Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America

Le elezioni presidenziali degli Stati Uniti d'America sono una procedura elettorale degli Stati Uniti d'America con la quale vengono eletti il presidente e il vicepresidente di tale repubblica federale, per un mandato di quattro anni che inizia il 20 gennaio (detto pertanto Inauguration Day) dell'anno successivo a quello delle elezioni, procedura che coinvolge il Collegio elettorale degli Stati Uniti d'America.

Le elezioni si svolgono nel cosiddetto "Giorno dell'Elezione" (Election Day), che ricorre il martedì successivo al primo lunedì di novembre di ogni quattro anni, questo per evitare che il giorno delle elezioni cada il 1º novembre, che è un giorno festivo.

Concretamente, l'elezione viene effettuata con un metodo indiretto: i cittadini scelgono, con metodi stabiliti dai singoli stati federali, gli elettori (detti "grandi elettori") che formano il Collegio elettorale degli Stati Uniti (United States Electoral College). Gli elettori possono assegnare il proprio voto a chiunque, tuttavia, salvo rare eccezioni, votano i candidati in nome dei quali sono stati eletti ciascuno nel proprio stato e le loro preferenze vengono confermate dal Congresso agli inizi di gennaio.

La più recente elezione si è svolta l'8 novembre 2016, con l'elezione del candidato repubblicano Donald Trump, mentre le prossime elezioni si terranno il 3 novembre 2020.

Svolgimento delle elezioniModifica

Le modalità di elezione del presidente sono fissate dalla Sezione I dell'Articolo 2 della Costituzione degli Stati Uniti, modificato secondo gli Emendamenti XII, XXII e XXIII. Presidente e vicepresidente appartengono alla medesima lista e vengono eletti dal Collegio Elettorale statunitense, i cui membri a loro volta sono eletti direttamente da ciascuno Stato dell'Unione. Il mandato del presidente e quello del vicepresidente durano quattro anni.

Come detto, le elezioni si svolgono ogni quattro anni, il martedì che segue il primo lunedì di novembre (anche se in molti Stati le elezioni si aprono con un anticipo di diverse settimane per permettere il voto anche agli assenti). Le procedure di voto sono gestite da consigli elettorali locali, col compito di garantire lo svolgimento equo ed imparziale della votazione ed impedire brogli e manomissioni dei risultati[senza fonte].

L'elezione avviene in due fasi: una prima, non prevista esplicitamente dalla Costituzione, in cui la popolazione partecipa attivamente alla designazione dei candidati dei due principali partiti e una seconda che invece è costituzionalmente regolata. La prima fase, o fase delle "elezioni primarie", consiste nella elezione dei candidati alle cariche di Presidente e di Vice Presidente e avviene nelle Convenzioni Nazionali dei due maggiori partiti, quello democratico e quello repubblicano. Può avvenire o attraverso elezioni primarie chiuse, o attraverso elezioni primarie aperte: in ogni caso sono così individuati i due maggiori candidati. La modalità di svolgimento delle elezioni primarie è diversa da partito a partito e ha anche alcune variazioni da Stato a Stato dell'Unione; il candidato alla presidenza può anche non passare attraverso le elezioni primarie (in genere viene ricandidato il presidente uscente se è al primo mandato, o il vicepresidente uscente). Il giorno in cui la maggior parte degli Stati dell'Unione è chiamata a votare per le primarie è anche detto "Supermartedì" (Super Tuesday). La seconda fase prevede innanzitutto l'elezione dei cosiddetti "Elettori Presidenziali" all'interno di ogni singolo Stato e in numero pari ai senatori e ai deputati attribuiti a quel medesimo Stato. Sono costoro coloro che voteranno a scrutinio segreto Presidente e Vice Presidente, che a seguito dello spoglio effettuato dal Presidente del Senato, verrà proclamato Presidente degli Stati Uniti d'America.

BallottaggioModifica

Tutti i cittadini con diritto di voto sono chiamati alle urne per scegliere il candidato che preferiscono. Il ballottaggio presidenziale di fatto è un voto per eleggere "gli elettori di un candidato", ovvero il cittadino votante non sceglie direttamente il candidato presidente, bensì il membro del Collegio Elettorale che a sua volta eleggerà il Presidente.

In numerose occasioni, il ballottaggio consente all'elettore o di votare globalmente la lista di un particolare partito politico, oppure di definire le sue preferenze per i singoli candidati. L'elenco dei candidati per le liste elettorali è stabilito attraverso un processo legale di selezione chiamato "accesso al ballottaggio". Solitamente, le liste per il ballottaggio presidenziale si costituiscono attraverso una procedura di pre-selezione su cui influiscono sia il peso numerico del partito politico dei singoli candidati, sia i risultati delle principali convenzioni per la loro nomina. In questo modo, la lista per le elezioni presidenziali non conterrà i nomi di tutti i concorrenti all'elezione, ma solamente quelli dei candidati che abbiano ottenuto una solida nomina da parte del loro partito durante le convenzioni elettorali o il cui partito sia numericamente abbastanza forte da garantirne per legge l'inserimento nella lista. La legge elettorale prevede la possibilità per altri candidati — al di fuori dei due partiti principali — di formare una propria lista raccogliendo un numero sufficiente di firme a loro sostegno. Tuttavia, nel corso dell'intera storia degli Stati Uniti, non si è mai dato il caso che un candidato presidenziale indipendente sia riuscito ad assicurarsi un posto sulla lista elettorale presidenziale secondo questa procedura.

Un ultimo sistema per potersi presentare alle elezioni presidenziali consiste nel fare iscrivere il proprio nome[1] nella lista al momento del voto elettorale. Questa opzione viene utilizzata dai votanti per esprimere il proprio dissenso verso i candidati ufficiali, scrivendo nomi ridicoli come Topolino o Dart Fener. In ogni caso, nessun candidato di tale fattispecie (indicato come write-in) ha mai vinto un'elezione presidenziale negli Stati Uniti.

Lo scenario 1824Modifica

Il cosiddetto "scenario 1824", che prende il nome dalle elezioni presidenziali del 1824, si presenta qualora nessuno dei candidati ottenga un numero di voti elettorali (grandi elettori) sufficiente per vincere le elezioni[2], che dal 2017 è di almeno 270. Questo può accadere in due modi: o nel caso in cui più di due candidati ottengano voti elettorali e nessuno raggiunga il 50%, o nel caso in cui i due candidati principali conseguano ciascuno esattamente la metà del plenum dei voti elettorali, che è attualmente 538. Se i concorrenti ottengono 269 voti ciascuno, significa che nessuno dei due ha raggiunto il "numero magico"; e pertanto occorre procedere in un altro modo. Se nessun candidato raggiunge la maggioranza dei voti elettorali, presidente e vicepresidente vengono scelti in base ai dettami del XII emendamento. Il presidente è scelto dalla Camera dei Rappresentanti fra i tre candidati che hanno ricevuto più voti, ma in questa votazione si vota per Stati: i rappresentanti di uno stesso Stato dispongono, collettivamente, di un solo voto. Un secondo ballottaggio per la scelta del vicepresidente si tiene al Senato, con un voto per ogni senatore.

Nelle elezioni del 1824 ben quattro candidati ricevettero voti nel collegio elettorale: Andrew Jackson ricevette la maggioranza relativa dei voti elettorali espressi, ma non quella assoluta, e la Camera dei Rappresentanti scelse il suo sfidante John Quincy Adams in un ballottaggio a tre con anche William Harris Crawford. Il 1824 rappresenta l'unico esempio di applicazione del XII emendamento per le elezioni presidenziali. In tutte le altre elezioni presidenziali, vi è sempre stato un candidato che ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti elettorali espressi.

Tendenze elettoraliModifica

Negli ultimi decenni, uno dei candidati presidenziali nominati dai partiti democratico e repubblicano è quasi sempre stato un presidente in carica oppure un precedente o attuale vicepresidente. Di fatto, le elezioni del 2008 sono state una competizione aperta: per la prima volta dal 1952 e per la seconda volta soltanto dal 1928, né un vicepresidente, né il presidente in carica sono stati i candidati nominati da uno dei due partiti principali.

 
Votanti per fascia di età alle elezioni del 2000

Negli anni in cui i candidati nominati dai tre partiti principali non rientravano nelle file dei presidenti o vicepresidenti, la scelta è ricaduta su governatori o membri del Senato almeno fino al 2016, quando venne designato come candidato ufficiale del Partito Repubblicano Donald Trump, che non aveva mai ricoperto alcun incarico politico in precedenza. Prima di lui, l'ultimo candidato dei partiti a non avere ricoperto tale incarico fu il generale Dwight D. Eisenhower, che vinse la nomina per il Partito Repubblicano e divenne presidente nel 1952.

Il successo elettorale degli anni più recenti ha favorito i governatori degli stati federali. Tra gli ultimi sei presidenti (Carter, Reagan, George H.W. Bush, Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama), soltanto Bush padre e Obama non erano mai stati governatori. Geograficamente, tutti questi presidenti provenivano o da uno Stato molto grande (California, Texas), o da uno Stato a sud della linea Mason-Dixon[3] e a est del Texas.

Prima della vittoria di Barack Obama nel 2008, l'ultimo senatore in carica a essere eletto presidente degli Stati Uniti era stato John F. Kennedy del Massachusetts, nel 1960. Oltre a Obama e Kennedy, l'unico altro senatore in carica in grado di vincere un'elezione presidenziale è stato Warren Gamaliel Harding nel 1920, mentre i candidati del partito di maggioranza, senatori Andrew Jackson (1824), Lewis Cass (1848), Stephen A. Douglas (1860), Barry Goldwater (1964), George McGovern (1972), Walter Mondale (1984) e Bob Dole (1996) persero tutti quanti la competizione elettorale.

ElezioniModifica

I vincitori vengono indicati con il nome scritto più grande e il numero di grandi elettori in grassetto.

Partiti politici:
      Indipendente       Federalista       Democratico-Repubblicano       Democratico       Democratici sudisti       Dixiecrat       Partito Progressista       Nazionale Repubblicano       Nullifier Party       Anti-Massonico       Partito Whig       Repubblicano       Unionista Nazionale       Partito del Suolo Libero       Know Nothing       Unione Costituzionale       Partito populista       Partito Libertario

N. Anno Candidati (Grandi Elettori)
1 1788-89         Altri candidati furono:
John Hancock (4)
George Clinton (3)
Samuel Huntington (2)
John Milton (2)
James Armstrong (1)
Benjamin Lincoln (1)
Edward Telfair (1)
George Washington
(69)
John Adams
(34)
John Jay
(9)
Robert H. Harrison
(6)
John Rutledge
(6)
2 1792          
George Washington
(132)
John Adams
(77)
George Clinton
(50)
Thomas Jefferson
(4)
Aaron Burr
(1)
3 1796           Altri candidati furono:
Oliver Ellsworth (11)
George Clinton (7)
John Jay (5)
James Iredell (3)
George Washington (2)
John Henry (2)
Samuel Johnston (2)
Charles Cotesworth Pinckney (1)
John Adams
(71)
Thomas Jefferson
(68)
Thomas Pinckney
(59)
Aaron Burr
(30)
Samuel Adams
15
4 1800          
Thomas Jefferson
(73)
Aaron Burr
(73)
John Adams
(65)
Charles Cotesworth Pinckney
(64)
John Jay
(1)
5 1804    
Thomas Jefferson
(162)
Charles Cotesworth Pinckney
(14)
6 1808        
James Madison
(122)
Charles Cotesworth Pinckney
(47)
George Clinton
(6)
James Monroe
(0)
7 1812      
James Madison
(128)
DeWitt Clinton
(89)
Rufus King
(0)
8 1816    
James Monroe
(183)
Rufus King
(34)
9 1820      
James Monroe
(228/231)
Rufus King
(34)
John Quincy Adams
(1)
10 1824        
Andrew Jackson
(99)
John Quincy Adams
(84)
[4]
William Harris Crawford
(41)
Henry Clay
(37)
11 1828    
Andrew Jackson
(178)
John Quincy Adams
(83)
12 1832        
Andrew Jackson
(219)
Henry Clay
(49)
John Floyd
(11)
William Wirt
(7)
13 1836          
Martin Van Buren
(170)
William Henry Harrison
(73)
Hugh Lawson White
(26)
Daniel Webster
(14)
Willie Person Mangum
(11)
14 1840      
William Henry Harrison
(234)
Martin Van Buren
(60)
James Gillespie Birney[5]
(0)
15 1844      
James Knox Polk
(170)
Henry Clay
(60)
James Gillespie Birney[5]
(0)
16 1848      
Zachary Taylor
(163)
Lewis Cass
(127)
Martin Van Buren
(0)
17 1852  
   
Franklin Pierce
(254)
Winfield Scott
(429
John Parker Hale
(0)
18 1856      
James Buchanan
(174)
John Charles Frémont
(114)
Millard Fillmore
(8)
19 1860      
Abraham Lincoln
(180)
John C. Breckinridge
(72)
John Bell
(39)
20 1864    
Abraham Lincoln
(212)
George McClellan
(21)
21 1868    
Ulysses S. Grant
(214)
Horatio Seymour
(80)
22 1872    
Ulysses S. Grant
(286)
Horace Greeley
(66)
23 1876    
Rutherford B. Hayes
(185)
Samuel J. Tilden
(184)
24 1880    
James A. Garfield
(214)
Winfield Scott Hancock
(155)
25 1884    
Grover Cleveland
(219)
James Blaine
(182)
26 1888    
Benjamin Harrison
(233)
Grover Cleveland
(168)
27 1892      
Grover Cleveland
(277)
Benjamin Harrison
(145)
James Weaver
(22)
28 1900    
William McKinley
(271)
William Jennings Bryan
(176)
29 1904    
William McKinley
(292)
William Jennings Bryan
(155)
30 1904    
Theodore Roosevelt
(336)
Alton Brooks Parker
(140)
31 1908    
William Howard Taft
(321)
William Jennings Bryan
(162)
32 1912      
Woodrow Wilson
(435)
Theodore Roosevelt
(88)
William Howard Taft
(8)
33 1916    
Woodrow Wilson
(277)
Charles Evans Hughes
(254)
34 1920    
Warren Gamaliel Harding
(404)
James Cox
(127)
35 1924      
Calvin Coolidge
(382)
John W. Davis
(136)
Robert La Follette
(13)
36 1928    
Herbert Hoover
(444)
Al Smith
(87)
37 1932    
Franklin Delano Roosevelt
(472)
Herbert Hoover
(59)
38 1936    
Franklin Delano Roosevelt
(523)
Alf Landon
(8)
39 1940    
Franklin Delano Roosevelt
(449)
Wendell Willkie
(82)
40 1944    
Franklin Delano Roosevelt
(432)
Thomas Dewey
(99)
41 1948      
Harry S. Truman
(303)
Thomas Dewey
(189)
Strom Thurmond
(39)
42 1952    
Dwight Eisenhower
(442)
Adlai Stevenson II
(89)
43 1956    
Dwight Eisenhower
(457)
Adlai Stevenson II
(73)
44 1960      
John Fitzgerald Kennedy
(303)
Richard Nixon
(219)
Harry Flood Byrd
(15)
45 1964    
Lyndon B. Johnson
(486)
Barry Goldwater
(52)
46 1968      
Richard Nixon
(301)
Hubert Humphrey
(191)
George Wallace
(46)
47 1972      
Richard Nixon
(520)
George McGovern
(17)
John Hospers
(1)
48 1976      
Jimmy Carter
(297)
Gerald Ford
(240)
Ronald Reagan
(1)
49 1980    
Ronald Reagan
(489)
Jimmy Carter
(49)
50 1984    
Ronald Reagan
(525)
Walter Mondale
(13)
51 1988      
George H. W. Bush
(426)
Michael Dukakis
(111)
Lloyd Bentsen[6]
(1)
52 1992    
Bill Clinton
(370)
George H. W. Bush
(168)
53 1996    
Bill Clinton
(379)
Bob Dole
(159)
54 2000    
George W. Bush
(271)
Al Gore
(266)
55 2004      
George W. Bush
(286)
John Kerry
(251)
John Edwards[7]
(1)
56 2008    
Barack Obama
(365)
John McCain
(173)
57 2012    
Barack Obama
(332)
Mitt Romney
(206)
58 2016    
Donald Trump
(304)
Hillary Clinton
(227)

NoteModifica

  1. ^ Si parla di candidato write-in, quando il suo nome non appare nella scheda elettorale, ma può essere ugualmente votato scrivendo il suo nominativo direttamente sulla scheda all'atto del voto. Alcuni Stati e giurisdizioni locali consentono agli elettori di incollare sulla scheda un adesivo con il nome del candidato invece di scriverlo a mano. I candidati write-in difficilmente vincono e spesso vengono inseriti nelle schede nomi fittizi o di persone non eleggibili. Numerose giurisdizioni richiedono ai candidati di farsi registrare come tali prima delle operazioni di voto per evitare casi di omonimia, frequenti nelle elezioni con un elevato numero di concorrenti.
  2. ^ Magic number, pari nel 1824 a 131 grandi elettori
  3. ^ La Linea Mason-Dixon è una linea di demarcazione tra quattro stati degli Stati Uniti. Rappresenta parte dei confini di Pennsylvania, West Virginia, Delaware e Maryland, il cui rilevamento topografico risale a quando questi territori erano ancora colonie inglesi. Quando la Pennsylvania iniziò ad abolire la schiavitù all'interno del Commonwealth, nel 1781, il versante ovest di questa linea e il fiume Ohio divennero il confine quasi completo tra gli stati abolizionisti e quelli schiavisti (il Delaware, tuttavia, sebbene a est della linea Mason-Dixon, rimase schiavista). Nel linguaggio popolare, soprattutto a partire dal Compromesso del Missouri nel 1820, la Linea Mason-Dixon è venuta a rappresentare simbolicamente lo spartiacque culturale tra gli Stati Uniti del nord e quelli del sud. I topografi che tracciarono il confine si chiamavano Charles Mason e Jeremiah Dixon.
  4. ^ Poiché nessun candidato raggiunse la soglia di 131 Grandi Elettori per poter essere eletto presidente, come previsto dal XII Emendamento della Costituzione, il nuovo presidente venne eletto dalla Camera dei Rappresentanti.
  5. ^ a b Candidato per il Liberty Party.
  6. ^ Candidato come vice presidente di Dukakis.
  7. ^ Candidato come vice presidente di Kerry.

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