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Cappello (famiglia)

Stemma della famiglia Cappello

I Cappello (talvolta anche Capello) furono una famiglia patrizia veneziana, annoverata fra le cosiddette Case Nuove.

StoriaModifica

I Cappello sarebbero giunti a Venezia da Capua[1] nell'anno 900[2], mentre altri li farebbero discendere da una famiglia del patriziato romano fuggita dal Mezzogiorno d'Italia all'epoca delle incursioni saracene[2].

A questa casa è tradizionalmente attribuita l'edificazione della chiesa di Santa Maria Mater Domini[1], in sestiere Santa Croce, originariamente fatta erigere, verso il 960, come monastero femminile dedicato a Santa Cristina[3].

Presenti in Maggior Consiglio già prima della serrata[2], vi rimasero anche dopo il 1297[2][4]. Nel 1229 è attestato un Giovanni Cappello, Procuratore di San Marco[5]. Nel 1540, invece, il Cavaliere e Procuratore Antonio Cappello fu insignito dall'Imperatore Carlo V della dignità di conte del Sacro Palazzo Lateranense e dell'Aula Imperiale[5] (titolo trasmissibile alla propria linea dinastica).

Al 1780, la famiglia contava a Venezia due Senatori e quattro «Titolati di Pregadi»[2], ed era divisa in sette differenti rami. Alla caduta della Serenissima[2], nel 1797, appariva tra le casate ancora iscritte al Maggior Consiglio[4].

Il governo imperiale austriaco riconobbe loro la patente di nobiltà con le Sovrane Risoluzioni datate 30 luglio 1809; 30 dicembre 1817; 1º gennaio, 8 ottobre e 28 dicembre 1818 e 9 marzo 1826[5].

Oggi la famiglia Cappello si è allontanata da Venezia e i discendenti del ramo di San Giovanni Laterano risiedono nella provincia di Padova.

Ricordiamo la famiglia Cappello di Treviso e di Verona la cui ultima esponente Virginia sposò il nobile ingegnere Pietro Zorzi e risiedé fino alla morte nella Villa Monastero di Parona in valpolicella. La discendenza di questo ramo Zorzi (sia la nob. Teodora che la nob. Giovanna) confluì nella famiglia dei conti Franchini Stappo ed è possibile ritrovare uno stemma Cappello in uno dei cancelli del palazzo Franchini Stappo di Firenze.

Membri illustriModifica

Luoghi e architettureModifica

NoteModifica