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Provincia di Pescara

provincia italiana dell'Abruzzo
Provincia di Pescara
provincia
Provincia di Pescara – Stemma Provincia di Pescara – Bandiera
Provincia di Pescara – Veduta
Palazzo del Governo, sede della Provincia
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Amministrazione
CapoluogoPescara
PresidenteAntonio Zaffiri dal 01-11-2018
Data di istituzione02-01-1927
Territorio
Coordinate
del capoluogo
42°27′50″N 14°12′51″E / 42.463889°N 14.214167°E42.463889; 14.214167 (Provincia di Pescara)Coordinate: 42°27′50″N 14°12′51″E / 42.463889°N 14.214167°E42.463889; 14.214167 (Provincia di Pescara)
Superficie1 230,33 km²
Abitanti318 551[2] (31-3-2019)
Densità258,92 ab./km²
Comuni46 comuni
Province confinantiTeramo, Chieti, L'Aquila
Altre informazioni
Cod. postale65121-65129, 65010-65014, 65016-65017, 65019-65020, 65022-65024, 65026-65029
Prefisso085
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-PE
Codice ISTAT068
TargaPE
PIL(nominale) 6,9 mld [1]
PIL procapite(nominale) 21 641 [1]
MottoSibi Valet et Vivit
"Ha in sé la forza per vivere e prosperare"
Cartografia
Provincia di Pescara – Localizzazione
Sito istituzionale

La provincia di Pescara (pruvìngie de Pescàre in abruzzese) è una provincia italiana dell'Abruzzo in cui vivono 318 551 abitanti[2].

È la provincia meno estesa d'Abruzzo, con la più alta densità di popolazione e con la più popolosa città della regione per capoluogo; confina a nord con la provincia di Teramo, a nord-est con il mare Adriatico, a sud-est con la provincia di Chieti ed a sud-ovest con la provincia dell'Aquila.

Indice

StoriaModifica

Dalle origini Vestine al 1807Modifica

 
Mappa del Sannio abruzzese secondo l'Historical Atlas
 
La provincia: in rosso i comuni provenienti dalla Provincia di Teramo, in giallo quelli della Provincia di Chieti ed in azzurro quelli della provincia aquilana

Il territorio fu abitato sin dal Paleolitico, come dimostrano ritrovamenti rinvenuti sui colli di Pescara e sull'area italico-vestina di Penne, conservati oggi nel "Museo delle Genti d'Abruzzo" di Pescara. Il territorio assunse una caratterizzazione omogenea sin dalla colonizzazione vestina nel VII secolo a.C. circa; la capitale della tribù era Pinna Vestinorum, ossia Penne, benché popolazioni vestine, in contatto con i peligni ed i sabini, fossero stanziate anche nella conca aquilana, come testimoniato dalle rovine di Peltuinum.

La città maggiore del territorio vestino era Penne, seguita da insediamenti presso Loreto Aprutino e San Valentino in Abruzzo Citeriore. La zona portuale principale era un villaggio di origini preistoriche, sviluppatosi sulla marina, chiamato Aternum, e in età romana Ostia Aterni, ossia l'attuale Pescara. Nel I secolo a.C. la vallata fu conquistata dai romani, i quali dettero forte slancio al ripopolamento delle città e al loro sviluppo. Penne godette dei maggiori benefici, poiché mantenne il suo status di capitale dei Vestini, anche se oggi poco rimane della presenza romana in loco. Si conservano ancora i vecchi tracciati della via Tiburtina Valeria, che da Tivoli passava per Alba Fucens (nei dintorni dell'attuale Avezzano), valicando le montagne e costeggiando il fucino giungeva infine alla piana del fiume Pescara, terminando appunto ad Ostia Aterni e della via Claudia nova, che a Bussi sul Tirino si diramava dalla TIburtina raggiungendo Amiternum seguendo grossomodo il tracciato delle odierne SS153 ed SS17. Tali vie, fino alla metà del XX secolo, furono usate dai pastori transumanti e dai pellegrini come principale via di comunicazione degli Abruzzi, nonché risorse per gli scambi commerciali.

 
Abbazia di San Clemente

Nel Medioevo la zona della val Pescara divenne luogo fertile per l'edificazione di diversi monasteri che lottizzarono dal IX secolo i territori con i relativi centri e castelli, edificati a partire dal passaggio dei Longobardi. Il monastero più importante al confine della val Pescara con la Majella fu l'abbazia di San Clemente a Casauria, seguito dall'abbazia di San Liberatore a Majella, la chiesa abbaziale di San Tommaso Becket di Caramanico Terme, l'abbazia di Picciano e l'abbazia di Santa Maria del Lago di Moscufo. Successivamente nei secoli si venne a consolidare il potere normanno della Contea di Manoppello, dove venne fondata la Badia Cistercense d'Arabona, mentre le città di fondazione longobarde, ricostruite dopo le invasioni della regione di franchi (773-774) e normanni (1100-1130), come Città Sant'Angelo, Loreto Aprutino, Pianella e Rosciano, assumevano il controllo della vallata pescarese.

Nel corso dei secoli varie famiglie si spartirono il potere dei feudi: quelle più potenti furono i Valignani di Chieti, che avevano i centri di Alanno, Cepagatti, Rosciano, i Caldora-Cantelmo che avevano la loro sede nelle roccaforti di Popoli (quest'ultima sotto il giustizierato di Sulmona), Caramanico Terme, Tocco da Casauria, i Farnese (stanziati a Farindola e San Valentino in Abruzzo Citeriore) e i De Sterlich-Aliprandi, che nel XVI secolo assunsero il potere nella città maggiore di Penne e nei borghi al confine con l'attuale provincia di Teramo; fra gli abitanti del tempo non esisteva ancora un concetto di realtà di appartenenza alla zona della valle di Pescara.

Il territorio abruzzese, per la prima volta riunito nel giustizierato creato da Federico II di Svevia nel 1233, venne diviso quarant'anni dopo in due province: l'Abruzzo Ultra (a nord del fiume Pescara) e l'Abruzzo Citra (a sud del fiume Pescara). L'Abruzzo Ultra fu poi, nel 1806, ulteriormente diviso in due province, l'Abruzzo Ultra I (le odierne province di Teramo e Pescara) e l'Abruzzo Ultra II (il territorio aquilano). L'attuale provincia pescarese è il risultato dell'accorpamento della parte meridionale dell'Abruzzo Ultra I con la parte nord-occidentale dell'Abruzzo Citra, unendo alcune porzioni territoriali di Chieti (Pescara stessa e parte del circondario di Chieti), di Teramo (il circondario di Penne meno il mandamento di Bisenti) e dell'Aquila (Popoli e Bussi sul Tirino).

Nascita della provincia nel 1927Modifica

La provincia di Pescara è nata contestualmente all'unificazione della città di Pescara nel 1927[3]. Il percorso per l'istituzione di tale ente è stato lento e reso difficile dalla rivalità che contrapponeva i due borghi che occupavano l'attuale territorio comunale di Pescara: quello della vecchia Pescara con la sua fortezza, in provincia di Chieti, e quello di Castellammare Adriatico in provincia di Teramo, divisi dal fiume Pescara.

 
Il Palazzo della Prefettura, costruito dopo il 1927 da Vincenzo Pilotti

Nel 1807, infatti, Castellammare, sulla sponda nord del fiume (che allora contava circa 1500 abitanti), divenne comune autonomo aggregato al circondario di Penne. La scelta della separazione fu conseguenza di una discordia storica tra le due sponde del fiume e rispondeva alla riforma amministrativa del Regno voluta da Giuseppe Bonaparte, che dopo la legge 132 dell'8 agosto 1806 "sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno", con la successiva legge 211 del 18 ottobre 1806 ordinava la formazione dei decurionati e consigli provinciali e distrettuali e la sostituzione della figura del camerlengo con quella del sindaco.

La divisione fu problematica, soprattutto perché il nuovo comune di Castellammare non intendeva farsi carico di nessuno dei debiti della vecchia amministrazione dell'universitas di Pescara; inoltre, si creò un problema di immagine per la fortezza di Pescara sulla sponda meridionale del fiume, che ospitava una intera guarnigione dell'esercito e che, allo stesso tempo, si vedeva comprimere il proprio ruolo a livello locale: per questi motivi il comune di Pescara spingeva per la riunificazione dei due enti. Una comunicazione del Ministero dell'Interno del Regno di Napoli del 17 gennaio 1810 però negò tale possibilità, e costrinse i due comuni a trovare un accordo sulla ripartizione dei debiti (1811). Ma la rivalità rimase molto accesa, tanto che ci sono testimonianze di interventi della guarnigione militare borbonica per evitare la degenerazione delle scaramucce in vere e proprie battaglie.

Con lo sviluppo economico delle due città alla fine del XIX secolo, le rivalità fra le due cittadine si sopirono, mentre aumentavano la concordia e la comunione di intenti per promuovere iniziative di sviluppo: soprattutto il potenziamento del porto canale fu motivo di collaborazione delle due amministrazioni. Quando l'On. Carlo Mezzanotte, deputato di Chieti, nell'estate del 1908 presentò alla camera una proposta di legge per la fusione dei due comuni di Pescara e Castellammare Adriatico, si levarono forti proteste: tali proteste, però, non furono sollevate per la contrarietà all'idea di fusione quanto perché la proposta prevedeva l'annessione di Castellammare Adriatico nella Provincia di Chieti. Già si pensava infatti all'unificazione delle due cittadine ed alla contestuale elevazione a capoluogo di provincia.

Subito dopo il primo conflitto mondiale, il 30 novembre del 1918 i due consigli comunali si riunirono nello stesso momento e votarono lo stesso ordine del giorno e si impegnarono ad adoperarsi per chiedere al Governo di decretare la fusione dei comuni affinché la nuova città fosse chiamata "Aterno".

Negli anni seguenti le due amministrazioni collaborarono per perorare la causa della fusione, e decisivo fu l'impegno di Gabriele d'Annunzio che il 16 maggio del 1924 scrisse a Mussolini una lettera nella quale chiedeva la fusione delle due città e la elevazione a capoluogo di provincia. Con lo stesso intento operava l'allora ministro abruzzese Giacomo Acerbo.

Dopo 110 anni di divisione, infine il 2 gennaio del 1927, venne firmato il decreto di istituzione della provincia di Pescara[4], e contemporaneamente di unione del comune di Castellammare Adriatico a quello di Pescara[5]. A favore del provvedimento sono state decisive la forte spinta popolare e, soprattutto, l'autorità politica del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e il prestigio di Gabriele D'Annunzio.[6]

Sede provincialeModifica

 
Facciata del Palazzo del governo

Il "Palazzo del governo" di Pescara si affaccia su piazza Italia, nata negli anni '30 come piazza dei Vestini e ridenominata dopo la guerra. Il palazzo è parte di un sistema architettonico voluto da Vincenzo Pilotti per formare il nuovo centro politico di Pescara, ed è uno dei "vertici" del triangolo formato dalla piazza, composto dagli altri due edifici appartenenti al comune di Pescara.

Il palazzo dallo stile razionalista, ma con molti richiami all'arte classica, è sede dell'ente provinciale ed ospita la prefettura e la biblioteca provinciale "Gabriele D'Annunzio". Il palazzo si sviluppa orizzontalmente con due avancorpi laterali: la parte centrale poco sporgente, mette in risalto l'imponente portale, coronato dal sovrastante balcone e ornato da ampi finestroni. Otto grandi semicolonne binate sorreggono, nella parte di mezzo, forti basamenti sui quali sono collocate quattro sculture opere dello scultore Guido Costanzo, simboleggianti le ricchezze del territorio locale (Miniera, Agricoltura, Mare, Fiume). Il portale d'ingresso immette in un vasto atrio da cui si accede mediante una scalinata di marmo al Salone dei Marmi, con formelle in ceramica a rilievo, che rappresentano i blasoni dei comuni provinciali. Nel Salone del Consiglio sono collocati dei busti di D'Annunzio e Michetti, mentre sopra il seggio del presidente si trova uno stemma dorato col motto provinciale "Sibi valet et vivit". L'interno del palazzo ospita il dipinto di Francesco Paolo Michetti "La figlia di Iorio" (1895), da cui verrà tratta la tragedia dannunziana del 1904.

Geografia fisicaModifica

Stretta tra il mare Adriatico ad est, il massiccio del Gran Sasso d'Italia a nord-ovest e quello della Maiella e sud-est, confina a nord con la provincia di Teramo, ad ovest con la provincia dell'Aquila, a sud con la provincia di Chieti. Il territorio è prevalentemente collinare, seguito dalle montagne suddette.

IdrografiaModifica

In essa scorre la parte terminale del fiume Aterno-Pescara con i suoi principali affluenti: Tirino (da sinistra), Orta (da destra), Lavino (da destra), Cigno (da sinistra), Nora (da sinistra).

ClimaModifica

Ad eccezione delle aree montane, il clima della provincia è abbastanza mite in funzione della bassa altitudine con inverni freddo-umidi in cui la neve fa a volte la comparsa anche fino alla costa per effetto diretto di irruzioni di aria fredda provenienti da est dai Balcani o dalla Russia e autunni e primavere moderatamente piovosi e umide spesso segnate dal garbino discendente dall'Appennino. L'estate è calda, moderatamente umida e con scarse precipitazioni atmosferiche. Il clima complessivamente mite consente la coltivazione di ulivo e vite.

AmbienteModifica

ComuniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Pescara.

La provincia di Pescara comprende 46 comuni.[9][10]

Comune Popolazione

31/03/2019

Stemma
Abbateggio 366  
Alanno 3 463  
Bolognano 1 078  
Brittoli 269  
Bussi sul Tirino 2 414  
Cappelle sul Tavo 3 983  
Caramanico Terme 1 844  
Carpineto della Nora 606  
Castiglione a Casauria 769  
Catignano 1 311  
Cepagatti 11 057  
Città Sant'Angelo 15 001  
Civitaquana 1 214  
Civitella Casanova 1 706  
Collecorvino 6 092  
Corvara 236  
Cugnoli 1 430  
Elice 1 697  
Farindola 1 430  
Lettomanoppello 2 853  
Loreto Aprutino 7 340  
Manoppello 6 933  
Montebello di Bertona 940  
Montesilvano 54 248  
Moscufo 3 160  
Nocciano 1 799  
Penne 12 022  
Pescara 119 391  
Pescosansonesco 484  
Pianella 8 600  
Picciano 1 326  
Pietranico 475  
Popoli 4 926  
Roccamorice 909  
Rosciano 3 968  
Salle 287  
Sant'Eufemia a Maiella 265  
San Valentino in Abruzzo Citeriore 1 900  
Scafa 3 616  
Serramonacesca 538  
Spoltore 19 173  
Tocco da Casauria 2 547  
Torre de' Passeri 3 019  
Turrivalignani 845  
Vicoli 384  
Villa Celiera 637  
 
Gonfalone provinciale


Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Comuni maggiori e città d'arteModifica

 
Pescara, il Palazzo di città
 
Piazza della Rinascita, anche nota come piazza Salotto
  • Pescara: è la città principale della provincia, nonché la più visitata. Benché, nata come Aternum, la città abbia origini italiche e romane, l'assetto attuale del centro storico risale al XVI secolo, scandito dall'imponente fortezza poligonale voluta dal re Carlo V. Nei secoli successivi si andò sviluppando anche un villaggio sui colli a nord del fiume Pescara, chiamato Castellammare, divenuto comune nel 1807 e successivamente riunito alla vecchia Pescara nel 1927. Il nucleo centrale della città si divide in due quartieri principali separati dal fiume: Portanuova, ossia la Pescara vecchia a sud e la zona di Castellammare o Pescara centro al nord, sorta intorno a corso Umberto I ed a viale della Riviera; la zona castellammarese si collega alla Pescara vecchia tramite la via principale cittadina, corso Vittorio Emanuele II, il quale lambisce piazza Italia, sede dei palazzi amministrativi di comune, provincia e prefettura, fino a raggiungere l'attraversamento del il ponte Risorgimento (ricostruzione del monumentale ponte Littorio di Cesare Bazzani).
    Pescara vecchia, nonostante gli ingenti danni subiti durante i bombardamenti di Pescara del 1943, conserva ancora l'antico aspetto di borgo settecentesco, delimitato dal perimetro del bagno penale (residuo dell'imponente fortezza), dove si trova il Museo delle Genti d'Abruzzo, e da tre principali assi: corso Manthoné, via delle Caserme e via dei Bastioni. Lungo il corso si trovano le casa che dette i natali a Gabriele d'Annunzio ed Ennio Flaiano, mentre presso piazza Garibaldi svetta il campanile della cattedrale di San Cetteo, progettata nel 1933 da Bazzani in luogo di una preesistente piccola chiesa duecentesca in condizioni fatiscenti. Lungo viale D'annunzio, che si sviluppa fino alla Pineta Dannunziana, si trovano alcune costruzioni in stile eclettico-liberty, come Palazzo Perenich ed il teatro Michetti. La zona di Castellammare comprende il piazzale della vecchia stazione Centrale, piazza della Repubblica, da cui si sviluppa corso Umberto I fino a piazza della Rinascita, la piazza centrale della città, ed al punto focale della riviera, largo Mediterraneo, dove si trova la fontana La Nave di Pietro Cascella. Dal dopoguerra molti sono stati i monumenti che hanno ridisegnato lo stile artistico moderno della città, come il teatro monumento Gabriele D'Annunzio del 1963 presso la pineta ed in tempi più recenti i due nuovi attraversamenti del fiume, il ponte del Mare (2009) ed il ponte Flaiano (2017). Negli utlimi anni anche le zone periferiche sono state oggetto di riqualificazione, come l'ex zona industriale di Portanuova dove è stato costruito nel 2011 il moderno complesso residenziale delle "Torri Camuzzi". Lo sperimentalismo architettonico pescarese non ha interessato solo palazzi e i monumenti scultorei, ma anche le chiese, partendo dagli esempi più antichi del XVIII secolo, come la basilica della Madonna dei sette dolori e la chiesa di San Silvestro, fino ai progetti del primo '900 come la chiesa del Sacro Cuore di corso Umberto I di stile gotico e romanico e del secondo dopoguerra, con le chiese del santo Spirito e di san Luigi Gonzaga ed il santuario del Cuore Immacolato, fino a nuovi livelli di ricerca artistica contemporanea, come la chiesa di sant'Andrea (1963) e la chiesa del Mare o di san Pietro (2005). Le nuove costruzioni dei ponti Flaiano e del Mare testimoniano questo attivismo architettonico, ridisegnando l'aspetto della città e divenendone in poco tempo i monumenti più identitari e riconoscibili. In particolare il ponte del Mare del 2009, congiungendo le zone nord e sud del lungomare di Pescara, è rapidamente divenuto il simbolo della città.


  • Montesilvano: città prevalentemente moderna, si sviluppò rapidamente sulla costa dopo la seconda guerra mondiale dal piccolo nucleo originario, sui colli retrostanti, ed oggi forma un'unica agglomerazione urbana con Pescara. La città conserva l'antico borgo medievale, Montesilvano Colle, dominato dalla torre della chiesa di San Michele Arcangelo, edificata sulle mura dell'antico abitato. La città nuova sorta sulla riva del mare è una frequentata meta di turismo balneare; fra le poche testimonianze storiche presenti in città, la più rilevante è la chiesetta dedicata alla Vergine del Carmelo nel quartiere di Villa Carmine, probabilmente in origine un tempio dedicato a Giove. Di epoca più recente la colonia marina Stella Maris, realizzata sul lungomare negli anni 30 ed oggi in attesa di un recupero adeguato dopo anni di incuria e degrado; dello stesso periodo la parrocchia di sant'Antonio di Padova, realizzata nel 1933 in stile tardo-neoclassico. Nella stazione ha sede il Museo del treno.
 
Spoltore
  • Spoltore: piccola città situata presso i colli pescaresi, di fondazione longobarda, come testimonia ancora l'antico castello situato in cima al borgo. Il centro storico si sviluppa dentro la cinta delle case-mura di Largo della Porta e di Piazza d'Albenzio. Tra le case palaziali di maggior pregio si segnalano il Palazzo Castiglioni e il Palazzo De Cesaris con torre colombaia, sede per secoli del potere di rappresentanza. Le chiese principali invece sono la parrocchia di San Panfilo Vescovo proprio all'ingresso del borgo, in stile settecentesco, e il convento di San Panfilo Fuori le Mura, su un colle accanto il paese. Il convento fu degli Olivetani nel Quattrocento, successivamente ricostruito dal 1617 in poi dai Frati Riformati, mostrando un apparato decorativo prevalentemente barocco. Tra Spoltore e Cappelle sul Tavo inoltre si trovano altri due monumenti, la Torre De Sterlich (per gli avvistamenti) e il Monumento alla Coppa Acerbo in ricordo di Tito Acerbo.
 
Collegiata di San Michele a Città Sant'Angelo
  • Città Sant'Angelo: città di fondazione longobarda e ricostruita dopo la distruzione di Federico II, si trova al confine della provincia con quella di Teramo, all'altezza di Silvi. La città ha un aspetto ellittico, originalmente circondata da mura, fuse nelle case, dove è ancora possibile vedere delle porte di accesso (Porta Casale, Porta Borea, Porta San Bernardo), e le mura del castello nel punto più alto della città, dietro l'ex chiesa di Sant'Agostino. Il corso Vittorio Emanuele attraversa la parte centrale della città, dove si affacciano vari palazzi gentilizi settecenteschi, lambendo il fianco gotico del convento di San Francesco, arrivando alla Collegiata di San Michele, il monumento più famoso della città. Altre chiese di interesse sono il convento di Santa Chiara, il monastero di San Bernardo, poi vi sono i monumentali giardini pubblici, il "Cisternone" (cunicolo romano), il teatro comunale e il "ModerMuseum".
    Nel secondo dopoguerra Città Sant'Angelo si è sviluppata più a valle con una zona industriale, arrivando fino alla Marina a confine con Silvi.
 
Penne, veduta di Porta San Francesco
  • Penne: la città di origini vestine, fu ricostruita varie volte, una prima nel Medioevo, e successivamente nel Cinquecento, quando divenne il centro del potere dei Farnese e degli Aliprandi-De Sterlich. La città antica poggia su quattro colli dove in origine v'erano dei castelli di controllo, successivamente andati in rovina o fusi nelle abitazioni. Il fortilizio maggiore stava sul Colle Santa Croce, mentre l'antico andamento murario è ancora riconoscibile, e vi si conservano ancora i principali ingressi di Porta San Francesco, Porta Santa Croce e Porta da Capo. La più interessante è la prima, situata accanto la chiesa di San Nicola, ricostruita nel Settecento da Francesco di Sio, architetto anche del Palazzo Castiglione, dall'elegante facciata in laterizio, sede del Museo d'Arte moderna e Contemporanea. Dello stesso progettista è anche Palazzo del Bono in via Pansa, dove si affacciano anche altri notevoli edifici, esempi dell'architettura elegante civile barocca vestina. Tuttavia la costruzione palaziale più imponente è il Palazzo Aliprandi, sede del potere, ricostruito nel XVII secolo. Numerose sono le chiese, in primis il Duomo di San Massimo (accanto al palazzo del Museo diocesano), costruito sopra un tempio romano, ampliato nel XIII secolo, e ricostruito nel 1947 eliminando le aggiunte barocche interne, poi il complesso di Sant'Agostino, il monastero di San Giovanni Evangelista, la chiesa di Santa Chiara, la cappella di Santa Croce, il convento dei Domenicani e la chiesa dell'Annunziata. Tutte queste chiese erano medievali, ma nel Sei-Settecento furono completamente rimodellate in stile barocco grazie a maestranze lombarde trasferitesi in Abruzzo. Fuori le mura si trovano altri tre importanti complessi monastici: la chiesa di Santa Maria in Colleromano, il convento dei Cappuccini e la chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo.
 
Loreto Aprutino
  • Loreto Aprutino: era l'antico Castrum Laureti, posto a pochi chilometri di distanza da Penne, situato in un contesto naturale di piccole valli rigogliose di uliveti, da cui si produce l'olio che caratterizza principalmente l'economia agricola del comune. Il villaggio romano è stato ricostruito nell'XI secolo dai Normanni con la fondazione del Castello Chiola, a guarda dell'abbazia di San Pietro, oggi principale parrocchia. Nel corso dei secoli l'architettura civile e religiosa si è trasformata, fino a raggiungere la connotazione barocca in mattone cotto, come Penne, e ciò lo si vede sia nella nuova ricostruzione del Castello in palazzo gentilizio, che nelle chiese principali. La parte più alta del borgo è dominata dal Castello Chiola-Caracciolo e dalla chiesa di San Pietro, ricostruita nel XVI per volere dell'abate Giovanni Battista Umbriani, dove si venera il patrono San Zopito. A ovest in via Borea si trova un raro esempio di architettura neogotica pescarese, ossia il Castello Amorotti, sede del Museo dell'Olio, facente parte di un complesso museale civico molto più ampio, che comprende la Raccolta di Ceramiche "Acerbo" e il Museo Antiquarium "Casamarte". Scendendo a valle, per le vie del borgo si trovano le chiese di San Biagio, di Santa Maria de Recepto (la più antica) e infine l'ex convento di San Francesco, in stile cinque-seicentesco.
    Fuori le mura si trovano invece l'importante chiesa di Santa Maria in Piano con un ciclo pittorico quattrocentesco all'interno (famoso il "Giudizio Universale") e la chiesa del Carmine (con notevole baldacchino d'altare in stile barocco). Alle porte del paese si trova inoltre il parco del "Giardino dei Ligustri", con una fontana monumentale settecentesca.
 
Popoli: le chiese gemelle di San Lorenzo e della Santissima Trinità
  • Popoli: ultimo paese della provincia al confine con la provincia aquilana, nella zona della valle Peligna sulmonese. L'abitato si sviluppò come insediamento difensivo longobardo dipendente dall'abbazia di Casauria, e successivamente con le concessioni federiciane, nel XIV secolo assunse sempre più importanza, soprattutto quando nel Trecento s'insediò nel castello la famiglia Cantelmo, che dominò i borghi della forra della Majella e sul contado popolese fino al tardo Settecento, quando il potere nobiliare andò lentamente decadendo, fino al passaggio del potere all'autorità comunale. I Cantelmo ristrutturarono Popoli varie volte, sia a causa dei terremoti, che per cause espansive, essendo il borgo aggrappato a un pendio roccioso sulla piana delle sorgenti del fiume Pescara. La connotazione urbana è rinascimentale-settecentesca, con alcuni sparuti elementi medievali di grande pregio, come la vecchia Taverna ducale dove si pagavano i dazi commerciali, il Castello ducale Cantelmo situato in alto sulla roccia, a guardia del borgo, e la facciata della chiesa di San Francesco, in gotico sulmonese. Altre strutture settecentesche di pregio sono il Palazzo Ducale, nuova sede del potere dei Cantelmo dal XV secolo, le due "chiese gemelle" di San Lorenzo e della Trinità, la chiesa di San Domenico e la chiesetta della Madonna delle Grazie.
    Sorgendo presso il fiume Pescara e sotto la "Montagna Madre", Popoli è entrata nel Parco Nazionale della Majella nel 1992, ed è visitata non solo per le bellezze artistiche, ma anche per i percorsi escursionisti sulla montagna e sulle famose gole, nonché presso il fiume, dove è sorto un centro termale.
  • Manoppello: il borgo nacque come insediamento fortificato dipendente da Casauria per mano di Longobardi, e ancora oggi presso Piazza Garibaldi è possibile vedere l'antico perimetro urbano a forma di ellisse, che si allunga verso la zona allora periferica, dall'800 sviluppatasi nell'attuale corso cittadino. Nel XII secolo fu capitale di una contea molto potente, governata da Ugo Malmozzetto, anche se ben presto la centralità del suo potere decadde, fino ad essere un possedimento dei Valignani di Chieti.
    Nel centro urbano di interesse sono le chiese di San Nicola e di San Pancrazio Vecchio, insieme all'ex convento di San Lorenzo; mentre nei dintorni famosissima è la Basilica del Volto Santo, dove si conserva un'icona sacra dell'immagine di Cristo e l'abbazia di Santa Maria Arabona (XII sec), fondata dai Cistercensi, sopra il colle che sovrasta il moderno abitato di Manoppello Scalo.

Borghi storiciModifica

 
Caramanico Terme, in vista la Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore
 
Bolognano
 
Serramonacesca: San Liberatore a Majella
  • Abbateggio: uno dei "Borghi più belli d'Italia" della provincia pescarese, Abbateggio è nota per l'area naturale delle cascate di Cusano, e per il villaggio pastorale delle capanne a tholos (contrada Colle Civita). La chiesa della Madonna dell'Elcina, in stile rurale settecentesco è uno dei monumenti principali del piccolo centro.
  • Bolognano: anche questo borgo è noto principalmente per un'area naturale, quella del parco della cisterna, con le gole e le sorgenti a cascata. Il centro conserva le architetture religiose della parrocchia di Sant'Antonio e della chiesa di Santa Maria.
  • Caramanico Terme: situato alle pendici della Majella, sin dal XVI secolo il borgo è caratterizzato dalle sorgenti sulfuree, che hanno stimolato la costruzione di centri benessere termale. Il borgo antico è molto ben conservato, salvo la perdita della torre del castello, crollata nel terremoto della Majella del settembre 1933; le chiese principali sono la collegiata di Santa Maria Maggiore, di stile gotico all'esterno e barocco all'interno, la chiesa di San Nicola di Bari di stile settecentesco ed il convento di San Lorenzo, rimodellato nel Novecento. Diversi sono i palazzi storici gentilizi settecenteschi mentre poco fuori il paese, nei pressi del centro di Salle, si trova la chiesa abbaziale di San Tommaso, di stile romanico, risalente al XII secolo.
  • Bussi sul Tirino: ultimo comune del pescarese al confine con la provincia aquilana nella zona della Valle del Tirino, Bussi fu fondata dai Normanni, come testimoniato dall'imponente castello Mediceo (restaurato ed ampliato nel XV secolo dalla famiglia fiorentina) sulla sommità della cittadina. La chiesa di San Nicola e le numerose case settecentesche sono le principali attestazioni storiche del paese, mentre lungo la statale 153 si trova la chiesa di Santa Maria di Cartignano, importante testimonianza di romanico abruzzese.
  • Roccamorice: borgo fortificato dominato da una torre quadrata e dalla "chiesa del Barone", costruita nel XVII secolo su una seconda torre. La chiesa principale è dedicata a San Donato ed il paese ospita nel suo territorio due dei più noti eremi abruzzesi: l'eremo di San Bartolomeo in Legio e l'eremo di Santo Spirito a Majella, scavati nella roccia della montagna.
  • Salle Nuova: piccolo centro sorto a valle dell'antico Salle Vecchio, centro già colpito dal terremoto della Marsica del 1915 e definitivamente abbandonato dopo essere stato colpito da una frana scatenata dal terremoto della Majella del 1933. Del centro antico restano il massiccio castello medievale, oggi restaurato, e tracce della chiesa madre. Nella nuova città si conserva la chiesa parrocchiale di San Salvatore, in stile romanico eclettico, con il soffitto a cassettoni intagliati e dipinti, nel cui altare si riposano le spoglie del Beato Roberto da Salle. Appena fuori il centro si trova la profonda gola della valle dell'Orta, sormontata dall'alto ponte della SP 68, su cui spesso vengono praticati bungee jumping e parapendio.
  • Sant'Eufemia a Maiella: borgo medievale sorto intorno la chiesa di san Bartolomeo, il paese è caratterizzato dalla frazione di Roccacaramanico, piccolo ed antico borgo di povere case in pietra massiccia, andato spopolato negli anni '90 e successivamente ristrutturato seguendo lo stile dell'albergo diffuso.
  • San Valentino in Abruzzo Citeriore: sorto come avamposto longobardo, il centro è sovrastato dall'imponenza del duomo dei santi martiri Damiano e Valentino, in stile neoclassico-liberty, edificato accanto al castello Farnese, in parte trasformato in palazzo gentilizio con mura fortificate. Ai piedi del paese, presso Villa Olivieri, si trova il Museo dell'ambre e dei fossili.
  • Serramonacesca: comune al confine con la provincia di Chieti, è principalmente noto per l'abbazia di San Liberatore a Majella, uno degli esempi più pregevoli di romanico abruzzese. Nel complesso abbaziale si trovano anche delle tombe rupestri dei i monaci della badia, con un sistema fortificato composto dal massiccio del castel Menardo e dalla torre di Polegra. Il borgo vero e proprio, composto da case rinascimentali, è accessibili mediante un arco principale, ed appena fuori il centro antico, lungo il corso del borgo nuovo, si trova la parrocchia di santa Maria Assunta, dalla facciata in stile romanico e gli interni di stile barocco.
  • Tocco da Casauria: paese natio del pittore Francesco Paolo Michetti (nella cui casa vi è un museo), è sovrastato dal centro longobardo ellittico, dove campeggiano la chiesa madre di sant'Eustachio e il castello Caracciolo. Il centro nuovo si è sviluppato nel XIX secolo ed ha un aspetto neoclassico, popolato dalle robuste case dei mezzadri.

Cattedrali e basilicheModifica

 
Cattedrale di San Cetteo a Pescara

Monasteri ed eremiModifica

 
San Liberatore a Majella (Serramonacesca)
 
Portale di San Clemente a Casauria
 
Santuario del Volto Santo a Manoppello

Castelli e palazziModifica

 
Palazzo Imperato a Pescara, uno degli esempi del liberty cittadino

Nella città di Pescara l'edilizia civile e fortilizia è molto variegata per le varie ricostruzioni e trasformazioni succedutesi dall'800 in poi, soprattutto per la ricostruzione post-bellica del 1943. Tra le strutture fortificate la fortezza spagnola di Carlo V, progettata nel 1510, di cui rimane la porzione a fiume di via delle Caserme, usata nell'800 come bagno penale borbonico, e dal 1982 sede del Museo delle Genti d'Abruzzo. La fortezza aveva una forma poligonale con cinque vertici nella zona sud del fiume, e due nella zona nord, Castellammare; nel quartiere di Pescara vecchia aveva una piazza d'Armi, oggi occupata da via Conte di Ruvo, mentre la piazza Maggiore era l'odierna piazza Garibaldi. Presso i bastioni le chiese di sant'Antonio, san Giacomo, san Cristoforo e san Nicola, molte delle quali andate perdute durante i bombardamenti di Pescara del 1943. Nella zona nord della fortezza, il quartiere Rampigna, vi erano solo la piccola cappella della Madonna del Carmelo e le caserme di cavalleria. Con il passare dei secoli e le diminuite necessità difensive del sito (azzerate dopo l'unità italiana), la fortezza venne progressivamente smantellata, ed oggi dell'imponente struttura resta solo il lungo edificio delle caserme di fanteria in via delle Caserme.
Nella via principale del vecchio borgo, corso Manthonè, sopravvivono numerosi esempi di edilizia civile settecentesca ed ottocentesca, fra i quali le case natali di Ennio Flaiano e quella di Gabriele D'Annunzio, decorata come "monumento nazionale" dal regime fascista ed oggi museo dedicato al poeta, Molte di queste strutture successivamente furono ristrutturate in stile neogotico o liberty, a testimonianza del vivace fermento artistico della città in sviluppo dopo l'uscita dalle mura della vecchia fortezza.

L'eclettismo, nel quartiere Portanuova, si è espresso anche in via D'Annunzio, con gli esempi del Palazzo Michetti, dell'adiacente teatro e del Palazzo Perenich, di Antonino Liberi. Prima della ricostruzione post-bellica Pescara mostrava, anche nella zona di Castellammare, semplici strutture civili tardo-ottocentesche in muratura, tipiche architetture in mattoni faccia vista delle città costiere di provincia, che avevano delle analogie con i borghi marinari marchigiani. Ciò era evidente anche lungo i corsi Vittorio Emanuele II ed Umberto I; solamente dal 1927 si conobbe un'evoluzione edilizia, con la realizzazione di numerosi palazzi pubblici in stile razionalista (il Palazzo di Città, il Palazzo della Provincia, il Palazzo delle Poste, il Banco di Napoli, la Stazione Centrale, l'Istituto "Tito Acerbo", il Liceo "Gabriele d'Annunzio"), che si opponevano alla sobria architettura liberty o neoclassica, i cui massimi esempi sono Palazzo Muzii in piazza della Rinascita e Palazzo Imperato su corso Umberto I.
L'architettura civile privata invece si esprimeva con varie villette in stile eclettico lungo la riviera a nord e presso la pineta a sud, molte delle quali conservatesi fino ad oggi, insieme a Palazzo Verrocchio, a lungo edificio simbolo del liberty castellammarese.
L'edilizia moderna degli anni '60 ha cancellato in gran parte le antiche costruzioni modeste lungo i due principali corsi e nelle piazze maggiori, e i maggiori esempi di questa nuova corrente sono Palazzo Monti di via Conte di Ruvo, Palazzo Fuksas di via Alessandro volta, le Torri Camuzzi in largo Filomena Delli Castelli e il Palazzo della Regione Abruzzo di piazza Unione.

Di seguito i maggiori palazzi e castelli della provincia:

 
Castello Cantelmo a Popoli
 
Castello De Sterlich di Nocciano

CulturaModifica

BibliotecheModifica

  • Biblioteca provinciale "Gabriele d'Annunzio" (Pescara)
  • Biblioteca pubblica "F. Di Giampaolo" (Pescara)
  • Archivio di Stato (Pescara)
  • Biblioteca comunale "Emidio Agostinone" (Montesilvano)
  • Biblioteca pubblica regionale (Penne)
  • Biblioteca comunale (Città Sant'Angelo)

MuseiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Musei dell'Abruzzo.
 
Casa di D'Annunzio a Pescara
 
Museo Acerbo a Loreto Aprutino

Università e scuoleModifica

  • Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" (Chieti - Pescara)
  • Liceo classico "Gabriele d'Annunzio" (Pescara)
  • Liceo scientifico "Leonardo Da Vinci" (Pescara)
  • Istituto tecnico commerciale "Tito Acerbo" (Pescara)
  • Liceo scientifico "Corradino D'Ascanio" (Montesilvano)
  • Istituto Tecnico Alessandrini (Montesilvano)
  • Licei condivisi "Luca da Penne" (Penne)

MediaModifica

Le attività principali di comunicazione sono incentrate nel capoluogo Pescara e nella città di Montesilvano.

TeatroModifica

 
L'Auditorium Flaiano con la scultura di Luigi Baldacci

Pescara è la sede principale dei teatri maggiori di provincia: si segnalano il monumentale Teatro D'Annunzio del 1963, dotato di anfiteatro all'aperto con l'attiguo auditorium Flaiano, situato nella pineta comunale. Altre strutture per gli spettacoli sono il Teatro Circus, il Teatro Massimo, mentre principalmente i concerti e i grandi spettacoli per le masse si svolgono nello Stadio Adriatico e nel Palasport Giovanni Paolo II.
Nel resto della provincia si contano soltanto (eccezion fatta per Montesilvano) teatri comunali di fondazione ottocentesca, come quello di Città Sant'Angelo e quello di Loreto Aprutino, presso l'ex convento di San Francesco.

CucinaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina abruzzese.

A Pescara la cucina si alterna seguendo le tradizioni abruzzesi dell'entroterra con quelle marinare, mescolando le due tradizioni. Tipici la coda di rospo alla cacciatora, il brodetto di pesce ed il "fritto di paranza" di merluzzetti, triglie e sarde oppure con cozze e vongole.
I primi piatti sono quelli della cucina tipicamente abruzzese, come i "maccheroni alla chitarra", la mugnaia, le "scrippelle" teramane o il "timballo". Tipici della città di Pescara gli anellini alla pecorara, pasta a forma di anello servita con salsa di pomodoro, vegetali vari e ricotta di pecora.

 
Manifesto pubblictario antico del liquore Aurum

Quanto ai secondi, la provincia di Pescara è il luogo d'origine dei celebri arrosticini di pecora, mente il dolce tipico di Pescara è il parrozzo, realizzato con mandorle tritate, essenza di mandorla amara, buccia di limone ricoperto di cioccolato fondente.
I vini i più noti sono il Trebbiano d'Abruzzo e il Montepulciano d'Abruzzo, mentre i liquori caratteristici della provincia sono rappresentati dall'Aurum e la Centerbe, la cui iniziale mescolanza delle erbe aromatiche montane era realizzata sin dal XIII secolo dai monaci dell'abbazia di San Clemente a Casauria, e solo nel XIX secolo la tradizione divenne un marchio di fabbrica vero e proprio.

Eventi e folkloreModifica

 
Certame della Balestra a Popoli
  • Festa di Sant'Andrea - celebrazioni del santo patrono dei pescatori pescaresi, in cui una barca con dentro la statua del santo viene adagiata sul mare, arrivando fino a Montesilvano.
  • Pescara Jazz: manifestazione di eventi musicali istituita nel 1969, che si svolge al Teatro monumento Gabriele D'Annunzio.
  • Premio Flaiano: festival e premiazione cinematografica tenuto annualmente dal 1974 a Pescara
  • Fuori Uso: rassegna d'arte contemporanea svolta periodicamente dal 1990 a Pescara
  • Premio per la Letteratura "Città di Penne", concorso letterario nazionale e regionale istituito nel 1979.
  • Festa patronale di San Massimo d'Aveia (Penne) - 7 maggio
  • Festa Patronale del Perdono (Città Sant'Angelo) - 16-18 settembre
  • Certame de la Balestra (Popoli) - Rievocazione medievale celebrata tra la fine di luglio e i primi di agosto.
  • Festa di Sant'Antonio abate (Caramanico Terme) - Accensione delle "farchie" (covoni di sterpaglie) il 17 gennaio

EconomiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Prodotti agroalimentari tradizionali abruzzesi.

L'economia della provincia, sviluppata prevalentemente nella zona costiera, abbraccia la maggior parte dei settori produttivi economici: dall'agricoltura con la coltivazione della vite e dell'ulivo (Penne-Loreto Aprutino) e la produzione di vini Doc come il Montepulciano d'Abruzzo, il Trebbiano d'Abruzzo e il Pecorino e di olio di oliva come l'Aprutino Pescarese, al settore manufatturiero fino al turismo.
La produzione agricola interessa la fascia pedemontana vestina, tra i comuni di Città Sant'Angelo, Penne, Loreto Aprutino e Cugnoli, poiché le zone alle pendici della Majella come Caramanico Terme, Popoli, Salle si trovano in una condizione di avversità geologica per qualsiasi tipo di coltivazione.

 
Tipico paesaggio della collina pescarese: in vista il borgo di Collecorvino

Settore secondarioModifica

La zona della Val Pescara è la più industrializzata della provincia, nonché dell'Abruzzo, insieme alle zone industriali di Bazzano a L'Aquila ed al comprensorio automotive del Sangro ad Atessa. Gli insediamenti industriali presso Pescara sono sorti sin dal primo '900 nel settore manifatturiero e del distillato, del quale resta la reliquia dell'Ex Kursaal Aurum. Nel dopoguerra l'espansione edilizia pescarese favorì anche una notevole espansione industriale lungo tutta la piana di Sambuceto, Villanova di Cepagatti e Chieti Scalo, fino allo scalo di Manoppello, dove si trova l'Interporto d'Abruzzo. Le industrie, alcune delle quali dismesse dopo la crisi del 2008, occupano vari settori di fabbrica (chimico, agroalimentare, edile), ed a Pescara operava anche un cementificio, alle porte del quartiere Rancitelli. A Pescara, nella zona al confine con Sambuceto, si trova anche l'Aeroporto d'Abruzzo, unico scalo internazionale della regione. Il porto di Pescara, in seguito al ridimensionamento del peso della pesca nelle attività economiche cittadine, ha negli anni perso di importanza, ritrovandola solo in seguito alla costruzione alla fine degli anni 80 del porto turistico "Marina di Pescara".

Piccole e medie imprese industriali si concentrano anche nell'entroterra di Montesilvano a confine con la Marina di Città Sant'Angelo, dove sono sorti grandi centri commerciali presso il casello autostradale Pescara Nord dell'A14. I centri commerciali occupano anche una vasta zona della piana di Sambuceto-Chieti Scalo, in modo da formare un'unica area industrial-commerciale tra Pescara e Chieti.

TurismoModifica

La città di Pescara è una delle città più visitate d'Abruzzo, anche per fini commerciali e lavorativi, essendo una delle città più importanti al livello regionale per economia, espansione urbana e politica. Il turismo culturale pescarese si concentra sui musei cittadini della casa natale di Gabriele D'Annunzio e del Museo delle Genti d'Abruzzo, mentre le arterie pedonalizzate del centro, oltre ad esporre sporadici esempi di architettura liberty, ospitano una grande concentrazione di negozi e locali frequentati sia di giorno per lo shopping che durante la vita notturna cittadina. L'attrattiva principale di Pescara è da sempre la lunga ed attrezzata spiaggia, tradizionale mèta del turismo locale.
Nel resto della provincia il turismo si sviluppa prevalentemente nelle località di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Penne e Caramanico Terme, oltre che nei borghi del Parco nazionale della Majella, che ospita anche frequentati percorsi escursionistici, ed il turismo religioso originato dal Volto santo di Manoppello; anche le antiche e celebri abbazie di San Liberatore a Majella, di San Clemente a Casauria e di Santa Maria Arabona sono dei punti fermi del turismo provinciale, come lo sono le varie riserve naturali sparse nel territorio, come le sorgenti del fiume Pescara. Ciononostante in diverse città della fascia collinare, come Penne e Loreto Aprutino, che pure ospitano importanti centri storici, manca ancora uno sviluppo deciso del turismo, nonostante le potenzialità di un territorio con una forte tradizione eno-grastronomica e artistica.

Infrastrutture e trasportiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia di Pescara.

StradeModifica

 
L'Asse attrezzato nei pressi dello svincolo Dragonara

Autostrade:

Raccordi autostradali:

Strade statali:

Strade regionali:

La provincia è tagliata da nord a sud dall'A14 Adriatica e da ovest ad est dall'A25. L'A14 lambisce la costa, allargandosi verso l'entroterra all'altezza di Pescara, mentre la A25 si dirama dalla A14 all'altezza di Villanova di Cepagatti, fendendo in due la val Pescara e lambendo il fiume omonimo in direzione di Roma.

Chieti e Pescara, ed i relativi caselli delle due autostrade, sono collegati dagli anni 70 dal Raccordo autostradale 12 Asse attrezzato, che scorrendo parallelamente al fiume ed alla A25, parte da Brecciarola di Chieti per raggiungere il porto di Pescara, rappresentando una fondamentale variante alla via Tiburtina, che prima della costruzione della bretella era l'unico asse viario principale della val Pescara.

La Tangenziale di Pescara, partendo dalla zona Colonnetta di Montesilvano è una strada a scorrimento veloce che, nascendo come variante pescarese alla SS16, lambisce gli abitati di Montesilvano, Spoltore, Pescara e più a sud Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, fornendo un'alternativa veloce in direzione nord-sud a quasi tutto il tratto costiero della provincia pescarese.

Le altre vie principali sono la via Tiburtina Valeria, storico collegamento con la capitale, la SS16, che attraversa da nord a sud la costa adriatica e la SS81, strada pedemontana che da Ascoli Piceno raggiunge Casoli nel chietino, lambendo tutti i principali centri collinari.

FerrovieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rete ferroviaria dell'Abruzzo.

AeroportoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Aeroporto di Pescara.

AmministrazioneModifica

Periodo Presidente Partito Carica Note
7 maggio 1995 13 giugno 1999 Luciano D'Alfonso Partito Popolare Italiano Presidente [13]
14 giugno 1999 12 giugno 2004 Giuseppe De Dominicis Democratici di Sinistra Presidente
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Giuseppe De Dominicis Democratici di SinistraPartito Democratico Presidente
8 giugno 2009 12 ottobre 2014 Guerino Testa Popolo della LibertàNuovo Centrodestra Presidente
13 ottobre 2014 2 novembre 2018 Antonio Di Marco Partito Democratico Presidente [14]
2 novembre 2018 in carica Antonio Zaffiri Centrodestra Presidente [14]

SportModifica

 
Stadio Adriatico di Pescara

A Pescara la principale squadra calcistica è il Delfino Pescara 1936, nota anche come Pescara Calcio, unica società abruzzese ad aver raggiunto la massima serie. Altre società nei loro rispettivi sport hanno raggiunto vette nazionali ed europee, il Pescara Calcio a 5 e l'Associazione Sportiva Waterpolis Pescara Pallanuoto, entrambe sciolte. Fino al 1961 si è svolta in provincia la celebre gara automobilistica della Coppa Acerbo, e nel 2009 Pescara ha ospitato i XVI Giochi del Mediterraneo, mentre nel 2015 sempre nel capoluogo adriatico si è tenuta la prima edizione dei Giochi del Mediterraneo sulla Spiaggia. La struttura sportiva principale di Pescara e della provincia è lo Stadio Adriatico, ed in città sono numerosi i palasport, come il Palasport Giovanni Paolo II, il PalaElettra ed il PalaRigopiano. Anche nelle altre discipline gli impianti pescaresi sono i principali della provincia e della regione, come il Circolo Tennis Pescara e le Piscine Le Naiadi, a cavallo fra Pescara e Montesilvano. Evento di grande richiamo è anche l'annuale gara automobilistica della Cronoscalata delle svolte di Popoli, dal 1962 principale evento motoristico della provincia e della regione.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Prodotto interno lordo lato produzione, su dati.istat.it, su Istat. URL consultato il 27 marzo 2019.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2019.
  3. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1
  4. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1
  5. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 4
  6. ^ Provincia di Pescara
  7. ^ Parchi | Regione Abruzzo - Dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggio, su abruzzoturismo.it. URL consultato il 13 agosto 2019.
  8. ^ Riserve Naturali | Regione Abruzzo - Dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggio, su abruzzoturismo.it. URL consultato il 13 agosto 2019.
  9. ^ Elenco Comuni Provincia di Pescara - Abruzzo, su www.comuni-italiani.it. URL consultato il 25 luglio 2019.
  10. ^ Aggiornamento popolazione 31 marzo 2019 - Dato ISTAT
  11. ^ Icittà.it [collegamento interrotto], su icitta.it.
  12. ^ Sito ufficiale di Antenna 10, su antenna10.com.
  13. ^ Eletto direttamente dai residenti con diritto di voto, come previsto dalla Legge 25 marzo 1993, n. 81.
  14. ^ a b Eletto da un'assemblea di sindaci e consiglieri comunali di tutti i comuni della provincia, come previsto dalla Legge 7 aprile 2014 n. 56.

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