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Festa di Sancta Maria di Mezo di Gosto

Manifestazione religiosa con macchine a spalla che si svolge a Iglesias ogni 15 agosto.
Festa di Sancta Maria di Mezo di Gosto
Gremio dei lavoratori e artigiani di Iglesias.JPG
Tipo di festareligiosa
Data15 agosto
Celebrata inIglesias
ReligioneCattolicesimo
Oggetto della celebrazioneOfferta, di probabile origine bizantina, alla Vergine Assunta.
Tradizionitrasporto dei candelieri attraverso le vie cittadine.
Data d'istituzioneXIII secolo (riscoperta nel 1992)
Altri nomii Candelieri, i Candelieri di Iglesias

La festa di Sancta Maria di Mezo di Gosto o festa di Santa Maria di Mezz'Agosto è una processione religiosa con macchine votive a spalla, denominate "candelieri", che si svolge a Iglesias ogni 15 agosto in onore della Vergine Assunta. In Sardegna la manifestazione è comparabile a quelle che si svolgono a Sassari (Faradda di li candareri), Nulvi (Essida de Sos Candhaleris) e Ploaghe.

La storia della festaModifica

L'origine della storia di questa festa si perde nella notte dei tempi. L'uso di portare in processione particolari macchine lignee a spalla in ambito cultuale è comparabile con alcuni riti pagani che si svolgevano nell'antica Grecia intorno al V secolo a.C., nell'ambito delle feste in onore di Dioniso[1].

La tradizione dell'offerta del cero alla Madonna Dormiente (chiamata in greco antico Κοίμησις τῆς Θεοτόκου - leggi "Koimesis tes Theotoku" - ) è di origine bizantina, ed è giunta in Sardegna nel 534 d.C., cioè nel momento in cui l'isola venne conquistata dai bizantini nel corso di una campagna militare del generale Flavio Belisario[2]. L'archetipo più antico del rito dell'offerta dei ceri si è conservato a Siurgus Donigala, dal momento che in occasione della festa mariana della natività di Maria ancora oggi vengono offerti pesanti ceri senza l'ausilio di macchine a spalla[3].

A Iglesias la festa ha conosciuto un periodo felice, soprattutto durante la dominazione del conte Ugolino Della Gherardesca prima e dei pisani poi, dal momento che questo evento fu regolamentato per legge attraverso il Breve di Villa di Chiesa, lo statuto della città risalente al XIII secolo. La copia del Breve pervenutaci, tuttavia, è datata circa al 1327[4], e l'impianto del testo è probabilmente in gran parte ascrivibile al lavoro di ser Bacciameo Guinizelli Sismondi, del quale recentemente è stato riscoperto lo stemma araldico[5]. Attraverso le disposizioni del Breve di Villa di Chiesa è possibile studiare e conoscere il modo in cui si celebrava la festa nel Medioevo.

L'ultima menzione della festa ad oggi pubblicata la si ha nel 1561, quando l'Arcivescovo di Cagliari Antonio Parragues de Castillejo donò al Capitolo della Cattedrale di Iglesias 50 "lliuras" per permettere una solenne celebrazione[6]. La festa si interruppe misteriosamente nel corso del XVII secolo. Vi sono svariate ipotesi sul perché la festa si sia interrotta, ma ad oggi non si ha la certezza della causa reale; di certo, dalle cause sembrerebbe da escludere la grande pestilenza del 1656[7].

La festa oggiModifica

RinascitaModifica

La rinascita della festa dei candelieri nella città di Iglesias avvenne nel 1992[8] grazie al ritrovamento e il restauro (datato 1992, ad opera dell'artigiano iglesiente Dario Matta) della colonna di un candeliere, probabilmente appartenente al quartiere di Santa Chiara. Così si decise di riportare in auge l'antica festa, la cui origine è testimoniata dal breve di Villa di Chiesa del XIII secolo:

«Et quando li dicti si moveranno da la dicta passa (piazza della Corte) per andare alla decta ecclesia di Sancta Chiara, vada inantse quello della Università, apresso de la Montagna, apresso quello di Sancta Chiara, apresso quello di Mezo, apresso quello di Fontana, apresso quello di Castelli, apresso di li Vinajuoli, et apresso quello de' Lavoratori; et così si picchino in Sancta Chiara.»

([9][10])

SvolgimentoModifica

Al contrario di Sassari e Nulvi, la processione dei candelieri di Iglesias si svolge il 15 agosto e non il 14. Dopo la santa messa gli otto candelieri escono secondo l'ordine stabilito dal Breve di Villa di Chiesa dalla Purissima per giungere nella cattedrale.[11]

Figure storicheModifica

Oltre ai portantini, altre figure umane hanno un ruolo nella festa di Mezo Gosto. Questi partecipano alla sfilata con un ruolo preciso [12]:

  • L'Araldo, che chiama i candelieri secondo l'ordine di uscita
  • Il Capitano del popolo, che tiene in mano le chiavi della città
  • Il Camerlengo
  • Il Breviaiuolo,che tiene in mano il Breve di Villa di Chiesa
  • Il Giudice
  • Due paggi per ogni personaggio storico
  • Due amanuensi
  • Il Vessillifero dell'Associazione che reca il vessillo con impressa la Madonna in gloria
  • Il Vessillifero di Universitas che reca il gonfalone della Città Régia.

Gremi e quartieriModifica

I candelieri ad Iglesias sono otto. Questi non rappresentano solo dei gremi come nelle altre città sarde ma anche i quartieri storici della città iglesiente. I gruppi di portatori di ogni candeliere sono rappresentati da un colore (riportati nella lista sotto) che rappresenta il gremio o il quartiere di appartenenza.[13]

  •   Candeliere dell'Università di Villa: rosso e blu
  •   Candeliere Gremio della Montagna: argento e nero.
  •   Candeliere Quartiere di Santa Chiara: azzurro da un lato, bianco e nero a scacchi dall'altro
  •   Candeliere del Quartiere di “Mezo”: giallo e verde
  •   Candeliere del Quartiere di Fontana: bianco e celeste.
  •   Candeliere del Quartiere di Castello: giallo e rosso
  •   Candeliere del Gremio dei Vinajuoli, Tavernai, Calzolai: amaranto
  •   Candeliere del Gremio del Lavoratori-Artigiani: rosso-verde

I CandelieriModifica

I candelieri di Iglesias si differenziano da quelli delle altre città sarde dove si svolgono manifestazioni simili. Questi infatti non hanno capitello (o corona) e il fusto è molto sottile e ricorda la forma di una candela. La base risulta essere la parte più imponente della struttura, ed è formata da diversi pannelli ornati con figure o santi legati ai gremi o ai quartieri di Iglesias. Secondo il Breve di Villa di Chiesa, i candelieri potevano essere a tabernacolo o a fioretto; attualmente riprendo la seconda configurazione. Pesano oltre 300 kg e hanno bisogno di sedici e più persone per il trasporto.

Recentemente, è stato scoperto, nell'archivio reale di Barcellona, un documento secondo il quale il Gremio degli Orafi e Argentieri di Barcellona offriva una certa somma al Gremio omonimo sardo per la realizzazione di un candeliere[senza fonte]. Non si sa se poi tale candeliere sia stato effettivamente realizzato.

L'AssociazioneModifica

L'Associazione dei Candelieri "Beata Vergine Assunta" di Iglesias è stata rifondata a partire dal 1991 con l'intento di ripristinare la festa, andata perduta presumibilmente tra il periodo della pestilenza del XVII secolo e gli inizi del XVIII. La festa è rinata sulla base di quanto specificato negli articoli XLVII e XLVIII del libro primo del Breve di Villa di Chiesa[14] ed è stata organizzata con un direttivo centrale, composto da dodici Obrieri Maggiori, dagli otto Gremi e Quartieri, a direzione di ciascuno dei quali vi sono due Obrieri Minori, e dal Gremio degli Apostoli della Madonna Assunta, uno speciale gruppo religioso di uomini che portano in processione il venerato simulacro della Madonna dormiente. Le figure sono distinguibili dalle insegne che portano durante la processione.

La rinascita della festa è stata possibile anche grazie al ritrovamento di parti di un candeliere ligneo del XVII secolo in un locale della Cattedrale di Iglesias[15].

NoteModifica

  1. ^ Fabio Manuel Serra, Storia e origine dei Candelieri di Villa di Chiesa, Iglesias, Associazione Candelieri Beata Vergine Assunta - Cooperativa tipografica editoriale "N. Canelles", 2019, p. 15, ISBN 978-88-902354-6-7.
  2. ^ Fabio Manuel Serra, Storia e origine dei Candelieri di Villa di Chiesa, Iglesias, 2019, p. 30, ISBN 978-88-902354-6-7.
  3. ^ Fabio Manuel Serra, Storia e origine dei Candelieri di Villa di Chiesa, Iglesias, 2019, p. 33, ISBN 978-88-902354-6-7.
  4. ^ Sara Ravani (a cura di), Il Breve di Villa di Chiesa, Cagliari, Centro di studi filologici sardi - CUEC, 2011, p. X, ISBN 978-88-8467-713-6.
  5. ^ Fabio Manuel Serra, Storia e origine dei Candelieri di Villa di Chiesa, Iglesias, 2019, p. 37, ISBN 978-88-902354-6-7.
  6. ^ Fabio Manuel Serra, Storia e origine dei Candelieri di Villa di Chiesa, Iglesias, 2019, p. 51, ISBN 978-88-902354-6-7.
  7. ^ Fabio Manuel Serra, Storia e origine dei Candelieri di Villa di Chiesa, Iglesias, 2019, p. 52, ISBN 978-88-902354-6-7.
  8. ^ Luigi Spanu, Iglesias. Dalla nascita al terzo millennio, Cagliari, 2001, p. 94.
  9. ^ Associazione Pro Loco Iglesias Archiviato il 19 agosto 2010 in Internet Archive.
  10. ^ Rete civica comune di Iglesias[collegamento interrotto]
  11. ^ Candelieri di Sardegna.[collegamento interrotto]
  12. ^ Candelieri di Sardegna. Iglesias[collegamento interrotto]
  13. ^ candelieri di Sardegna. Iglesias[collegamento interrotto]
  14. ^ Sara Ravani (a cura di), Il Breve di Villa di Chiesa, Cagliari, Centro di Studi Filologici sardi / Cuec, 2011, pp. 62 e segg., ISBN 978-88-8467-713-6.
  15. ^ Luigi Spanu, Iglesias, dalla nascita al terzo millennio, Cagliari, Artigianarte Editrice, 2001, p. 94.

BibliografiaModifica

  • Sara Ravani (a cura di), Il Breve di Villa di Chiesa, Cagliari, Centro di studi filologici sardi - CUEC, 2011, ISBN 978-88-8467-713-6.
  • Fabio Manuel Serra, Storia e origine dei Candelieri di Villa di Chiesa, Iglesias, Associazione Candelieri Beata Vergine Assunta - Cooperativa tipografica editoriale "N. Canelles", 2019, ISBN 978-88-902354-6-7.
  • Luigi Spanu, Iglesias. Dalla nascita al terzo millennio, Cagliari, 2001.

Voci correlateModifica

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