L'imbocco della galleria a Mori, visibile dalla pista ciclabile
Lo sbocco della galleria a Nago-Torbole, visibile dalla SS249 "Gardesana Orientale"

La galleria Adige-Garda è un tunnel scolmatore artificiale, terminato nel 1959, che permette di mettere in comunicazione il fiume Adige con il lago di Garda.

L'imbocco della galleria è a Mori e lo sbocco nel comune di Nago-Torbole, entrambi in Trentino. Ha la funzione di ridurre i livelli idrometrici del fiume Adige a monte del Veronese, scaricando le acque in eccesso nel lago. Per innalzare di 1 cm il livello del lago di Garda, la galleria deve scaricarvi circa 3 700 000 metri cubi d'acqua.

Durante le aperture della galleria si ha un intorbidimento delle acque del lago. L'improvviso ingresso delle acque dell'Adige, che sono notevolmente più fredde e limacciose di quelle del lago, provoca un considerevole shock termico e un non trascurabile peggioramento dell'habitat dei pesci. Per tali motivi la galleria viene usata di rado, esclusivamente in occasione di situazioni di rischio idrologico nel bacino atesino.

Indice

Principali caratteristicheModifica

  • lunghezza: 9 873 m
  • quota di imbocco: 161 m s.l.m.
  • quota di sbocco: 55 m s.l.m.
  • dislivello: 106 m
  • pendenza: 0,8688%
  • diametro medio: 8 m
  • sezione idraulica: 50,40 m²
  • portata massima: 500 m³/s
  • velocità dell'acqua a portata massima: 11 m/s
  • velocità dell'acqua a portata minima: 5 m/s

StoriaModifica

Dopo le grandi alluvioni della seconda parte del XIX secolo, l'ultima delle quali nel 1882, emerse in tutta la sua urgenza la necessità di difendere la città di Verona dalle piene del fiume Adige. Riprendendo un'idea già maturata nel Settecento, il magistrato delle acque di Venezia propose di alleggerire la portata di piena dell'Adige mediante la costruzione di una galleria diversiva, per convogliare nel Lago di Garda parte della portata eccedente le capacità ricettive dell'alveo del fiume. L'estensione dello specchio lacustre, pari a circa 370 km², è tale da consentire la laminazione di ingenti volumi di deflusso con modesti aumenti del suo livello. La soluzione ritenuta più idonea fu quella di prevedere la galleria scolmatrice, con origine in sponda destra del fiume Adige, presso Ravazzone di Mori[1] e con sbocco nel lago di Garda a sud dell'abitato di Torbole,[2] dove la profondità del lago è tale da poter ricevere senza danni il materiale solido, eventualmente trasportato dalle acque.

I lavori di costruzione iniziarono nel marzo del 1939. Durante gli eventi bellici, a partire dal 1943, la galleria venne impiegata con scopi diversi, e in seguito, nel 1954, furono ripresi per essere poi ultimati nel maggio del 1959.

La realizzazione della galleria ha causato la scomparsa del lago di Loppio (tra Mori e Torbole), dovuta allo sprofondamento delle falde freatiche.

Utilizzo bellicoModifica

Durante la seconda guerra mondiale la galleria venne utilizzata come fabbrica protetta naturalmente dai bombardamenti alleati per la produzione di parti di V1 e di altri razzi e velivoli.[3] Anche l'industria Caproni, col suo settore aeronautico, trovò spazio nelle gallerie. A partire dall'armistizio dell'8 settembre 1943 l'intera produzione passò sotto il controllo germanico.[4]

La vicenda è raccontata in un documentario del 2010 di Mauro Vittorio Quattrina: Tunnel Factories; quest'area del lago di Garda nella zona di Torbole assunse quindi, durante le fasi finali del conflitto, che coincisero con la vita della Repubblica Sociale Italiana, una notevole importanza strategica nella produzione di armamenti.

CaratteristicheModifica

Le apparecchiature elettromeccaniche a corredo della galleria Adige-Garda sono costituite da griglie, porte stagne e paratoie con relativi quadri di comando e controllo alloggiati in appositi locali. Le paratoie sono posizionate su quattro finestre di immissione; ogni paratoia ha una larghezza di 9,50 m ed è costituita da due pannelli sovrapposti, dell'altezza di 3 m quello inferiore e di 5 m quello superiore.

Utilizzo e gestioneModifica

In considerazione degli effetti che la sua apertura comporta, la galleria è stata utilizzata raramente, in occasione di importanti piene dell'Adige. Essa fu aperta nove volte dall'Ufficio del Genio civile di Trento in occasione degli eventi di piena dell'Adige verificatesi tra il 1960 e il 1983. La competenza esclusiva sull'opera venne attribuita dallo Stato (come Ministero dei Lavori Pubblici) al Magistrato alle acque di Venezia soltanto fino all'anno 2000. Dopo il passaggio della gestione dell'opera dallo Stato alla provincia autonoma di Trento la galleria è stata aperta altre due volte, nel novembre 2000 (in tale occasione le acque del lago di Garda raggiunsero un livello di oltre 240 cm e tracimarono in diversi punti, allagando numerosi paesi lacustri) e infine nel novembre 2002.

Il 1º luglio 2002 è stata firmata una convenzione per l'utilizzo della galleria tra la provincia autonoma di Trento, la regione Veneto, la regione Lombardia, l'Agenzia Interregionale per il fiume Po e le autorità del bacino del fiume Po e del fiume Adige. La convenzione prevede criteri per l'apertura, l'utilizzo e la chiusura della galleria in base ai vari livelli idrometrici del fiume Adige.

Principali aperture della galleriaModifica

Data di apertura Acqua scaricata nel lago Portata massima
17 novembre 1960 70.000.000 m³ 450 m³/s
2 settembre 1965 79.000.000 m³ 440 m³/s
17 agosto 1966 17.000.000 m³ 280 m³/s
4 novembre 1966 64.000.000 m³ 492 m³/s
14 settembre 1976 12.000.000 m³ 300 m³/s
17 novembre 1980 26.000.000 m³ 300 m³/s
19 luglio 1981 7.000.000 m³ 300 m³/s
23 maggio 1983 20.000.000 m³ 300 m³/s
17 novembre 2000 4.700.000 m³ 100 m³/s
26 novembre 2002 6.100.000 m³ 100 m³/s

NoteModifica

BibliografiaModifica

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