Pianella

comune italiano
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Pianella
comune
Pianella – Stemma Pianella – Bandiera
Pianella – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Pescara-Stemma.png Pescara
Amministrazione
SindacoSandro Marinelli (Lega Nord) dal 10-6-2018 (2º mandato)
Territorio
Coordinate42°24′N 14°03′E / 42.4°N 14.05°E42.4; 14.05 (Pianella)Coordinate: 42°24′N 14°03′E / 42.4°N 14.05°E42.4; 14.05 (Pianella)
Altitudine236 m m s.l.m.
Superficie47,05 km²
Abitanti8 577[1] (31-12-2019)
Densità182,3 ab./km²
FrazioniCastellana di Pianella, Cerratina di Pianella
Comuni confinantiCatignano, Cepagatti, Loreto Aprutino, Moscufo, Nocciano, Rosciano, Spoltore
Altre informazioni
Cod. postale65019
Prefisso085
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT068030
Cod. catastaleG555
TargaPE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantipianellesi
PatronoSanta Ciriaca, San Pantaleone e san Silvestro
Giorno festivoultimo venerdì, sabato, domenica e lunedì di luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pianella
Pianella
Pianella – Mappa
Posizione del comune di Pianella all'interno della provincia di Pescara
Sito istituzionale

Pianella (Pianòllë in dialetto locale) è un comune italiano di 8 577 abitanti[1] della provincia di Pescara in Abruzzo.

Geografia fisicaModifica

Il territorio è del tipo collinare. Il paese si trova a circa 20 km da Pescara e 7 km da Chieti. La sede comunale è a circa 140 metri s.l.m. ma le altezze variano dai 100 ai 175 metri s.l.m. Pianella è attraversata dal torrente Nora.

Origini del nomeModifica

 
Il palazzo comunale

La leggenda vuole che la figlia della Regina Giovanna[non chiaro], perse la sua pianella (la scarpetta) girando il regno con la madre. Fu proprio quella ciabatta a dare il nome all'attuale città. Altre fonti, decisamente più attendibili, attribuiscono al nome della città una sorta di evoluzione, iniziata dal nome dell'antica fortificazione Castrun Planellae, risalente all'anno 1500, la quale fu eretta in memoria del luogotenente Cristiano Pellegrini (1313-1340), passando poi per le varie Plenina, Plenilia, fino ad arrivare all'attuale Pianella. Il tema viene ampiamente affrontato da Enrico Sappia De Simone in "Appunti sui Popoli Plenilenses e Pianella" della "Rivista Abruzzese di scienze e lettere", anno IV, fascicoli V-VI (maggio e giugno 1889), pp. 276 sgg. Ma quanto detto in precedenza è solo frutto di tradizioni e leggende popolari, poiché l'origine dell'attuale nome di PIanella è da ricercarsi nella corruzione o alterazione della voce latina, "plana", intesa come piana, planula, planello, pianello, piccola pianura, attestato nel Regesto di Farfa di Gregorio da Catino (cfr. Ernesto Giammarco, Toponomastica Abruzzese e Molisana, Edizioni dell'Ateneo, 1990, p. 301; ed anche Eliseo Marrone, Il granaio d'Abruzzo dal Comune all'Età Farnesiana, Pescara, Tracce, 2012, pp. 48–49)

StoriaModifica

 
Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale, costituito da lapide in marmo con Vittoria Alata in bronzo, opera di Nicola Antino, posta nel 1922 sulla facciata di Palazzo De Caro in Piazza della Vittoria. Nel 1999 è stata aggiunta, ai piedi della Vittoria Alata, l'opera Soldato morente di Ireneo Janni

Antico centro dei Vestini. Le prime testimonianze risalgono al 953 d.C., anno in cui Pandolfo, principe di Capua, decise la costruzione della chiesa di Santa Maria Maggiore, edificata sui resti del tempio romano, dedicato al culto della Dea Vesta. Tuttavia, i numerosi manufatti sabellici, greci, romani e medievali rinvenuti negli ultimi due secoli, fanno pensare ad una presenza umana continua ed ininterrotta nei secoli successivi. La città ha avuto una lunga storia di invasioni ed attacchi. Nel IX secolo fu, ad esempio, devastata dai Saraceni, cosicché i superstiti si rifugiarono sul colle e cominciarono a fortificarlo. Al X secolo risale la prima testimonianza del toponimo Castrum Planellae nella contea di Manoppello e sotto il dominio dei Normanni. Nel 1078 o nel 1080 il Castello con le sue porte, le mura, le carbonaie e la scomparsa Chiesa monastica di Sto. Stefano passano come effetto di una donazione privata da parte di Sansone di Adelberto, di origine longobarda, al Monastero di Montecassino[2]. Passò successivamente al dominio di Carlo d'Angiò[non chiaro] prima e di Corrado Acquaviva poi. La presenza di molte monete coniate per le crociate fa ipotizzare che Pianella fosse stato un centro di incontro di pellegrini, frati e commercianti prima di procedere alla volta di Brindisi. Nel 1458 Federico d'Aragona diede alla città lo status di "universitas", vale a dire una parziale indipendenza dal potere feudale e nel 1522 Pianella diventò feudo di Margherita d'Austria Farnese, alla cui famiglia rimase fino all'eversione della feudalità. Infine, Ferdinando IV di Borbone assegnò a Pianella il titolo di Città regia.

OnorificenzeModifica

  Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[3]»
— 2 maggio 2008

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
La facciata della chiesa di Santa Maria Maggiore.
  • Chiesa di Santa Maria Maggiore: detta anche Sant'Angelo, è una chiesa romanica, situata poco lontana dal centro abitato di Pianella. L'aspetto attuale risale all'incirca al XII secolo, anche se è attestata nelle fonti a partire almeno dal secolo precedente (1075) come chiesa di un contiguo monastero benedettino[4]. Sulla facciata spiccano il Portale e l'ampio rosone ad otto raggi. L'interno è a tre navate, divise da archi a tutto sesto. Particolarmente suggestivi sono il pulpito con i simboli dei quattro Evangelisti, finemente scolpito da Acuto, e gli affreschi tra i quali spicca il Giudizio Universale. Qui viene custodita una statua in onore di San Michele Arcangelo che viene portata in processione l'8 maggio. Chiesa agibile.
 
Arco di San Silvestro
  • Arco di San Silvestro: è una delle porte antiche della città. A causa dell'espansione urbana ha perso oggi la sua funzione di chiusura delle mura. Centralmente all'arco vi è una nicchia con un busto di San Silvestro che dà il nome alla porta.
 
Chiesa di Sant'Antonio Abate
 
La facciata della chiesa della Madonna del Carmine.
  • Chiesa della Madonna del Carmine: chiesa tardo-barocca del XVI secolo, all'esterno si notano le numerose linee verticali che slanciano il fabbricato; la facciata nel complesso risulta indubbiamente di stampo settecentesco. All'interno la chiesa presenta una sola navata, sette altari e sei cappelle. Qui viene custodita la statua della Madonna del Carmine, patrona dei carmelitani di Pianella, che viene portata in processione il 16 luglio. Anche questa chiesa è rimasta inagibile dopo il 6 aprile 2009.
  • Cappella Privata di Santa Lucia: questa cappella è di proprietà dei Marchesi di Casalincontrada de Felici. Qui vengono contenuti i corpi di due nobili di Pianella e il quadro delle Anime Sante che viene portato in processione la domenica dopo il Corpus Domini. Viene custodito anche il quadro di Santa Lucia (la statua di Santa Lucia viene conservata dalla famiglia Cipriani di cui ne è proprietaria). Chiesa agibile.
  • Cappella Privata di Santa Maria delle Grazie: questa cappella, invece, è della famiglia Sabucchi. In questa cappella viene conservata la Statua della Madonna delle Grazie e un quadro raffigurante la Madonna delle Grazie con alle sue spalle la città di Pianella. La Madonna delle Grazie viene portata in processione il 1 e 2 luglio. Chiesa agibile.
 
La chiesa di San Domenico
  • Chiesa di San Domenico: Conserva all'interno sei pale d'altare settecentesche di Nicola Maria Rossi.
  • Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale, costituito da lapide in marmo con Vittoria Alata in bronzo, opera di Nicola Antino, posta nel 1922 sulla facciata di Palazzo De Caro in Piazza della Vittoria. Nel 1999 è stata aggiunta, ai piedi della Vittoria Alata, l'opera Soldato morente di Ireneo Janni, e sono stati aggiornati i nomi dei caduti grazie allo studio dello storico Vittorio Morelli.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

CulturaModifica

Nel paese è presente un complesso bandistico risalente alla seconda metà dell'Ottocento[6].

EconomiaModifica

Pianella fa parte dell'associazione città dell'olio[7], formando con i comuni limitrofi di Loreto Aprutino e Moscufo un comprensorio dove le caratteristiche geomorfologiche e microclimatiche consentono la produzione dell'olio extravergine Aprutino Pescarese D.O.P.[8], e dal 2006 fa parte dell'associazione Città Slow.[9][10]

L'economia del paese è infatti incentrata sull'agricoltura, rendendo Pianella l'unico centro abruzzese ad aver ottenuto, nel 2013, il riconoscimento Bandiera verde dell'agricoltura[11][12].

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

  • Cerratina: piccolo centro urbano di circa 1200 abitanti risalente al periodo italico e romano. Situato ad Est rispetto a Pianella, è oggi noto per l'attività dei suoi abitanti nel campo artigianale ed agricolo. Qui, la prima domenica di Settembre si festeggiano San Nicola Vescovo di Bari e San Vincenzo Ferrer.
  • Castellana: vecchio possedimento del monastero benedettino del SS.Salvatore a Maiella presso Rapino, passò sotto il dominio degli Aquaviva e dei Valignani fino all'inizio del XIX secolo. Qui si festeggia Santa Maria Lauretana.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 maggio 2003 26 maggio 2013 Giorgio D'Ambrosio lista civica Pianella unita Sindaco
27 maggio 2013 10 giugno 2018 Sandro Marinelli lista civica Progetto comune Sindaco
11 giugno 2018 10 giugno 2023 Sandro Marinelli lista civica Progetto futuro Sindaco

GemellaggiModifica

Pianella è gemellata con:

SportModifica

Ha sede nel comune la società di calcio Polisportiva Dilettantistica Pianella 2012, che ha disputato campionati dilettantistici regionali.

Nel 2016 è nato lo Sporting Pianella Basket, società che milita nel campionato ENDAS ( Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale) abruzzo.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2019.
  2. ^ A. L. Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni Editore, 1971, pp. sub anno 1080 sub voce "Casino".
  3. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, su dati.acs.beniculturali.it.
  4. ^ A. L. Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni Editore, 1971, pp. sub anno 1075 sub voce "Pianella".
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ (IT) Alessandro Morelli, La banda musicale di Pianella : origini, successi, prospettive future : 1861-2013, Penne, Libreria UNIVERSITARIA EDITRICE Chieti, 2013, pp. 16-27, ISBN 978-88-86619-26-4, SBN IT\ICCU\UDA\0238372.
  7. ^ Borghi più belli e città dell'olio doppia candidatura di Atri - Cronaca - Il Centro
  8. ^ Frantoi Aperti, nel triangolo d'oro dell'olio dop c'è la Plenilia | L'Abruzzo è servito | Quotidiano di ricette e notizie d'Abruzzo, su abruzzoservito.it. URL consultato il 1º gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2014).
  9. ^ http://www.primadanoi.it/news/cronaca/500057/Pianella-e-da-oggi-una--CittaSlow-.html Archiviato il 2 gennaio 2014 in Internet Archive.
  10. ^ Italia - Cittaslow International - www.cittaslow.org
  11. ^ Paesaggio, riconfermata la bandiera verde a Pianella - Cronaca - Il Centro
  12. ^ http://www.cityrumors.it/pescara/cronaca/pianella-bandiera-verde-69102.html[collegamento interrotto]

BibliografiaModifica

  • Pianella, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 1, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 51-62, SBN IT\ICCU\TER\0031808.
  • Morelli, A, La Banda Musicale di Pianella, Origini Successi Prospettive future, 2013.
  • Morelli, V., Pianella tra Storia e Iconografia, Azzate (VA), 1994.
  • Morelli, V., Historiae de Planella, Penne (PE), 1979.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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