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Georgij insieme alle sue sorelle, Ol'ga ed Ekaterina.

Altezza serenissima Georgij Aleksandrovič Jur'evskij, (in russo: Георгий Александрович Юрьевский) (San Pietroburgo, 12 maggio 1872Marburgo, 13 settembre 1913), era il figlio illegittimo di Alessandro II di Russia e della sua amante (e poi moglie) Ekaterina Michajlovna Dolgorukova[1].

Indice

BiografiaModifica

Primi anniModifica

La madre di Georgij, Ekaterina Michajlovna Dolgorukova, incontrò lo zar Alessandro II, quando visitò l'Istituto Smol'nyj nell'autunno del 1864. Divenne la sua amante nel luglio 1866, nonostante la resistenza iniziale[2].

La loro relazione provocò un grande scandalo a corte, con l'erede di Alessandro, lo zarevic Nikolaj, completamente ostile. Lo zar gli promise che l'avrebbe sposata non appena egli sarebbe stato "libero", cioè quando la moglie, la zarina Maria Alexandrovna, sarebbe morta[2].

Georgij nacque il 12 maggio 1872. Fu un parto difficile che quasi uccise sua madre[3]. Alessandro aveva ordinato che, se le circostanze lo avessero richiesto, i medici avrebbero dovuto salvare Ekaterina e non il bambino. Dopo di lui nacquero altri tre figli[4].

Nel 1878 Alessandro conferì ai figli avuti di Ekaterina il nome di "Jur'evskij", iniziando a preferirla ai figli legittimi[5]. Quando i gruppi rivoluzionari, come il movimento Nichilista aumentarono il loro potere, la "prima famiglia" dello zar, così come la principessa e i loro figli, vennero strasferiti al Palazzo d'Inverno per motivi di sicurezza, dove le loro camere erano, si dice, direttamente sopra a quella della zarina morente[4][6][7].

LegittimazioneModifica

La zarina morì l'8 giugno 1880. Alessandro sposò Ekaterina un mese dopo in un segreto, alla presenza di cinque testimoni, anche se nessuno apparteneva alla famiglia imperiale[2][5][8]. Il matrimonio fu pesantemente criticato. Ekaterina prese il titolo di principessa Romanovskaja-Jur'evskija e lo status di Altezza Serenissima, per sé e per i suoi figli.

Tutti i bambini iniziarono ad usare il patronimico Aleksandovič (Aleksandovna per le ragazze), provocando il timore che, nonostante lo stato morganatico del matrimonio, lo zar stava contemplando di dar loro diritti dinastici[2][5]. La nascita di Georgij aveva già causato preoccupazione tra la famiglia imperiale, perché era visto come una minaccia per il vero erede, che spesso aveva forti dissapori con il padre[3]. Inoltre, sebbene l'ordine della successione era stata fatta chiaramente in una legge del 1797, lo zar aveva ancora il potere di fare come voleva[2].

Ekaterina e Georgij fecero la loro prima apparizione ufficiale il 4 ottobre nel corso di una parata militare dei cosacchi, con Georgij che indossava un uniforme da cosacco[9]. Alessandro pregò il suo erede di accettare la sua nuova famiglia, e lo presentò a Georgij come il suo "fratello maggiore". Dopo il matrimonio Alessandro si occupò della sicurezza finanziaria per la sua seconda famiglia e chiese allo zarevic di prendersi cura di loro quando sarebbe morto. Ekaterina e i loro figli cominciarono ad apparire a cene di famiglia ufficiali, dove Georgij si divertiva a giocare con i bambini del zarevic, per il dispiacere della moglie del futuro zar[9].

Ci sono prove che Alessandro si stesse preparando a incoronare la sua seconda moglie, come zarina-consorte, così come Pietro il Grande aveva fatto con la moglie Marta Elena Skowrońska, che divenne Caterina I[10]. In effetti, lo zar ordinò di ricercare delle testimonianze sul tema al fine di valutare come avrebbe potuto essere l'incoronazione di Ekaterina.[11]. Lo zarevic era così sconvolto da tali piani, che minacciò di partire per la Danimarca con la sua famiglia, ma scelse di rimanere dopo che lo zar minacciò di sostituirlo con il fratellastro[10][12]. Un altro rumor suggeriva che lo zar abdicasse, sotto la spinta della moglie, e andasse a vivere con lei e i loro figli in Francia[13].

La morte dello zarModifica

Alessandro II morì il 13 marzo 1881, dopo essere andato a visitare la cugina, la granduchessa Ekaterina Michajlovna. Fu assassinato sulla strada che lo riportava al Palazzo d'Inverno[14][15].

La sua morte fermò tutti i piani per l'incoronazione di Ekaterina, che alcuni consideravano un caso fortuito, in quanto temevano che avrebbe causato danni permanenti alla monarchia[10].

Secondo le sue volontà, Alessandro II lasciò in eredità alla sua vedova la stessa quantità che lasciò in eredità a ciascuno dei suoi figli del suo primo matrimonio. Nonostante la sua precedente opposizione, il figlio dello zar, ora Alessandro III, effettuò una visita ufficiale di condoglianze a Ekaterina e le diede un aiuto supplementare, nonché un piccolo palazzo per lei, dove sarebbe andata a vivere dopo aver lasciato il Palazzo d'Inverno[16].

Georgij e la sua famiglia parteciparono ai funerali dello zar, ma sono stati ignorati per quanto possibile, dalla famiglia imperiale, fino a quando lo stesso Alessandro III si avvicinò alla vedova di suo padre e le parlò[17]. La moglie, la zarina Maria Feodorovna, esitò a riconoscere lei. Dopo aver abbracciato Ekaterina tuttavia, entrambe si misero a piangere, e Georgij e le sue sorelle baciarono la mano di Maria[17].

Dopo l'assassinio di suo padre, Georgij, insieme a sua madre e le sorelle (il fratello Boris morì l'anno in cui è nato), andò a vivere a Nizza[13]. Studiò al Lycée Condorcet e si laureò presso l'Università della Sorbona. Il fratellastro, Alessandro III, non avrebbe lasciato Georgij ad arruolarsi nell'esercito o vivere in Russia, ma a malincuore gli permise di arruolarsi nella marina russa come guardiamarina.

Nicola II, era più gentile nei confronti di Georgij, e gli permise di tornare in Russia, dove venne trasferito dalla marina al reggimento degli Ussari. Si ritirò dopo pochi anni con il grado di capitano. Georgij divenne una figura di spicco nella società di San Pietroburgo e presso la corte imperiale.

MatrimonioModifica

Nel 1901, Georgij è stato descritto come "un uomo alto e piuttosto robusto di trent'anni", che in parte assomigliava a suo padre nello sguardo[18]. L'11 febbraio 1900 a Nizza, sposò la contessa Alessandra von Zarnekau, descritto da alcuni come "una donna molto bella"[18][19]. Alessandra era la figlia di Constantino di Oldenburg, e di sua moglie, Agrafena Djaparidze, contessa von Zarnekau[1]. L'unico membro della famiglia imperiale presente al loro matrimonio era il granduca Michail Michajlovič Romanov, che venne bandito a causa del suo matrimonio morganatico con la contessa Sophie von Merenberg, cognata della sorella di Georgij, Ol'ga[19].

Nicola II disapprovava l'unione, perché provava antipatia per i genitori di Alessandra, e di conseguenza la coppia abbandonò la loro residenza a San Pietroburgo e andò a vivere all'estero[20].

Dopo il loro matrimonio, la coppia risiedette in un palazzo di San Pietroburgo che era stato costruito dal granduca Konstantin Nikolaevič e acquistato da suo fratello, Alessandro II per sua moglie morganatica; Ekaterina, a sua volta lo donò al figlio[21]. Georgij e Alessandra ebbero un figlio:

  • Aleksandr Georg'evič Jur'evskij (20 dicembre 1901-29 febbraio 1988), sposò Ursule de Beer Grüneck ed ebbero figlio: Hans-George (1961)[1].

La coppia divenne infelice, e Alessandra decise di chiedere lo scioglimento per motivi di "abbandono e maltrattamenti dal marito", e successivamente divorziò da lui nel 1909[22]. Problemi finanziari erano un'altra spiegazione attribuiti al loro divorzio. In seguito Alessandra si risposò.

MorteModifica

Dopo una lunga e incurabile malattia, Georgij morì il 13 settembre 1913 in un ospedale privato di Marburgo[1][20]. Fu sepolto nella Chiesa di Santa Elisabetta a Wiesbaden, in Assia.

AscendenzaModifica

Georgij Jur'evskij Padre:
Alessandro II di Russia
Nonno paterno:
Nicola I di Russia
Bisnonno paterno:
Paolo I di Russia
Trisnonno paterno:
Pietro III di Russia
Trisnonna paterna:
Caterina II di Russia
Bisnonna paterna:
Sofia Dorotea di Württemberg
Trisnonno paterno:
Federico II Eugenio di Württemberg
Trisnonna paterna:
Federica Dorotea di Brandeburgo-Schwedt
Nonna paterna:
Carlotta di Prussia
Bisnonno paterno:
Federico Guglielmo III di Prussia
Trisnonno paterno:
Federico Guglielmo II di Prussia
Trisnonna paterna:
Federica Luisa d'Assia-Darmstadt
Bisnonna paterna:
Luisa di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonno paterno:
Carlo II di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonna paterna:
Federica Carolina Luisa d'Assia-Darmstadt
Madre:
Ekaterina Dolgorukova
Nonno materno:
Principe Michail Dolgorukov
Bisnonno materno:
Principe Michail Dolgorukov
Trisnonno materno:
Principe Alexander Dolgorukov
Trisnonna materna:
Praskovya Kirillovna Matyushkina
Bisnonna materna:
Elizaveta Petrovna Bakunina
Trisnonno materno:
Petr Vasilevich Bakunin
Trisnonna materna:
Anna Sergeevna Tatishcheva
Nonna materna:
Vera Gavrilovna Vishnevskaya
Bisnonno materno:
Gavril Fedorovich Vishnevsky
Trisnonno materno:
Fedor Vishnevsky
Trisnonna materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?

NoteModifica

  1. ^ a b c d Darryl Lundy, The Peerage: Georgii Aleksandrovich Yourievsky, Prince Yourievsky, su thepeerage.com. URL consultato il 2 dicembre 2010.
  2. ^ a b c d e Lindsey Hughes, The Romanovs: Ruling Russia 1613–1917, New York, Continuum Books, 2008, p. 185.
  3. ^ a b Radzinsky (2005), p. 233.
  4. ^ a b Catherine Radziwill, Behind the veil at the Russian court, London and New York, Cassell & Company, Limited, 1913, p. 105.
  5. ^ a b c Richard Wortman, Scenarios of Power: From Alexander II to the abdication of Nicholas II, Princeton, New Jersey, Princeton University Press, 2000, p. 152.
  6. ^ Edvard Radzinsky, The last Tsar: the life and death of Nicholas II, Volume 1993, Part 2, New York, Random House, Inc, 1993, p. 14.
  7. ^ Perry and Pleshakov, p. 23.
  8. ^ Radziwill, p. 106.
  9. ^ a b Wortman, p. 153.
  10. ^ a b c Wortman, p. 154.
  11. ^ Radzinsky (2005), pp. 381–82.
  12. ^ Radzinsky (2005), p. 375.
  13. ^ a b Hughes, p. 189.
  14. ^ Radziwill, p. 113.
  15. ^ Hughes, pp. 188–89.
  16. ^ Radziwill, p. 107.
  17. ^ a b Perry and Pleshakov, p.7.
  18. ^ a b News and Gossip of Other Lands, in The Washington Post, 22 febbraio 1901.
  19. ^ a b Foreign News and Comment, in The Washington Post, 21 marzo 1900.
  20. ^ a b Son Of A Czar Dies A Voluntary Exile, in The Washington Post, 6 ottobre 1913.
  21. ^ Unhappy Day of Queen Regent, in The Washington Post, 18 novembre 1899.
  22. ^ Almanac Tells Of Royal Deaths; Czar's Son Divorced, in The Washington Post, 3 gennaio 1909.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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