Apri il menu principale
Lugano-Cadro-Dino
Trains Lugano-Cadro-Dino (dernière circulation le 30.05-1970)2.jpg
InizioLugano
FineDino
Stati attraversatiSvizzera Svizzera
Lunghezza8 km
Apertura1911
Chiusura1970
GestoreLCD
Scartamento1000 mm
Elettrificazione1000 V CC
Ferrovie

La ferrovia Lugano-Cadro-Dino (LCD), talvolta citata come tranvia[1], era una breve linea ferroviaria a scartamento metrico, che collegava la città di Lugano con i piccoli centri montani posti sul versante orientale della valle del Cassarate.

Fu in esercizio dal 1911 al 1970.

Indice

StoriaModifica

In seguito alla costruzione della ferrovia Lugano–Tesserete, che serviva il versante occidentale della valle del Cassarate, anche i paesi del versante orientale si attivarono per essere collegati a Lugano da una linea ferroviaria.

La società LCD, costituita nel 1908, iniziò pertanto i lavori di costruzione della linea, che venne attivata il 2 gennaio 1911 per la tratta urbana di Lugano dalle caratteristiche tranviarie, e il successivo 27 giugno per la tratta extraurbana, più specificamente ferroviaria.

La linea fu interessata sin dall'inizio da un intenso traffico vicinale e turistico, a cui si sommava l'intensissimo traffico nella tratta urbana, effettuato con mezzi tranviari.

I problemi per la linea iniziarono negli anni sessanta, quando l'aumento del traffico automobilistico rese difficile la convivenza dei treni sulla sede stradale. Pertanto, dal 1º gennaio 1965 fu soppresso il servizio urbano di Lugano, sostituito da un'autolinea, precipitando la LCD in una grave crisi a causa della riduzione degli introiti. La tratta urbana continuò comunque ad essere percorsa dai treni extraurbani.

Dal 27 settembre 1967, a causa dei problemi viabilistici, il capolinea luganese fu arretrato in piazza Indipendenza, abbandonando la stazione sul lungolago, che fino ad allora aveva consentito un comodo interscambio con la navigazione lacuale, apprezzato soprattutto dai turisti.

Il 7 giugno 1969 la LCD si fuse con la LT, che eserciva la ferrovia Lugano–Tesserete da poco sospesa; la nuova società, più tardi chiamata Autolinee Regionali Luganesi (ARL) decise la chiusura della ferrovia e la sua sostituzione con un'autolinea.

Le ultime corse ferroviarie furono effettuate il 30 maggio 1970.

PercorsoModifica

Stazioni e fermate
     
0,0 Lugano Piazza Manzoni 272 m s.l.m.
  0,5 Lugano Piazza Indipendenza 275 m s.l.m.
  Lugano Corso Elvezia
  Lugano Ospedale
  Lugano Ponte Madonnetta
  1,6 Lugano La Santa (deposito) 282 m s.l.m.
  2,0 Lugano La Santa 286 m s.l.m.
  2,3 Scarpino 303 m s.l.m.
  2,9 Viganello 322 m s.l.m.
  3,3 Viarnetto 348 m s.l.m.
  3,9 Pregassona 351 m s.l.m.
  4,6 Ventuno 374 m s.l.m.
  5,2 Soragno 394 m s.l.m.
  5,8 Davesco 412 m s.l.m.
  7,1 Cadro 456 m s.l.m.
  7,8 Dino-Sonvico 482 m s.l.m.

La linea aveva inizio sul lungolago di Lugano, di fronte al debarcadero centrale, quindi percorreva in sede stradale riva Albertolli, corso Elvezia, via Madonnetta e via La Santa, raggiungendo l'omonima stazione nel quartiere di Viganello, dove era posta la rimessa delle vetture.

Da qui iniziava la tratta ferroviaria, che guadagnava quota con due stretti tornanti, seguendo poi a breve distanza la strada cantonale, a mezza costa sul fianco della valle.

Materiale rotabileModifica

ElettromotriciModifica

Tipo Numerazione Costruzione Perv. LCD Origine Radiazione Note Immagine
CFe 2/2
poi BDe 2/3
1–4 1911 - - ?  
Ce 2/2
poi Be 2/2
5 1896 1913 Rete tranviaria di Lugano 1951
Ce 2/2
poi Be 2/2
6–8 1910 1951-53 Chiasso-Mendrisio 1968
Be 4/4 9 1955 - - ?  
Be 4/4 10 1937 1940 BMB ?

NoteModifica

  1. ^ In Svizzera le tranvie (al pari delle ferrovie a scartamento ridotto, delle ferrovie a cremagliera e delle funicolari) erano considerate, ai sensi dell'art. 2 capoverso 1 della legge federale sulle ferrovie del 20 dicembre 1957, ferrovie secondarie.

BibliografiaModifica

  • Adriano Betti Carboncini, Binari ai laghi, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, 1992, pp. 226-231, ISBN 88-85068-16-2.
  • Martin Schweizer (a cura di), FERROVIA ELETTRICA LUGANO-CADRO-DINO, Estratto del giornale TRAM, 2006.
  • Antonio Gili (a cura di), UN TRAM CHE SI CHIAMA ... NOSTALGIA, flyer della mostra 29 settembre - 29 ottobre 2006 alla Galleria Baumgartner, Mendrisio 2006.
  • Alberto Polli, Angelo Ghirlanda, C'era una volta... la Lugano-Cadro-Dino, Fontana edizioni, Pregassona 2010.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN243259188 · GND (DE7755785-2