Fossò

comune italiano
Fossò
comune
Fossò – Stemma Fossò – Bandiera
(dettagli)
Fossò – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
Città metropolitanaProvincia di Venezia-Stemma.svg Venezia
Amministrazione
SindacoFederica Boscaro (lista civica di centro-sinistra Fossò attiva) dal 16-5-2011
Territorio
Coordinate45°23′N 12°03′E / 45.383333°N 12.05°E45.383333; 12.05 (Fossò)Coordinate: 45°23′N 12°03′E / 45.383333°N 12.05°E45.383333; 12.05 (Fossò)
Altitudinem s.l.m.
Superficie10,18 km²
Abitanti7 024[1] (30-4-2019)
Densità689,98 ab./km²
FrazioniSandon
Comuni confinantiCampolongo Maggiore, Camponogara, Dolo, Sant'Angelo di Piove di Sacco (PD), Stra, Vigonovo
Altre informazioni
Cod. postale30030
Prefisso041
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT027017
Cod. catastaleD748
TargaVE
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 432 GG[2]
Nome abitantifossolesi
PatronoSan Bartolomeo Apostolo
Giorno festivo24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fossò
Fossò
Fossò – Mappa
Posizione del comune di Fossò nella città metropolitana di Venezia
Sito istituzionale

Fossò è un comune italiano di 7 024 abitanti[1] della città metropolitana di Venezia in Veneto. Fa parte dell'unione di comuni "Città della Riviera del Brenta".

Geografia fisicaModifica

Il comune di Fossò si trova a circa 14 km da Padova e a circa 30 km da Venezia, nella zona denominata Riviera del Brenta (in senso ampio). Si trova vicino al fiume Brenta, passante per la frazione Sandon. Il territorio è particolarmente pianeggiante e fertile, da favorire la coltura di grano, mais e soia.

StoriaModifica

Il comune di Fossò si stende in una fertilissima area pianeggiante, nella zona della "Riviera del Brenta" tra Padova e Venezia. Il toponimo può essere fatto derivare da "Fossadum", riferito ad un probabile ramo minore del Brenta.

E' ignota la ragione che determinò il formarsi del primo agglomerato di Fossò, poiché il più antico documento esistente consente soltanto d'appurarne l'esistenza all'alba dell'Xl' secolo: si tratta della conferma data nel 1025 dall'imperatore Corrado il Salico riguardo all'acquisizione effettuata da Bono, abate di Sant'llario, di più poderi ("massaricias") dislocati in varie località fra cui Fossò. Un atto di compravendita di terreni, di poco posteriore (1073) rileva inoltre che il paese è già formato, attribuendogli il titolo di "villa" e specifica che è posto nella giurisdizione della "pieve" di Sermacia, cioè Vigonovo.

La qualifica di villa comporta l'implicita affermazione che Fossò avesse già allora una chiesa, benché sia necessario arrivare al 1130 per trovare la prima citazione certa: risale a quell'anno infatti una conferma data da S. Bellino, vescovo di Padova, ai canonici della città di beni e diritti loro pertinenti, comprendendovi la "cappella" di S. Bartolomeo in Fossò. Più documenti rilevano che nei secoli dal XII' al XV' Fossò fu soggetta a Padova benché, limitatamente alla seconda metà del XIII' secolo, alcuni diritti giurisdizionali fossero appannaggio del casato dei Delesmanini, signori di Mirano. Valutazioni basate sul numero dei "fuochi" censiti nel 1281 da Padova, fanno desumere che allora la popolazione si aggirasse attorno alle 300 unità; ciononostante sembra che il paese avesse una certa importanza poiché "imposizioni" sancite dagli statuti cittadini gli avevano assegnato quote superiori rispetto a quelle delle località vicine: ad esempio l'alto numero dei carri per il vettovagliamento dell'esercito richiesto neI 1234.

Estraneo alle principali direttrici di marcia del tempo, fu appena sfiorato dalle pressoché continue Chiesa deI '700 e casa Mulinari guerre che allora Padova ebbe a sostenere; solo nel 1380 fu teatro di uno scontro che portò all'affondamento in un ramo minore del Brenta di 9 barche cariche di rifornimenti per le truppe veneziane impegnate contro le padovane milizie dei Carraresi. Passato nel XV' secolo sotto il dominio della Repubblica di Venezia, sino al XIX' secolo visse l'esistenza tranquilla dei piccoli centri agricoli.

L'evento maggiore fu il completamento nel 1761 di una nuova chiesa parrocchiale dedicata a 5. Bartolomeo e destinata a sostituire la precedente, consacrata neI 1355 stando ad una lapide traslata nella sagrestia dalla sua facciata. Va rilevato che le spese per l'illuminazione (Iuminarie) dei 3 altari della chiesa erano sostenute da 3 confraternite (fraglie),sorte a cavallo dei secoli XVI' e XVII', attive sino a non molti anni fa. Va pure ricordato che sulla chiesa vantavano diritti il Capitolo dei canonici e la mensa vescovile padovana che a Fossò aveva molte proprietà. Era ancora esistente,fino agli anni '60, il palazzo Pisani, poi Muneratti, già sede dell'Agenzia vescovile, distrutto da un incendio.

NeI 1797 giunge in Italia Napoleone Bonaparte che, con il Trattato di Campoformido, mette fine alla gloriosa Repubblica di Venezia e con I'avvento del napoleonico Regno d'italia nel 1806 furono creati i comuni di Fossò e di Sandon, che vennero assegnati al Dipartimento del Brenta (l'attuale provincia di Padova),per essere poi trasferiti l'anno dopo al Dipartimento dell'Adriatico (provincia di Venezia). Con la disfatta di Napoleone e la conseguente pace di Vienna, neI 1815 il Veneto passò sotto l'Austria e il comune di Sandon fu unito a Fossò, divenendone sua frazione. Incerta è l'origine del nome di Sandon: generalmente viene fatto derivare da una imbarcazione a fondo piatto, un tempo diffusa nella zona, ma la cartografia più antica riporta la località come "San Don", facendo pensare anche ad un'origine diversa. Il dominio austriaco dura fino al 1866, anno in cui anche Fossò aderisce al Regno d'italia. Da allora la sua storia si identifica con quella della nazione.

Dal secondo dopoguerra il comune di Fossò ha avuto un buon sviluppo economico, che ha favorito anche l'espansione urbanistica e l'incremento della popolazione del capoluogo, tanto che nel 1957 si è resa necessaria la costruzione di una nuova chiesa parrocchiale. L'attuale sviluppo ha trasformato il comune, un tempo essenzialmente agricolo, in un'area prettamente industriale, artigianale e commerciale che convive con un'agricoltura moderna e razionale.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Nuova chiesa arcipretaleModifica

Nel 1957 viene inaugurata la nuova imponente chiesa arcipretale dedicata a san Bartolomeo. La sua ideazione, però, ha inizio nel 1928 quando don Giovanni Roncaglia (1869-1949), che ha iniziato la sua attività di parroco nel paese rivierasco nel 1909, incarica l'ing. Chemello di presentare un progetto per la nuova chiesa. Nel 1937 viene acquistato il terreno e il 14 maggio 1939 il vescovo Carlo Agostini benedice la prima pietra. Il 19 marzo 1957 la chiesa viene inaugurata alla presenza del vescovo di Padova, mons. Girolamo Bortignon. La nuova chiesa è ornata prevalentemente da opere moderne: le due pale di San Francesco e Santa Chiara di Ernani Costantini, la Via Crucis e le Opere di Misericordia di Orlando Tisato, Sant’ Antonio con alcuni giovani di Fossò di Germano Cabbia e le porte bronzee di Sergio Rodella. Sono presenti anche alcune opere antiche come un Crocifisso ligneo del quattrocento e la seicentesca Madonna del Rosario dipinta su lastra di rame, entrambe opere di anonimi.

Antica parrocchiale di San BartolomeoModifica

 
Vecchia chiesa di San Bartolomeo

Nel paese rivierasco permane comunque la chiesa del '700 che recentemente è stata restaurata. I lavori di restauro, terminati a settembre 2005, hanno portato alla luce i resti della prima chiesa, costruita nel 1335. Sono stati rimessi a nuovo, con il restauro, il grande affresco di fine '700, che si trova sul soffitto della navata, e che si ipotizza sia opera dell'abilissimo "frescante" Giambattista Canal. Inoltre nuova luce ha ritrovato anche la tela della gloria di San Bartolomeo e le due tele, che per il momento si trovano ancora nella chiesa arcipretale, ma che dovrebbero essere portate all'interno della chiesa del '700, di “San Lorenzo” opera di Antonio Vason e quella dedicata ai santi Luigi e Gaetano[non chiaro] opera del 1800 di Alessandro Longhi. L'organo è ancora in fase di restauro mentre le statue di san Pietro e san Paolo hanno trovato la loro originaria collocazione nelle nicchie della facciata principale.

Chiesetta della Beata Vergine del RosarioModifica

La chiesetta nasconde affreschi del Settecento in fase di ritrovamento. Affreschi su marmorino con immagini di santi che nelle giornate più umide si lasciano vedere ed ora, in parte portati alla luce, una decorazione a cornicione che avvolge in modo continuo le quattro pareti, oltre trenta incisioni raffiguranti corone di rosario che rappresentano “ex voto”, l'antica tradizione votiva locale dei poveri e, infine, il grande altare centrale di origine veneziana. L'oratorio, ultimo immobile appartenente alla “Mansioneria Mescalchin” istituita nel febbraio del 1831 per aiutare i poveri del comune di Fossò e punto di riferimento religioso dell'epoca, è parte del complesso monumentale costituito dal cinquecentesco palazzo Manfredini e da villa Sargenti. Ora, grazie ai lavori di restauro, la chiesetta della Madonna del Rosario sta acquistando nuova luce.

Palazzo PisaniModifica

A Fossò esisteva fino agli anni '60 il palazzo Pisani, che divenne poi Muneratti, e che fu distrutto da un incendio ma che è stato sede dell'agenzia vescovile.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1999 2004 Luciano Compagno Lista civica Sindaco
2004 2009 Guido Carraro Centrosinistra Sindaco
2009 2010 Luciano Compagno Lista civica Sindaco
2011 2011 Paola Spatuzza Commissario prefettizio Sindaco
2011 in carica Federica Boscaro Centrosinistra Sindaco

GemellaggiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterniModifica

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