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Cesare Meano

Cesare Meano (Torino, 22 dicembre 1899Palermo, 24 novembre 1957) è stato un poeta, scrittore e regista italiano.

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BiografiaModifica

Nasce da un'antica famiglia valsusina ed è ultimo di tre fratelli e una sorella. Il padre ingegnere, è già infermo, alla sua nascita. Lo zio, Vittorio, è l'architetto che progetta e realizza il "Palazzo del Congresso e del Teatro" (Teatro Colón) di Buenos Aires in Argentina.

Le prime poesie vengono pubblicate nel 1912, quando Meano ha 13 anni e fa la terza ginnasio, su un illustre settimanale di allora, l'"Illustrazione del Popolo". Alla vigilia di Natale dello stesso anno, il padre muore.

Negli anni successivi inizia una collaborazione con diverse riviste di poesia e letteratura, fino al 1918, quando a 17 anni, viene richiamato per la guerra. Un'esperienza che segnerà profondamente Meano, che accentuerà il suo carattere introverso, ma che gli permetterà di asplorare ancora più intimamente la solitudine e l'animo umano.

Negli anni dal 1920 al 1925 scrive due romanzi sullo stile di Gabriele D'Annunzio, ma poco dopo li ripudia. Non corrispondono alla sua visione dell'arte, che lui considera l'espressione del sentimento, del bello e del buono. Dal 1927 al 1929 è un sussegiursi di poesie, collaborazioni con le più importanti testate italiane, tra cui il Corriere della Sera, opere teatrali e conferenze in Italia e all'estero.

Nel 1932 pubblica il romanzo Questa povera Arianna, onorato con la medaglia d'oro al premio di Viareggio e tradotto in molte lingue. Nel 1934, con la raccolta di versi Esplorazioni dell'Anima, ha la massima parte del Premio di Poesia alla Biennale di Venezia. Seguono altri due romanzi e il Dizionario Commentario della Moda che nel 1938 viene premiato con L'Encomio Solenne delle Regia Accademia d'Italia.

Il 1935 è l'anno delle commedia teatrale Nascita di Salomè. È l'opera più famosa di Meano, tradotta in 15 lingue, rappresentata in tutte le capitale europee, in molte città d'America e del Canada. Nel 1939 si trasferisce a Roma e scrive 2 romanzi in piena occupazione tedesca. Inizia a collaborare con l'EIAR producendo racconti e sceneggiature.

Dirige anche un film dal titolo Frontiere, girato all'Ospizio dei Poveri Vecchi di Torino. Gli attori sono quasi tutti non professionisti e gli argomenti trattati sono la povertà e la miseria morale e materiale degli immigrati. Il genere, che oggi scopriamo essere precursore del Neorealismo, non piace al fascismo. Al film partecipa Gino Cervi: è il suo esordio cinematografico.

Dopo la guerra fonda una rivista teatrale e nel 1947 dà vita all'”Associazione Italiana Autori Teatro” (AIAT). Meano muore il 24 novembre 1957 a Palermo, dove è stato incaricato di dirigere il teatro città di Palermo. Ha 58 anni ed è in piena attività artistica, ma la salute non lo accompagna ormai da diverso tempo.

Prosa televisiva RAIModifica

FilmografiaModifica

BibliografiaModifica

  • Enzo Maurri, Teatro di Cesare Meano, Radiocorriere TV, n. 50, 1957, p. 8
  • Lorenzo Gigli, Gli addii, "Il Dramma", n. 255, dicembre 1957, pp. 123-124
  • Carlo Maria Pensa, Radiocorriere TV, n. 47, 1958, p. 8

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN19235522 · ISNI (EN0000 0000 5081 6666 · LCCN (ENno89002543 · BAV ADV11481575