Ferdinando Augusto Pinelli

generale e storico italiano

Ferdinando Augusto Pinelli (Roma, 29 dicembre 1810Bologna, 5 marzo 1865) è stato un generale e storico italiano.

BiografiaModifica

Appartenente a una famiglia aristocratica del Piemonte, fratello di Pier Dionigi Pinelli, fu militare di carriera. Si distinse durante il combattimento di Mortara tra austriaci e piemontesi nel corso della Prima guerra di indipendenza italiana (21 marzo 1849). Come storico è noto per aver scritto un'importante storia militare del Piemonte.

Come generale è noto anche per un episodio successivo alla conquista del Regno delle Due Sicilie da parte di Garibaldi. Comandante militare delle province parmensi, nell'ottobre 1860 venne messo alla testa delle forze italiane assedianti la cittadella di Civitella del Tronto, ancora in mano a una guarnigione dell'esercito delle Due Sicilie al comando del maggiore Luigi Ascione. Nonostante la superiorità delle forze, le truppe comandate da Pinelli non riuscivano ad aver ragione degli assediati. Pinelli adottò pertanto misure durissime contro la stessa popolazione civile, il 28 ottobre 1860:

“Di fronte alla resistenza di Civitella del Tronto e alle insurrezioni di Caramanico, Avezzano, Sora, Carsoli, Pizzoli il generale Pinelli decise la linea dura.

Invase Pizzoli il 28 ottobre 1860.

Saccheggiò la città, la incendiò e fece strage di quanti tentarono di sottrarsi alle fiamme (nella sola mattinata uccise e trucidò 136 innocenti, la maggior parte dei quali impiccati per risparmiare la polvere da sparo).

La sera per dormire requisì la villetta del farmacista Alessandro Cicchitelli.

Frugando nei cassetti trovò i ritratti di Francesco II e di Maria Sofia.

La mattina ordinò la fucilazione del farmacista davanti alla moglie implorante. Nel gennaio 1861 venne sostituito con il generale Luigi Mezzacapo[1]; la sua attività venne tuttavia premiata con la medaglia d'oro al valor militare. Ricordano tuttavia Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo:

«Ci sono vecchi che ancora ricordano come le mamme ammonivano i bambini: «Fai il bravo, se no chiamo Pinelli!». Quel nome incuteva terrore a decenni di distanza, tanto feroce era stata la repressione.»

(Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, "Serenissimi e borbonici insieme per disfare l'Italia", Corriere della Sera, 27 febbraio 2010, pp. 14-15 (on-line)

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Per i soddisfacenti risultati ottenuti col suo coraggio e per l'instancabile sua operosità nella persecuzione del brigantaggio nelle province napoletane, 1861.»
— Torino, 9 febbraio 1862

OpereModifica

  • Storia militare del Piemonte in continuazione di quella del Saluzzo, cioè dalla pace d'Aquisgrana sino ai di nostri: con carte e piani, Vol. I: Epoca prima: dal 1748 al 1796 (on-line); Vol. II: Epoca seconda: dal 1796 al 1831 (on-line) ; Vol. III: Epoca terza: dal 1831 al 1850 (on-line). Torino: T. De Giorgis, 1854-1855
  • Considérations politiques et militaires sur une nouvelle guerre entre le Piémont et l'Autriche, Torino: Imprimerie Canfari, 1859

NoteModifica

  1. ^ Giuseppe Galasso, L'esercito di Franceschiello: una storia di onori e calunnie, Corriere della Sera, 27 febbraio 2010, p. 17 (on-line)

Collegamenti esterniModifica

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