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Provincia di Alessandria

provincia italiana
Provincia di Alessandria
provincia
Provincia di Alessandria – Stemma Provincia di Alessandria – Bandiera
Provincia di Alessandria – Veduta
Palazzo Ghilini, sede della Provincia.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Amministrazione
CapoluogoAlessandria-Stemma.png Alessandria
PresidenteGianfranco Lorenzo Baldi (centro-destra) dal 25-9-2017
Data di istituzione23 ottobre 1859
Territorio
Coordinate
del capoluogo
44°54′48″N 8°37′12″E / 44.913333°N 8.62°E44.913333; 8.62 (Provincia di Alessandria)Coordinate: 44°54′48″N 8°37′12″E / 44.913333°N 8.62°E44.913333; 8.62 (Provincia di Alessandria)
Superficie3 558,83 km²
Abitanti420 017[1] (30-6-2019)
Densità118,02 ab./km²
Comuni187 comuni
Province confinantiPavia, Piacenza, Genova, Savona, Asti, Torino, Vercelli
Altre informazioni
Cod. postale15121-15122 Alessandria, 15010-15079 provincia
Prefisso010, 0131, 0141, 0142, 0143, 0144, 019
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-AL
Codice ISTAT006
TargaAL
Cartografia
Provincia di Alessandria – Localizzazione
Sito istituzionale
Piemonte

Piemonte Bandiera.png
La bandiera ufficiale della Regione




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Categorie: Politica, Diritto e Stato
Portale Piemonte
Progetto Piemonte

La provincia di Alessandria è una provincia italiana del Piemonte di 420 017 abitanti.

Occupa l'estremo settore sud-orientale del Piemonte, confina a nord con la provincia di Vercelli, a ovest con la città metropolitana di Torino e la provincia di Asti, a est con la Lombardia (provincia di Pavia), a sud con la Liguria (città metropolitana di Genova e provincia di Savona), a sud-est con l'Emilia-Romagna (provincia di Piacenza).

StoriaModifica

 
Moasca - Circondario di Asti sotto la provincia di Alessandria

Ritrovamenti testimoniano che nell'antichità il territorio occupato oggi dalla provincia di Alessandria fu abitato già in epoca neolitica. Nella zona di Casalbagliano alla periferia di Alessandria (cascina Chiappona) alcuni scavi hanno portato alla luce le più antiche sepolture della Cultura dei campi di urne del nord Italia. Area d'influenza proto-celtica-Halstattiana, abitata dalle popolazioni Celto/liguri autoctone dei Marici nell'alessandrino e dei liguri Statielli nell'area di Acqui e di Tortona prima e poi da popolazioni celtiche transalpine che invasero l'Italia settentrionale.

La presenza gallo-ligure della zona è anche testimoniata dagli idronimi[2] Tanaro e Bormida e da alcuni toponimi come Pietra Marazzi e forse Marengo. Nel III secolo a.C. passò sotto il controllo di Roma. Fece parte della Regio IX Liguria. Importanti centri furono Libarna e i centri di Forum Fulvii, Derthona e Aquae Statiellensium.

Fin dall'epoca longobarda vi operavano i monaci colombaniani della potente abbazia di San Colombano di Bobbio, attivissimo centro di evangelizzazione e di rinascita agricola sotto la protezione del Papa. Essi a partire dal vasto feudo reale ed imperiale monastico, di cui facevano parte anche l'abbazia di San Pietro di Precipiano, l'abbazia di Santa Giustina di Sezzadio, l'abbazia di San Salvatore di Giusvalla ed il loro territorio, diedero impulso all'agricoltura con il recupero di aree incolte o abbandonate, le bonifiche e le migliorie agronomiche con il recupero e la diffusione di vigneti, castagneti, mulini, ecc. I monaci diedero, inoltre, un notevole apporto alimentare grazie agli allevamenti ed alla conservazione degli alimenti, proteine e grassi, come olio, burro, formaggi, salumi, grazie a sale e spezie; inoltre si adoperarono per la riapertura delle vie commerciali e delle vie del sale ed il commercio lungo la pianura e verso la marittima ligure con conscambi di merci varie come olio, sale, spezie, legname, carne, ecc.

Divisa per secoli tra i Feudi Imperiali genovesi, la Repubblica di Genova, il Marchesato/Ducato del Monferrato e il Ducato di Milano.

Nel 1708 il Ducato del Monferrato (con Casale Monferrato e Acqui Terme) passò ai Savoia; nel 1707 Alessandria e nel 1734 il Tortonese, dopo quattro secoli di appartenenza al Ducato di Milano, passarono ai Savoia; nel 1815 passò tutto il Novese già parte dei Feudi Imperiali e della Repubblica di Genova insieme ad Ovada (tutte già parte della Repubblica Ligure) ai Savoia.

L'odierna provincia fu istituita con regio decreto n. 3702 del 23 ottobre 1859, la cosiddetta Legge Rattazzi, dall'unione delle province (1818) di Alessandria, Tortona, Casale, già appartenenti alla divisione di Alessandria, Asti, Acqui e Novi, quest'ultima sottratta alla divisione di Genova.

Nel 1878 prese Isola Sant'Antonio dalla provincia Pavese, nel 1880 acquisì dalla provincia di Genova il comune di Pareto[3].

Durante il fascismo nel dicembre 1926 i comuni del mandamento di Gavi (Gavi, Voltaggio, Parodi Ligure, Carrosio e Fraconalto) tentarono inutilmente di passare sotto la provincia di Genova, ma a causa dell'opposizione del prefetto di Alessandria la cosa non andò in porto.[4].
Nel 1935, perse il territorio di Asti e parte del territorio di Acqui, che formò la nuova provincia di Asti[5].
Il 1º maggio 1945 gli abitanti di Fraconalto spostarono il cippo di confine alla Bocchetta e lo portarono al confine con il comune di Voltaggio, dove i voltaggini, poi i carrosiani e infine i gaviesi lo portarono fino al confine con il comune di Serravalle Scrivia, però i serravallesi dissentirono e da allora la questione dell'appartenenza al Piemonte di quelle terre non è più stata riaperta.[6]

Oggi la provincia di Alessandria comprende 187 comuni. Per estensione è la terza provincia del Piemonte, dopo Cuneo e Torino. Il comune di Voltaggio è comune onorario della provincia di Genova per i legami culturali, linguistici e storici con il capoluogo ligure.

OnorificenzeModifica

La Provincia di Alessandria è tra le istituzioni decorate al valor militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Il 17 maggio 1996, la provincia di Alessandria è stata infatti insignita della Medaglia d'oro al valor militare[7]:

  Medaglia d'oro al valor militare
«Terra di antiche tradizioni di libertà, fedele alle sue glorie civili e sociali, le popolazioni dell'alessandrino, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, opposero una strenua resistenza alle forze germaniche di occupazione. Costituiti i Comitati di Liberazione Nazionale, iniziarono i moti di ribellioni e lotta, cui presero parte numerose unità SAP e GAP e otto Divisioni partigiane. Nelle drammatiche battaglie del 5 -11 aprile 1944, presso il Monastero della Benedicta, meno di mille partigiani, parte dei quali ancora disarmati, si difesero accanitamente di fronte ai soverchianti forze tedesche. Nell'impari lotta 96 partigiani vennero catturati, 79 caddero in combattimento, 350 furono fatti prigionieri e trasferiti nei campi di sterminio in Germania, dopo che 19 di loro erano stati fucilati al passo del Turchino, insieme ad altri 40 ostaggi. 15680 partigiani combattenti della Provincia, di cui 535 Caduti e 75 uccisi per rappresaglia, oltre alle centinaia di cittadini feriti e mutilati a seguito di devastanti bombardamenti di Alessandria e di Novi Ligure, stanno a dimostrare l'asprezza della lotta fatta di sacrifici, privazioni e rappresaglia feroci. Contro quel regime del terrore, le popolazioni dell'alessandrino tradizionalmente pacifiche, seppero eroicamente manifestare tutto il loro amore per la libertà la giustizia, a difesa di una Patria occupata ed oppressa. Provincia di Alessandria, settembre 1943 - aprile 1945»
— Roma, 17 maggio 1996[8]
  Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte
— 2 giugno 1969[9]

Geografia fisicaModifica

TerritoriModifica

È possibile ripartire la circoscrizione di Alessandria in quattro ambiti, individuati in base a caratteri territoriali e urbanistici e sulla base dell'analisi della capacità di attrazione e del raggio d'influenza dei suoi centri principali:

  • l'Alessandrino, che trova il suo naturale punto di aggregazione nel capoluogo di provincia;
  • il Monferrato, comprendente le zone dell'Acquese, del Casalese, dell'Ovadese, del Gaviese e del Valenzano, dal caratteristico paesaggio collinare;
  • il Novese, che ha in Novi Ligure il centro delle industrie dolciarie e il punto d'accesso verso la Liguria, grazie all'importante nodo stradale e ferroviario;
  • il Tortonese, un'area orientata verso la Lombardia, dalla forte vocazione agricola e dalle particolari ricchezze culturali[10].

Il territorio della provincia è per 3/4 montuoso o collinare. A nord il basso Monferrato si caratterizza per una immensa distesa di colline del Monferrato e valli in cui scorrono il fiume Po e il Tanaro. Al centro è situata una fertile pianura attraversata dal Tanaro, dal Bormida e dai loro affluenti. A sud-ovest ancora le colline della Val Bormida, della Val d'Erro e della Val d'Orba, e della val Lemme che si congiungono con i monti dell'Appennino Ligure. A sud-est le zone collinari del novese e del tortonese, con le valli dello Scrivia e dei suoi affluenti, in primis la val Borbera e la valle Spinti costituiscono le estreme propaggini dell'Appennino Ligure, sui quali la provincia confina con quella di Genova. Poco lontano dal confine con la Lombardia scorre il Curone che divide la pianura tortonese dall'Oltrepò Pavese; inoltre è delimitata brevemente dallo Staffora. Il punto più elevato è il Monte Ebro che raggiunge i 1.701 m, il meno elevato il comune di Molino dei Torti che si trova a 76 m d'altezza.

La zona più meridionale del territorio, in particolare l'acquese, l'ovadese e il novese, a volte è esposta a più o meno intense raffiche di vento provenienti dal vicino Mar Ligure. Questo vento, che d'estate porta il fresco e d'inverno mitiga le temperature causando un rapido scioglimento delle eventuali nevi presenti, è chiamato dagli abitanti del posto "il marino".

OrografiaModifica

MontiModifica

Monti oltre i 1000 m, gran parte dei quali si trova in val Borbera.

Denominazione Altezza (m)
Monte Ebro 1.701 m
Monte Chiappo 1.699 m
Monte Legnà 1.670 m
Punta Rondino 1.630 m
Cima dell'Erta 1.020 m
Monte Carmo 1.640 m
Monte delle Tre Croci 1.565 m
Monte Antola 1.597 m
Monte Buio 1.401 m
Monte Sopra i Costa 1.278 m
Monte Castello 1.089 m
Bric delle Camere 1.016 m
Monte Cavalmurone 1.672 m
Monte Candelozzo 1.036 m
Monte Colletto 1.261 m
Monte Porreto 1.533 m
Monte Saia 1.167 m
Monte Pana 1.561 m
Monte Trappola 1.530 m
Monte Giarolo 1.473 m
Monte Gropà 1.433 m
Monte Rotondo 1.567 m
Monte Garave 1.594 m
Monte Carmo 1.466 m
Monte Leco 1.072 m
Monte delle Figne 1.172 m
Monte Taccone 1.113 m
Monte Tobbio 1.092 m
Monte Poggio 1.081 m

Passi e valichiModifica

Valico di San Fermo 1.129 m

Passo della Bocchetta 772 m

Passo della Castagnola 578 m

Valico degli Eremiti 559 m

Fiumi e torrentiModifica

In questa lista sono raccolti tutti i fiumi e i torrenti che scorrono in provincia di Alessandria.

Fiume o torrente
Po
Bormida di Spigno
Bormida
Erro
Orba
Stura di Ovada
Piota
Lemme
Gorzente
Scrivia
Spinti
Borbera
Sisola
Staffora
Stanavazzo
Curone
Grue
Ossona
Tanaro
Belbo
Grana del Monferrato
Rotaldo
Stura del Monferrato
Valla

LaghiModifica

Nella provincia sono presenti cinque laghi di notevole importanza turistica, ma soprattutto utili per le risorse idriche specie della città di Genova dato che sono tutti artificiali e furono costruiti per lo stesso scopo.

SocietàModifica

ComuniModifica

Appartengono alla provincia di Alessandria i seguenti 187 comuni:

Comuni più popolosiModifica

 
Il gonfalone della provincia

La provincia di Alessandria è suddiviso in 187 comuni, i più popolosi dei quali sono:

Posizione Stemma Città Popolazione
(ab)
Altitudine
(m s.l.m.)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
  Alessandria 93.766 95 203,97 462
  Casale Monferrato 34.812 116 86,32 417
  Novi Ligure 28.230 197 54,22 527
  Tortona 27.245 122 99,29 277
  Acqui Terme 19.593 156 33,42 611
  Valenza 18.650 125 50,05 405
  Ovada 11.305 186 35,33 337
  Serravalle Scrivia 6.011 225 16,02 402
  Arquata Scrivia 6.354 248 30,36 206
10º   Castelnuovo Scrivia 5.151 85 45,42 121

Comuni meno popolatiModifica

Castellania Coppi e Carrega Ligure con i loro 85 abitanti sono i comuni con il più basso dato di popolazione.

Posizione Stemma Città Popolazione
(ab)
Altitudine
(m s.l.m.)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
187°   Castellania Coppi 85 400 7,66 11,1
187°   Carrega Ligure 85 958 56,67 1,5

Comunità montaneModifica

Denominazione Sede amministrativa Sito istituzionale
Comunità Montana Suol d'Aleramo  

Ponzone

Comunità Montana Suol d'Aleramo
Comunità Montana Alta Val Lemme e Alto Ovadese  

Bosio

Comunità montana Terre del Giarolo  

San Sebastiano Curone

Comunità montana Terre del Giarolo

ReligioneModifica

La provincia di Alessandria è divisa tra le regioni ecclesiastiche Piemonte e Liguria.
Sotto la regione ecclesiastica Piemonte si trovano la diocesi di Alessandria (della Paglia) e la diocesi di Casale Monferrato che fanno parte della provincia ecclesiastica di Vercelli. La diocesi di Asti e la diocesi di Acqui fanno invece parte della provincia ecclesiastica di Torino.
Sotto la regione ecclesiastica Liguria si trova la diocesi di Tortona che fa parte della provincia ecclesiastica di Genova. Inoltre il comune di Mongiardino Ligure in val Borbera, Rigoroso di Arquata Scrivia e i comuni di Fraconalto e Voltaggio dell'alta val Lemme appartengono direttamente alla arcidiocesi di Genova.

DialettiModifica

 
Lingue autoctone della provincia di Alessandria

     ceppo piemontese

     ceppo ligure

     tortonese

A causa della secolare divisione storica della provincia, i dialetti che vi sono parlati possono essere considerati come appartenenti alle lingue:

  • piemontese, parlato nell'Alessandrino, nel Casalese e nell'Acquese. L'alessandrino ha alcune particolarità di pronuncia (per le quali gli alessandrini sono sempre stati riconoscibili fra i piemontesi). Molte parole di derivazione francese, arpitana e occitana che sono parte integrante del piemontese di Cuneo e Torino, sono meno in uso in provincia di Alessandria a causa dell'influenza lombarda che ne ha attenuato la ricorrenza. In ogni caso le particolarità dell'alessandrino non ostacolano la comprensibilità reciproca con i monferrini e il resto dei piemontesi. L'alessandrino ha inoltre contribuito con vari apporti alla formazione storica della koinè piemontese.
  • emiliana[11][12][13][14] con una forte influenza lombarda e minori influenze piemontesi e liguri, diffusa nel Tortonese in quanto, secondo le classificazioni standard, il continuum dialettale emiliano si estenderebbe in parte dell'Alessandrino[15] fino al fiume Scrivia[16].
  • ligure, parlato nel Novese e nell'Ovadese.

EconomiaModifica

AgricolturaModifica

La vasta pianura centrale è dedicata essenzialmente alla coltura cerealicola: grano, orzo, mais, soia, girasole. Diffusa la coltivazione della barbabietole da zucchero, destinata alla produzione industriale. Nelle zone pianeggianti del casalese, il paesaggio si caratterizza per la presenza di estese risaie. Nel novese, le poche zone pianeggianti sono in gran parte adibite all'agricoltura cerealicola e i campi si caratterizzano per la presenza di filari di gelsi, introdotti nel a cavallo del XVII-XIX secolo, per la bachicoltura. Nelle zone collinari del novese, casalese, acquese, tortonese ed ovadese la vite domina incontrastata e notevole è la produzione del vino.

La Val Curone è una tipica zona di produzione di frutta. Diffuse le coltivazioni a prato nei fondovalle dell'acquese. Lungo i fiumi (il Bormida in particolare) si estende la pioppicoltura.

Industria, commercio e artigianatoModifica

I principali poli industriali sono localizzati intorno ad Alessandria (Spinetta Marengo e Valenza), Tortona (Castelnuovo Scrivia e Pontecurone), Novi Ligure (Arquata Scrivia, Serravalle Scrivia, Cassano Spinola), Casale Monferrato. I settori produttivi principali sono il metalmeccanico e l'oreficeria (a Valenza). Seguono il settore alimentare (a Novi Ligure), prodotti chimici e materie plastiche (a Novi Ligure, Spinetta Marengo, Cassano Spinola, Serravalle Scrivia). Numerose le imprese artigianali nei settori manifatturiero costruzioni, trasporti. Rilevante il commercio sia come negozi tradizionali che come grande distribuzione (81 esercizi nel 1998).

TurismoModifica

Alessandria promuove una serie di percorsi di interesse turistico. Tali percorsi toccano località che puntano sul patrimonio artistico e sulle abilità enogastronomiche delle varie località della provincia. Il Monferrato Casalese, ricco di monumenti nel suo capoluogo e di castelli sulle colline, offre anche una ricca gastronomia, nonché il piacere delle degustazioni di vini schietti o raffinati. Ricca la presenza nel territorio di edifici della fede di notevole valore artistico: dalla Trinità da Lungi a Castellazzo Bormida al complesso di Santa Croce a Bosco Marengo, dall'abbazia di Santa Giustina a Sezzadio al Sacro Monte di Crea, presso Serralunga di Crea, ora patrimonio dell'umanità dell'UNESCO e di testimonianze medioevali come la torre di Masio con il museo ricavato al suo interno. Le colline dell'Alto Monferrato racchiudono suggestivi borghi alcuni di origine preromana. Centri come Acqui Terme e Gavi Ligure e Ovada sono al centro di percorsi enogastronomici e culturali che toccano borghi pittoreschi come Cremolino, Carpeneto, Tagliolo Monferrato e Rocca Grimalda con il suo impianto altomedioevale e l'antico carnevale della Lachera. Di notevole interesse sono i resti (anfiteatro, teatro, due isolati) della città romana di Libarna, sita nel territorio del comune di Serravalle Scrivia. Ma il vero motore del turismo del territorio è l'Outlet di Serravalle, enorme centro commerciale sorto all'inizio degli anni 2000 nella piana di Serravalle Scrivia.Di rilievo la città di Acqui Terme per le proprie terme, i centri benessere e la sua ricchezza di monumenti e resti risalenti all'epoca Romana.

Infrastrutture e trasportiModifica

Gastronomia ed enologiaModifica

I piatti tipici della provincia di Alessandria sono quelli riconducibili essenzialmente alla cucina piemontese, con però sempre maggiori influenze dalle regioni limitrofe man mano che dal capoluogo si procede verso le principali storiche direttrici di uscita verso la Liguria, la Lombardia e l'Emilia-Romagna.

Il Novese, l'Ovadese e in parte l'Acquese sono molto influenzati dalla cucina ligure: infatti procedendo verso la parte meridionale e collinare della provincia, aumentano in modo sensibile le influenze mediterranee nel panorama gastronomico. Esempi di questo tipo sono le focacce tra cui la famosa focaccia novese, vicina per preparazione e degustazione alla focaccia genovese, la farinata, i pansotti, i corzetti, i ravioli al tocco e i dolci come i biscotti della salute di Ovada, molto simili ai biscotti del Lagaccio di Genova.

Le zone del Casalese e del Valenzano presentano similitudini culinarie con la Lomellina e in generale con la pianura occidentale lombarda, ove si trova grande diffusione del riso e dei condimenti "in carpione".

Spiccate analogie si riscontrano invece tra la tradizione gastronomica del Tortonese, dell'Oltrepò pavese e la cucina piacentina soprattutto nei salumi, nei formaggi e altre peraparazioni quali la zuppa di ceci, le tagliatelle con l'ajà (salsa di noci), la panada e i farsö (frittelle tipiche della ricorrenza di San Giuseppe). Di Tortona sono originari i baci di dama, dolcetti a base di nocciole e cioccolato.

Tra i piatti più noti del territorio[17], oltre a quelli già citati, si ricordano:

  • il risotto al Barolo
  • i rabaton, primo piatto simile a grossi gnocchi (analoghi ai malfatti piacentini), che si ottengono impastando ricotta, biete o spinaci, burro, Grana Padano, uova e noce moscata;
  • il pollo alla Marengo, presente in numerose varianti, che abbina la carne di pollo alle uova e talvolta ai gamberi di fiume.

In linea con la tradizione piemontese sono:

In ambito gastronomico, la provincia di Alessandria si distingue tra le altre del Piemonte per le maggiori contaminazioni esterne.

Vini di eccellenza sono il Cortese di Gavi, il Dolcetto e la Barbera.

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ Toponimi celtici d'Italia
  3. ^ Legge n° 5248 dell'11 gennaio 1880, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 25 del 31 gennaio 1880
  4. ^ Perorazione della "Compagna" a S. E. Benito Mussolini per l'annessione dei Mandamenti di Gavi e Ottone alla Provincia di Genova sul sito di Franco Bampi
  5. ^ Regio Decreto Legge 1º aprile 1935, n. 297
  6. ^ Questioni demografiche e amministrative nell'Oltregioco genovese pagg. 3-4, Pietro Barozzi su "Liguria Geografia" Anno XI (2009), numero 12, Imperia, dicembre 2009
  7. ^ Segretariato generale della Presidenza della Repubblica - Servizio sistemi informatici, Le onorificenze della Repubblica Italiana, su www.quirinale.it. URL consultato il 20 novembre 2018.
  8. ^ [1].
  9. ^ [2].
  10. ^ Ambiti provincia di Alessandria
  11. ^ Fabio Foresti, Dialetti emiliano romagnoli, Treccani.it. URL consultato il 12 febbraio 2014.
  12. ^ Bernardino Biondelli, Saggio sui dialetti Gallo-italici, su archive.org. URL consultato l'11 maggio 2014.
  13. ^ Introduzione alla dialettologia italiana, Grassi C. - Sobrero A. A. - Telmon T., Editori Laterza, Roma-Bari, 2003, pag. 57
  14. ^ Piemonte - Valle d'Aosta, Istituto Geografico De Agostini per Selezione dal Reader's Digest, Novara, 1998, pag. 37
  15. ^ Fabio Foresti, Profilo linguistico dell'Emilia-Romagna, Editori Laterza, Bari, 2010, pag. 120
  16. ^ Giacomo Devoto, Gabriella Giacomelli, I dialetti delle regioni d'Italia, Sansoni Università. URL consultato il 7 marzo 2014.
  17. ^ Ricette e cucina di Alessandria, Comune di Alessandria. URL consultato l'8 marzo 2014.

Voci correlateModifica

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