Apri il menu principale

Federico di Hohenzollern-Hechingen

BiografiaModifica

I primi anniModifica

Il padre di Federico era il principe Ermanno Federico Ottone di Hohenzollern-Hechingen (1751-1810), mentre sua madre fu la principessa Massimiliana Albertina Giovanna di Gavre (1753-1778). Il principe ereditario venne battezzato nella cattedrale di Namur, nell'attuale Belgio. Successivamente Federico frequentò dal 1790 la scuola superiore di Stoccarda che era rinomata per la propria inclinazione militare. Friedrich Schiller stesso aveva frequentato questo istituto. Dopo aver compiuto gli studi in alcune università tedesche, Federico venne ospitato a Vienna.

Nel 1801 venne inviato dal padre a Parigi, con l'intento di negoziare per il mantenimento dei possedimenti nei Paesi Bassi che erano stati concessi alla famiglia ufficiosamente e venivano contestati dagli eredi della matrigna. La diatriba si concluse solo nel 1803 quando il principato ottenne i monasteri di Stetten e Sankt Luzen, ma perse questi possedimenti nel corso degli eventi successivi, compresi la signoria di Hirschlatt.

Nel 1805 si separò dalla moglie Paolina senza però mai divorziare. Ella ebbe però una figlia, Maria, il cui padre era Louis Victor Mériadec de Rohan (1766-1846), cognato di sua sorella, la Duchessa Guglielmina di Sagan.

Al servizio di NapoleoneModifica

Dopo l'entrata del principato a far parte della Confederazione del Reno nel 1806 il principe ereditario combatté al servizio di Napoleone come ufficiale dell'esercito, e in particolare entrò nei ranghi di Girolamo Bonaparte, fratello dell'Imperatore francese, nominato re di Westfalia. Nel 1806 conquistò la fortezza di Glogau, e successivamente anche la patria di sua moglie Żagań. Nel 1809 Federico entrò al servizio del re di Napoli Gioacchino Murat, cognato di Napoleone in quanto marito di sua sorella Carolina Bonaparte. Nella campagna di Russia venne ripetutamente ferito, dalle quali non si rimise mai completamente.

Castelli e vitaModifica

Dopo la morte del padre, Federico divenne nel 1810 il nuovo principe di Hohenzollern-Hechingen. Malgrado il comportamento tenuto nel corso del periodo napoleonico, Federico riuscì abilmente a schierarsi con i vincitori nel corso del Congresso di Vienna del 1815, ricevendo parte delle indennità di guerra pagate dalla Francia ai principati tedeschi, denaro che egli investì per la costruzione di un nuovo castello ad Hechingen.

Il 16 luglio 1819 il principe Federico incontrò il principe ereditario prussiano Federico Guglielmo a Hohenzollern. Il 17 marzo 1820 iniziò il progetto tra i due principi per la ricostruzione delle rovine del castello di Hohenzollern che giaceva da secoli abbandonato, pur essendo di fatto una il nucleo di nascita di tutto lo stato prussiano, e di riflesso anche del principato di Hohenzollern-Hechingen; l'opera venne completata in vent'anni.

A questo punto della propria esistenza, il Principe soffriva non solo per le proprie ferite di guerra, ma anche della propria situazione matrimoniale con Paolina che ormai sopravviveva solo sulla carta, recandosi peraltro solo di rado alla corte di Vienna.

Il 22 maggio 1826 prese residenza esclusiva quasi al Castello di Lindich dove teneva corte e dove invitava alcuni pensatori del suo tempo, come Justinus Kerner.

Nel 1833 Federico stabilì un nuovo regolamento scolastico, più moderno ed efficace, garantendo anche l'autonomia amministrativa nel 1835 alle municipalità interne al proprio stato, causa per cui esse si battevano già dall'epoca di suo padre. Ad ogni modo l'ufficiale responsabile delle singole città veniva nominato personalmente dal Principe, ma cariche come il sindaco ed i consiglieri della città venivano eletti direttamente dagli abitanti.

Federico venne ricordato come il più semplice dei principi di Hohenzollern-Hechingen, di eccellente umanità e con una profonda educazione scientifica.

Federico morì il 13 settembre 1838, all'età di 62 anni al Castello di Lindich.

DiscendenzaModifica

Federico Ermanno sposò il 26 aprile 1800 a Praga Luisa Paolina Maria Biron, Principessa di Curlandia (1782-1845), con la quale visse prevalentemente a Berlino, in un palazzo fatto appositamente costruire tra una piantagione di limoni. La coppia ebbe un unico figlio:

  • Federico Guglielmo Costantino Ermanno Tassilo , Principe di Hohenzollern-Hechingen (16 febbraio 1801 – 3 settembre 1869)
∞ Eugenia Ortensia di Beauharnais, duchessa di Leuchtenberg, senza figli.

Costantino si risposò una seconda volta morganaticamente con Amalie Schenk von Geyern, creata contessa di Rothenburg. I loro figli e discendenti, essendo esclusi dalla linea di successione, ottennero tutti il titolo di conte/contessa di Rothenburg.

F. Costantino ebbe inoltre una figlia naturale da Sofia Scherzer, Ludovica Sofia Scherer, la quale sposò Rudolf Gfrörer von Ehrenburg.[1]

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Alberto genealogico degli Hohenzollern

BibliografiaModifica

  • Anton-Heinrich Buckenmaier, Michael Hakenmüller: Friedrich-Wilhelm Constantin. Der letzte Fürst. Glückler, Hechingen 2005
  • Gustav Schilling: Geschichte des Hauses Hohenzollern, in genealogisch fortlaufenden Biographien aller seiner Regenten von den ältesten bis auf die neuesten Zeiten, nach Urkunden und andern authentischen Quellen, F. Fleischer, 1843, S. 257 ff.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN15533509 · ISNI (EN0000 0000 1337 220X · GND (DE116957174 · CERL cnp02028412 · WorldCat Identities (EN15533509
  Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie