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Fondi
Sede vescovile titolare
Dioecesis Fundana
Chiesa latina
Sede titolare di Fondi
L'ex cattedrale di San Pietro
Vescovo titolare Giuseppe Sciacca
Istituita 1968
Stato Italia
Regione Lazio
Diocesi soppressa di Fondi
Eretta V secolo
Soppressa 27 giugno 1818
unita alla diocesi di Gaeta
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Fondi (in latino: Dioecesis Fundana) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

TerritorioModifica

La diocesi, al momento della soppressione, comprendeva le località di Fondi, Campodimele, Lenola, Monticelli (oggi Monte San Biagio) e Pastena.[1]

Sede vescovile era la città di Fondi, dove fungeva da cattedrale la chiesa di San Pietro.

StoriaModifica

Secondo la tradizione, comune a molti centri posti lungo la via Appia, la nascita del cristianesimo a Fondi sarebbe legato al passaggio degli apostoli Pietro e Paolo in viaggio verso Roma.

Le prime menzioni di una comunità cristiana a Fondi sono riportate del Liber pontificalis, del VI secolo, secondo il quale papa Sotero (166-175) sarebbe stato originario di Fondi.[2] Nella biografia di papa Antero (235-236), alcune redazioni del Liber riferiscono che il pontefice nominò unum episcopum in civitate Fundis.[3] Lanzoni tuttavia ritiene che queste notizie del Liber non sono molto attendibili[4], e «riflettono acquisizioni del VI secolo che sembrano adombrare, come aveva notato Duchesne, una predilezione dell'autore del Liber per la città».[5]

Da una lettera di Paolino di Nola, che possedeva delle proprietà nel territorio di Fondi, si è a conoscenza dell'esistenza di una chiesa nella città tra IV e V secolo, che fu ricostruita per iniziativa del vescovo nolano nel 404. Di questa basilica, che fu probabilmente la primitiva cattedrale della diocesi, non si conosce l'esatta ubicazione, benché la tradizione la collochi nel sito dove poi sorse l'odierna cattedrale di San Pietro.[6]

Il primo vescovo documentato di Fondi è Vitale, che prese parte al concilio lateranense indetto da papa Felice III nel 487 e ai concili simmachiani del 499, del 501 e del 502. Nel 592, il vescovo Agnello, a causa della distruzione di Fondi ad opera dei Longobardi, fu nominato da papa Gregorio Magno vescovo di Terracina in quel momento vacante per la morte del vescovo Pietro. Non si conosce per quanto tempo le due diocesi rimasero unite: di certo nel concilio lateranense del 649 le due sedi avevano ciascuna un loro proprio vescovo.[5]

Nell'alto medioevo si diffuse a Fondi il culto verso san Magno, le cui reliquie furono traslate a causa delle incursioni dei Saraceni verso la fine del IX secolo. Questo culto si incentrò soprattutto nel sito del monastero che dal santo prese il nome, l'abbazia di San Magno, attestata con questo nome per la prima volta nel 979, ma che è concordemente identificata con il monastero menzionato nei Dialoghi di Gregorio Magno e fondato nei primi decenni del VI secolo.[7]

Nel 966 la diocesi di Fondi appare nell'elenco delle numerose suffraganee di Capua nella bolla con cui papa Giovanni XIII erigeva la sede metropolitana capuana. Tuttavia questa attribuzione ebbe una vita effimera, se non addirittura fittizia, poiché la sede di Fondi è sempre documentata come immediatamente soggetta alla Santa Sede.[8]

Testimonianza dell'antica sede vescovile è la cattedra conservata nella chiesa di San Pietro, antica cattedrale diocesana, risalente al periodo tra XII e XIII secolo. È in questa chiesa che fu eletto l'antipapa Clemente VII, la cui elezione fu all'origine dello scisma d'Occidente.

«Tra i vescovi, si segnala l'azione di Giovanni Battista Comparini (1591-1616), che fondò il seminario (1596), tenne il primo sinodo diocesano (1605) e svolse una notevole attività pastorale, caratterizzata soprattutto dall'applicazione del concilio di Trento e dalla riaffermazione delle prerogative episcopali e della libertà della Chiesa di fronte all'invadenza degli amministratori locali; di tale attività ci resta il prezioso manoscritto della Sacra visitatio totius Fundanae dioecesis del 1599.»[9]

La diocesi fu soppressa il 27 giugno 1818 con la bolla De utiliori di papa Pio VII e il suo territorio incorporato nella diocesi di Gaeta.

Dal 1968 Fondi è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; l'attuale vescovo titolare è Giuseppe Sciacca, segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e uditore generale della Camera Apostolica.

Cronotassi dei vescoviModifica

  • Anonimo ? † (al tempo di papa Antero)
  • Vitale † (prima del 487 - dopo il 502)
  • Andrea † (fine del VI secolo)[5][10]
  • Agnello I † (prima del 592 - dopo il 598)[11]
  • Palombo † (menzionato nel 649)
  • Agnello II † (menzionato nel 680)
  • Formoso † (al tempo di papa Leone III)[12]
  • Aliperto (Alberto?) † (menzionato nell'853)[13]
  • Ariperto (o Alpertus) † (menzionato nell'861)[14]
  • Simeone † (menzionato nel 995)
  • Rainerio † (menzionato nel 998)
  • Oliviero † (menzionato nel 1000)
  • Giovanni I † (prima del 1015 - dopo il 1017)
  • Marino (o Martino) † (menzionato nel 1059)
  • Contardo † (documentato nel 1098[15] e nel 1099)
  • Benedetto I, O.S.B. † (menzionato nel 1100)
  • Pietro I † (menzionato nel 1131)
  • Giovanni II † (prima del 1172 - dopo marzo 1179)[16]
  • Daniele † (1180 - dopo il 1194)[16][17]
  • Benedetto II † (ottobre 1199 - ?)
  • Roberto, O.Cist. † (1210 - circa 1227 deceduto)[18]
  • Anonimi † (documentati nel 1229, 1234, 1239, 1257, 1263)[16]
  • Biagio I † (6 maggio 1268 - dicembre 1288)[16]
  • Alberto da Terracina, O.P. † (1289 - ? deceduto)
  • Leone † (1300 - 1304 deceduto)
  • Giacomo † (13 marzo 1307 - 1316 deceduto)
  • Biagio II † (9 febbraio 1317 - 1336 deceduto)
  • Pietro II, O.P. † (18 novembre 1336 - ? deceduto)
  • Francesco Giovanni Bartolomei † (4 aprile 1343 - 1343 deceduto)
  • Lombardo Andrei † (27 ottobre 1343 - 1348 deceduto)
  • Leonardo Tacconi † (10 luglio 1348 - 1363 deceduto)
  • Giacomo Annibaldi, O.F.M. † (11 agosto 1363 - 24 gennaio 1368 nominato vescovo di Assisi)
  • Raimondo, O.F.M. † (24 gennaio 1368 - ?)
  • Stefano Sardi † (1391 - 1399 dimesso)
  • Domenico Astalli † (18 febbraio 1400 - 2 maggio 1414 deceduto)
  • Marcello † (menzionato nel 1416)
  • Benedetto III † (14 febbraio 1418 - 4 aprile 1422 nominato vescovo di Veroli)
  • Marino de Paolis † (19 ottobre 1422 - 4 settembre 1444 nominato arcivescovo di Acerenza)
  • Nicola de Faciis † (27 gennaio 1445 - ?)
  • Pietro Gaetani † (31 maggio 1476 - 1500 deceduto)
  • Nicola Pellegrini † (29 gennaio 1500 - 1520 deceduto)
  • Giacomo Pellegrini † (1º ottobre 1520 - 1537 dimesso)
  • Giovanni Angelo Pellegrini † (14 marzo 1537 - 14 dicembre 1552 nominato vescovo di Gravina)
  • Giovanni Andrea Caffarelli † (14 dicembre 1552 - 1555 dimesso)
  • Fausto Caffarelli † (17 luglio 1555 - 1566 deceduto)
  • Matteo Guerra † (24 gennaio 1567 - 30 gennaio 1576 nominato vescovo di San Marco Argentano)
  • Pio Loterio, O.S.B. † (27 febbraio 1576 - 1591 deceduto)
  • Giovanni Battista Comparini † (5 aprile 1591 - 1616 deceduto)
  • Lelio Veterano † (5 dicembre 1616 - 1619 deceduto)
  • Giovanni Agostino Gandolfo † (28 gennaio 1619 - 3 dicembre 1635 nominato vescovo di Sant'Agata de' Goti)
  • Maurizio Ragano † (7 aprile 1636 - 1640 deceduto)
  • Pietro Paolo Pinto, O.F.M. † (13 agosto 1640 - settembre 1661 deceduto)
  • Simone Oliverio † (13 marzo 1662 - 1º novembre 1668 deceduto)
  • Filippo Alferio Ossorio † (1º aprile 1669 - 24 febbraio 1693 deceduto)
  • Matteo Gagliani † (20 luglio 1693 - 15 gennaio 1703 nominato vescovo di Sora)
  • Vittore Felice Conci † (12 febbraio 1703 - luglio 1715 deceduto)
    • Sede vacante (1715-1719)
  • Conone Luchini dal Verme † (8 febbraio 1719 - 16 dicembre 1720 nominato vescovo di Ostuni)
  • Antonio Carrara † (20 gennaio 1721 - 21 marzo 1757 deceduto)
  • Onofrio Rossi † (26 settembre 1757 - 9 aprile 1764 nominato vescovo di Ischia)
  • Giovanni Calcagnini † (9 aprile 1764 - 24 dicembre 1775 deceduto)
  • Raffaele Tosti † (29 gennaio 1776 - circa 1781 deceduto)
    • Sede vacante (1781-1792)
  • Gennaro Vincenzo Tortora † (27 febbraio 1792 - 1814 ? deceduto)
    • Sede vacante (1814-1818)

Cronotassi dei vescovi titolariModifica

NoteModifica

  1. ^ D'Avino, Cenni storici…, p. 240, nota 1.
  2. ^ Liber pontificalis, ed. Louis Duchesne, vol. I, Paris 1886, p. 135: Soter, natione Campanus, ex patre Concordio, de civitate Fundis…
  3. ^ Liber pontificalis, ed. Duchesne, vol. I, p. 147.
  4. ^ Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, pp. 157 e 162.
  5. ^ a b c Lacam-Quadrino, Fundi (Fondi). Introduction, pp. 7-17.
  6. ^ Daniela Quadrino, Localisation incertaine (Fondi). Basilique paléochrétienne, in C. Ferrante, J.-C. Lacam, D. Quadrino (ed.), Fana, templa, delubra. Corpus dei luoghi di culto dell'Italia antica (FTD), 4, Regio I. Fondi, Formia, Minturno, Ponza, Roma 2015, pp. 39-43.
  7. ^ Vincenzo Fiocchi Nicolai, Il culto di S. Magno a Fondi alla luce delle più recenti ricerche archeologiche, in Miscellanea Emilio Marin sexagenario dicata, in Kačić, Split, 2009-2011, nn. 41-43, pp. 705-720.
  8. ^ Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 94.
  9. ^ Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.
  10. ^ Vescovo documentato dai Dialoghi di Gregorio Magno, identificato da alcuni autori con l'omonimo vescovo di Formia. V. Fiocchi Nicolai, I monumenti paleocristiani di Fondi attraverso gli scritti di Gregorio Magno, in T. Piscitelli Carpino (ed.), Fondi tra antichità e medioevo, Atti del Convegno, Fondi, 31 marzo - 1 aprile 2000, Fondi 2002, pp. 165-191. L. Gasperini, Sul vescovo Andrea dell'elogio funebre CIL X, 6218, Formianum. Atti del Convegno di studi sull'antico territorio di Formia (1995), 3, Marina di Minturno, 1996, 71-75.
  11. ^ Nel 592 fu nominato anche vescovo di Terracina, mantenendo la sede di Fondi.
  12. ^ Un'epigrafe, oggi scomparsa, documentava l'esistenza del vescovo Formoso contemporaneo di papa Leone III, tra il 795 e l'816. In una passio di san Mauro, non anteriore al IX secolo, è menzionato Formoso, assieme ad un altro vescovo di Fondi, Mariano, entrambi collocati dal racconto agiografico poco dopo il martirio del santo, all'epoca dell'imperatore Numeriano (fine III secolo). Incerta è l'esistenza storica di Mariano, che Ughelli e Gams inseriscono dopo Agnello I, e che Cappelletti invece mette prima di Vitale. Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, pp. 159-160.
  13. ^ Monumenta Germaniae Historica, Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 843-859, a cura di Wilfried Hartmann, Hannover 1984, p. 336, 12.
  14. ^ Monumenta Germaniae Historica, Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 86-874, a cura di Wilfried Hartmann, Hannover 1998, p. 66, 2 e 10. Secondo un manoscritto, il vescovo fu rappresentato al concilio da Martinus presbyter. Si tratta probabilmente dello stesso vescovo presente al concilio romano dell'853.
  15. ^ Kehr, Italia pontificia, VIII, p. X.
  16. ^ a b c d Kamp, Kirche und Monarchie…, I, pp. 76-80.
  17. ^ Alla morte di Daniele, due vescovi eletti dal capitolo della cattedrale furono rigettati dalla Santa Sede: un anonimo, noto con l'iniziale P., e Giovanni di Pastina (Ughelli, Eubel, Kamp).
  18. ^ Alla morte di Roberto, il capitolo elesse Tommaso, rifiutato da papa Onorio III, che il 5 febbraio 1227 ordinò di procedere ad una nuova elezione. Eubel, Hierarchia catholica, I, p. 256, nota 2.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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