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Campo di maggio

film del 1935 diretto da Giovacchino Forzano
Campo di maggio
Titolo originaleCampo di maggio
Paese di produzioneItalia
Anno1935
Durata100 min
Dati tecniciB/N
Generestorico, biografico
RegiaGiovacchino Forzano
SoggettoGiovacchino Forzano
SceneggiaturaGiovacchino Forzano
ProduttoreConsorzio Vis - ENIC Tirrenia
Distribuzione in italianoENIC
FotografiaMario Albertelli, Augusto Tiezzi
MusicheGiuseppe Becce
ScenografiaAntonio Valente, Ezio Pollioni
Interpreti e personaggi

Campo di maggio è un film del 1935 diretto dal regista Giovacchino Forzano.

ProduzioneModifica

Il dramma, che risultava inizialmente scritto dal solo Giovacchino Forzano, fu rappresentato per la prima volta al Teatro Argentina di Roma il 18 dicembre 1930, dalla compagnia teatrale Za-bum di Mario Mattoli. Benito Mussolini concesse all'amico Forzano di inserire anche il suo nome sui manifesti destinati alle rappresentazioni all'estero. Da questo traspare la collaborazione tra il regista e Mussolini. Forse scritto a quattro mani o forse solo ideato o suggerito dal Duce (che avrebbe poi apportato personalmente alcune modifiche nelle successive rappresentazioni) l'opera non presenta particolari meriti artistici o storici se non quello di creare una sorta di parallelismo tra Mussolini e Napoleone Bonaparte, un personaggio storico da sempre amato dal capo del fascismo italiano. La storia è ispirata alla propaganda antiparlamentarista: il parlamentarismo francese avrebbe impedito a Napoleone di agire liberamente e avrebbe portato alla fine dell'Impero. Vi è qui, secondo le intenzioni del regime, la dimostrazione della inutilità della Camera e della necessità di un capo forte per la buona conduzione di uno Stato.

Il film era scomparso dopo la caduta del fascismo ed è stato ritrovato, in una copia di lavorazione, che presenta varie lacune. Come la rappresentazione teatrale il film ripercorre gli ultimi cento giorni dell'epopea napoleonica con il ritratto di un duce nel momento della sconfitta. Il film fu girato negli stabilimenti cinematografici di Tirrenia, prima città del cinema italiana, e, in esterni, a Colle di Val d'Elsa. Uscì in Francia, dove fu messo all'indice dai socialisti, con il titolo “I Cento giorni”.

Del film fu fatta anche una versione in lingua tedesca Hundert Tage con la regia di Franz Wenzler.

Collegamenti esterniModifica

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