Ducato di San Giovanni

Ducato di San Giovanni
Informazioni generali
Capoluogo San Giovanni
Dipendente da Regno di Sicilia
Evoluzione storica
Inizio 1587 con Ercole Branciforte
Causa Investitura a Duca di San Giovanni di Ercole Branciforte da parte di re Filippo II di Spagna
Fine 1812 con Giovanni Luigi Moncada
Causa Abolizione del feudalesimo con la promulgazione della Costituzione siciliana
Preceduto da Succeduto da
Contea di Cammarata Distretto di Bivona

Il Ducato di San Giovanni fu uno stato feudale esistito in Sicilia tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XIX secolo. Il suo territorio corrispondeva all'odierno comune di San Giovanni Gemini, in provincia di Agrigento.

StoriaModifica

Il centro di San Giovanni fu edificato all'interno della contea di Cammarata: il suo feudatario Federico Abbatelli Chiaramonte, nel 1451 ottenne il privilegio di edificare nuove terre (jus aedificandi) ma solo in seguito, nel 1507, ottenne dal re Ferdinando II d'Aragona la licentia populandi.[1]

La terra di San Giovanni fu elevata a ducato con il conte Ercole Branciforte, il quale fu investito del titolo di duca da parte del re Filippo II di Spagna, con privilegio concesso il 10 novembre 1587, ed esecutoriato in Palermo il 15 maggio 1588.[2] Il Ducato di San Giovanni passò in dote ai Moncada nel 1666, a seguito del matrimonio contratto in quell'anno dalla duchessa Giovanna Branciforte Moncada (1645-1680) - investita a titolare del feudo il 18 febbraio 1656[3] - con lo zio materno Ferdinando Moncada Gaetani, figlio di Ignazio dei principi di Paternò.[4][5]

I due stati feudali di Cammarata e di San Giovanni appartennero ai Moncada fino al 1812, con l'abolizione del feudalesimo in Sicilia avvenuta in quell'anno, sancita con la promulgazione della Costituzione siciliana, concessa dal re Ferdinando III di Borbone in risposta alla rivolta scoppiata nell'isola e all'avanzata napoleonica.

Cronotassi dei Duchi di San GiovanniModifica

NoteModifica

  1. ^ R. Parenti, G. P. Brogiolo, T. Mannoni, Archeologia medievale, vol. 34, Edizioni Clusf, 2007, p. 263.
  2. ^ F. M. Emanuele e Gaetani, marchese di Villabianca, Della Sicilia nobile, vol. 2, Stamperia de' Santi Apostoli, 1757, p. 16.
  3. ^ F. M. Emanuele e Gaetani, marchese di Villabianca, p. 18.
  4. ^ (ES) V. de Cadenas y Vicent, Caballeros de la Orden de Alcántara que efectuaron sus pruebas de ingreso durante el siglo XVIII, vol. 2, Ediciones Hidalguia, 1992, p. 188.
  5. ^ V. Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. 5, Forni, 1981, p. 641.

BibliografiaModifica

  • D. Orlando, Il feudalismo in Sicilia: storia e dritto pubblico, Palermo, Tipografia Lao, 1847, p. 89.