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1leftarrow blue.svgVoce principale: Lingua francoprovenzale.

Faetano
Faetar
Parlato inItalia Italia
Canada Canada
Stati Uniti Stati Uniti
RegioniPuglia Puglia (Valmaggiore)
Ontario Ontario (Toronto)
New York New York
Locutori
Totale1.000 circa[1]
Classificanon nelle prime 100
Altre informazioni
Scritturalatina
Tassonomia
FilogenesiLingue indoeuropee
 Lingue romanze
  Lingue galloromanze
   Francoprovenzale
    Dialetto faetano
Codici di classificazione
ISO 639-2roa (Lingue romanze)
Glottologfaet1240 (EN)
Celle.Faeto.posizione.png
In nero la posizione di Celle e Faeto nella provincia di Foggia.

Il faetano (localmente faetar, pronuncia [fajˈdar]), conosciuto anche come cellese (cegliaje, pronuncia [tʃiʎˈʎajə]) è un dialetto della lingua francoprovenzale parlato nei comuni di Faeto e Celle di San Vito, entrambi situati nella Val Maggiore in provincia di Foggia. Nel corso della storia tali due piccole comunità appenniniche sono rimaste piuttosto emarginate dal resto dell'Italia, il che ha consentito al faetano-cellese di svilupparsi ed evolversi nei secoli, fino a divenire un idioma distinto rispetto alla lingua di origine.

Dopo una grande ondata emigratoria avvenuta successivamente alla seconda guerra mondiale, molti tra i parlanti di faetano-cellese si stabilirono nell'America del nord; tra cui un gruppo relativamente numeroso si insediò a Toronto, in Canada. Il vernacolo è stato studiato sia nel suo luogo d'origine, l'Italia, che a Toronto; l'interesse deriva dal fatto che il numero di parlanti sia ristretto, che il faetano-cellese costituisca il risultato di una convergenza linguistica evolutiva tra il francoprovenzale, l'italiano e i dialetti locali del contesto.

Nonostante che il faetano-cellese non sia stato etichettato con un codice di lingua diverso da quello del francoprovenzale, viene elencato dall'UNESCO come lingua "decisamente in via d'estinzione".[2]

StoriaModifica

La lingua faetana trova le sue origini nel XIII secolo.[3] Un corpo di soldati francoprovenzali fu inviato in Puglia per combattere la battaglia di Benevento del 1266. Dopo la battaglia, alcuni soldati si stanziarono nella regione, creando delle comunità. Celle di San Vito fu fondata come monastero su un versante della montagna in modo evitare un'epidemia da malaria giù per la montagna e Faeto fu fondata o l'8 luglio del 1268 o il 20 ottobre del 1274 grazie ad un editto emanato da Carlo I d'Angiò.

Nel XX secolo, centinaia di cittadini faetani e cellesi lasciarono l'Italia e si stabilirono nella zona di Toronto, in Canada, e in altre piccole comunità degli Stati Uniti d'America, come la parte settentrionale dello stato di New York. La comunità residente a Toronto è stata studiata nel 2010 per esaminare gli effetti del contatto linguistico, e per osservare le differenze fra la lingua parlata a Toronto e quella nel suo luogo d'origine (l'Italia).[1]

LinguaModifica

Sono stati pubblicati almeno due dizionari e una grammatica che descrivono la lingua faetana in italiano.[4] Inoltre, la lingua è stata studiata nel mondo anglofono[5], francofono[6], e italofono[7] come lingua minoritaria, lingua in contatto, e per studi comparativi con altre lingue francoprovenzali.[8]

La grammatica del faetano è simile a quella di altre lingue romanze, con concordanza di genere fra articoli, nomi e verbi, che sono coniugati con suffissi diversi in base a persona, numero e tempo verbale. Grazie alla coniugazione dei verbi, i pronomi non sono necessari. Ciononostante, il faetano ha una caratteristica particolare riguardante i pronomi. Vi sono infatti due versioni per ogni pronome: il pronome "forte" e quello "debole". Durante la conversazione, entrambi i pronomi deboli e forti possono essere usati insieme (quello forte viene sempre per primo) ma anche solo quello forte, solo quello debole, o addirittura nessuno dei due. Il pronome debole può anche apparire dopo un nome. Ad esempio, /lu kwatra i e dɛ fɔdʒ/ (Il ragazzo lui è di Foggia).

Il caso dei pronomi è stato fonte di vari studi riguardanti i fattori che ne influenzano la scelta e l'utilizzo.[8] Questa caratteristica, inoltre, rende il faetano una lingua parzialmente pro-drop, ovvero con facoltatività di uso del pronome.

EsempiModifica

Faetano[9] Francese Italiano
bów bois legna
cemmìse chemise camicia
cjannù chez nous casa nostra
figljètte fillette bambina
ma ttànte ma tante mia zia
mu nùnchj mon oncle mio zio
nfan enfant bambini
pa bbun pas bon non buono
ra rat topo
rén rien niente
rescìn raisin uva
scìj six sei
sètte cette questa
trése treize tredici
vìtte huit otto
wàje voix voce

NoteModifica

  1. ^ a b Copia archiviata (PDF), su lel.ed.ac.uk. URL consultato il 12 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014)., Nagy, N. Lexical change and language contact: Francoprovençal in Italy and Canada. in M. Meyerhoff, C. Adachi, A. Daleszynska & A. Strycharz (eds.) The Proceedings of Summer School of Sociolinguistics 2010, Edinburgh.
  2. ^ [1], UNESCO Interactive Atlas of the World’s Languages in Danger.
  3. ^ [2] Archiviato il 6 ottobre 2014 in Internet Archive., Accenti provenzali sui monti Dauni, by Antonio Ricucci, April 30, 2012 (in Italian).
  4. ^ , Rubino, Vincenzo et. al. 2007. Dizionario Italiano-Francoprovenzale (F-I) di Faeto. Sportello Linguistico Francoprovenzale. Foggia, Italy.
  5. ^ , Perta, Carmela. 2008. Can language politics ensure languages survival? Evidence from Italy. Language and Linguistics Compass 2.6: 1216-1224.
  6. ^ , Colecchio, Linda & Michele Pavia. 2008. Les patrimoines linguistiques dans le cadre du développement local: enjeux seulement symboliques ou également économiques? la situation de Faeto. Abstract for a paper presented at Les droits linguistiques: droit à la reconnaissance, droit à la formation. Université de Teramo.
  7. ^ , Bitonti, Alessandro. 2012. Luoghe, lingue, contatto: Italiano, dialetti, e francoprovenzale in Puglia. Tesi. Università di Lecce.
  8. ^ a b , Heap, D. & N. Nagy. 1998. Subject pronoun variation in Faetar and Francoprovencal. Papers in Sociolinguistics. NWAVE-26 a l'Universite Laval. Quebec: Nota bene. 291-300.
  9. ^ Archeoclub d'Italia (sede di Casalbore), Progetto itinerari turistici Campania interna - La Valle del Miscano, a cura di Vincenzo Rubino, Regione Campania (Centro di Servizi Culturali - Ariano Irpino), vol. 2, Avellino, 1995, p. 280.

Voci correlateModifica