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Cepagatti
comune
Cepagatti – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Pescara-Stemma.png Pescara
Amministrazione
SindacoGino Cantò (lista civica "Cepagatti c'è") dal 10-6-2018
Territorio
Coordinate42°21′57″N 14°04′36″E / 42.365833°N 14.076667°E42.365833; 14.076667 (Cepagatti)Coordinate: 42°21′57″N 14°04′36″E / 42.365833°N 14.076667°E42.365833; 14.076667 (Cepagatti)
Altitudine145 m s.l.m.
Superficie30,82 km²
Abitanti11 066[1] (30-11-2018)
Densità359,05 ab./km²
FrazioniBuccieri, Calcasacco, Casoni Di Girolamo, Faciolo, Mongocitto, Palozzo, Rapattoni Nuovo, Rapattoni Vecchio, Sant'Agata, Santuccione, Sborgia, Tre Croci, Fresagrandiria, Vallemare, Villanova, Villareia
Comuni confinantiChieti (CH), Pianella, Rosciano, San Giovanni Teatino (CH), Spoltore
Altre informazioni
Cod. postale65012
Prefisso085
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT068011
Cod. catastaleC474
TargaPE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 549 GG[2]
Nome abitantiCepagattesi
PatronoSan Rocco e Santa Lucia
Giorno festivo16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cepagatti
Cepagatti
Cepagatti – Mappa
Posizione del comune di Cepagatti all'interno della provincia di Pescara
Sito istituzionale

Cepagatti (Cipahàttë in dialetto locale) è un comune italiano di 11 066 abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo.

Indice

Geografia fisicaModifica

Il territorio è del tipo collinare. Il paese si trova a circa 20 km da Pescara e 7 km da Chieti. La sede comunale è a 145 metri s.l.m. ma le altezze variano dai 100 ai 175 metri s.l.m. Cepagatti è attraversata dal fiume Aterno-Pescara e dal torrente Nora. Confina a nord ovest con Pianella, a sud con Rosciano, a est con Chieti e a nord-est con Spoltore.

StoriaModifica

Il nome "Cepagatti" ha un'origine incerta, e ci sono varie ipotesi al riguardo:

  • c'è chi sostiene che derivi dall'espressione latina pagus captus (villaggio conquistato);
  • secondo altri deriverebbe da cis pagus teatis (villaggio al di qua di Teate "Chieti");
  • c'è invece chi sostiene derivi da ci ha pagato, dal pedaggio che doveva pagare chi passava attraverso la porta ghibellina del castello longobardo che caratterizza il centro storico del paese;
  • ancora, secondo altri deriverebbe da ceppaia, ossia un luogo boscoso, ed infatti una rigogliosa foresta era situata presso il fiume Nora.

Le prime notizie storiche documentabili di Cepagatti sono datate 10 maggio 1436, quando Isabella di Lorena, moglie di Renato d'Angiò, assegnò il Feudo di Cepagatti alla famiglia Profeta di Chieti.

Il MedioevoModifica

Il 27 dicembre 1326 l'arcidiacono Pietro di Penne dinanzi ai signori Lanza de Cunsontis de Bonomia, capitano di Penne Aimona de Archino giudice e assessore, per nome della chiesa della città, presentò a Cepagatti un privilegio papale, ossia la bolla di Innocenzo XI indirizzata al vescovo di Penne Oddone, dove sono elencate le chiese sulle quali la diocesi pennese aveva concesso il protettorato, e fra queste si registrano a Cepagatti la pieve di San Nicola, che sorgeva presso l'attuale parrocchia di Santa Lucia. Tale documento fa riferimento all'epoca longobarda, durante questo periodo venne costruito il torrione del castello che ancora oggi costituisce un simbolo del il paese, detto successivamente "Torre Alex" per il feudatario Alessandro Valignani, che la fece restaurare.
Questa torre di controllo dei Longobardi aveva una funzione strategica e di rifugio per gli attacchi e ristoro dei viandanti. L prime case di Cepagatti sorsero nella zona di Piano dell'Ara, dove si trebbiava fuori dalla sede del potere. In un documento più tardo del 1019 si trova scritto "Raul de Pullano sicut ipse dixit tenet de predicto Comite oamundo in Penne, Possanum (ossia Rosciano) quod est pheudurn duorum militium, et Zepagattum (appunto Cepagatti)". Nel 1061 Cepagatti fa parte del Comitato Teatino, vale a dire l'embrionale territorio dell'attuale provincia di Chieti, costituitosi con il passaggio dei Franchi.

Il potere vescovile di Chieti era molto forte, con a capo il casato degli Attoni di Provenza, e i confini territoriali furono stabiliti appena oltre il fiume Pescara, fino a Città Sant'Angelo, e i territori che dal 1927 fanno parte di Pescara, come appunto Rosciano, Spoltore, San Valentino, Manoppello e Cepagatti per molti secoli ebbero le loro vicende feudali legate alla famiglia Valignani di Chieti. Nel 1147 Cepagatti è menzionata nel Catalogus baronum, infeudata al Conte Boemondo di Manoppello. Nel 1229 Bernardo di Canzano donavano al convento di San Vito la chiesa di San Felice presso Cepagatti, e su tale fatto esiste una leggenda un ricco tesoro conservato nella cripta della chiesa, che consisteva in una chioccia con sette pulcini dorati che esaudiva i desideri del popolo. Ma Il Demonio fece sprofondare la chiesa uccidendo l'animale portentoso. La leggenda vuole che questa chiesa sorgesse presso l'attuale cimitero nella contrada Vallemare, poiché vi sono state trovate fondamenta di un edificio.
Con l'estensione del potere dei Conti Berardi di Celano, che costituirono il territorio esteso dell'attuale Marsica, inclusa la Valle Roveto e di Balsorano, anche Rosciano e Cepagatti entrarono nelle mire del Conte di Celano: Tommaso che ebbe in feudo Collepietro nel 1318 e la moglie Tommasa di Scorrano vendettero Cepagatti a Trofimo di Grippoto.

I Valignani e il SettecentoModifica

 
Alessandro Valignani, uno dei feudatari di Cepagatti

Prima dell'arrivo dei Valignani, vari baronetti discendenti dai Normanni si contesero il potere, malgrado Federico II di Svevia avesse riunito tutti i comitati franchi abruzzesi in un solo dominio incluso nel Regno di Sicilia, ossia il "Giustizierato Abruzzese" con capitale Sulmona, nel 1233. Dopo che l'ultimo possessore del castello morì, Isabella d'Angiò incamerò i beni nel demanio regio, e poi li vendette all'emergente famiglia Valignani. Uno dei primi signori fu Benedetto Profeta nel XIV secolo, che ebbe la figlia Antonia andata in sposa a Filippo Valignani di Chieti. Con la morte di Giovanna II di Napoli nel 1435, a Luigi d'Angiò subentrò il fratello Renato d'Angiò per il governo di Napoli. Nel frattempo Cepagatti era momentaneamente ricaduta nel regio demanio, e ad Isabella di Daumont, momentaneamente vicaria del regno, si rivolse Antonia di Benedetto Profeta. Alla sua morte erede fu Filippo Valignani, defunto nel 1444, che lasciò il castello di Cepagatti a Giovanni Valignani, che aveva terre fino a Cugnoli.

Negli atti notarili il toponimo del paese fu storpiato numerose volte, tanto che venne chiamato Capogatto, e dall'Alberto addirittura "Castello Gambazono" nel 1550. Sotto il dominio aragonese, Cepagatti fu sempre sotto i Valignani, infeudata a Giovanni di Antonia Profeta, poi a Cesare Valignani, a Giovanni Battista. Nel 1514 la regina Giovanna d'Aragona da Napoli venne in visita a Chieti, e nacque la leggenda che venendo da Pianella, avesse perso la scarpa proprio nella zona del paese, da cui il toponimo. Giovanni Battista era genitore del gesuita Padre Alessandro Valignano, che avendo preso i voti, non poté godere dei benfici del castello, che andò ad Ascanio, morto nel 1586, e poi al figlio Gerolamo, che disboscò la vallata della Nora. Nel 1648 Cepagatti pervenne a Ottavio Valignani, in questo periodo ci fu una grave pestilenza, e crebbe la devozione popolare verso San Rocco che avrebbe scongiurato un'ecatombe per il flagello. E dunque venne realizzata presso il castello la cappella, ancora oggi esistente.
Sempre in questo periodo, per questioni territoriali, iniziano i primi focolai di lotta tra cittadini di Cepagatti e di Pianella, in una rivalità che ancora non è del tutto sopita.

Nel 1632 divenne marchese di Cepagatti Alessandro Valignani, colui che restaurò la torre del castello, e da lui il feudo passò a Giacomo e poi a Federico Valignani. Costui è il celebre fondatore della Colonia Tegea a Chieti, un circolo arcadico di intellettuali abruzzesi, e restaurò ampiamente il castello, rendendolo simile alle ville di Tivoli, lavori che terminarono nel 1743. In quest'epoca i Valignani erano arrivati all'apogeo del loro potere, dato che oltre a Chieti, avevano il ducato di Vacri a sud di Chieti, il Baronato di Miglianico a sud-est verso il mare di Francavilla, e il Marchesato di Cepagatti al confine con Penne. Federico sposò Anna Ninfa figlia di don Cesare Monticelli Della Valle, ebbe come giglia donna Olimpia Valignani, che sposò il Conte Longarini Fieramosca non avendo però prole. Secondo altri ebbe solo una figlia donna, Giovanna che si sposò con il Duca Michele Bassi d'Alanno di Carpineto Sinello, generando così il ramo Valignani-Bassi d'Alanno, che si estinguerà nel 2014 con la morte di Rosa Valignani D'Amelio.
Con questo passaggio di potere, Cepagatti cominciò insieme agli altri comuni del Regno ad acquistare sempre più un prestigio politico municipale, mettendo definitivamente in secondo piano il potere secolare feudale, tanto che nel 1834 furono ceduti 200 tomoli di terreno, e i cittadini fecero sempre più pressione affinché non si dovessero più pagare le tasse del grano ai marchesi Della Valle. Oltre alla morte di bambini per un'epidemia di questo periodo, durante i rivolgimenti per l'occupazione francese tra il 1799 e il 1805, a Cepagatti ci fu il fenomeno del banditismo: il brigante Sabatino Cedoliere con dei complici incendiò il 10 ottobre 1807 la casa del parroco, ma venne inseguito dalla folla e ucciso.

Dall'Ottocento al NovecentoModifica

In epoca risorgimentale, la persecuzione borbonica contro i patrioti si fece sentire anche a Cepagatti, come per esempio l'esilio in paese del patriota Raffaele D'Ortenzio, costretto a sopravvivere come docente elementare. Nel 1860 con i moti liberali le cose cambiarono, e i cittadini salutarono festanti il re Vittorio Emanuele che si fermava di paese in paese, provenendo da Pescara, per dirigersi a Chieti e poi Sulmona, durante il viaggio per incontrare Garibaldi a Teano. Successivamente nel 1863 venne inaugurata la ferrovia Roma-Sulmona-Pescara, con stazione anche a Cepagatti.

Grazie ad un primo sviluppo dell'economia del paese, Cepagatti assunse un ruolo importante nella posizione territoriale tra Città Sant'Angelo e Spoltore; venne aperta una piccola fabbrica di tabacchi del Cavaliere Sabucchi, e fortunosamente la cittadina non subì rappresaglie durante la seconda guerra mondiale, motivo di ancor maggior prosperità ai tempi del boom economico, nonostante il fenomeno migratorio verso le più attrattive città di Chieti e Pescara, a poca distanza dal paese. Oggi l'economia è prevalentemente agricola e turistica, ma un ruolo importante è anche svolto dal settore industriale del complesso manifatturiero della Val Pescara.
Grazie a questa vivacità economica ed alla prossimità all'area metropolitana pescarese, Cepagatti e i comuni limitrofi hanno conosciuto una nuova ripresa demografica, accompagnata dalla costruzione di nuovi quartieri residenziali verso la valle.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Nel centro della cittadina si erge un torrione che costituisce l'ultimo resto di un castello di età longobarda. Il municipio accoglie anche la Pinacoteca civica dove sono raccolte opere di artisti contemporanei.

Il centro storico cepagattese è molto piccolo e raccolto attorno al castello dei Marcantonio e dei Valignani, e l'aspetto ovoidale ne rivela la fondazione Franco-Longobarda, completamente dipendente dal castello stesso. Esso è delimitato da via Roma, via Marconi e via Duca degli Abruzzi, mentre le strade principali all'interno sono via de Felice e largo Portonello con la chiesa di Santa Lucia. Dal 1985 al 1986 l'artista Mira Cancelli Falasca assieme a degli allievi ha voluto rilanciare il borgo affrescando alcune case, con scene di storia del paese e di vita tradizionale locale. Il paese è accessibile dal torrione del castello, detto Torre Alex.

  • Castello Marcantonio: attrazione principale del paese, si trova all'ingresso del borgo, contrassegnato dal torrione longobardo, detto anche "Torre Alex", in merito al feudatario Alessandro Valignani che la restaurò. Proprio questa torre sarebbe l'elemento più antico del fortilizio, edificata dai Longobardi nel VI-VII secolo, come zona di avvistamento per attacchi e per il controllo dei traffici commerciali. Il castello vero e proprio sorse nel XV secolo quando nel 1458 il feudatario Antonio Profeta con un matrimonio aperse le porte alla ricca famiglia Valignani di Chieti, che possedette il castello sino al XVIII secolo. Tra i vari signori, Alessandro Valignani nel 1630 fece rifare la torre di guardia, nel 1730 il castello fu restaurato in stile rinascimentale-moresco dal barone Federico Valignani, il poeta fondatore della colonia arcadica "Colonia Tegea" a Chieti, ed egli stesso fu gran maestro con il soprannome di Nivalgo Aliarteo. Dato che Federico morì senza eredi maschi, il castello passò dapprima con il matrimonio di Olimpia Valignani con il barone Bassi D'Alanno di Carpineto, e poi nel XIX secolo ai Della Valle e ai Marcantonio, nel 1904. Il castello ha un aspetto di residenza gentilizia rivestita in mattone cotto, il cui unico elemento militare è la torre Alex, che troneggia all'ingresso del paese. Il torrione ha pianta quadrangolare, con piccole feritoie di difesa, e il piano superiore restaurato nel primo Novecento con la costruzione di un soffitto ligneo piano. L'ingresso è dato da un portale decorato da merli alla ghibellina, il palazzo laterale è l'antico castello trasformato in residenza, decorato all'esterno da un ordine di arcatelle cieche, e ordine di finestre architravate, e soffitto ligneo. Le arcatelle cieche recano dei cammei policromi seguendo la tradizione rinascimentale atriano-teramana per i campanili della bottega di Antonino da Lodi.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Lucia: chiesa principale del paese, risale al XVIII secolo, in sostituzione di una preesistente. Esternamente la chiesa ha una facciata neoclassica, inquadrata da due lesene con frontone ricurvo e orologio al centro del timpano. Il portale è sormontato da un grande rosone in pietra della Majella, che riproduce motivi medievali, a sinistra si trova il campanile a base quadrangolare con il settore della cella campanaria sormontato da piccola cuspide. L'interno è a navata unica rettangolare con volta a botte lunettata e movimentata da stucchi, mentre sui lati si trovano due nicchie lunettate, delimitate da archi a tutto sesto, e sono affrescate dal pittore Marucci (1946), che ha dipinto anche la volta della navata. L'opera più interessante della chiesa è la tela dell'altare maggiore di Francesco De Benedictis del 1830: San Rocco e il cane.
  • Cappella di San Rocco: si trova accanto Torre Alex del castello, e fu costruita nel 1657 come cappella popolare, per ringraziare il santo dall'aver protetto il paese dalla pestilenza. La chiesa è stata ampiamente restaurata nel tardo Ottocento, come dimostra lo stile neorinascimentale eclettico dell'esterno, trattato a laterizio e bugnato liscio per gli spigoli angolari. Ha un portale centrale sormontato da oculo a vetrata, e sommità a tetto spiovente.
  • Chiesa della Madonna del Carmine: situata all'incrocio di via Roma e via Piave, è stata realizzata nel 1830 in stile neoclassico rurale, con esterno in mattoni a vista. La facciata è caratterizzata da modanature che sorreggono il timpano triangolare di gusto classico, ed è divisa in due da cornice orizzontale marcapiano, al di sopra della quale si aprono due archi concentrici, che incorniciano il centrale oculo semicircolare, in asse col portale maggiore in cornice di pietra dell'architrave. L'interno è a tre navate con divisione in colonne cilindriche, la navata principale ha volte a crociera, mentre le altre sono appena accennate a botte.
  • Chiesa di San Nicola di Bari: è la parrocchia di contrada Villanova, si suppone abbia origini molto antiche perché citata in documenti medievali; ma la ricostruzione risale al 1820, con evidenti modifiche negli anni Venti del Novecento. Esternamente si presenta con facciata a vela con chiusura a capanna, divisa in tre settori dall'uso del materiale: la parte centrale è più ampia e intonacata, caratterizzata dal portale circondato da lastre bronzee e sormontato da un rosone al centro della facciata, che rievoca insieme all'impaginato tutto lo stile romanico, in voga in quei tempi del revival antico. Le campate laterali sono sporgenti appena, in mattoni a vista, e presentano chiusura a capanna, all'interno la chiesa ha sviluppo longitudinale, con due piccole cappelle laterali e navata unica, con chiusura del soffitto a capriate lignee. La torre campanaria svetta sul retro della chiesa, a copertura spiovente, e con due ordini di archi.
  • Chiesa di Sant'Agata: nella contrada omonima, è stata realizzata negli anni '70-'80 e ha aspetto rettangolare con facciata a capanna, sormontata al centro da un campanile a triangolo iscoscele in cemento armato. Il tutto è molto semplice e sobrio, l'interno ha navata unica.
  • Chiesa di San Sebastiano: parrocchia della contrada Villareia, realizzata in sostituzione dell'antica chiesa del Rosario, ancora in piedi benché in degrado. Fu realizzata nel 1989 dall'ingegner Angelo Faieta, dato che la frazione si andava sempre di più espandendo, vista la vicinanza con la zona residenziale di Santa Filomena di Chieti Scalo. La chiesa è stata realizzata in forme geometriche molto pronunciate, con impianto quadrangolare, e soffitto a cuspidi di triangoli angolari, sulla sinistra si trova la torre campanaria cuspidata in cemento armato. L'interno è a navata centrale, le pareti laterali così come le nervature convergono tutte verso l'altare, le vetrate sono istoriate con colori diversi.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

 

In dettaglioModifica

Dalla seguente situazione si può evincere che la popolazione cepagattese è sempre aumentata dal 2001 al 2014: da una minima popolazione di 9.087 persone al 31 dicembre del 2001 ad una massima di 10.802 al 31 dicembre 2014.

  • Al 31 dicembre 2001 la popolazione fu di 9.087 persone (incremento di 6233 persone rispetto al 1861);
  • Al 31 dicembre 2002 la popolazione fu di 9.356 persone (incremento di 269 persone rispetto all'anno precedente);
  • Al 31 dicembre 2003 la popolazione fu di 9.509 persone (incremento di 153 persone rispetto all'anno precedente);
  • Al 31 dicembre 2004 la popolazione fu di 9.610 persone (incremento di 101 persone rispetto all'anno precedente);
  • Al 31 dicembre 2005 la popolazione fu di 9.763 persone (incremento di 153 persone rispetto all'anno precedente);
  • Al 31 dicembre 2006 la popolazione fu di 9.903 persone (incremento di 140 persone rispetto all'anno precedente);
  • Al 31 dicembre 2007 la popolazione fu di 10.105 persone (incremento di 202 persone rispetto all'anno precedente);

Al 31 dicembre del 2007 a Cepagatti vissero per la prima volta nella sua storia 10.105 persone.

  • Al 31 dicembre 2008 la popolazione fu di 10.348 persone (incremento di 243 persone rispetto all'anno precedente);
  • Al 31 dicembre 2009 la popolazione fu di 10.460 persone (incremento di 112 persone rispetto all'anno precedente);
  • Al 31 dicembre 2010 la popolazione fu di 10.536 persone (incremento di 76 persone rispetto all'anno precedente);
  • Al 31 dicembre 2011 la popolazione fu di 10.432 persone (decremento di 96 persone rispetto all'anno precedente), il 9 di ottobre del 2011 c'è stato il censimento, nel quale fu stato rilevato una popolazione pari a 10.449 persone;
  • Al 31 dicembre 2012 la popolazione fu di 10.510 persone (incremento di 78 persone rispetto all'anno precedente);
  • Al 31 dicembre 2013 la popolazione fu di 10.700 persone (incremento di 190 persone rispetto all'anno precedente);
  • Al 31 dicembre 2014 la popolazione fu di 10.802 persone (incremento di 102 persone rispetto all'anno precedente).

Fonte: Dati ISTAT

CulturaModifica

Dal 1985 al 1996 l'artista locale Mira Cancelli con i suoi allievi, su autorizzazione e finanziamento del comune, ha arricchito il centro storico di Cepagatti, con i suoi vicoli, di una caratteristica serie di disegni colorati, con tema le storie e i personaggi della città. Incastonati tra le mura delle case abitate dai cittadini di Cepagatti, i disegni offrono uno scenario unico, che racconta della Cepagatti longobarda, medievale, della nobile Antonia Profeta che sposò il Marchese Filippo Valignani di Chieti, e la vita nel paese antico e quasi contemporanea, con le attività tipiche delle cittadine abruzzesi.

Alcuni disegni, dopo 20 anni di permanenza, sono stati restaurati dall'artista stessa, con i suoi allievi, dal 2006 ad oggi, e necessitano tuttora di mantenimento in alcuni punti, specie in quelli che narrano i personaggi cepagattesi che hanno preso parte al movimento risorgimentale.

Il 16 agosto si tiene il palio di San Rocco.

EconomiaModifica

L'economia di Cepagatti si basa essenzialmente sull'agricoltura, da sempre fonte di guadagno. Molte sono le piantagioni di ulivo che permettono, assieme ai comuni limitrofi, di fornire un olio di oliva di ottima qualità. Distese di grano e vigneti caratterizzano il restante territorio. Dovuto probabilmente all'incremento demografico, Cepagatti si sta espandendo anche a livello industriale.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 novembre 1993 14 luglio 1997 Aldo Giammarino Lista Civica (1993-1997)
Lista Civica di Centro-sinistra (1997)
Sindaco [4][5]
15 luglio 1997 29 novembre 1998 Malgari Trematerra Commissario Prefettizio [6]
30 novembre 1998 27 gennaio 2008 Michele Cantò Lista Civica di Centro-destra Sindaco [7][8]
28 gennaio 2008 14 aprile 2008 Carlo Torlontano Commissario Prefettizio [9]
15 aprile 2008 26 maggio 2013 Francesco Cola Lista Civica Insieme per Cepagatti Sindaco [10]
27 maggio 2013 10 giugno 2018 Sirena Rapattoni Lista Civica Il comune di tutti Sindaco [11]
10 giugno 2018 in carica Gino Cantò Lista Civica Cepagatti C'È Sindaco

GemellaggiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 6 novembre 1993, su elezionistorico.interno.it.
  5. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 27 aprile 1997, su elezionistorico.interno.it.
  6. ^ Anagrafe degli amministratori locali e regionali del Ministero dell'Interno, Scheda di Malgari Trematerra, su amministratori.interno.it.
  7. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 29 novembre 1998, su elezionistorico.interno.it.
  8. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 25 maggio 2003, su elezionistorico.interno.it.
  9. ^ Gazzetta Ufficiale, Serie n. 36 del 12 febbraio 2008, Decreto presidente della Repubblica 28 gennaio 2007, su gazzettaufficiale.biz.
  10. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 aprile 2008, su elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 26 maggio 2013, su elezionistorico.interno.it.
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