoluta17 settembre 1870
Teatro Mariinskij, San Pietroburgo
Personaggi
  • Boris Godunov, boiardo, poi Zar
  • Fëdor, suo figlio
  • Kseniâ, sua figlia
  • La bambinaia di Kseniâ
  • Principe Šujskij, boiardo
  • Principe Vorotynskij, boiardo
  • Ŝelkalov, segretario della Duma
  • Pimen, monaco e cronista
  • Grigorij Otrep’ev, monaco, poi Dimitri, l'impostore
  • Patriarca del monastero di Chudov
  • Misail, monaco ambulante
  • Varlaam, monaco ambulante
  • Afanasiy Mikhailovich Puškin, amico del Principe Šujskij
  • Gabriel Puškin, suo nipote
  • Semen Nikitič Godunov, agente segreto di Boris Godunov
  • Principe Kurbskij, boiardo caduto in disgrazia
  • Kruŝov, boiardo caduto in disgrazia
  • Karela, un cosacco
  • Principe Višneveckij
  • Mnišek, voivoda di Sambor
  • Marina, sua figlia
  • Ruziâ, loro cameriera
  • Basmanov, un ufficiale russo
  • Maržeret, funzionario dell'impostore
  • Rozen, funzionario dell'impostore
  • Mosal’skij, boiardo
  • Ostessa al confine lituano
  • Boiardi, gente, paesani, ispettori, ufficiali, attendenti, ospiti, un prete cattolico, un nobile polacco, un poeta, un idiota, un mendicante, un gentiluomo, guardie, soldati, nobildonne e nobiluomini, ragazzi e servi
Trasposizioni operisticheBoris Godunov, opera lirica di Modest Petrovič Musorgskij
 

Il Boris Godunov (in russo: Борис Годунов?, traslitterato: Borís Godunóv), il cui titolo completo è Drammatica istoria, commedia della vera calamità allo stato moscovita occorsa, dello zar Boris e di Griška Otrep'ev (Драматическая повесть, Комедия o настоящей беде Московскому государству, o царе Борисе и о Гришке Отрепьеве), è un dramma teatrale di Aleksandr Sergeevič Puškin, composto a Michajlovskoe, dove Puškin era esiliato, nel 1825[1], pubblicato integralmente nel 1831[1], ma approvato per una rappresentazione sui palcoscenici non prima del 1866 e rappresentato, largamente censurato, nel 1870 e riapparso, ampiamente ammorbidito e ritoccato da Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov il 22 dicembre 1896 a San Pietroburgo.

StoriaModifica

Con il dramma Boris Godunov l'intento di Puškin fu quello di dare alla letteratura russa un dramma nazionale, per liberarla dalla dominio dello pseudoclassicismo. La realizzazione di questo intento richiedeva due elementi fondamentali: una nuova forma e un contenuto storicamente nazionale. Puškin risolse il problema della forma ispirandosi ai drammi storici di Shakespeare, oltre che alle antiche Cronache; il problema del contenuto fu risolto dalla lettura della Storia dello Stato russo di Karamzin, i cui primi otto volumi erano stati pubblicati nel 1818[1]. Scriverà lo stesso Puškin:

«Lo studio di Shakespeare, di Karamzin e delle nostre antiche Cronache mi ha dato l'idea di rivestire di forme drammatiche una delle epoche più drammatiche della storia moderna. Shakespeare l'ho imitato nella libera e larga pittura dei caratteri, nella straordinaria costruzione dei tipi e nella semplicità; Karamzin l'ho seguito nel chiaro sviluppo degli avvenimenti; nelle Cronache infine mi sono sforzato di indovinare la forma dei pensieri e la lingua dell'epoca»

(Aleksandr Sergeevič Puškin, Polnoe sobranie sočinenij v desjati tomach, Moskva-Leningrad, 1949, VII: 164; citato in L.Magarotto, 2015,  p. 150)

Se la struttura formale del dramma teatrale ricalca la fisionomia e la forma delle tragedie shakespeariane, invece il soggetto dell'opera deriva dalla Storia dello Stato russo scritta da Karamzin, mentre per i contenuti l'autore si è ispirato alla vecchie Cronache russe per i costumi e la lingua parlata dell'epoca descritta.[2]

Il soggetto riguarda Boris Godunov che regnò come Zar dal 1598 al 1605 nel periodo definito "epoca dei torbidi", regno contestato dalla ipotesi di un'usurpazione del potere da parte di Godunov ai danni del vero erede al trono. Questo pretesto innesca la campagna polacca contro la Russia, che si conclude con l'ascesa della dinastia dei Romanov. Lo scrittore aggiunse all'intreccio principale la storia d'amore del falso Dimitri e della polacca Marina. Il dramma consiste di 25 scene composte nello stile del Blank verse e porta in scena 63 personaggi. Di indubbio significato sia il tono spirituale-morale che governa le gesta sia la voce e l'anima del popolo, elementi di derivazione romantica.

Neppure negli anni seguenti il Boris Godunov ricevette una prima rappresentazione nella sua forma originale. Modest Petrovič Musorgskij basò la sua famosa opera dal dramma rielaborando la struttura narrativa in base alle esigenze melodrammatiche, e durante gli anni trenta Vsevolod Meyerhold tentò di dirigerne una rappresentazione teatrale con musiche composte da Sergei Prokofiev ma abbandonò presto la produzione a causa di pressioni politiche, e tale soggetto rimase abbandonato per lungo tempo.

La prima rappresentazione mondiale del dramma originale privo di censure è avvenuta il 12 aprile 2007 negli Stati Uniti d'America all'Università di Princeton nella traduzione integrale in lingua inglese. Questa produzione era basata sul progetto di Meyerhold e sulle musiche di Prokofiev, con ulteriori musiche aggiunte composte da Peter Westergaard.

Da segnalare la versione televisiva del 1966 curata da Gerardo Guerrieri, con la regia di Giuliana Berlinguer e interpretata da alcuni dei migliori attori dell'epoca: Tino Carraro (Boris Godunov), Gino La Monica (Fëdor), Ludovica Modugno (Kseniâ), Turi Ferro (Pimen), Luigi Vannucchi (Otrep’ev), Bruno Cirino (Misail), Andrea Checchi (Puškin)[3].

StrutturaModifica

Boris Godunov non è diviso in atti, ma in tre parti principali (il prologo, il nucleo e l'epilogo), divise in scene[1].

  • Il Prologo riguarda gli avvenimenti del 1598, si sofferma soprattutto alla proclamazione di Boris Godunov a zar, e rivela l'atteggiamento dei boiardi e del popolo di fronte a essa.
  • Il Nucleo comprende gli avvenimenti del 1603, cioè la fuga di Grigorij Otrep’ev dal monastero, l'apogeo del potere di Boris, del quale tuttavia fa intuire l'inizio della successiva e graduale caduta, e rivela l'atteggiamento dei boiardi e del popolo di fronte alla persona di Boris; si sofferma inoltre sulla vita di Boris in mezzo alla famiglia, la comparsa del falso Dmitrij in Polonia e il suo amore per Maria Mniszek.
  • L'Epilogo comprende gli avvenimenti del 1604: la lotta col falso Dmitrij e la morte di Godunov.

SceneModifica

Si riporta l'elenco delle scene riportate sul testo a stampa del dramma di Puškin[4]

  • SCENA PRIMA - Il palazzo del Cremlino. 20 febbraio, 1598.
  • SCENA SECONDA - La piazza rossa.
  • SCENA TERZA - Campo delle Vergini. Monastero delle Vergini.
  • SCENA QUARTA - Il palazzo del Cremlino.
  • SCENA QUINTA - Notte. Una cella nel Monastero dei Miracoli. Anno 1603.
  • SCENA SESTA - Il palazzo del patriarca.
  • SCENA SETTIMA - Il palazzo dello zar.
  • SCENA OTTAVA - Bettola al confine lituano.
  • SCENA NONA - Mosca. La casa di Šujskij.
  • SCENA DECIMA - Il palazzo dello zar.
  • SCENA UNDICESIMA - Cracovia. La casa di Wisznewiecki.
  • SCENA DODICESIMA - Il castello del voivoda Mniszek a Sambor. Una fila di stanze illuminate.
  • SCENA TREDICESIMA - Notte. Un giardino. Una fontana.
  • SCENA QUATTORDICESIMA - Il confine lituano. 16 ottobre 1604.
  • SCENA QUINDICESIMA - La Duma dello zar.
  • SCENA SEDICESIMA - Una pianura presso Novgorod-Severskij. 21 dicembre 1604.
  • SCENA DICIASSETTESIMA - La piazza davanti alla Cattedrale a Mosca.
  • SCENA DICIOTTESIMA - Sevsk.
  • SCENA DICIANNOVESIMA - Una foresta.
  • SCENA VENTESIMA - Mosca. Il palazzo dello zar.
  • SCENA VENTUNESIMA - Una tenda.
  • SCENA VENTIDUESIMA - Il luogo del patibolo.
  • SCENA VENTITREESIMA - Il Cremlino.

CriticaModifica

Più che la corrispondenza agli eventi storici (gli studi storici successivi hanno mostrato che la visione di Karamzin della personalità di Boris Godunov, almeno per quanto riguarda la sua colpa, non era del tutto giusta) nella tragedia di Puškin è di maggiore importanza sono la parte data al popolo e ad alcune personalità oltre a quella del protagonista (il falso Dmitrij, il boiaro Vasilij Sujskij, il monaco Pimen), e il tono religioso-morale che la sovrasta. Questi elementi sono senz'altro romantici, ma sono stati trattati da Puškin con una tendenza verso il realismo assente nelle tragedie romantiche russe di quel periodo. Ettore Lo Gatto considera la tragedia di Puškin è una delle opere drammatiche più alte della letteratura russa «sia per il suo nucleo ideologico, sia per la perfetta realizzazione artistica del conflitto psicologico, sia per la compiutezza del quadro storico, sia infine per la perfetta fusione tra i caratteri rappresentati e il linguaggio che li rivela», per cui, oltre a rappresentare il momento centrale dell'evoluzione del teatro nazionale russo, rappresenta il momento della maggiore obbiettivazione dell'attività creatrice di Puškin[1].

EdizioniModifica

  • Alessandro Puskin, Boris Godunof : poema drammatico, in Biblioteca universale ; 57, traduzione di Cesare Bragaglia, prima versione italiana con prefazione e note di Cesare Bragaglia, Milano, Sonzogno, 1883.
  • Alessandro Pusckin, Boris Godunof : tragedia, in Comoedia : fascicolo periodico di commedie e di vita teatrale, traduzione di Rinaldo Küfferle, VII, n. 11, 1925, pp. 565-586.
  • Aleksandr S. Puskin, Tutte le opere : poesie liriche, poemi e racconti in versi, Evgenij Onegin, Boris Godunov, scene drammatiche, traduzione di Ettore Lo Gatto, Milano, Ugo Mursia, 1959.
  • Aleksandr Sergeevič Puškin, Teatro, in I grandi libri ; 730, traduzione di Silvana de Vidovich, introduzione di Serena Vitale; prefazione di Fausto Malcovati, III, Milano, Garzanti, 2011 [1996], ISBN 978-88-11-36730-7.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e E. Lo Gatto, Dizionario Bompiani, p. 985.
  2. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol. II, pag.359
  3. ^ Radiocorriere TV, 1966, n. 42, p. 68; n. 43, p. 48
  4. ^ Teatro di Puškin , Boris Godunov, trad. de Vidovich.

BibliografiaModifica

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