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Papà è un fantasma
Ghost Dad - Papà è un fantasma.jpg
Bill Cosby in una scena del film
Titolo originaleGhost Dad
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1990
Durata83 min
Generecommedia, fantastico
RegiaSidney Poitier
SoggettoBrent Maddock, S.S. Wilson
SceneggiaturaChris Reese, Brent Maddock, S.S. Wilson
ProduttoreTerence Nelson, David Wisnievitz
Produttore esecutivoStan Robertson
FotografiaAndrew Laszlo
MontaggioPembroke J. Herring
MusicheHenry Mancini
ScenografiaHenry Bumstead
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Papà è un fantasma (Ghost Dad) è un film del 1990 diretto da Sidney Poitier e interpretato da Bill Cosby.

TramaModifica

Elliot Hopper, vedovo con tre figli a carico, è sempre impegnato con il suo lavoro col risultato che, alla fine, non ha mai tempo da dedicare ai suoi figli. Nell'azienda dove lavora si sta per concludere un importante affare di cui Elliot è intermediario, ma improvvisamente muore in un incidente automobilistico, provocato dalla caduta del taxi in cui viaggiava in un lago, insieme allo spericolato e pazzo tassista Curtis Burch. Elliot, però, si rende conto di non essere morto e di avere alcuni giorni a disposizione (anche se in veste di fantasma) per cercare di mettere a posto i suoi affari sulla Terra. Elliot, trovandosi in una situazione di stallo, viene richiamato dal Medium Edith Moser, il quale afferma che a causa di un errore commesso "dall'Alto" è costretto, almeno per il momento, a rimanere sulla terra.

Una volta spiegato il problema ai figli, Elliot si accorge che vivere da fantasma è tutt'altro che semplice: non può rimanere esposto alla luce e, come se non bastasse, è costretto ad architettare mille metodi per non farsi scoprire e per cercare di far sembrare tutto normale al lavoro, dovendo assolutamente portare a conclusione l'affare dell'Azienda. Facendo ciò, trascura però i figli, litigando con la maggiore, Dianne, per via di un ragazzo, Tony, e non ascoltando i problemi degli altri due figli Amanda e Danny, trovandosi inoltre a dover rinunciare a frequentare la sua vicina Joan, con la quale ha una storia. Il giorno della conclusione della trattativa arriva e il suo capo, già infuriato per le sue assenze al lavoro durante i giorni passati, dà un'ultima possibilità ad Elliot, il quale pur assentandosi per aiutare il figlio Danny a scuola, riesce a portare l'affare ad una conclusione positiva.

Nonostante ciò, viene licenziato e, tornando a casa, incontra Joan, alla quale rivela finalmente la verità: essendo un fantasma, la loro relazione non può più andare avanti. In quel preciso momento però, ricompare Edith, il quale asserisce che in realtà Elliot non è morto, ma si trova in quello stato perché ha semplicemente perso il corpo, cosa che era successa in passato anche a suo padre; decidono dunque di andare a cercare il corpo nel lago, ma Dianne, cadendo dalle scale, perde i sensi: trasportata in ospedale, compare nello stesso stato "fantasmagorico" del padre ma, non volendo inizialmente tornare nel suo corpo, viene poi convinta grazie al discorso che quest'ultimo fa, dicendole che non bisogna rinunciare alla vita. In procinto di andarsene, Elliot riesce, proprio grazie a Dianne, a ritrovare il suo corpo che, scambiato con quello del tassista, era stato portato in ospedale in stato vegetativo. Entrambi rientrano nei propri corpi, tornando così alla vita normale.

ProduzioneModifica

Inizialmente, John Badham avrebbe dovuto dirigere il film con Steve Martin nel ruolo del protagonista Elliot Hopper. Tuttavia, sia Badham che Martin abbandonarono il progetto per ragioni ignote. Di conseguenza, la Universal scritturò Sidney Poitier e Bill Cosby come sostituti.[1][2]

NoteModifica

  1. ^ Leonard Klady, Cinefile, Los Angeles Times, 28 febbraio 1988. URL consultato il 16 luglio 2015.
  2. ^ Bradford Evans, The Lost Roles of Steve Martin, Splitsider, 25 ottobre 2012. URL consultato il 16 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2015).

Collegamenti esterniModifica