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Edifici nella regione I (Ostia)

lista di un progetto Wikimedia

La città romana di Ostia antica era stata divisa in regioni urbane. Gli studiosi moderni hanno stabilito una divisione moderna in regioni per indicare i singoli edifici scavati; la numerazione comprende la regione in cifre romane, l'isolato all'interno della regione, ancora in cifre romane, e l'edificio, in cifre arabe.

La regione I comprende il centro cittadino (l'antico castrum repubblicano), dove si trova la piazza del Foro, e i settori esterni al castrum tra il Tevere, l'allineamento di via della Foce - tratto meridionale del cardine massimo e la via dei Molini-Semita dei Cippi.

ElencoModifica

Di seguito la descrizione degli edifici presenti.

Isolato Edifici
I,I E: via dei Molini (via pomeriale esterna orientale)
S: decumano massimo
O: via dei Lari (via pomeriale interna orientale)
N: via di Diana
Insula (caseggiato) di taberne (botteghe) costruito sui due lati delle mura del castrum (del IV secolo a.C., in opera quadrata di tufo).
I,I,1 Due taberne aperte su via di Diana e con scala indipendente per abitazioni ai piani superiori da via dei Lari. (età di Antonino Pio, in laterizio)
I,I,2 Ampio ambiente con tre porte su via dei Lari. (età adrianea, in laterizio)
I,I,3 Taberne su via dei Lari e sul decumano massimo, con scala indipendente per abitazioni ai piani superiori da via dei Lari. (età adrianea, in laterizio)
I,I,4 Caseggiato delle Mura del castrum Taberne, precedute da un portico, sulla via di Diana e su via dei Molini, queste ultime trasformate in seguito con aggiunta di vasche e tramezzi. (età adrianea, in laterizio e in opera mista, con trasformazioni successive)
I,II E: via dei Lari (via pomeriale interna orientale)
S:decumano massimo
O: piazza del Foro
N: via di Diana
I,II,1 Ninfeo sul decumano massimo Ninfeo (fontana monumentale) semicircolare, affacciato sul decumano massimo, con colonnato frontale (oggi scomparso) e rivestimento in marmo, probabilmente coperto a semicupola. (primo quarto del IV secolo, in laterizio)
I,II,2 Caseggiato del Balcone ligneo Insula che prende il nome dal balcone ligneo presente in facciata. Presenta taberne intorno ad un cortile e un portico sul decumano massimo. Nel cortile era presente una scala e un'altra scala indipendente era accessibile da via dei Lari. La struttura è stata in parte modificata con la realizzazione di ambienti industriali al piano terra (forno per il pane) e di un'unità indipendente sul lato sud (caseggiato del pantomino Apolausto, liberto di Marco Aurelio, da un'iscrizione rinvenuta in reimpiego nel ninfeo I,II,1). (età adrianea, laterizio per le facciate e opera mista; forno dell'età di Marco Aurelio)
I,II,3 e 4 "Basilica" e aula del Buon Pastore Sede collegiale divisa in navate da pilastri, attribuita in base ad un'iscrizione,al corpus dei lenuncularii traiectus Luculli (corporazione degli addetti al traghetto di Lucullo, uno dei traghetti che permettevano di passare il Tevere, in mancanza di ponti). Alle spalle, raggiungibile da un corridoio laterale aperto sulla sala a navate, venne ricavata un'aula con nicchia, dove fu rinvenuta una colonna con rilievo del Buon Pastore, interpretata come aula di culto cristiana. (età adrianea, in laterizio, con trasformazioni nel III e IV secolo; aula del Buon Pastore della metà del IV secolo, in opera listata)
I,II,5 Caseggiato del Thermopolium Caseggiato con taberne intorno ad un cortile e lungo le vie esterne. Le scale di accesso ai piani superiori si aprivano sul cortile e dalla via di Diana. Sulla facciata della via di Diana è presente un balcone sorretto da mensole in travertino. In alcune delle botteghe lungo la via di Diana è stato realizzato un thermopolium (bar), con affreschi, bancone rivestito in marmo con ripiani e vasca per l'acqua; sul retro un cortile con banchi in muratura e una cisterna sotterranea. Il marciapiede antistante è stato interrotto da tramezzi in opera listata con sedute per gli avventori sotto le mensole dei balconi. (età traiano-adrianea, in opera mista, con interventi del III secolo, in opera listata, nel thermopolium)
All'angolo dell'isolato si trova la piccola piazza de Lari, con i resti di un compitum (sacello ai crocicchi), costituito da uno spazio rettangolare con numerose aperture, più tardi chiuse, e da un'ara marmorea rotonda dedicata ai Lari. (ara di età tardo augustea e sacello di età antonina con trasformazioni nel terzo quarto del III secolo, in laterizio)
I,III E: via dei Molini (via pomeriale esterna orientale)
S: via di Diana
O: via dei Balconi
N: area del museo
I,III,1 Caseggiato dei Molini Insula con cortile interno e taberne sulla via; sono presenti due scale indipendenti da via dei Molini. In un momento successivo vennero ricostruiti i piani superiori e fu necessario inserire archi di rinforzo. Venne quindi installato al piano terra un molino (ambienti industriali per la macinazione del frumento) con forno per il pane, che presenta numerose macine in ambienti pavimentati con basoli. Il molino occupò con vasche necessarie all'attività la via che lo divideva dal caseggiato di Diana. L'approvvigionamento di frumento avveniva probabilmente dai Grandi Horrea, tramite arcate sopra via dei Molini. (età adrianea, in opera mista, con trasformazioni in età antonina in laterizio; ricostruzione in età severiana in laterizio e nel III secolo; distrutto da un incendio nel terzo quarto del III secolo)
I,III,2 Sacello del Silvano Sacello di culto realizzato nell'intercapedine tra i caseggiati dei Molini e di Diana. L'interno presenta affreschi (uno dei quali raffigura Silvano e un mosaico pavimentale figurato in bianco e nero (inizi del III secolo, in laterizio)
I,III,3 e 4 Caseggiato di Diana e mitreo del caseggiato di Diana Insula con taberne al piano terra lungo le vie, alcune con resti di affreschi; le taberne avevano un mezzanino accessibile da una scala interna e due di esse, lungo la via di Diana erano dotate di retrobottega). All'interno diversi ambienti coperti a volta e con resti di affreschi si affacciano sui corridoi con arcate intorno ad un cortile interno; le arcate vennero in seguito tamponate e nel cortile fu realizzata una cisterna coperta, al di sopra della quale è un rilievo in terracotta raffigurante Diana. Sotto il cortile è stata rinvenuta una vasca rivestita in marmo di una fase precedente, con ambienti pavimentati a mosaico. Ai piani superiori sono diversi ambienti affrescati, raggiungibili da scale indipendenti dalla via di Diana e dalla via dei Balconi e da una scala dal cortile. La facciata nord del primo piano verso il cortile presentava nicchie che dovevano essere ornate con piccole sculture. Due ambienti del piano terra sono stati trasformati successivamente in mitreo (santuario della religione mitraica). L'edificio nel suo complesso è stato interpretato come insula di abitazioni, albergo, o sede collegiale. (età antonina, in laterizio; mitreo degli inizi del III secolo in opera listata)
I,III,5 Caseggiato del Mitreo di Menandro Insula con taberne lungo la via dei Balconi e un vestibolo centrale, da cui si accedeva ad un cortile interno. Sul cortile si affacciano due ampi ambienti, probabilmente a funzione commerciale. Una scala indipendente dalla via dei Balconi conduceva ai piani superiori. Il mitreo di Lucrezio Menandro, con mosaici geometrici in bianco e nero e resti di precedenti affreschi, è stato ricavato in un passaggio tra questo caseggiato e il caseggiato I,III,6 (passaggio che prosegue quello tra il caseggiato dei Molini e la casa di Diana). (età adrianea, in opera mista; mitreo degli inizi del III secolo)
I,III,6 Edificio a nord del caseggiato dei Molini, non indagato
I,IV E: via dei Balconi
S: via di Diana
O: via dei Dipinti
N: area del museo
I,IV,1 Fila di taberne aperte su via dei Balconi, con scale indipendenti per i piani superiori. (età adrianea, in opera mista)
I,IV,2-4 - Tre strutture abitative (una domus e due appartamenti a medianum), a due piani (dotate di scale interne), sistemate ad L intorno ad un giardino interno; altre abitazioni si trovavano ai piani superiori, accessibili da scale indipendenti.
I,IV,2 Domus di Giove e Ganimede Domus su due piani, con ambienti articolati intorno ad un cortile interno con passaggio sul giardino del caseggiato. Subì in seguito trasformazioni e fu decorata con affreschi (età adrianea, trasformazioni e affreschi sotto Commodo e altre trasformazioni nel III secolo).
I,IV,3 Casa di Bacco fanciullo Appartamenti su due piani, con stanze di rappresentanza a doppia altezza e scala interna. Presentano doppio ingresso e finestre sia dalla via dei Dipinti sia dal giardino interno sul lato opposto. (età adrianea)
I,IV,4 Casa dei Dipinti
I,IV,5 Caseggiato dei Dolii Taberne su via dei Dipinti e ambiente retrostante, adibito a magazzino con dolii interrati nel pavimento. Vi furono ritrovate numerose forme interpretate forse come stampi per dolci. (età adrianea o primo antonina, in opera mista; rifacimenti in età severiana (dolii))
I,V E: via dei Dipinti
S: via del Capitolium
O: cardine massimo
I,V,1-2 Portico est di Pio IX e loggia Portici con fila di taberne sui lati est ed ovest del tratto settentrionale del cardine massimo. Alle spalle del portico orientale è presente un'altra fila di botteghe, affacciate su via dei Dipinti. Alle estremità dei portici verso il Capitolium sono presenti spazi coperti a pilastri ("logge"). (età adrianea, in opera mista)
I,VI E: cardine massimo
S: via del Capitolium (pomeriale esterna settentrionale)
O: via Tecta e via della Fortuna
I,VI,1 Portico ovest di Pio IX e loggia
I,VI,2 Caseggiato del Balcone a mensole Insula parzialmente scavata, con taberne affacciate sulla via della Fortuna; sulla facciata è un balcone sorretto da mensole. È presente una scala indipendente per abitazioni ai piani superiori, con latrina nel sottoscala. (età adrianea, in opera mista)
I,VII E: via della Fortuna
S: via dei Misuratori di Grano
I,VII,I Caseggiato dei Misuratori di grano Insula con interno non scavato. Presenta un portale di ingresso sulla via omonima, con timpano in laterizio ornato dal rilievo di un modio. Sono presenti taberne lungo le strade a sud e a ovest, queste ultime dietro un portico lungo la via, e scale indipendenti tra le taberne per i piani superiori. (età adrianea, in laterizio)
I,VIII E: via Tecta e via del Larario (pomeriale interna occidentale)
S: via del Capitolium (pomeriale esterna settentrionale), via delle Casette repubblicane (pomeriale interna settentrionale) e decumano massimo
O: via degli Horrea epagathiana (pomeriale esterna occidentale)
N: via dei Misuratori di Grano
I,VIII,1 Piccolo mercato Horreum (magazzino), con portico in pilastri di laterizio sul lato nord, sul quale si affaccia un vestibolo di ingresso fiancheggiato da taberne. All'interno sono ambienti voltati disposti su tre lati di un doppio cortile centrale, con portico a pilastri di laterizio separato da un passaggio centrale coperto. Agli angoli nord occidentale e sud orientale sono scale con gradini e rampe per i piani superiori del magazzino. Un ingresso secondario si apre sull'angolo di via del Capitolium e sul fondo di uno degli ambienti meridionali si apre un passaggio dà verso le taberne affacciate su via delle Casette repubblicane (I,VII,10). Nel muro meridionale si conserva un tratto delle mura del castrum in blocchi di tufo. Sul lato est una via coperta (via Tecta) lo separa dall'isolato adiacente. (età adrianea, in opera mista)
I,VIII,2 Horreum separato dal Piccolo mercato per mezzo di uno stretto passaggio. Presenta ingresso da nord tramite un vestibolo con porta sul fondo, affiancato da taberne affacciate sulla strada; sul vestibolo si aprono due scale per i piani superiori. L'interno presenta ambienti con pavimenti rialzati, sui tre lati di un lungo e stretto cortile porticato. Una terza scala si apre sul lato di fondo meridionale. (età adrianea, in opera mista)
I,VIII,3 Horrea epagathiana Piccolo horreum per merci di pregio. L'ingresso sulla via omonima è ornato da un portale con timpano in laterizio e presenta un'iscrizione ("Horrea Epagathiana et Epaphroditiana"). Ai lati dell'ingresso sono taberne, una delle quali con edicola di culto. L'interno è articolato intorno ad un cortile porticato a pilastri in laterizio, con pavimento a mosaico geometrico e figurato in bianco e nero. Intorno al cortile sono ambienti con volte a crociera, dotati di porte, e scale interne per i piani superiori, anch'esse sbarrate da porte. Sul lato di fondo del cortile si apre l'ingresso per un stanza più ampia, fiancheggiato da nicchie. Sul lato meridionale l'edificio riutilizza parte delle mura del castrum in blocchi di tufo. (età di Antonino Pio, in laterizio)
I,VIII,4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 Edifici con file di taberne:
I,VIII,4: taberne sulla via degli Horrea epagathiana, con abitazione o officina all'estremità sud e corridoio che conduce al vestibolo esterno degli Horrea epagathiana;
I,VIII,5: taberne sulla via degli Horrea Epaghathiana, con nicchie sulle pareti di fondo in comune con l'edificio 8;
I,VIII,6: due taberne sul decumano massimo, con scala indipendente per abitazioni ai piani superiori;
I, VIII,7: tre taberne su via del Larario, intercomunicanti e con scala indipendente per il piano superiore;
I,VIII,8: due ambienti su via del Larario, uno con vasca, con passaggi verso le taberne dell'edificio 5;
I,VIII,9: ambienti ai lati di un passaggio coperto tra la via degli Horrea epagathiana e via dei Lari, con scala indipendente da via dei Lari per i piani superiori;
I,VIII,10: taberne su via delle Casette repubblicane, che riutilizzano come muro di fondo tratti delle mura del castrum; sono presenti passaggi verso il Piccolo mercato e tre scale indipendenti verso i piani superiori.
(I,VIII,4: età adrianea; I,VIII,5: età traianea, in opera mista, con muro di fondo rifatto sotto Antonino Pio; I,VIII,6: età adrianea in laterizio; I,VIII,7: età adrianea, in opera mista; I,VIII,8 e 9: età di Antonino Pio)
Piazza del Foro Foro, portici, Capitolium e tempio di Roma e di Augusto.
I,IX E: piazza del Foro (cardine massimo)
S: decumano massimo
O: via del Larario (pomeriale interna occidentale)
N: via delle Casette repubblicane (pomeriale interna settentrionale)
I,IX,1 Casa basilicale (o caseggiato dietro la Curia) Insula costruita su tre piccole case di età repubblicana e divisa in un settore interno e in uno esterno da un cortile trasversale. Un passaggio coperto al centro permetteva la comunicazione tra i due settori al piano superiore. Al piano terra sono presenti ambienti interni affacciati con porte e finestre sul cortile, mentre la facciata nord su via delle Casette repubblicane comprende taberne intercomunicanti ai lati di un vestibolo d'accesso e una scala indipendente per i piani superiori. (età adrianea, in opera mista)
I,IX,2 Insula con taberne dotate di retrobottega, trasformate in un ambiente industriale con pavimentazione in basoli, forno e vasca (utilizzato come forno per il pane). È presente una scala indipendente esterna verso i piani superiori. (età adrianea, in opera mista, con trasformazioni del tardo III - inizi del IV secolo in opera listata)
I,IX,3 Caseggiato del Larario Insula con taberne con mezzanino (restano le scale interne) affacciate sia sulle vie esterne, sia su un cortile interno. Il cortile è accessibile da due vestiboli su via del Larario e sul decumano massimo e vi si apre una scala per i piani superiori. Nel cortile si trovano una nicchia per una statua di divinità, una vasca centrale e un pozzo con un puteale marmoreo reimpiegato, con dedica dei capi della corporazione dei misuratori di grano. (età adrianea, in laterizio)
I,IX,4 Curia Aula preceduta da un portico colonnato rialzato, accessibile da una scalinata centrale. L'aula presenta sul fondo un podio ed è fiancheggiata da corridoi scoperti laterali, dotati di scale per i piani superiori. È stata interpretata come sede delle riunioni dei decurioni. (età domiziano-traianea)
I,X E: Vicolo del Tempio rotondo, o vicolo del Pino (pomeriale interna occidentale)
S: via del Tempio rotondo (pomeriale esterna meridionale)
O: via del Pomerio (pomeriale esterna occidentale)
N: decumano massimo
I,X,1 Taberne "repubblicane" Fila di taberne aperte sul decumano massimo. Da un passaggio laterale è accessibile una scala per i piani superiori. (età augustea, 25-15 a.C., in opera reticolata con pilastri in blocchi di tufo)
I,X,2 Fila di taberne affacciate su via del Pomerio, dietro un portico con colonne in travertino. Successivamente il portico fu occupato da un'estensione dei muri laterali e furono installati due thermopolia, uno dei quali conserva resti di affreschi figurati. (fine del I secolo a.C., in opera reticolata, e trasformazioni della seconda metà del III, in laterizio e in opera listata)
I,X,3 Officina degli stuppatores Fila di taberne aperte su un passaggio secondario, trasformate in ambienti industriali per la lavorazione della stoppa con bacini e vasche. L'officina in parte riutilizzano un piccolo impianto termale con ruota per il sollevamento dell'acqua. (età traianea, in laterizio, con trasformazioni sotto Alessandro Severo)
I,X,4 Tempio collegiale e mitreo di Fruttuoso Sede collegiale con ingresso principale inquadrato da pilastri in mattoni fiancheggiato da due taberne. Dal vestibolo si accede ad un cortile porticato, sul fondo del quale venne realizzato il podio per un piccolo tempio mai realizzato, fiancheggiato da ambienti di servizio, scale per i piani superiori e una latrina. Un'ampia stanza accessibile dal cortile era forse una sala per banchetti (triclinium). Il caseggiato viene interpretato come sede della corporazione degli stuppatores, a cui doveva appartenere anche l'officina adiacente (edificio 3). Sotto il podio del tempietto venne successivamente realizzato un mitreo, con corridoio nella parte antistante e sala interna con banconi e nicchia absidata sul fondo, dedicato dal patrono della corporazione degli stuppatori, Fruttuoso. (età di Alessandro Severo)
I,XI E: piazza del Foro (cardine massimo)
S: via del Tempio rotondo (pomeriale esterna meridionale)
O: Vicolo del Tempio rotondo, o vicolo del Pino (pomeriale interna occidentale)
N: decumano massimo
I,XI,1 Tempio rotondo Tempio probabilmente dedicato al culto imperiale. Il tempio è preceduto da una piazza con portico colonnato oggi scomparso, costruita sopra un precedente portico accessibile dalla Basilica civile. I muri di fondo presentano nicchie rivestite in marmo addossate ai muri. Il tempio sorge su un alto podio accessibile da una scalinata centrale tra due nicchie semicircolari. Presenta un colonnato frontale di dieci colonne, dietro il quale si apre la cella rotonda, con spessi muri in laterizio per sostenere la cupola e nicchie sulle pareti, in origine inquadrate da colonne. A fianco dell'ingresso una scala a chiocciola intorno ad una colonna in travertino permetteva di salire alla cupola. (secondo quarto del III secolo, Alessandro Severo o Gordiano III)
I,XI,2-3 Domus del Tempio rotondo Domus tardo-antica, articolata intorno ad un cortile centrale con fontana marmorea, circondato su tre lati da un corridoio; sul fondo si trova la sala di rappresentanza rialzata e con ingresso colonnato, pavimentata in opus sectile. Ai lati sono ambienti più piccoli, alcuni riscaldati e rivestiti in marmo, e ambienti di servizio. (fine del III - inizi del IV secolo, in laterizio)
I,XI,4 Fila di taberne con portico a colonne laterizie con basi e capitelli in travertino, affacciato sulla piazza del Foro a lato del tempio di Roma e Augusto. (età adrianea, in laterizio)
I,XI,5 Basilica Basilica civile, con navata centrale più ampia e più alta, circondata da colonne su quattro lati, pavimentata in opus sectile marmoreo a grande modulo. La basilica era aperta sul decumano massimo con un colonnato sopraelevato, accessibile da due scalinate laterali, e sulla piazza del Foro per mezzo di una fila di colonne, preceduta da un portico con archi marmorei sorretti da colonne. I parapetto del piano superiore, affacciato sulla navata centrale, era ornato di rilievi con scene della storia più antica di Roma. (età domiziano-traianea; rilievo della metà del II secolo)
I,XII E: semita dei Cippi
S:limite delle terme del Foro, comprese strutture connesse
O: piazza del Foro e cardine massimo
N: decumano massimo
Al suo interno è presente anche via della Forica
I,XII,1 Caseggiato dei Triclini Sede collegiale della corporazione dei fabri tignuarii (costruttori) con vestibolo di accesso dal decumano massimo, fiancheggiato da taberne e da una scala indipendente. L'interno è articolato intorno ad un cortile con colonne sui lati corti e pilastri in laterizio sui lati lunghi, con spazi intermedi chiusi da tramezzi in epoca successiva. Il cortile, pavimentato in mosaico a tessere bianche, era circondato da un corridoio pavimentato in opera spicata. Le stanze che si aprono sul corridoio sul lato orientale sono dotate di triclini; altre stanze si aprono sul lato ovest, mentre sul lato di fondo una stanza più ampia e più alta fu dotata di podio per il culto imperiale. Ai due angoli sud-est e nord-ovest sono presenti scale, sotto un delle quali è ricavata una latrina privata. Sul lato sud si aprono altre taberne, affacciate su via della Forica, due delle quali furono occupate da una latrina pubblica con venti sedute e una vasca. (età adrianea, in opera mista)
I,XII,2 Foro della Statua eroica Piazza rialzata realizzata sul luogo di uno stabilimento termale di epoca adrianea. Presenta lungo la facciata sul decumano massimo un portico in pilastri di laterizio; davanti ai pilastri erano probabilmente colonne su piedistalli sormontate da una trabeazione sporgente, con elementi lisci di reimpiego[1]. La piazza interna era pavimentata in origine con lastre di marmo bianco e presentava colonnati sui lati e tracce di rivestimento in marmo sulle pareti. Vi è stata rinvenuta in frammenti una statua colossale di Adriano. (seconda metà del IV secolo)
I,XII,3 Esedra decorativa sul decumano massimo, eretta sopra un settore del caseggiato della Cisterna con pavimentazione in basolato. Si tratta di un'ampia esedra semicircolare, con nicchia rettangolare sul fondo, accompagnata da una fila di colonne, che sbarrava la semita dei Cippi. (metà del IV secolo, in opera listata)
I,XII,4 Caseggiato della Cisterna Comprende resti di epoca adrianea, uno stabilimento industriale per la fabbricazione del pane e una cisterna. I resti adrianei sono costituiti da un cortile porticato ad arcate, una fila di taberne sulla semita dei Cippi e una sala ottagonale con nicchie, in origine con ipocausto, che forse era il vestibolo delle terme sulle quali venne costruita la contigua piazza del Foro della statua eroica. Lo stabilimento industriale presenta vasche, forni e un'area pavimentata in basolato, in parte occupata dall'esedra 3. Nella parte meridionale si trova una grande cisterna pubblica su due livelli, con una ruota per il sollevamento dell'acqua e probabilmente alimentata dall'acquedotto. (età adrianea (resti adrianei), ultimo quarto del II secolo (fornaio), III o IV secolo (cisterna)
I,XII,5 edificio con ambienti rimaneggiati in diverse epoche, con scala addossata all'esterno, due ambienti aperti sulla via sul lato sud, un altro ambiente ad L e una scala indipendente accessibile dall'esterno
I,XII,6 Terme del Foro Terme pubbliche, le più vaste di Ostia. Sono articolate in una parte rettangolare a nord, con stanze simmetriche ai lati dell'ampio frigidario centrale, e serie di stanze riscaldate disposte a scala ed esposte a sud e a ovest, con grandi finestre. A est del settore riscaldato si trova l'ambiente sotterraneo dei praefurnia (fornaci per il riscaldamento e ancora ad est, oltre un corridoio di passaggio, una cisterna con grande ruota per il sollevamento dell'acqua. Gli ambienti termali avevano in origine rivestimento parietale in marmo su 3 m di altezza e pavimenti a mosaico geometrico in bianco e nero, sostituito nei restauri teodosiani con lastre di marmo di reimpiego. A sud si apre la palestra, irregolarmente triangolare, circondata da ambienti. Vi furono aggiunti pilastri in laterizio e, nel restauro teodosiano, colonne con fusti in diversi marmi colorati. Sul lato sud-ovest si trovano due tempietti e, vicino, un ambiente trapezoidale del recinto esterno ospitava una grande latrina pubblica. (età di Antonino Pio, nel terzo quarto del II secolo, ad opera del prefetto del pretorio Marco Gavio Massimo, con restauri di epoca severiana, sotto Massenzio e Costantino I, con interventi del prefetto dell'annona Flavio Ottavio Vittore intorno al 335, e ancora sotto Teodosio, ad opera del prefetto dell'annona Ragonio Vincenzio Celso, nel 385-389)
I,XII,7 Fila di sette taberne dietro un portico lungo la semita dei Cippi. Alcune presentano vasche e scale interne. Un ambiente a nord, accessibile dall'ultima taberna, si apre su un diverticolo che raggiunge l'ingresso delle terme del Foro, e le taberne a sud erano accessibili sul retro anche dalle terme. (età di Antonino Pio)
I,XII,8 Probabile sede di una schola o sala per conferenze, si compone di quattro ambienti rettangolari aperti sulla palestra delle terme del Foro e da un'ampia sala dietro di essi, pavimentata con mosaico geometrico in bianco e nero, divisa in due metà da due colonne con fusto scanalato a spirale; all'estremità ovest altre due colonne simili mediano il passaggio ad una sala disposta trasversalmente, che occupa parte di un edificio adiacente (I,XII,9); la sala si presenta leggermente rialzata, con rivestimento parietale in lastre di marmi colorati e pavimento in opus sectile. Uno degli ambienti rettangolari affacciati sulla palestra doveva servire da vestibolo ed aveva un mosaico in bianco e nero con un centauro. Ad est si trovano delle scale, accessibili dalla palestra e da un'area scoperta a sud, un corridoio e una taberna coperta con due volte a crociera, con retrobottega. L'edificio è stato interpretato come sede (età di Marco Aurelio, mosaici degli inizi del III secolo, opus sectile del IV secolo)
I,XII,9 Due taberne affacciate sul cardine massimo, in origine con sala retrostante poi occupata dall'edificio I,XII,8, separate da un corridoio centrale e con diverse porte e finestre. Una scala indipendente aperta sul cardine massimo permetteva di accedere ai piani superiori. (età di Antonino Pio)
I,XII,10 Doppia fila di taberne affacciate sul cardine massimo e sulla palestra delle terme, precedute su entrambi i lati da un porticato a pilastri in laterizio. Le taberne erano dotate di un mezzanino, accessibile da una scala interna con i primi gradini in muratura. Una scala per i piani superiori è accessibile dalla palestra delle terme. L'ambiente all'angolo nord orientale divenne un thermopolium, con bancone in opera listata e vasca per l'acqua. (età di Antonino Pio, in opera laterizia)
I,XII,11 Portico sulla piazza del Foro con colonne con fusti in granito. Sul muro di fondo è stata addossata un'ampia nicchia semicircolare, che ospita una statua acefala di un togato. (età adrianea, in laterizio)
I,XIII E: semita dei Cippi
S-O: cardine massimo
N, limite delle terme del Foro.
I,XIII,1 Piccolo horreum con ingresso sulla semita dei Cippi, con ambienti chiusi da porte sui tre lati di un corridoio centrale scoperto. Uno degli ambienti sul lato sud aveva in origine una porta, poi sbarrata, verso l'edificio a sud (I,XIII,2). (età tardo traianea o adrianea, in opera mista)
I,XIII,2 Edificio con ambienti aperti su un ampio corridoio sul lato nord, forse laboratorio industriale; in origine collegato con il magazzino più a nord (I,XIII,1). (età adrianea)
I,XIII,3 Piccola fullonica verso il cardine massimo, installata in un edificio precedente con tre taberne aperte sul cardine massimo. In una delle taberne è stata installata una vasca, quindi rimpiazzata da due muretti utilizzati forse per sostenere un bancone in legno, e un dolio è stato inserito nel pavimento. Nella stanza sul retro sono presenti una vasca con conduttura per l'approvvigionamento idrico, due banconi con bordi rialzati per evitare la colatura di liquidi e alcuni bacini in terracotta con muretti di appoggio per la pressa dei panni con i piedi. (età adrianea, in opera mista e laterizio; fullonica III secolo).
I,XIII,4 Ampio molino (stabilimento industriale per la macinatura del grano) tra la semita dei Cippi e il cardine massimo. Gli accessi si aprivano su due strade con corridoi tra taberne, e su un passaggio sul lato nord. All'interno è una vasta area pavimentata in basoli, coperta da un tetto poggiante su pilastri nella metà nord, dove si conservano alcune macine. Il tetto poteva essere raggiunto da una scala. La parte sud, scoperta, aveva cisterne interrate e due ulteriori scale. A sud dell'area scoperta sono presenti due stanze quadrate e un ampio ambiente centrale; il magazzino doveva trovarsi sul tetto. In una delle stanze più piccole è presente un grande forno. (età domizianea e traianea, in opera mista, con trasformazioni nel III secolo e tra la fine del IV e la prima metà del V)
I,XIII,5 Edificio, parzialmente indagato, con botteghe sul cardine massimo dotate di stanze di abitazione sul retro, con porte e finestre aperte su un'area retrostante. Una delle taberne conserva una scala e una scala indipendente esterna si apriva dalla via. (età severiana)
I,XIII,6 Domus delle Gorgoni Edificio a pianta trapezoidale per il convergere della semita dei Cippi e del cardine massimo, a breve distanza dalla porta Laurentina, preceduta da una piazzetta, pavimentata in lastre di travertino o in bipedali. L'edificio comprendeva una taberna sul cardine massimo, e due stanze intercomunicanti accessibili solo dalla piazza meridionale. Accanto alla taberna sul cardine massimo era una scala, connessa con un livello superiore della strada dovuto ad un rialzamento tardo della strada. L'accesso meridionale avveniva attraverso un ampio vestibolo dalla piazza. Dal vestibolo si accedeva a due ambienti interconnessi, separati dal resto della casa e a due ampi corridoi ai lati di un cortile scoperto, pavimentati in mosaico geometrico bianco e nero. Il corridoio occidentale, diviso da un tramezzo, dà accesso ad una piccola stanza sul lato ovest, dotata di porta, ad una stanza di servizio e alla stanza principale sul lato di fondo, accessibile anche dal cortile, che poteva avere un'altezza di due piani e forse utilizzata come triclinio. Le due stanze presentano un mosaico in bianco e nero con riquadro con un gorgoneion. Sul corridoio orientale, dotato di scala interna all'estremità sud, si affacciano tre stanze, anch'esse dotate di porte; due conservano un mosaico con gorgoneion, la terza poteva essere una cucina, che contribuiva anche al riscaldamento delle stanze adiacenti (con tubi in terracotta sulla parete sud). L'edificio è stato interpretato come domus, oppure come sede di una corporazione. (età costantiniana, in opera listata, con fasi precedenti del II secolo, in opera reticolata, opera mista e opera laterizia, e della metà del III secolo, in laterizio)
I,XIV E: via degli Horrea epagathiana (pomeriale esterna occidentale)
S: decumano massimo
SO: via della Foce e area sacra del tempio di Ercole
N: area non scavata
I,XIV,1 Ninfeo del Bivio del castrum Ninfeo monumentale, sorto nel punto in cui la via degli Horrea epagathiana e la via della Foce confluiscono sul decumano massimo, subito fuori dalla porta occidentale del castrum. Presenta una facciata in origine rivestita in lastre di marmo e decorata da nicchie, quella centrale rettangolare, fiancheggiata da due nicchie semicircolari, a cui si addossava la vasca; l'acqua zampillava da una statua di amorino su delfino. Davanti alla fontana era un'area trapezoidale, pavimentata in opera spicata, in parte coperta, con pilastri in laterizio. 340-370, in laterizio)
I,XIV,2 Caseggiato del Mosaico del porto Caseggiato a pianta irregolare tra via della Foce e via degli Horrea epagathiana, con taberne precedute da un portico su entrambe le vie. I due gruppi di taberne sono collegati da un corridoio interno, su cui si affacciano scale per i piani superiori e due ambienti collegati coperti da volte a crociera e in origine aperti verso sud. Le taberne del lato orientale, ai due lati del corridoio ed accessibili da questo e dal portico sono coperte anch'esse da volte a crociera. Le taberne sul lato occidentale sono collegate tra loro e sono fiancheggiate all'estremità sud da una scala per i piani superiori, accessibile dal porticato anteriore. Due delle taberne presentano sul muro di fondo una piccola nicchia di culto. La taberna centrale, dotata di doppia porta, conserva il mosaico in bianco e nero che ha dato il nome all'edificio, articolato intorno ad una vasca rivestita di marmo con la raffigurazione del faro di Ostia, di una statua di Nettuno su colonna, pesci, battelli e persone che pescano e nuotano. Anche un'altra taberna presenta una vasca in muratura, destinata, come la prima, a contenere pesci in vendita. (età di Commodo e modifiche nella prima metà del III secolo)
I,XIV,3 Domus dell'Area sacra In origine edificio di probabile carattere commerciale, con ambienti con ampie porte articolati intorno ad un cortile interno, con una sorta di portico sul lato sud, al cui pilastro si addossa una vasca. Dal cortile si accedeva ad una scala interna, con sottoscala di servizio, ad un corridoio a nord su cui si aprono due ambienti e ad una stanza sul lato orientale; dal portico si accede a due ambienti meridionali. In seguito l'edificio fu trasformato per la costruzione del caseggiato del Mosaico del porto (I,XIV,2), con l'ampliamento della vasca del cortile e in quest'epoca divenne forse la sede della corporazione dei sodales Herculani. In epoca tarda l'ingresso principale sul cortile venne bloccato e ricostruito parte del muro occidentale, in opera listata e con fori costituite da tronconi di anfore inserite nel muro. Forse l'accesso avveniva in questo periodo ad un livello più alto o dal piano superiore. (metà del II secolo, in opera laterizia; trasformazioni alla fine del secolo e in epoca tardo-antica, in opera listata)
I,XIV,4 Sala con numerose porte, in seguito trasformata forse in piccolo appartamento, con l'aggiunta di tramezzi interni. (età traianea)
I,XIV,5 Domus di Amore e Psiche Domus con ambienti pavimentati in mosaico e in opus sectile e con rivestimento in marmo e affreschi sulle pareti, che prende luce da un piccolo giardino aperto con arcate, decorato sul fondo da un ninfeo con nicchie e colonne. (secondo quarto del IV secolo, in opera listata)
I,XIV,6 Caseggiato con tre taberne sulla via del Tempio di Ercole, affiancate da una scala per i piani superiori, e tre profonde stanze sul retro. (età adrianea, in opera mista)
I,XIV,7 Caseggiato con fila di taberne affacciate su un portico lungo la via degli Horrea epagathiana, che costeggia anche la facciata delle terme di Buticoso (I,XIV,8), più a sud; proseguiva verso nord in una parte non scavata. Sono presenti scale per i piani superiori. Sul retro delle taberne altri ambienti furono aggiunti in epoca di poco successiva. (età traianea e aggiunte adrianee, in opera mista)
I,XIV,8 Terme di Buticoso Impianto termale con sala di aspetto con banchine e pitture di giardino (fronde verdi e vasi gialli su fondo rosso) e sale decorate a mosaico in bianco e nero (raffigurazione di un nudo maschile identificato da un'iscrizione come Epictetus Buticosus, e tritone, nereide e mostri marini, nel calidario. L'impianto era collegato all'area sacra del tempio di Ercole, dove un edificio verso nord ospitava la ruota di legno per il sollevamento dell'acqua. Delle taberne affacciate su un portico, su cui si apriva anche l'ingresso principale delle terme, sono lungo la via degli Horrea epagathiana. (età traianea, in opera mista, con rifacimenti alla metà del II secolo e affreschi del III secolo)
I,XIV,9 Caseggiato sulla via degli Horrea epagathiana. Comprende cinque taberne affacciate sulla via e sul retro un appartamento. L'accesso all'appartamento era costituito da un corridoio centrale, aperto sulla via con un portale architettonico in laterizio, a fianco di una scala indipendente per i piani superiori. In fondo al corridoio si apre una nicchia con piccola fontana. Dal corridoio si accede sui due lati ad un vestibolo settentrionale con una stanza e una sala più ampia e ad un corridoio meridionale, con due stanze e una seconda ampia sala di rappresentanza. La pianta richiama quella degli appartamenti a medianum, ma divisa in due dal corridoio di accesso. (età traianea, in opera mista)
I,XV Area sacra del tempio di Ercole
E: isolato XIV
SO: via della Foce
O: via del Tempio di Ercole
N: diverticolo da via del Tempio di Ercole
I,XV,1 Edificio a nord del tempio di Ercole, comprende una serie di ambienti di incerta funzione. In uno di essi sono presenti le tracce di una ruota per il sollevamento dell'acqua a servizio delle vicine terme di Buticoso (I,XIV,8). L'ambiente più occidentale conserva pitture di epoca severiana e una nicchia con altare. (età traianea, in opera mista)
I,XV,2 Tempio tetrastilo Sorge a nord-est del tempio di Ercole, con cella preceduta da quattro colonne con basi e capitelli in tufo stuccato, sopra un podio. Era preceduto da un'area pavimentata in tufo con un altare. Era forse dedicato ad Asclepio e Igeia, di cui sono state ritrovate statue frammentarie. (fine del II secolo a.C.; cella e podio sono in opera quasi reticolata)
I,XV,3 Aula delle Are Area sacra scoperta, di fronte al tempio di Ercole, sul lato orientale; ospita quattro altari in tufo di epoca repubblicana e un porticato di pilastri in laterizio sul lato di fondo. Sul lato meridionale è addossata una nicchia in muratura. Di questa piccola area sacra si occupavano forse i Sodales arulenses, una corporazione religiosa nota da iscrizioni nel II secolo. (altare più antico della metà del III secolo a.C., area sistemata nel II secolo, in opera mista)
I,XV,4 Edificio di incerta funzione a sud dell'aula delle Are. (età tardo-antica)
I,XV,5 Tempio di Ercole Tempio con fronte orientata esattamente verso est, elevato sopra un podio in tufo su basamento in travertino, a cui si accede da una scalinata in travertino. Aveva sei colonne sulla fronte e pronao profondo quattro colonne. La cella conserva inoltre traccia di interventi di epoca traianea in opera mista e una decorazione interna con colonne in mattoni con basi e capitelli in tufo. Cella e pronao sono pavimentati con un mosaico in bianco e nero del III secolo. Alla fine del secolo fu collocato al centro del pronao un altare in marmo. La cella fu ancora restaurata alla fine del IV secolo.
Nel tempio è stata rinvenuta una statua idealizzata di Gaio Cartilio Poplicola e un rilievo votivo del I secolo a.C., affisso sul podio (attualmente sostituito da un calco), con scene del ritrovamento in mare della statua di culto. Si trattava di un culto oracolare.
(ultimo quarto del II secolo a.C. o prima metà del I secolo a.C. in opera quadrata di tufo e cella in opera quasi reticolata, con interventi di età traianea e di III e IV secolo).
I,XV,6 Tempio dell'Ara rotonda Piccolo tempio a sud-ovest del tempio di Ercole con podio della prima fase repubblicana in opera quadrata di tufo e cella rifatta successivamente in laterizio, con fronte a due colonne tra ante e con rivestimento in marmo. Davanti al tempio è stata rinvenuta un'ara rotonda in marmo con eroti, di epoca traianea, che ha dato il nome all'edificio. (fase repubblicana e rifacimento della fine del I secolo d.C.)
I,XV,7 Edificio tardo con tre ambienti di incerta funzione, decorati in marmo, una corte scoperta con massicci pilastri verso nord e parte di un recinto. (primo quarto del V secolo, in laterizio e in opera listata)
I,XVI E: via del Tempio di Ercole
SO: via della Foce
O:via delle Terme del Mitra
N: area non scavata
I,XVI,1 Edificio con due file di taberne su via del Tempio di Ercole e su via delle Terme del Mitra, in parte comunicanti; su quest'ultimo lato sono presenti due thermopolia. Alle estremità sono scale per l'accesso ai piani superiori e altri ambienti aperti su via della Foce e su un diverticolo a nord. (età adrianea)
I,XVI,2 Edificio con ampi ambienti ai lati di un corridoio affiancato da scale per i piani superiori. (età adrianea)
I,XVII E: via delle Terme del Mitra
SO: via della Foce
O: passaggio tra le terme del Mitra e gli horrea dei Mensores
N: diverticolo
I,XVII,1 Caseggiato con fornace per laterizi Taberne aperte su via della Foce e ampi ambienti retrostanti, in uno dei quali si trovano i resti di un grande forno, interpretato come fornace per la cottura di laterizi, in seguito al ritrovamento di numerosi coppi in un ambiente nelle vicinanze. (età adrianea)
I,XVII,2| Terme del Mitra e oratorio delle Terme del Mitra Terme con ampie sale dotate di colonne e con un mosaico con Ulisse e le sirene.
In una sala settentrionale, dotata di un'abside, fu installato un oratorio cristiano, con presbiterio rialzato di cui restano le tracce. All'estremità meridionale è presente un impianto di ruote lignee per il sollevamento dell'acqua.
(età adrianea e modifiche nel primo quarto del IV secolo; oratorio cristiano della seconda metà del IV o del V secolo)
Sotterranei delle terme, con mitreo e fullonica delle Terme del Mitra Nella parte settentrionale di un ampio corridoio di servizio sotterraneo delle terme del Mitra, è stato installato con la costruzione di muri di sbarramento in opera listata e dei podi in muratura, un mitreo, con statua dei dio a tutto tondo in marmo, restaurata per l'occasione, con iscrizione in greco (Krition di Atene fece), incisa sul petto del toro, forse dello scultore o del dedicante. La statua è illuminata in modo scenografico dalla luce diurna proveniente da un lucernario.
In un altro ambiente verso est furono installate delle vasche e vi venne condotta con una tubatura l'urina proveniente da una piccola latrina a lato del calidario delle terme nella parte sud: la struttura è stata identificata come una fullonica.
(Mitreo della prima metà del III secolo, in opera listata, con statua del II secolo)
I,XVIII E: area non scavata
S: diverticolo
O: passaggio tra le terme del Mitra e gli horrea dei Mensores
N: area non scavata
I,XVIII,1 Caseggiato non interamente scavato, forse con appartamento. (età adrianea)
I,XIX E: : passaggio tra le terme del Mitra e gli horrea dei Mensores
S: via della Foce
O: passaggio
N: area non scavata
I,XIX,1 e 3 Aula e sede collegiale dei Mensores Ampia sala (I,XIX,1) aperta su via della Foce, con soffitto sorretto da pilastri lungo le pareti laterali, reso più spesso e con nuovi pilastri in una seconda fase. L'aula è pavimentata con un mosaico geometrico in bianco e nero, con riquadro figurato al centro in cui sono rappresentati i misuratori di grano al lavoro, datato al restauro del III secolo. Vi è stata rinvenuta una base di statua con dedica al patrono del corpus mensorum (corporazione dei misuratori di grano). In un cortile scoperto alle spalle del tempio collegiale (I,XIX,2) sono presenti un pozzo e due vasche e ad est si apre una piccola latrina e un corridoio su cui si aprono alcuni ambienti della sede collegiale (I,XIX,3). (età traianea, in opera mista e in laterizio, con modifiche nel secondo quarto del III secolo)
I,XIX,2 Tempio dei Mensores Tempio aperto su via della Foce, con podio accessibile da una scalinata in travertino, con cella in laterizio, in origine preceduta da un colonnato oggi scomparso. (età traianea, in laterizio, su podio più antico)
I,XIX,4 Horrea dei Mensores Vasto magazzino, occupato all'angolo sud-est dalla sede collegiale dei misuratori di grano e allineato con il corso del Tevere e non con la via della Foce, su cui si apre verso sud per mezzo di ingressi con inquadramento architettonico in laterizio. Nella metà orientale si trova un lungo cortile con portici ad arcate sui lati, su cui si aprono ampi ambienti con soffitto sostenuto da pilastri, alternati ad ambienti più stretti. All'angolo sud-ovest, dal corridoio di ingresso è accessibile una rampa per i piani superiori. La metà occidentale presenta ambienti ai lati di un lungo corridoio, che gira anche sui lati nord e sud, collegandosi con il cortile orientale. Gli ambienti sul lato est del corridoio sono come quelli che si aprono sul cortile orientale, mentre sul lato opposto si aprono stanze larghe e poco profonde, restaurate in epoca tardo-antica. (età traianea, in opera mista, con restauri del tardo III o inizi del IV secolo, in opera listata)
I,XIX,5 Piccole terme Piccolo impianto termale, costruito in epoca tarda ad un livello superiore rispetto a quello di età imperiale, sbarrando il passaggio tra gli horrea dei Mensores (dal quale avveniva l'accesso) e l'edificio ad ovest. Sono presenti il frigidario e le stanze riscaldate con numerose vasche semicircolari, con tracce di rivestimento in marmo. (seconda metà del V secolo, con aggiunte nella prima metà del VI secolo)
Senza numerazione, nei pressi dell'isolato XIX (edificio scavato e ricoperto, in parte eroso dal fiume)[2]. Caseggiato dei Dolii Caseggiato articolato ai lati di un corridoio che correva in senso nord-sud: sul lato orientale una serie di ambienti, forse taberne e sul lato occidentale una vasta area di immagazzinaggio con 22 dolii interrati. Nei pressi venne rinvenuto un mosaico con Marte e Rea Silvia. (prima metà del II secolo, in opera mista e in laterizio)
I,XX E: passaggio
S: via della Foce
O: area non scavata
N: area non scavata
I,XX,1 Edificio commerciale (interpretato come horreum), con quattro ampie taberne coperte a volta precedute da un porticato a pilastri su via della Foce. Alle spalle di queste scale accessibili dai passaggi laterali e ambienti rinforzati da pilastri agli angoli. Oltre questi due ampie scale per i piani superiori e un corridoio coperto con volta a botte su cui si aprono due lunghe file di ambienti, con pilastri e tramezzi. (età adrianea, in opera mista e in laterizio)
Area non scavata a nord di via della Foce; edifici senza numerazione Cosiddetto "Palazzo imperiale"[3] All'angolo nord-est del complesso: edificio con taberne con ampio retrobottega aperte verso nord o piccolo horreum. Altri ambienti di quest'epoca nella parte meridionale del complesso sono stati rimaneggiati nelle fasi successive. (età adrianea, in opera mista)
Al centro del complesso: vasto impianto termale (terme di Matidia) con ambienti decorati a mosaico e con rivestimento in marmo sulle pareti. Le iscrizioni sulle condutture menzionano Matidia minore. (età di Antonino Pio, in opera mista con ricorsi di blocchetti in tufo tra i mattoni)
Mitreo del Palazzo imperiale con ambienti annessi, tra cui un sacello con nicchia con raffigurazione di Silvano a mosaico policromo. Il mitreo si trova a nord del nuovo caseggiato, all'angolo sud-ovest della palestra delle terme. 162
All'angolo sud-ovest un caseggiato con un ampio cortile con un lato porticato a pilastri, su cui si affacciano alcuni ambienti della prima fase, forse taberne; sul portico si affaccia forse un appartamento a medianum, mentre alcune taberne prospettano su via della Foce. (età di Commodo o severiana)
All'angolo nord ovest una fila di taberne con retrobottega, con scale indipendenti per i piani superiori sul lato nord. In questa stessa fase furono rinforzati da pilastri gli angoli del frigidario delle terme.
Ricostruzione di alcune taberne tra il cortile severiano e la palestra delle terme, quest'ultima con pilastri del portico rinforzati, e aggiunta di scale per i piani superiori. Altri rimaneggiamenti sono posteriori (prima metà del III secolo, in opera listata)
Indagini geofisiche hanno permesso di individuare una serie di altri edifici presso la foce del fiume[4]: horrea ad est del cosiddetto "Palazzo imperiale", un bacino portuale sulla riva sinistra del fiume ad est del cosiddetto "Palazzo imperiale" e un tempio su una vasta piattaforma, tra di essi, un piccolo stabilimento termale, forse privato, a sud del porto.
Nella zona tra il cosiddetto "Palazzo imperiale" e la foce doveva trovarsi il mitreo Fagan, scavato tra la fine del Settecento e i primi anni dell'Ottocento dal pittore Robert Fagan.
L'attuale tor Boacciana, presso il ponte della Scafa era probabilmente un faro costruito all'imboccatura del fiume alla fine del II secolo. Sopra i resti antichi venne costruita una torre medievale, che appartenne nel XIII secolo alla famiglia Bovazzani. Fu quindi ricostruita nel 1420 come torre di guardia.

NoteModifica

  1. ^ Patrizio Pensabene, Ostiensium marmorum decus et decor, Studi miscellanei 33), Roma 2007 (ISBN 88-8265-345-5), p.476.
  2. ^ (EN) Scheda sul caseggiato dei Dolii, su ostia-antica.org. URL consultato il 29 novembre 2015.
  3. ^ (EN) Scheda sul "Palazzo imperiale", su ostia-antica.org. URL consultato il 29 novembre 2015.
  4. ^ Horrea, porto, navalia e tempio del porto, terme del porto: schede sul sito Ostia-antica.org ((EN) ).

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

  • Pianta della regione I di Ostia antica con edifici colorati secondo le loro funzioni. Dalla pianta si accede alla descrizione dei singoli edifici (in inglese). Il sito è Ostia-antica.org, creato da uno studioso di Ostia e con contributi di altri studiosi.