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BiografiaModifica

L'infanziaModifica

Gary Barlow nasce il 20 gennaio 1971 a Frodsham[1], nella contea del Cheshire (Inghilterra settentrionale), alle 12 e 20. Figlio di Colin (morto improvvisamente nel 2009) e Marjorie, ha un fratello, Ian, maggiore di tre anni.

Fin da piccolo mostra una particolare propensione per la musica e per l'entertainment in generale. In un'intervista ha dichiarato che il primo disco che acquistò nella sua vita era un disco dei Pet Shop Boys[2], di cui è sempre stato fan.

All'età di nove anni chiede e ottiene in dono dai genitori (non senza sacrifici economici da parte di questi ultimi, appartenenti alla middle class operaia della periferia inglese e non particolarmente facoltosi) un synth, strumento particolarmente in voga in quegli anni, con cui si diletta a riprodurre le melodie delle canzoncine per bambini e i pezzi pop più passati nelle radio. Contemporaneamente, si dedica all'apprendimento di alcuni semplici trucchi di magia che, uniti alla sua innata abilità musicale, lo spingono sui palchi dei circoli ricreativi della sua città come divertente e insolita "baby star". Crescendo, abbandona la magia per dedicarsi completamente alla musica.

All'età di sedici anni decide di mettere a frutto la sua passione e inizia a proporsi come cantante di pianobar e karaoke anche al di fuori di Frodsham. Il passaparola legato al suo nome fa sì che i suoi guadagni aumentino al punto da poter allestire nella sua stanza un piccolo studio di registrazione con cui realizzare i primi demo, nella speranza di arrivare al pubblico nazionale. Con queste autoproduzioni partecipa a vari concorsi organizzati per promuovere giovani talenti, vincendone alcuni.

Conclusi gli studi, la sua attività principale e unica fonte di reddito diventano le serate in giro per la contea, i cui ricavi aumentano anche grazie alla vendita dei demo registrati in casa che iniziano anche a circolare tra gli addetti ai lavori. In questo periodo fonda il suo primo gruppo, i Curtis Rush, assieme all'allora fidanzatina Heather. Propongono delle cover di pezzi noti, Gary è principalmente al piano e Heather alla voce. Il sodalizio non è destinato a durare, dal momento che la forte personalità artistica di Gary è ben definita, e mal sopporta di dover condividere la ribalta con Heather.

L'esordio: Take That (1989 - 1996)Modifica

La grande occasione viene da un annuncio sul giornale, in cui il produttore Nigel Martin Smith cerca componenti per formare una boyband. L'intenzione dell'uomo, dettata più da ragioni economiche che artistiche, è quella di realizzare un gruppo composto da cinque ragazzi inglesi, in risposta alla band più in voga al momento, gli americani New Kids on the Block. Gary risponde all'annuncio accludendo una delle sue cassette e il responso è immediato e positivo. Martin Smith dichiarerà di essere rimasto "folgorato" dal talento di questo ragazzo dall'aspetto dimesso, e di aver subito pensato di costruire la nascente band intorno a lui. Gli altri membri che supereranno il provino saranno Howard Donald, Robbie Williams, Mark Owen e Jason Orange e nascono così i Take That nell'autunno del 1989.

La carriera discografica dei Take That inizia nel luglio del 1991 (con la pubblicazione del singolo pop dance Do what you like) e conclude la sua prima parte nel febbraio del 1996 (con l'uscita di How deep is your love, cover di un pezzo dei Bee Gees, e la raccolta Greatest Hits).

Gary Barlow costituisce un punto fermo nella storia del gruppo, in quanto la maggioranza dei brani incisi dalla band porta la sua firma e la sua voce.

Se all'inizio questo costituirà un punto di forza dal punto di vista artistico, con il passare del tempo e soprattutto con la crescente e sempre più difficilmente gestibile popolarità, la preminenza di Gary rispetto agli altri componenti porterà alla nascita di tensioni e dissapori all'interno del gruppo. Proprio in seguito a questa situazione, il 17 luglio del 1995 Robbie Williams decide di lasciare i Take That, esasperato dall'atteggiamento a suo dire dispotico di Nigel Martin Smith (nel frattempo diventato manager della band).

I Take That sopravvivono in quattro elementi ancora per qualche mese, fino alla decisione di sciogliersi maturata nel dicembre dello stesso anno. Decisione ufficializzata il 13 febbraio del 1996 (curiosamente, giorno del compleanno di Robbie) con una conferenza stampa non priva di momenti estremamente tesi.

L'onda emotiva di questo evento è fortissima in tutta Europa. I media puntano il dito contro Gary e la sua mai nascosta ambizione di sfondare come cantante solista, accusandolo neanche troppo velatamente di aver sollecitato lo scioglimento del gruppo o di esserne stato la causa scatenante. Le dichiarazioni al vetriolo di Robbie Williams, grondanti rancore e risentimento, danno il via al dualismo che caratterizzerà la prima parte delle rispettive carriere soliste.

La carriera solista (1996-1999)Modifica

Il primo disco a firma Gary Barlow esce nel giugno del 1997 e si intitola Open Road. Anticipato dai singoli Forever Love, uscito l'anno prima che raggiunge la numero 1 nelle classifiche di quasi tutta Europa, e Love won't wait (scritto, tra gli altri, da Madonna), l'album ottiene un discreto successo.

Essendo stato il fautore della maggioranza dei testi e delle musiche dei Take That, anche questo nuovo lavoro si iscrive nello stesso filone pop. Delicate ballate si alternano a pezzi più ritmati, ma sempre rimanendo fedele allo stile che aveva portato il gruppo inglese al predominio delle classifiche di quasi tutto il mondo.

Nello stesso periodo avviene l'atteso esordio solista di Robbie Williams con Life thru a Lens, le cui inizialmente deludenti vendite sono riscattate dal quarto singolo estratto, il pezzo più rappresentativo della sua carriera: Angels. Open Road si rivelerà deludente rispetto alle aspettative ben motivate dall'indiscutibile talento compositivo di Gary.

La competizione si sposta dalle classifiche alle pagine dei tabloid. Il livore degli attacchi di Robbie si scontra con l'apparente indifferenza di Gary, ma nonostante questo, è quest'ultimo a soccombere sia sul piano artistico che personale.

Dopo l'uscita di Angels, Robbie, osannato dai media e consacrato dai risultati di vendite e dai premi e dai consensi che ovunque raccoglie, si auto-nomina "il più talentuoso dei Take That". Gary sembra non soffrire eccessivamente di tutto questo, ma qualcosa si fa strada a minare la sua fiducia in sé stesso e nei suoi mezzi.

Si trasferisce negli Stati Uniti dove lavora al suo nuovo album, circondato da una nuova e stimolante cornice. Forte dell'appoggio dell'importante produttore Clive Davis della Arista Records inizia la stesura di nuovi pezzi, ma qualcosa si inceppa.

Il disco vedrà la luce solo nel 1999, con il titolo Twelve months, eleven days, ma sarà solo la pallidissima copia del precedente e in ogni caso sarà lontanissimo da quelle che erano le intenzioni di Gary. Intitolato così, a detta di Gary stesso, quasi a sottolineare l'enorme tempo occorso nella sua realizzazione, consta di una dozzina di pezzi easy pop in cui l'estro di Gary è sempre meno presente, a favore di altre "firme" volute da Davis, nella speranza di conquistare il mercato americano. Il tentativo fallisce miseramente, l'album passa inosservato, la promozione è quasi nulla e per Gary Barlow inizia il declino.

Gli anni bui (1999-2005)Modifica

Conclusa in malo modo l'avventura americana, nel 2000 torna in patria e decide di sposare la fidanzata Dawn con cui ha iniziato una relazione nel 1995. A quel tempo Dawn lavorava come ballerina nel Nobody Else tour dei Take That. Il grande passo è compiuto il 12 gennaio del 2000 ai Caraibi, e ad agosto nasce il primogenito Daniel.

Se dal punto di vista personale la vita di Gary sembra andare a gonfie vele, lo stesso non si può dire di quella professionale. Viene licenziato dalla casa discografica con una laconica telefonata, e questo avvenimento costituisce il punto di rottura.

Gary sprofonda nella depressione, nell'abuso di alcol e droghe e perde completamente la sua caratteristica vena creativa. Nonostante continui saltuariamente a scrivere pezzi per altri cantanti (tra cui un progetto solista piuttosto sfortunato per Victoria Beckham), il suo nome non compare mai. La stessa Victoria, intervistata sull'argomento, negherà di aver mai collaborato con lui. Infatti, i tabloid inglesi, schierati con Robbie minacciavano di non pubblicare articoli su artisti che collaborassero con Gary.

Nel 2001, inizia la sua lenta rinascita professionale. Gary fonda la casa discografica True North[3] insieme agli amici e colleghi compositori Eliot Kennedy e Tim Woodcock. Dalla sua penna escono canzoni di successo, fra gli altri per: Delta Goodrem, i Westlife, i Blue, le Sugababes, Donny Osmond ma sempre lavorando dietro le quinte. Si ritira a vita privata, sfuggendo i fotografi a causa del suo aspetto fisico che risente della sua condizione psicologica.

Il 2002, la nascita della secondogenita Emily rappresenta un'ulteriore momento di consapevolezza e di volontà di cambiamento. In questa fase inizia un percorso salutista che lo porterà a riacquistare la sua immagine e l'autostima.

Nell'estate del 2005 si trova sulla metropolitana di Londra al momento degli attentati terroristici. Non riporta gravi conseguenze perché il suo treno è quello immediatamente successivo a quello coinvolto nell'esplosione e quindi viene investito dall'onda d'urto in maniera meno drammatica.

Nel novembre dello stesso anno un documentario mandato in onda dal canale inglese ITV per celebrare il 10 anni dallo scioglimento dei Take That riaccende i riflettori sul gruppo. L'attenzione dei media è altissima, i fan ancora numerosi, la richiesta di averli come ospiti grande e inattesa. Gary, Mark, Howard e Jason decidono di tornare.

Ritorno con i Take That (2006 -)Modifica

Nel 2006 ritorna il gruppo iconico che ebbe così tanto successo da caratterizzare fortemente gli anni novanta. Infatti i Take That hanno ispirato la creazione di altri gruppi musicali quali: Boyzone, Westlife, Spice Girls che sono nati successivamente.

In risposta al documentario non ufficiale di ITV ne nasce un altro, prodotto e realizzato dai membri della band a cui, eccezionalmente, si unisce anche Robbie Williams. Il filmato, uscito in DVD con il titolo Take That For The Record, ha un successo straordinario.

Il gruppo (senza Robbie), con l'Ultimate Tour, tiene una serie di concerti negli stadi e arene inglesi nell'estate dello stesso anno, raccogliendo una quantità impressionante di pubblico. I biglietti disponibili vanno tutti esauriti in poche ore.

Il consenso è tale che decidono di riunirsi in studio, nei prestigiosi locali di Abbey Road, per realizzare il quarto disco della band a distanza di 12 anni dal precedente. Nel novembre 2006 esce Beautiful World e il relativo tour tocca l'Italia per due date, a Bologna e Milano, il 23 e 24 ottobre del 2007.

Nel 2008 è ancora con i Take That per il loro quinto album in studio, The Circus, in cui è sempre coautore di musiche e testi, che viene seguito, nell'estate del 2009 da un monumentale tour negli stadi inglesi. Anche in questo caso, i biglietti disponibili vanno sold out nel giro di poche ore. Il 15 gennaio 2009 nasce Daisy, ed è padre per la terza volta.

Nel 2009 pubblica il singolo "Shame" con Robbie Williams. La canzone sancisce definitivamente la riappacificazione fra i due artisti dopo più di 10 anni di astio, recriminazioni, violenta competizione e insulti a mezzo stampa.

Nel 2011 dopo aver annunciato il 15 luglio 2010 la reunion con Robbie Williams, i Take That, nell'originaria formazione a cinque, pubblicano gli album Progress e Progressed, e nei mesi di maggio, giugno e luglio 2011 si esibiscono negli stadi di mezza europa con il Progress Live tour, che passa alla storia come Live Show che ha venduto più biglietti e più velocemente nella storia della musica inglese (quasi un milione di biglietti venduti in meno di 24 ore). Il tour ha fatto tappa anche a Milano, stadio S. Siro, il 12 luglio 2011.

Altri lavori e carriera solista (2009 -)Modifica

Nel 2012 viene incaricato dalla regina Elisabetta II di organizzare il concerto per il suo Giubileo di Diamante. In quell'anno, viene insignito dalla Regina anche del prestigioso titolo OBE (Ordine dell'Impero Britannico) per meriti professionali e per l'impegno sociale.

Nel febbraio 2012, Barlow annuncia l'arrivo di una quarta figlia, Poppy, nata morta il 4 agosto 2012. Nonostante la perdita di sua figlia, Barlow canta la hit Rule the World alla cerimonia di chiusura dei Giochi della XXX Olimpiade a Londra. La performance ha attirato lodi a livello internazionale per la forza e la determinazione di Barlow a salire sul palco subito dopo la sua tragedia.

Nel settembre 2013 annuncia l'uscita del suo terzo album solista Since I Saw You Last, in uscita il 25 novembre 2013, anticipato dal singolo Let Me Go. Annuncia contemporaneamente un tour nelle arene inglesi ed irlandesi, il Since I Saw You Last tour, che si svolgerà durante il mese di aprile 2014, che ha fatto registrare sold out nel primo giorno di vendite dei biglietti.

Nel 2014 viene presentato il musical di Broadway Finding Neverland, sulla storia di Peter Pan. Chiamato dal potente produttore cinematografico Harvey Weinstein, Gary ne ha riscritto le musiche con l'amico e collega Elliot Kennedy.

Nel 2015 scrive un musical con Tim Firth tratto dal film Calendar Girls. Il musical, intitolato The Girls, debuttò a Leeds nel 2015, prima di andare in scena a Salford nel 2016 e, infine, nel West End londinese nel 2017. The Girls rimase in scena per cinque mesi al Phoenix Theatre, dal 28 gennaio al 15 luglio, ed è stato candidato a tre Laurence Olivier Award, tra cui quello al miglior nuovo musical.[4] Nel 2018 il musical va in tournée per la Gran Bretagna con il nuovo titolo di Calendar Girls.

Nel 2017, viene presentato The Band, un musical jukebox con musica e testi di Take That e un libro di Tim Firth, coprodotto da David Pugh, Dafydd Rogers e Take That, tra cui Robbie Williams.

My TakeModifica

Nel settembre del 2006 è uscita in Inghilterra per la casa editrice Bloomsbury l'autobiografia di Gary intitolata My Take (scritta in collaborazione con lo scrittore e autore televisivo britannico Richard Havers).

In essa, si ripercorrono le varie tappe di una vita e di una carriera per la maggior parte sotto i riflettori, corredando la narrazione con una ricca galleria fotografica, contenente alcune immagini private dall'archivio personale di Gary. La prima versione si interrompe a luglio 2005 con il racconto dei tragici momenti degli attentati londinesi, in cui Gary fu coinvolto. Visto il successo di questa prima edizione anche grazie a un signing-tour che ha portato Gary nelle maggiori librerie del Regno Unito nell'autunno del 2006 a presentare personalmente il volume, Bloomsbury ha promosso l'uscita di una seconda edizione in versione paperback, nella primavera del 2007, con una copertina diversa interamente a colori, prezzo ridotto e un capitolo in più (il diciottesimo) che descrive alcuni momenti salienti della lavorazione in studio di Beautiful World e della relativa promozione.

X - Factor UKModifica

Dalla stagione televisiva 2011 (l'ottava) fino a quella 2013 siede nella giuria del noto programma di intrattenimento X Factor, edizione inglese.

Discografia come solistaModifica

SingoliModifica

  • 1996 - Forever Love (UK #1, GER #5, ITA #8)
  • 1997 - Love Won't Wait (UK #1, GER #35, ITA #5)
  • 1997 - So Help Me Girl (UK #11, GER #78, USA #44)
  • 1997 - Open Road (UK #7, GER #63)
  • 1998 - Superhero (USA #106)
  • 1998 - Hang On In There Baby (featuring Rosie Gaines) (GER #69)
  • 1999 - Stronger (UK #16, GER #73)
  • 1999 - For All That You Want (UK #24, GER #94)
  • 2010 - Shame (with Robbie Williams) (UK #2, GER #11, ITA #7)
  • 2012 - Sing (with The Commonwealth Band featuring Military Wives) (UK #1)
  • 2013 - Let Me Go (UK #2, GER #25)
  • 2013 - I Should've Followed You Home (with Agnetha Fältskog) (UK #99)
  • 2014 - Face To Face (featuring Elton John) (UK #69)
  • 2014 - Since I Saw You Last (UK #65)

AlbumModifica

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Dianne Bourne, Gary Barlow takes £4m for his Cheshire mansion, Manchester Evening News, 17 gennaio 2013. URL consultato il 26 agosto 2015.
  2. ^ Take That special guests
  3. ^ Gary Barlow, su Discogs. URL consultato il 28 aprile 2019.
  4. ^ (EN) The Girls, Musical by Gary Barlow and Tim Firth, to Premiere in West End | Playbill, su Playbill. URL consultato il 12 luglio 2018.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN3281685 · ISNI (EN0000 0001 1487 1745 · LCCN (ENn2007009194 · GND (DE119481022 · BNF (FRcb140041139 (data) · WorldCat Identities (ENn2007-009194