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Campanile del duomo di Caorle
Caorle campanile.jpg
Il campanile del duomo di Caorle
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàCaorle-Stemma.png Caorle
ReligioneCattolica
Patriarcato Venezia
Completamento1038

Coordinate: 45°35′56.58″N 12°53′22.88″E / 45.59905°N 12.88969°E45.59905; 12.88969

Il campanile del duomo di Caorle, o anche campanile di Caorle, è la torre campanaria associata alla cattedrale di Santo Stefano situata in Caorle, nella città metropolitana di Venezia e sotto la giurisdizione del Patriarcato di Venezia. È uno dei simboli principali della città lagunare, insieme al santuario della Madonna dell'Angelo che sorge in riva al mare Adriatico.

Costruito nell'XI secolo e con la sua caratteristica forma cilindrica, sormontato da cuspide conica, il campanile di Caorle è unico nel suo genere tra le torri medievali che sono giunte intatte fino ai nostri giorni. La struttura cilindrica è certamente influsso bizantino-ravennate: si può infatti ritrovare nei quasi coevi campanili di Ravenna (cattedrale, chiesa di Sant'Apollinare in Classe). Un'ulteriore torre cilindrica è presente anche in territorio veneto, nell'abitato di Tessera. Nessuna di queste torri, tuttavia, è sormontata da una cuspide. L'alternanza di archi e colonne che caratterizzano la struttura, così come la forma conica della cuspide (che si ritrova ad esempio nel campanile dell'abbazia di Pomposa e in quello della basilica di Aquileia) sono un tipico esempio di arte romanica.

Indice

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Caorle.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Diocesi di Caorle.
 
Campanile del duomo di Caorle agli inizi del '900.

Le prime notizie di una diocesi di Caorle risalgono all'anno 598, quando papa san Gregorio Magno, in una lettera all'esarca di Ravenna Mariniano (595-606), intimò al vescovo di Caorle, Giovanni, che si era allontanato dalla sua sede vescovile durante lo scisma tricapitolino e che si era rifugiato nell'"Insula capra" (l'attuale castello di Brussa), di ritornare alla propria sede, altrimenti si sarebbe provveduto alla nomina di un nuovo vescovo[1]. Sebbene l'attuale cattedrale risalga all'XI secolo[2] anche in precedenza doveva dunque esistere una cattedrale. Resti di un precedente edificio sono in effetti stati rinvenuti durante i restauri che hanno coinvolto il complesso nel 1950[1]

Anche il campanile deve essere stato ricostruito nella stessa epoca e ugualmente sopra una struttura preesistente[3]: la base della torre è infatti composta di blocchetti grezzi in pietra d'Istria, a differenza del resto della struttura, realizzata in cotto. Non si esclude che la struttura originaria potesse essere utilizzata anche come faro o torre di avvistamento, data la sua privilegiata posizione rispetto al mare.

Inizialmente la cattedrale e il campanile costituivano un unico complesso di edifici sacri insieme con la scomparsa chiesa delle Grazie, che sorgeva davanti alla cattedrale e fungeva da battistero. Mentre il duomo è costruito lungo un asse est-ovest, la chiesa delle Grazie, che aveva pure pianta basilicale a tre navate[3], era allineata sull'asse nord-sud, con l'abside centrale che si innestava nella struttura del campanile. A testimonianza di ciò è rimasto un grande arco, sul lato nord-ovest del campanile, che fu inserito quando, all'inizio del XIX secolo, la chiesa delle Grazie venne demolita perché pericolante[2], e la parte sottostante della torre riempita con mattoni in cotto (anziché in pietra bianca d'Istria, come il resto del basamento).

Il campanile era collegato alla cattedrale da un pronao, o atrio, che si estendeva davanti a tutta la facciata, sorretta da nove mensole in pietra, tuttora visibili. All'inizio del XX secolo, come si osserva dalle foto d'epoca, era rimasto soltanto un arco a collegare la torre alla navata destra della basilica, distrutto in seguito ai bombardamenti che il duomo subì durante la seconda guerra mondiale[3].

Nei secoli, il campanile ha subito diversi interventi di ristrutturazione, come si può leggere nei documenti delle visite pastorali dei vescovi di Caorle conservate nell'archivio patriarcale di Venezia. In particolare il vescovo Francesco Andrea Grassi (1700-1712) fece costruire un grande quadrante con orologio sul lato nord-ovest per servire ai cittadini che abitavano nel piccolo abitato antico, coincidente con l'attuale centro storico[3]. Uno degli interventi più importanti fu quello voluto dal vescovo Pietro Martire Rusca (1656-1674), che occluse alcune delle monofore della torre, rinforzò la struttura esterna con dei tiranti in ferro e provvide le corde per le campane.

Struttura attualeModifica

 
Campanile del duomo di Caorle visto di notte da campo degli Oriondi.

I più recenti imponenti restauri della torre campanaria furono compiuti negli anni 1920, in seguito agli interventi cui fu soggetta la cattedrale dopo i danni subiti durante la prima guerra mondiale. In quell'occasione fu rimosso l'orologio, ormai non più funzionante da tempo, e furono riaperte le finestre prima occluse durante il restauro voluto dal vescovo Rusca. Malgrado un ulteriore restauro degli anni 1990, il campanile mantiene la forma attuale da circa un secolo.

La torre è alta 42 metri ed è suddivisa in diverse sezioni: un cilindro alto 28 metri e raggio medio di circa 3,3 metri, sormontato da un dado pure cilindrico alto 1,5 metri e di raggio 2,8 metri, su cui si innesta la cuspide conica, alta 10 metri e culminante con un'ogiva di colore bianco[4]. Sopra la cuspide è posta una croce in ferro con bandierina segna vento, sulla quale è raffigurato santo Stefano protomartire, patrono della cattedrale e della città, per un'altezza di 2,5 metri. Il corpo principale cilindrico, è a sua volta suddiviso in otto registri, sezionati tramite sette solai in cemento (il primo dal basso è realizzato in assi di legno), collegati tramite rampe di scale a chiocciola installate negli anni 2010.

In ciascuno dei primi tre registri dal basso si apre una sola monofora; il quarto registro è caratterizzato da quattro bifore contenute in altrettante strutture ad arco a tutto sesto; il quinto da otto monofore; il sesto è una loggia a ventiquattro finestre, suddivise in otto bifore alternate ad otto monofore cieche, mentre internamente si aprono otto archi a tutto sesto; il settimo registro, per simmetria rispetto alla loggia, si aprono otto monofore; l'ottavo, ossia la cella campanaria, è caratterizzato da quattro bifore reali, che si aprono in corrispondenza dei quattro punti cardinali. Una piccola finestrella quadrata si apre anche nel dado cilindrico che sostiene la cuspide.

Esternamente, i diversi registri sono delimitati da alcune modanature caratteristiche: alla base del quarto registro si trova una fila di mattoni disposti a dente di sega, così come alla base della loggia; la cella campanaria è separata dal registro inferiore da una modanatura a triangoli rovesciati; infine la cuspide è realizzata tramite mattoni in cotto disposti a dente di sega.

Il campanile è una torre pendente: in alcuni studi recenti è stata misurata una pendenza complessiva di circa 1,4° in direzione est-sud-est (precisamente a 110° gradi rispetto alla direzione del nord) ed una pendenza di circa 1,2° mediando tra i vari registri della canna cilindrica nella stessa direzione)[4].

CampaneModifica

 
La campana maggiore
 
Particolare dei fregi decorativi delle campane

Dalle visite pastorali dei vescovi di Caorle si hanno notizie di quattro campane, che fornivano un satis boni concertus et armoniae[1]. Queste quattro campane furono poi asportate dai soldati austriaci durante la prima guerra mondiale, per fonderle ed ottenerne armi di artiglieria. Per questo motivo le attuali tre campane del concerto del campanile di Caorle sono state ottenute dalla fusione di cannoni austriaci abbandonati dai soldati sul litorale della città. La prima fusione delle campane attuali avvenne nel 1919 ad opera della fonderia Daciano Colbachini e Figli, di Padova. La più piccola venne rifusa dalla stessa ditta nel 1926.

Anche le tre campane del vicino santuario della Madonna dell'Angelo sono state fuse nei medesimi anni, esattamente una quinta musicale sopra. Il suono dell'Angelus quotidiano è scandito dai entrambi i campanili con le relative campane maggiori, suonate in contemporanea.


 
Nome
 
Nominale
(1/16 Semitono-116)
Fonditore
 
Anno di Fusione
 
Diametro
(cm)
Massa
(kg)
Posizione
 
1 Grande Fa♯3 +116 Daciano Colbachini (Padova) 1919 104,7 ≈ 670 Verso il mare
2 Mezzana Sol♯3 +116 Daciano Colbachini (Padova) 1919 91,6 ≈ 450 Centrale
3 Piccola La♯3 +316 Daciano Colbachini (Padova) 1926 81,7 ≈ 320 Verso la città

Il rapporto fra il peso e la nota musicale emessa, in base ai parametri di riferimento mitteleuropei, consente di classificare la sagoma di queste campane nella categoria "medio-leggera".

Il sistema di montaggio e di suono è quello "a slancio" che nella variante del nord-est italiano include la sincronizzazione dei rintocchi producendo scale discendenti distinte. Il plenum che in questo sistema di suono si definisce "doppio" o "dopli", suona per tutte le messe del sabato, della domenica e nelle solennità un quarto d'ora prima delle funzioni stesse.

Le campane presentano decorazioni con fregi, decorazioni floreali e caratteri ricercati; sul bordo della campana maggiore sono fuse delle medaglie. Dal punto di vista tecnico sono costruite con una profilo relativamente maggiorato rispetto ai normali parametri di costruzione.

EventiModifica

 
Incendio del campanile del duomo di Caorle visto da piazza Vescovado.
  • Da alcuni anni il campanile è aperto al pubblico per visite (anche guidate) ad opera di volontari della parrocchia. Le zone aperte al pubblico arrivano fino al piano inferiore la cella campanaria perché l'ultima rampa di scale in legno è pericolante.
  • Secondo una tradizione che ha avuto inizio da circa la metà del Novecento, nella seconda domenica di luglio e nel sabato precedente, giorni dedicati alla festa della Madonna dell'Angelo, si tiene il cosiddetto "Incendio del campanile": quando il simulacro della Vergine entra processionalmente nella piazza del Duomo, alcuni petardi di color rosso vengono fatti esplodere all'interno della torre, facendo risaltare le finestre. Questa usanza verrebbe fatta risalire all'incendio del simulacro della Madonna dell'Angelo nel 1923, poi ricostruito su immagine del precedente e benedetto dal patriarca Pietro La Fontaine.

Influenza su altri monumentiModifica

La forma cilindrica e la struttura esterna del campanile di Caorle hanno ispirato la costruzione della torre campanaria della chiesa di Santa Margherita in Villanova Santa Margherita, frazione del comune di Fossalta di Portogruaro, terminata nel 1916[5].

NoteModifica

  1. ^ a b c Giovanni Musolino, Storia di Caorle, La Tipografica, Venezia 1967.
  2. ^ a b Trino Bottani, Saggio di storia della città di Caorle, Venezia 1811.
  3. ^ a b c d Paolo Francesco Gusso e Renata Candiago Gandolfo, Caorle Sacra, Marcianum Press, Venezia 2012.
  4. ^ a b Giordano Teza e Arianna Pesci, Geometric characterization of a cylinder-shaped structure from laser scanner data: Development of an analysis tool and its use on a leaning bell tower, in Journal of Cultural Heritage, vol. 14, nº 5, pp. 411–423, DOI:10.1016/j.culher.2012.10.015. URL consultato il 18 agosto 2017.
  5. ^ Comune di Fossalta di Portogruaro, Comune di Fossalta di Portogruaro, su www.comune.fossaltadiportogruaro.ve.it. URL consultato il 18 agosto 2017.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica