Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld

nobile tedesca
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld
Ca 1750 caroline von hessen.jpg
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld ritratta da Antoine Pesne nel 1755 circa, Castello di Wolfsgarten
Langravia d'Assia-Darmstadt
Wappen-HD (1736–1804).svg Armoiries comtes palatins de Birkenfeld.svg
In carica 17 ottobre 1768 –
30 marzo 1774
Predecessore Dorotea Carlotta di Brandeburgo-Ansbach
Successore Luisa d'Assia-Darmstadt
Nome completo tedesco: Henriette Caroline Christiane Louise
italiano: Enrichetta Carolina Cristiana Luisa
Nascita Strasburgo, 9 marzo 1721
Morte Darmstadt, 30 marzo 1774
Casa reale Palatinato-Zweibrücken per nascita
Assia-Darmstadt per matrimonio
Padre Cristiano III del Palatinato-Zweibrücken
Madre Carolina di Nassau-Saarbrücken
Consorte Luigi IX d'Assia-Darmstadt
Figli Carolina
Federica Luisa
Luigi
Amalia
Guglielmina Luisa
Luisa Augusta
Federico
Cristiano

Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld, il cui nome completo era Enrichetta Carolina Cristiana Luisa (in tedesco Henriette Caroline Christiane Louise) (Strasburgo, 9 marzo 1721Darmstadt, 30 marzo 1774), fu la moglie del langravio d'Assia-Darmstadt e una delle donne più colte della sua epoca.

BiografiaModifica

InfanziaModifica

Carolina era la figlia di Cristiano III, duca di Zweibrücken, e della moglie Carolina di Nassau-Saarbrücken.

MatrimonioModifica

 
Luigi IX d'Assia-Darmstadt in un ritratto della seconda metà del Settecento

Il 12 agosto 1741 sposò a Zweibrücken il langravio Luigi IX d'Assia-Darmstadt. Fu meglio conosciuta con l'appellativo di "la Grande langravia", che le venne dato da Johann Wolfgang von Goethe.

Attività culturaliModifica

Fu amica di scrittori e filosofi del suo tempo, come Johann Gottfried Herder, Christoph Martin Wieland e Goethe. Wieland avrebbe desiderato possedere il potere di renderla regina d'Europa.

Ebbe contatti con Federico II di Prussia, e venne considerata una delle poche donne che questi rispettava[1].

MorteModifica

La Grande Langravia morì il 30 marzo 1774 a Darmstadt.

Attraverso la figlia Federica Luisa divenne un'antenata delle case reali di Prussia, Germania e Paesi Bassi, mentre attraverso sua figlia Amalia è un'antenata della casa reale del Belgio.

DiscendenzaModifica

Luigi IX e Carolina ebbero cinque figlie e tre figli:

AntenatiModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Cristiano I del Palatinato-Birkenfeld-Bischweiler Carlo I del Palatinato-Birkendelf  
 
Dorotea di Braunschweig-Luneburg  
Cristiano II del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld  
Maddalena Caterina del Palatinato-Zweibrücken Giovanni II del Palatinato-Zweibrücken  
 
Catherine de Rohan  
Cristiano III del Palatinato-Zweibrücken  
Giovanni Giacomo di Rappoltstein Giorgio Federico di Rappoltstein-Hohenack-Geroldseck  
 
Anna di Salm-Kyrburg  
Caterina Agata di Rappoltstein  
Anna Claudia di Salm-Kyrburg Giovanni Casimiro di Salm-Kyrburg  
 
Dorotea di Solms-Laubach  
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld  
Gustavo Adolfo di Nassau-Saarbrücken Guglielmo Luigi di Nassau-Saarbrücken  
 
Anna Amalia di Baden-Durlach  
Luigi Crato di Nassau-Saarbrücken  
Eleonora Clara di Hohenlohe-Neuenstein Kraft III di Hohenlohe-Neuenstein  
 
Sofia del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld  
Carolina di Nassau-Saarbrücken  
Enrico Federico di Hohenlohe-Langenburg Filippo Ernesto di Hohenlohe-Langenburg  
 
Anna Maria di Solms-Sonnenwalde  
Filippina Enrichetta di Hohenlohe-Langenburg  
Giuliana Dorotea di Castell-Remlingen Wolfgang Giorgio I di Castell-Remlingen  
 
Sofia Giuliana di Hohenlohe-Waldenburg  
 

OnorificenzeModifica

Onorificenze russeModifica

  Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina

NoteModifica

  1. ^ Un giorno Federico di Prussia la chiamò "Gloria e meraviglia del nostro secolo" e dopo la sua morte inviò a Darmstadt un'urna con l'iscrizione «femina sexo, ingenio vir» ("una donna per sesso, un uomo per spirito"), visibile ancor oggi.

BibliografiaModifica

  • Marita A. Panzer, Die Große Landgräfin Caroline von Hessen-Darmstadt, Verlag Friedrich Pustet Regensburg, 2005

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN15561402 · ISNI (EN0000 0000 6675 2863 · LCCN (ENn86132894 · GND (DE118560271 · CERL cnp00395429 · WorldCat Identities (ENlccn-n86132894