Alfabeto cirillico

alfabeto usato per scrivere varie lingue slave
Storia dell'alfabeto

Media età del bronzo XIX secolo a.C.

Meroitico III secolo a.C.
Ogham IV secolo d.C.
Hangŭl 1443 d.C.
Sillabico canadese 1840 d.C.
Zhuyin 1913 d.C.

L'alfabeto cirillico è l'alfabeto usato per scrivere varie lingue slave (il russo, l'ucraino, il bielorusso, il bulgaro, il macedone, il serbo, il ruteno, il bosniaco e il montenegrino) e lingue non slave parlate in alcune delle ex repubbliche sovietiche e nell'odierna Federazione russa.

È il terzo alfabeto ufficiale dell'Unione europea.

Le versioni moderne oggi in uso in vari paesi dell'Europa orientale derivano da un primo alfabeto comune, ma hanno subìto nei secoli diverse modifiche, sia nella grafia sia nella pronuncia.

OriginiModifica

 
Santi Cirillo e Metodio, inventori dell'alfabeto.

L'alfabeto cirillico deriva in massima parte dall'alfabeto glagolitico, che era usato nel IX secolo nei paesi di origine slava. Alcuni caratteri di quest'alfabeto sono le variazioni del greco di Bisanzio. Questi ultimi rappresentano suoni che iniziarono ad esistere partendo dal greco medievale in poi. Diversamente da come potrebbe far pensare il nome, l'alfabeto cirillico non è in realtà da attribuirsi a Cirillo, bensì a qualcuno dei suoi seguaci. Al contrario, le origini dell'alfabeto da cui esso ha avuto origine in massima parte (quello glagolitico) sono quasi certamente attribuibili a Cirillo e Metodio.

Un'ipotesi abbastanza diffusa attribuisce la paternità dell'alfabeto cirillico a Clemente di Ocrida, un discepolo di Cirillo e Metodio, ma si ritiene più probabile che l'alfabeto sia stato creato e sviluppato alla Scuola letteraria di Preslav nella Bulgaria nord-orientale, dove sono state ritrovate le più antiche iscrizioni in cirillico, datate all'incirca 940. Quest'ipotesi viene supportata dal fatto che l'alfabeto cirillico aveva soppiantato il glagolitico nel nord-est bulgaro già alla fine del X secolo, mentre alla Scuola letteraria di Ocrida, dove operò Clemente, si continuò ad usare il glagolitico fino al XII secolo.

Tra le ragioni per cui il glagolitico fu rimpiazzato dal cirillico c'era la maggiore facilità d'uso del secondo e la sua vicinanza all'alfabeto greco, più conosciuto nel Primo impero bulgaro.

Un'altra teoria sostiene che sia stato Cirillo a creare l'alfabeto che porta il suo nome, e che addirittura questo abbia preceduto il glagolitico, essendo un passaggio di transizione tra il greco ed il glagolitico corsivo, ma questa teoria non trova supporto nel mondo scientifico. Anche se Cirillo quasi certamente non è l'autore dell'alfabeto cirillico, i suoi contributi al glagolitico ed al cirillico vengono ormai riconosciuti, e l'alfabeto ne porta il nome.

L'alfabeto venne diffuso insieme con l'antico slavo ecclesiastico, e l'alfabeto usato per la lingua clericale ortodossa si avvicina ancora al cirillico arcaico. Comunque, nei dieci secoli successivi alla sua creazione l'alfabeto cirillico si è adattato alla lingua parlata, ha sviluppato varianti per adattarsi alle caratteristiche delle lingue nazionali ed è stato soggetto a riforme accademiche e decreti politici.

Al giorno d'oggi svariate lingue nell'Europa orientale ed in Asia utilizzano il cirillico come alfabeto ufficiale.

Forma delle lettere e tipografiaModifica

Lo sviluppo della tipografia cirillica è passato direttamente dallo stadio medievale al tardo barocco, senza una fase parallela al Rinascimento come nell'Europa occidentale.

Le lettere cirilliche tardo-medievali (si possono trovare ancora oggi sulle iscrizioni di molte icone) mostrano una forte tendenza ad essere alte e strette.

Pietro I il Grande (1682-1725), primo imperatore della Russia introdusse l'uso di rendere le lettere più simili a quelle dell'alfabeto latino agli inizi del XVIII secolo; in seguito anche le altre lingue che utilizzavano l'alfabeto cirillico occidentalizzarono la forma delle lettere.

Così, a differenza dei caratteri greci, che si mantengono comunque più conservativi, i caratteri cirillici moderni sono per buona parte simili ai caratteri latini. I caratteri cirillici maiuscoli e minuscoli non sono però così differenziati come nella tipografia latina.

I caratteri cirillici minuscoli sono per lo più versioni di dimensioni leggermente ridotte delle stesse lettere maiuscole (con poche eccezioni come la a e la е che si sono modellate sulla base delle loro corrispondenti occidentali).

 
Comparazione di alcune lettere in stampatello ed in corsivo manuale russo (G, D, I, I breve, M, T e C. Per la prima linea è stato usato il font Georgia, per la seconda Kisty CY).

Esiste una grande differenza tra le lettere scritte in stampatello e quelle in corsivo, specialmente nei manoscritti.

In bulgaro, macedone e serbo alcune lettere corsive sono diverse da quelle usate nelle altre lingue che utilizzano il cirillico.

Queste lettere vengono usate soprattutto nel corsivo maiuscolo, specialmente nei segnali stradali, scritte, manifesti e simili, e meno in giornali e libri.

La tavola seguente mostra la differenza tra le lettere in stampatello minuscolo e corsivo minuscolo nella versione russa del cirillico.
Le lettere minuscole possono confondere coloro che imparano a scrivere in cirillico, soprattutto perché alcuni di questi segni sono totalmente diversi da quelli maiuscoli e spesso assomigliano ad altre lettere dell'alfabeto latino.

Nel caso in cui il vostro browser non supportasse correttamente le forme cirilliche corsive, si può avere qui una versione grafica alternativa.
Stampatello: а б в г д е ё ж з и й к л м н о п р с т у ф х ц ч ш щ ъ ы ь э ю я
Corsivo: а б в г д е ё ж з и й к л м н о п р с т у ф х ц ч ш щ ъ ы ь э ю я

La scrittura corsiva serba e macedone differisce ulteriormente da quella russa per le lettere б, г, д, п, т[1].

Uso nelle lingueModifica

 
In verde scuro i Paesi in cui il cirillico è l'unico alfabeto ufficiale, in verde i Paesi in cui il cirillico è co-ufficiale insieme ad un altro alfabeto (latino o georgiano) e in verde chiaro i Paesi in cui anche se sono ufficiali sia il cirillico sia il latino si utilizza di fatto solo il latino.
 
Gli alfabeti utilizzati in Europa.

     greco

     greco e latino

     latino

     latino e cirillico

     cirillico

     georgiano e cirillico

     armeno

Antico slavo ecclesiasticoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Alfabeto cirillico arcaico e Antico slavo ecclesiastico.

L'alfabeto cirillico nella sua forma arcaica fu adottato per la prima volta per scrivere testi in antico slavo ecclesiastico, lingua liturgica e letteraria sviluppata da San Metodio e Cirillo.
L'alfabeto cirillico usato per i testi religiosi odierni assomiglia ancora al cirillico arcaico mantenendo l'uso di varie lettere oramai obsolete nell'uso parlato dell'alfabeto.

L'alfabeto cirillico arcaico
А Б В Г Д Є Ж Ѕ З
И І, Ї К Л М Н О П Ҁ
Р С Т Ѹ Ф Х Ѡ, Ѻ Ц Ч
Ш Щ Ъ Ь Ҍ Ю Ѧ
Ѩ Ѫ Ѭ Ѯ Ѱ Ѳ Ѵ Ѥ Ѿ

La jery (Ꙑ) in origine era una legatura della Jer e della I. La ja (Я) veniva scritta in una forma arcaica chiamata A iotizzata. Nei manoscritti più antichi non si distingueva tra maiuscolo e minuscolo.

Alfabeto cirillico in lingua MacedoneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua Macedoni e Traslitterazione del Macedone.

Con l'ingresso della Bulgaria nell'Unione europea l'alfabeto cirillico è diventato il terzo alfabeto ufficiale dell'UE.

Lettera Pronuncia AFI
А а /a/
Б б /b/
В в /v/
Г г /g/
Д д /d/
Е е /e/, /ɛ/
Ж ж /ʒ/
З з /z/
И и /i/
Й й /j/
К к /k/
Л л /l/, /ɫ/
М м /m/
Н н /n/
О о /o/
П п /p/
Р р /r/
С с /s/
Т т /t/
У у /u/
Ф ф /f/
Х х /h/
Ц ц /ʦ/
Ч ч /ʧ/
Ш ш /ʃ/
Щ щ /ʃt/
Ъ ъ /ə/, /ɤ/
Ь ь /ʲ/
Ю ю /ju/, /ʲu/
Я я /ja/, /ʲa/

Alfabeto cirillico in lingua russa con pronuncia puntuale e note filologicheModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua russa.

La tabella elenca le 33 lettere (che esprimono 38 fonemi) dell'alfabeto cirillico moderno della lingua russa e la pronuncia corrispondente.

Caratteri

+corsivo

Derivazione dal greco o

glagolitico

Traslitteraz.
ISO 9:1968

(+extra)

Trascriz.

IPA

Spiegazioni
А а; А а Α A /a/ È una "a" di albero. Se non è accentata, si riduce in una vocale neutra schwa /ə/ o in /ʌ/ o in /ɐ/. La vocale neutra schwa /ə/, che si ricava immaginando di declamare le consonanti dell'alfabeto ("a, bi, ci, di, e, effe, gi...") senza pronunciare il nome per intero ("a, b, c, d, e, f, g..."). Di solito è comoda da pronunciare. La /ʌ/ è invece la pronuncia di San Pietroburgo ed è una "o" di occhio aperta e senza tenere le labbra arrotondate. La /ɐ/ è la pronuncia di Mosca ed è una "a" di albero ma chiusa. Lo stesso suono è presente nel finale -ão in portoghese brasiliano e lusitano/europeo, basta toglierle la nasalizzazione. Si trova pure nella "a" breve in dialetto cantonese.
Б б; Б б β (versione

di Thera)

B /b/ È una "b" di balena, consonante sonora. Una consonante si dice sonora se il palmo della mano intorno alla gola sente le vibrazioni delle corde vocali quando si pronuncia. Si paragonino "ffff" e "sssss" con "mmm" e "vvvv".
В в; В в Β V /v/ È una "v" di vela, consonante sonora.
Г г; Г г Γ G /ɡ/ È una "g" di gatto che non si palatalizza mai, come invece avviene in italiano, portoghese, francese, catalano e romeno. Diventa "v" di vela nelle desinenze "-егo" e "-огo"
Д д; Д д Δ D /d/ È una "d" di dente, consonante sonora.
Е е; Е е Ε E (ye) /je/ È una "ie" di iena, dittongo con vocale chiusa. Se non accentata, si riduce in /ɪ/, cioè una "i" di piccolo aperta.
Ё ё; Ё ё Ε Ё (yo) /jo/ È una "io" di sciolto, dittongo con vocale chiusa. La lettera è stata coniata dopo E, che si modifica con l'umlaut/dieresi/tréma.
Ж ж; Ж ж

(glagolitico)

Ž (zh) /ʐ/ È una "sci" di scienza che viene resa sonora (sonorizzazione) e in più viene pronunciata con la punta della lingua piegata all'indietro come nella "r" inglese (e.g. crime). Questa tipologia di consonanti, presenti anche in cinese moderno, si dicono retroflesse/cacuminali. La lettera in glagolitico deriva forse dal segno della Costellazione dei Pesci, ♓︎, cioè due pesci affiancati.
З з; З з Ζ Z /z/ È una "s" di senza sonorizzata. Questo suono è presente pure in portoghese, francese, romeno e dialetto shanghainese.
И и; И и Η I /i/ È una "i" di piccolo. Due lettere in disuso che indicavano lo stesso suono sono Ѵ, ѵ dal greco Υ/υ e І, і dal greco Ι. Quest'ultima era dunque identica all'alfabeto latino. Se non accentata, si apre leggermente in una /ɪ/.
Й й; Й й Η J /j/ È una "i" di sedia, semivocalica. La lettera è stata coniata in seguito con una modifica di H
К к; К к Κ K /k/ È una "c" di cane/"k" di koala, consonante sorda.
Л л; Л л Λ L /ɫ/ È una "l" di leva, consonante sonora. Il tildo in IPA indica però che è la Dark L, contrapposta alla Light L: la Dark L si trova tipicamente in inglese (e.g. "milk"), portoghese e catalano ed è molto enfatica siccome ha il dorso della lingua sollevato. Un'antica variante di questo suono era quasi identica alla lamba in greco, che è Λ, λ.
М м; М м Μ M /m/ È una "m" di mano, consonante sonora.
Н н; Н н Ν N /n/ È una "n" di nave, consonante sonora. La /n/, se compare prima del suono retroflesso /ʐ/, straordinariamente non si retroflette. Di contro, sia /m/ che /n/ si assimilano di fronte alla /f/ (vedi avanti) come nell'italiano anfora: entrambe le consonanti nasali mutano in /ɱ/ labiodentale, pronunciata cioè con gli incisivi dell'arcata dentaria superiore a contatto con il labbro inferiore (e.g. комфорт comfort; нимфа ninfa; амфетамин amfetamine). L'assimilazione e accomodamento della nasale avviene pure se /n/ è seguita da /k/ e /g/ in prestiti: si assimila in /ŋ/ come nell'italiano panca e fango e si pronuncia con il dorso della lingua a contatto con la zona tondeggiante del palato (e.g. вашингтон Washington; бангладеш Bangladesh; маркетинг marketing; инстинкт istinto). I cluster con /n/ seguita da /b/ compaiono in prestiti per imitare l'ortografia originale (e.g. эдинбург Edinburgh; канберра Canberra), mentre la combinazione seguita da /p/ è rarissima (e.g. аванпост avamposto/outpost). Ebbene, in queste combinazioni si assimila in /m/.
О о; О о Ο O /o/ È una "o" di occhio, vocale chiusa e arrotondata/procheila. Una vocale si dice arrotondata se viene pronunciata con le labbra arrotondate fino a formare un cerchiolino. Se non arrotondata, si riduce anch'essa nella vocale neutra schwa /ə/ o in /ʌ/. Un'antica lettera che anticamente aveva questo suono è Ѡ ѡ, dal greco ω omicron. Questa vocale si trova nel dittongo /jo/ spiegato in precedenza.
П п; П п Π P /p/ È una "p" di palla, consonante sorda. Se si piega la parte in basso diventa /ɫ/.
Р р; Р р Ρ R /r/; -/ɾ/- È una "r" di rana, consonante sonora. Se intervocalica, da polivibrante diventa monovibrante come nell'italiano arare o nell'inglese statunitense city, better.
С с; С с Ϲ S /s/ È una "s" di senza, consonante sorda.
Т т; Т т Τ T /t/ È una "t" di tavolo, consonante sorda.
У у; У у Υ U /u/ È una "u" di unico, vocale arrotondata. Se non accentata, resta arrotondata ma si apre leggermente in una /ʊ/.
Ф ф; Ф ф Φ F /f/ È una "f" di farfalla, consonante sorda. Un'antica lettera usata per scrivere lo stesso suono è Ѳ, ѳ dal greco Θ, θ.
Х х; Х х Χ CH (kh) /x/ È una "c" di cane pronunciata senza contatto tra organi.
Ц ц; Ц ц

(glagolitico)

C (ts) /t͡s/ È una "z" di zero, pronunciata sorda (nel Norditalia si sonorizza). La lettera in glagolitico, avente lo stesso suono, deriva dalla forma finale della tsade in ebraico: ץ.
Ч ч; Ч ч

(glagolitico)

Č (ch) /t͡ɕ/ È una "ci" di ciao, consonante sorda. In più, è fortemente palatalizzata, cioè si pronuncia con la lingua già in posizione di "gn" di gnomo. La lettera è più tondeggiante e slanciata rispetto a Ц. Deriva forse dalla tsade in ebraico: צ.
Ш ш;

Ш ш

(glagolitico)

Š (sh) /ʂ/ È una "sci" di scienza, consonante sorda e in più retroflessa. La lettera in glagolitico, in cui non era retroflessa, deriva dalla shin in ebraico: ש.
Щ щ;

Щ щ

(glagolitico)

ŠČ (sch) /ɕː/ È una "sci" di ascia, pronunciata tensificata/geminata/raddoppiata come in italiano e in più palatalizzata. Deriva da un'antica /ʃt͡ʃ/, cioè un cluster consonantico a due membri formato da una comune "sci" di scienza con accanto una "ci" di ciao. Ш non ha il dentino in basso. La lettera Ⱋ in glagolitico (indicava il cluster /ʃt/) deriva da una modifica di Ⱅ /t/, forse una modifica del greco τ.
Ъ ъ; Ъ ъ

(glagolitico)

" - - - È un segnale ortografico detto "segno forte" (in cima alla lettera c'è uno spuntone assente in Ь). Lo spuntone indica l'assenza di palatalizzazione della consonante che lo precede. La lettera in glagolitico deriva forse da una modifica di Ⱁ, dall'origine sconosciuta. Ⱏ in glagolitico indicava la vocale /ɯ/, cioè una "u" di unico non arrotondata (cioè pronunciata con le labbra rilassate).
Ы ы; Ы ы Ы < Ꙑ < [Ъ+І] Y [ɨ] È una "i" di piccolo, ma non è una vocale anteriore alta, ma è centrale, cioè con tutta la lingua sollevata e posizionata al centro del palato, più indietro rispetto a /i/. Si può approssimare il suono immaginando di pronunciare una "i" con una penna in mezzo ai denti, come un cane che tiene un osso tra le fauci.
Ь ь; Ь ь

(glagolitico)

' -/ ʲ/ È un segnale ortografico detto "segno debole", e palatalizza la consonante che la precede (la palatalizzazione avviene per mancanza dello spuntone). Per la palatalizzazione, vedi sotto la tabella. In glagolitico trascriveva la vocale neutra schwa /ə/.
Э э; Э э ϡ (sampi) o

ebraico ה

Ė, è /ɛ/ È una "è" di è, tè, vocale aperta come in italiano (ma se la sillaba è chiusa si chiude in /e/). Se non accentata, si riduce in una /ɪ/ aperta. Un'altra lettera antica che trascriveva lo stesso suono, /e/, è Ѣ, ѣ dal glagolitico Ⱑ (dal greco A).
Ю ю;

Ю ю

І + ОУ, con

caduta di У

(ОУ /u/ è

O + Y

dal greco)

JU (yu) /ju/ È una "iu" di iuta, dittongo con vocale arrotondata chiusa. Una stessa lettera che indicava lo stesso suono è Ѫ, ѫ dal glagolitico Ⱘ [Ⰵ /ɛ/ + Ⱔ /ɛ̃/], a cui si aggiunge Ѭ, ѭ come legatura [І + Ѫ] dal glagolitico Ⱙ [lettera sconosciuta +Ⱔ]. La lettera sconosciuta sembra una Ⰷ capovolta o una modifica di Ⱖ.
Я я; Я я variazione

di Ѧ

JA (ya) /ja/ È una "ia" di schianto: è un dittongo. Una lettera che indicava lo stesso suono è Ѧ, ѧ dal glagolitico Ⱔ (derivato a sua volta dal greco ε e indicante la "e" aperta e nasalizzata /ɛ̃/), a cui si aggiunge Ѩ, ѩ come legatura [І + Ѧ] (a sua volta derivato da una legatura che modifica Ⱔ in glagolitico con cui si otteneva /jɛ̃/).

A queste lettere si aggiungono i cluster arcaici e già spariti prima del 1750 /ks/ Ѯ ѯ, originata dal greco Ξ, e /ps/ Ѱ ѱ, originata dal greco Ψ.

Quanto alla palatalizzazione, avviene con quasi tutte le consonanti dell'alfabeto russo e in IPA vengono trascritte con la piccola "j" scritta come apice. La /n/ palatalizzata tende a diventare una "gn" di gnomo, mentre /ts, ʂ, ʐ/ non si palatalizzano mai, come anche /tɕ, ɕː/ perché già palalizzate. Anche la semivocale /j/ non si palatalizza mai. Quanto a tutte le altre lettere in russo, quando si palatalizzano si pronunciano con la punta della lingua già in posizione di "gn" di gnomo. Quelle che subiscono una mutazione fonologica molto vistosa e di grande interesse sono suoni come /t/ e /d/: la /tʲ/ è una "t" di tavolo sorda ma pronunciata con la punta della lingua come "gn" di gnomo. La Dark L resta enfatica, ma l'enfasi viene data qui dalla palatalizzazione, quindi un diverso tipo di sporgenza della lingua. L'ultima mutazione vistosa riguarda /k, g, x/: sono pronunciate con la lingua molto sporgente in avanti, in una posizione che si individua pronunciando alla massima velocità "ke-ki-ke-ki-ke-ki-ke-ki" lasciando la lingua libera di muoversi, paragonabile con la posizione standard ("ko-ku-ko-ku-ko-ku-ko-ku").

Quanto alla defonologizzazione, se /b/, /d/, /ɡ/, /v/, /z/, e /ʐ/ (anche palatalizzati) compaiono a fine parola e la parola successiva inizia con una consonante sorda, si defonologizzano, cioè perdono la vibrazione delle corde vocali. Un fenomeno simile avviene anche in tedesco.

Quanto all'accento tonico, viene indicato con l'accento acuto in un buon dizionario. La posizione giusta dell'accento, che può cadere su ogni sillaba e da cui derivano le riduzioni vocaliche, si sbroglia proprio consultando un buon dizionario.

Alfabeto cirillico in lingua ucrainaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Alfabeto cirillico ucraino e Lingua ucraina.
А а Б б В в Г г Ґ ґ Д д Е е Є є Ж ж З з И и
І і Ї ї Й й К к Л л М м Н н О о П п Р р С с
T т У у Ф ф Х х Ц ц Ч ч Ш ш Щ щ Ь ь Ю ю Я я
  • Г, г si pronuncia /ɦ/, è una consonante faringale pari ad una "H" sonora.
  • Ґ, ґ si pronuncia /ɡ/, pari alla "G" italiana in "gatto"; non è inclusa nell'alfabeto ucraino ufficiale adottato dall'Unione Sovietica nel 1933.
  • Е, е si pronuncia /e/.
  • Є, є si pronuncia /je/.
  • И, и si pronuncia /ɪ/, vocale intermedia tra la "I" e la "E", quindi una "I" molto larga.
  • І, і si pronuncia /i/.
  • Ї, ї si pronuncia /ji/.
  • Й, й si pronuncia /j/, la semiconsonante italiana "I".
  • Un apostrofo () corrisponde al "segno duro" russo "Ъ".

Alfabeto cirillico in lingua bielorussaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua bielorussa.
А а Б б В в Г г Д д Е е Ё ё Ж ж
З з І і Й й К к Л л М м Н н О о
П п Р р С с Т т У у Ў ў Ф ф Х х
Ц ц Ч ч Ш ш Ы ы Ь ь Э э Ю ю Я я

Fino al 1933 era presente anche il carattere Ґ (/g/).

  • І, і è scritta e si pronuncia come il carattere latino I
  • Й, й è la "i" semiconsonante
  • Ў, ў è la "u" semiconsonante
  • Щ, щ non esiste, ed è sostituita dal digramma ШЧ / шч
  • Г, г è una consonante fricativa sonora, pronunciata /ɦ/
  • Alcune pubblicazioni considerano i digrammi ДЖ / дж e ДЗ/дз come lettere a sé stanti; la prima corrisponde alla g dolce italiana (come in gelo), la seconda alla z sonora italiana (come in zero)
  • Un apostrofo (') corrisponde al "segno duro" russo Ъ

Alfabeto cirillico in lingua serbaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua serba.
А а
(A a)
Б б
(B b)
В в
(V v)
Г г
(G g)
Д д
(D d)
Ђ ђ
(Đ đ)
Е е
(E e)
Ж ж
(Ž ž)
З з
(Z z)
И и
(I i)
Ј ј
(J j)
К к
(K k)
Л л
(L l)
Љ љ
(LJ lj)
М м
(M m)
Н н
(N n)
Њ њ
(NJ nj)
О о
(O o)
П п
(P p)
Р р
(R r)
С с
(S s)
Т т
(T t)
Ћ ћ
(Ć ć)
У у
(U u)
Ф ф
(F f)
Х х
(H h)
Ц ц
(C c)
Ч ч
(Č č)
Џ џ
(DŽ dž)
Ш ш
(Š š)
  • Г, г si pronuncia come la "g" in "ghiaccio" (mai come in "gesso").
  • Ђ, ђ si pronuncia /ʥ/, è pronunciata con la punta della lingua più anteriore rispetto alla "g" italiana in "giro".
  • Е, е si pronuncia /ɛ/.
  • Ж, ж si pronunciata come la "j" francese in "jour".
  • З, з si pronunciata come la "s" in "rosa" (mai come in "sole").
  • Ј, ј si pronuncia /j/, cioè la semivocale italiana "i".
  • Љ, љ si pronuncia /ʎ/, è una "l" palatalizzata, come il suono italiano del gruppo "gl" in "aglio".
  • Њ, њ si pronuncia /ɲ/, è una "n" palatalizzata, come il suono italiano del gruppo "gn" in "gnomo".
  • Ћ, ћ si pronuncia /ʨ/ , è pronunciata con la punta della lingua più anteriore rispetto alla "c" italiana in "cena".
  • Х, х si pronuncia aspirata come la "ch" in "Bach".
  • Ц, ц si pronuncia come la "z" in "nazione" (mai come in "zanzara").
  • Ч, ч si pronuncia /t̪ʂ/, è pronunciata con la punta della lingua più posteriore rispetto alla "c" italiana in "cena".
  • Џ, џ si pronuncia /d̪ʐ/, è pronunciata con la punta della lingua più posteriore rispetto alla "g" italiana in "giro".
  • Ш, ш si pronuncia come "sc" in "sciroppo".

Alfabeto cirillico in lingua macedoneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua macedone.
А а Б б В в Г г Д д Ѓ ѓ Е е Ж ж З з Ѕ ѕ И и
Ј ј К к Л л Љ љ М м Н н Њ њ О о П п Р р С с
Т т Ќ ќ У у Ф ф Х х Ц ц Ч ч Џ џ Ш ш
  • Ѕ, ѕ si pronuncia /ʣ/, come la z sonora di zero
  • Ј, ј si pronuncia /j/, cioè la i semivocale, come la Й russa
  • Ѓ, ѓ si pronuncia /ɟ/, una g dura palatalizzata
  • Ќ, ќ si pronuncia /c/, una k palatalizzata
  • Љ, љ si pronuncia /ʎ/, è una l palatalizzata, come il suono italiano di gl in aglio
  • Њ, њ si pronuncia /ɲ/, è una n palatalizzata, come il suono italiano di gn in gnomo
  • Џ, џ si pronuncia /ʤ/, g dolce (come in gelo).
  • Ш, ш si pronuncia /ʃ/ come la sc di scivolo ed è l'ultima lettera; le successive dell'alfabeto cirillico non esistono.

Alfabeto cirillico in lingua rutenaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua rutena.
L'alfabeto ruteno
А а Б б В в Г г Ґ ґ Д д Е е Є є Ё ё Ж ж З з
И и I і Ы ы Ї ї Й й К к Л л М м Н н О о П п
Р р С с Т т У у Ф ф Х х Ц ц
Я я Ь ь Ъ ъ

In grassetto le lettere non presenti nell'alfabeto ruteno usato in Vojvodina.

Lingue non slaveModifica

Questi alfabeti sono stati creati generalmente seguendo il modello russo, ma spesso presentano notevoli differenze, soprattutto quando sono stati adattati alle lingue caucasiche. Le prime versioni furono create da missionari ortodossi per i popoli ugrofinnici e turchi della zona dei monti Urali (i mari, gli udmurt, i mordvini, i ciuvasci, i tatari) nella seconda metà del XIX secolo. In seguito alcuni alfabeti vennero creati per altri popoli siberiani e caucasici che si erano da poco convertiti al Cristianesimo. Negli anni 30 alcune lingue abbandonarono questi alfabeti cirillici modificati per adottare l'Alfabeto turco uniforme. Tutti i popoli dell'ex-Unione Sovietica che utilizzavano una scrittura araba o un altro tipo di scrittura asiatica (alfabeto oirat mongolico, ecc.) adottarono anch'essi l'alfabeto cirillico, e durante le grandi purghe alla fine degli anni '30, tutti gli alfabeti basati sull'alfabeto latino furono abbandonati in favore del cirillico nell'intera Unione Sovietica (le repubbliche baltiche, annesse in seguito, conservarono l'alfabeto latino). L'alfabeto abcaso venne abbandonato a favore dell'alfabeto georgiano, ma dopo la morte di Stalin, anche l'abcaso adottò il cirillico. L'ultima lingua ad adottare il cirillico fu il gagauz, che fino ad allora aveva utilizzato l'alfabeto greco.

In Uzbekistan, Azerbaigian e Turkmenistan, l'uso del cirillico per scrivere le lingue locali è stata spesso una questione politicamente controversa dopo il collasso dell'Unione sovietica, poiché rievoca l'era del governo sovietico e della russificazione. Anche alcune etnie della Russia, come i tartari, hanno provato ad abbandonare l'uso del cirillico ma il cambiamento è stato bloccato perché in contrasto con la legislazione russa. Parecchie lingue hanno cambiato alfabeto passando dal cirillico ad un altro basato sull'alfabeto latino o ritornando alla scrittura precedente.

Diversamente dall'alfabeto latino, che normalmente si adatta alle varie lingue aggiungendo alle lettere già esistenti accenti, dieresi, tildi e cediglie, l'alfabeto cirillico si adatta generalmente creando lettere di forma totalmente nuova. In alcuni alfabeti inventati nel XIX secolo, come la versione modificata per la lingua mari, la lingua udmurta e la lingua ciuvascia, anche le dieresi ed i brevi sono stati usati.

Lingue romanzeModifica

MoldavoModifica

Tale alfabeto è stato usato in Moldavia (allora parte dell'Unione Sovietica) fino al 1989, quando fu decretato il passaggio all'alfabeto latino, ed è ancora in vigore all'interno della regione separatista della Transnistria. Esso è simile al vecchio sistema di scrittura romena, abbandonato dal Regno di Romania già nel XIX secolo ma che fu conservato nella regione della Bessarabia fino al 1917, allora parte dell'Impero russo.

Nel seguente schema viene riportato il corrispondente carattere in latino utilizzato e la relativa pronuncia.

Alfabeto cirillico Alfabeto latino Nome della lettera Note AFI
А а a а   /a/
Б б b бе   /b/
В в v ве   /v/
Г г g, gh ге traslitterato come gh se prima della lettera i o e, negli altri casi g /ɡ/
Д д d де   /d/
Е е e, ie е traslitterato ie dopo una vocale, e generalmente all'inizio di parola, negli altri casi e /e/, /je/
Ж ж j же   /ʒ/
Ӂ ӂ g ӂе prima i e e /dʒ/
З з z зе   /z/
И и i, ii и ii usato alla fine di una parola, i negli altri casi /i/
Й й i "и" скурт prima delle vocali /j/
К к c, ch ка ch prima i e e, c negli altri casi /k/
Л л l ле   /l/
М м m ме   /m/
Н н n не   /n/
О о o о   /o/
П п p пе   /p/
Р р r ре   /r/
С с s се   /s/
Т т t те   /t/
У у u у   /u/
Ф ф f фе   /f/
Х х h ха   /h/
Ц ц ţ це   /ts/
Ч ч c че prima i e e /tʃ/
Ш ш ş ше   /ʃ/
Ы ы â, î ы â a metà parola, î all'inizio e alla fine della parola /ɨ/
Ь ь i семнул моале di solito usata a fine parola /ʲ/ (palatizzazione della consonante precedente)
Э э ă э   /ə/
Ю ю iu ю   /ju/, /ʲu/
Я я ea, ia я ea dopo una consonante oppure е, ia negli altri casi /ja/, /ʲa/

Lingue turcheModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingue turche.
AzeroModifica
 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua azera.

L'alfabeto cirillico è stato usato per la lingua azera dal 1939 al 1991, quando è stato abbandonato a favore dell'alfabeto latino.

BaškiroModifica
 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua baškira.

L'alfabeto cirillico venne adottato dalla lingua baškira nell'inverno del 1938.

L'alfabeto baškiro
А а Б б В в Г г Ғ ғ Д д Ҙ ҙ Е е Ё ё Ж ж З з
И и Й й К к Ҡ ҡ Л л М м Н н Ң ң О о Ө ө П п
Р р С с Ҫ ҫ Т т У у Ү ү Ф ф Х х Һ һ Ц ц Ч ч
Ш ш Щ щ Ъ ъ Ы ы Ь ь Э э Ә ә Ю ю Я я

In grassetto le lettere inesistenti nell'alfabeto russo.

Pronuncia delle lettere in grassetto:

ChirghisoModifica
 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua chirghisa.

La lingua chirghisa è stata scritta anche in alfabeto latino ed arabo.

L'alfabeto chirghiso
А а Б б Г г Д д Е е Ё ё Ж ж З з И и Й й К к
Л л М м Н н Ң ң О о Ө ө П п Р р С с Т т У у
Ү ү Х х Ч ч Ш ш Ы ы Э э Ю ю Я я

Pronuncia delle lettere in grassetto:

CiuvascioModifica
 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua ciuvascia.

L'alfabeto cirillico venne adottato dalla lingua ciuvascia alla fine del XIX secolo, con alcune modifiche nel 1938.

L'alfabeto ciuvascio
А а Ӑ ӑ Б б В в Г г Д д Е е Ё ё Ӗ ӗ Ж ж З з
И и Й й К к Л л М м Н н О о П п Р р С с Ҫ ҫ
Т т У у Ӳ ӳ Ф ф Х х Ц ц Ч ч Ш ш Щ щ Ъ ъ Ы ы
Ь ь Э э Ю ю Я я

Pronuncia delle lettere in grassetto:

KazakoModifica
 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua kazaka.

La lingua kazaka viene scritta anche con l'alfabeto latino (in Turchia, ma non in Kazakistan), e con una versione modificata dell'alfabeto arabo (in Cina, Iran ed Afghanistan).

L'alfabeto kazako
А а Ә ә Б б В в Г г Ғ ғ Д д Е е Ё ё Ж ж З з
И и Й й К к Қ қ Л л М м Н н Ң ң О о Ө ө П п
Р р С с Т т У у Ұ ұ Ү ү Ф ф Х х Һ һ Ц ц Ч ч
Ш ш Щ щ Ъ ъ Ы ы І і Ь ь Э э Ю ю Я я

Le lettere cirilliche Вв, Ёё, Цц, Чч, Щщ, Ъъ, Ьь e Ээ non vengono usate per le parole native kazake, ma solo nei prestiti russi.

UzbecoModifica
 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua uzbeca.

L'alfabeto cirillico viene usato tuttora per la lingua uzbeca, anche se il governo ha adottato una versione dell'alfabeto latino per rimpiazzarlo. La data finale per l'utilizzo ufficiale dell'alfabeto cirillico è stata però ripetutamente rinviata. L'ultima fu fissata al 2005, ma è stata ulteriormente rinviata di alcuni anni. Alcuni studiosi non sono convinti che si potrà arrivare ad un abbandono definitivo.

L'alfabeto cirillico uzbeco
А а Б б В в Г г Д д Е е Ё ё Ж ж З з И и Й й К к
Л л М м Н н О о П п Р р С с Т т У у Ф ф Х х Ч ч
Ш ш Ъ ъ Э э Ю ю Я я Ў ў Қ қ Ғ ғ Ҳ ҳ

Lingue caucasicheModifica

AbcasoModifica
 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua abcasa.

L'abcaso è una lingua caucasica nordoccidentale, parlata nella Repubblica autonoma dell'Abcasia, in Georgia.

L'alfabeto abcaso
А а Б б В в Г г Гь гь Ҕ ҕ Ҕь ҕь Д д Дә дә Џ џ Џь џь
Е е Ҽ ҽ Ҿ ҿ Ж ж Жь жь Жә жә З з Ӡ ӡ Ӡә ӡә И и Й й
К к Кь кь Қ қ Қь қь Ҟ ҟ Ҟь ҟь Л л М м Н н О о Ҩ ҩ
П п Ҧ ҧ Р р С с Т т Тә тә Ҭ ҭ Ҭә ҭә У у Ф ф Х х
Хь хь Ҳ ҳ Ҳә ҳә Ц ц Цә цә Ҵ ҵ Ҵә ҵә Ч ч Ҷ ҷ Ш ш Шь шь
Шә шә Щ щ Ы ы

Lingue iranicheModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingue iraniche.
OssetoModifica
 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua osseta.

La lingua osseta ha adottato ufficialmente il cirillico nel 1937.

L'alfabeto osseto
А а Ӕ ӕ Б б В в Г г Гъ гъ Д д Дж дж Дз дз Е е Ё ё
Ж ж З з И и Й й К к Къ къ Л л М м Н н О о П п
Пъ пъ Р р С с Т т Тъ тъ У у Ф ф Х х Хъ хъ Ц ц Цъ цъ
Ч ч Чъ чъ Ш ш Щ щ Ъ ъ Ы ы Ь ь Э э Ю ю Я я
TagicoModifica
 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua tagica.

La lingua tagica (a volte chiamata dialetto tagico della lingua persiana) usa una versione modificata dell'alfabeto cirillico.

Alfabeto tagico
А а
(A a)
Б б
(B b)
Г г
(G g)
Д д
(D d)
Е е
(E e)
Ё ё
(JO jo)
Ж ж
(Ƶ ƶ)
З з
(Z z)
И и
(I i)
Й й
(J j)
К к
(K k)
Л л
(L l)
М м
(M m)
Н н
(N n)
О о
(O o)
П п
(P p)
Р р
(R r)
С с
(S s)
Т т
(T t)
У у
(U u)
Ф ф
(F f)
Х х
(X x)
Ч ч
(C c)
Ш ш
(Ş ş)
Ъ ъ
(' ')
Э э
(E e)
Ю ю
(JU ju)
Я я
(JA ja)
Ғ ғ
(Ƣ ƣ)
Ӣ ӣ
(Ī ī)
Қ қ
(Q q)
Ў ў/Ӯ ӯ
(Ū ū)
Ҳ ҳ
(H h)
Ҷ ҷ
(Ç ç)

Lingue mongoleModifica

Le lingue mongole includono il khalkha (in Mongolia), il buriat (intorno al Lago Baikal) ed il calmucco (a nord-ovest del Mar Caspio). Il khalka viene scritto anche con l'alfabeto oirat, che sta venendo reintrodotto lentamente in Mongolia.

KhalkhaModifica
 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua mongola.
L'alfabeto khalkha mongolo
А а Б б В в Г г Д д Е е Ё ё Ж ж З з И и Й й
К к Л л М м Н н О о Ө ө П п Р р С с Т т У у
Ү ү Ф ф Х х Ц ц Ч ч Ш ш Щ щ Ъ ъ Ы ы Ь ь Э э
Ю ю Я я

Le lettere cirilliche Кк, Фф e Щщ non vengono utilizzate nelle parole native mongole, ma solo per i prestiti dal russo.

BuriatModifica

L'alfabeto cirillico buriat (буряад) è simile a quello khalkha, ma la Ь indica palatalizzazione come in russo. Il buriat non usa Вв, Кк, Фф, Цц, Чч, Щщ o Ъъ nelle parole native.

L'alfabeto buriat
А а Б б В в Г г Д д Е е Ё ё Ж ж З з И и Й й
Л л М м Н н О о Ө ө П п Р р С с Т т У у Ү ү
Х х Һ һ Ц ц Ч ч Ш ш Ы ы Ь ь Э э Ю ю Я я
CalmuccoModifica

L'alfabeto cirillico calmucco (хальмг) è simile a quello khalkha, ma le lettere Ээ, Юю ed Яя appaiono solo all'inizio di parola. In calmucco, le vocali lunghe vengono scritte due volte nella prima sillaba (нөөрин), ma una volta sola nelle sillabe successive. Le vocali corte vengono spesso omesse nelle sillabe successive alla prima (хальмг = /xaʎmag/).

L'alfabeto calmucco
А а Ә ә Б б В в Г г Һ һ Д д Е е Ж ж Җ җ З з
И и Й й К к Л л М м Н н Ң ң О о Ө ө П п Р р
С с Т т У у Ү ү Х х Ц ц Ч ч Ш ш Ь ь Э э Ю ю
Я я

NoteModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

BielorussoModifica

GeneraleModifica

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