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Briareo

uno degli Ecatonchiri nella mitologia greca
Allegoria politica su Briareo

Briareo è una figura della mitologia greca, figlio di Urano e Gea.

Indice

Miti su BriareoModifica

Era uno dei mostri con cinquanta teste e cento braccia, gli Ecatonchiri o Centimani.

Esiodo nella Teogonia narra che Poseidone vista la gran forza di questo gigante gli concesse di sposare sua figlia Cimopolea.

Ovidio narra di come sia riuscito ad uccidere l'Ofiotauro, il mostro che avrebbe permesso la vittoria sugli dei, bruciandone le viscere. Briareo, però, non riuscì a bruciarle, poiché gli furono sottratte da un nibbio inviato da Zeus.

Quando Apollo, Era e Poseidone cercarono di detronizzare Zeus, esasperati dai suoi capricci, Teti domandò il suo aiuto.

In un mito corinzio del II secolo d.C. si raccontava che Briareo, uno degli Ecatonchiri, fece da arbitro in una disputa tra Poseidone ed Elio (il mare ed il Sole). Egli stabilì che l'Istmo sarebbe toccato a Poseidone, mentre l'acropoli di Corinto ad Elio[1]:

«Dicono pertanto i Corintj, che Nettuno venne a contesa col Sole per la loro terra; ma il loro mediatore Briareo decise, che l'istmo, e la terra a quello confinante fosse di Nettuno, e che la rupe, la quale domina la città appartenesse al sole. Da quel tempo dicono, che l’istmo appartenga a Nettuno.»

(Pausania, II 1.6)

Briareo nella culturaModifica

Come modo di dire è rimasto "bisognerebbe avere le braccia di Briareo" quando una persona è impegnata a fare molte cose nello stesso tempo.

Nella "Vita di Marcello", all'interno delle "Vite parallele" di Plutarco, Marcello, in ritirata dopo il tentativo di assalire Siracusa dal mare, fallito a causa delle leggendarie macchine ideate da Archimede a difesa della città, definisce il celebre scienziato 'Briareo geometra'.

Nella Divina Commedia, nell'Inferno, canto XXXI, Briareo è posto alla guardia del lago di ghiaccio (Cocito) che costituisce il Nono Cerchio. Nel Purgatorio, canto XII, invece, tra gli esempi di superbia punita, Dante Alighieri raffigura Briareo, che prese parte alla battaglia dei Titani contro Giove, scolpito nella roccia, quale esempio di superbia punita, in quanto egli si è rivoltato contro la divinità.

Nel "don Quijote de la Mancha" Miguel de Cervantes Saavedra fa in modo che don Quijote veda nel Mulino a vento proprio il gigante Briareo "Anche se muovi più braccia del gigante Briareo me le pagherai!"

Viene inoltre citato nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, dicendo che "attesoché l'humana malitia per sé sola bastar non douebbre a resistere a tanti Heroi, che con occhij d'Argo e braccj di Briareo si vanno trafficando per li pubblici emolumenti" (dal momento che la malignità umana da sola non dovrebbe bastare a resistere a tanti eroi, che con occhi d'Argo e braccia di Briareo si danno da fare per il bene comune).

È presente anche ne Il risveglio di Endymion di Dan Simmons e in Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: la battaglia del labirinto.

NoteModifica

  1. ^ Pausania, Periegesi dell'Ellade, 2.1.6., 2.4.7

BibliografiaModifica

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