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Giovanni Angelo Del Maino

scultore e intagliatore italiano
G.A. Del Maino, statua di Nicodemo (derivante da un Compianto smembrato), legno, ca. 1518, Milano, Castello Sforzesco, Civiche raccolta d’Arte Applicata

Giovan Angelo Del Maino (attivo a Pavia tra il 1496 ed il 1536; Milano ?, 1475 circa – ...) è stato uno scultore, intagliatore del legno italiano, esponente di primo piano nel campo della scultura lignea nel ducato di Milano all’inizio del XVI secolo.

Vita ed opereModifica

Nacque probabilmente a Milano verso il 1470 da Giacomo Del Maino, magister a lignamine, che dirigeva una delle principali botteghe milanesi di produzione lignea di arredi sacri.

Cresciuto, assieme al fratello Tiburzio, presso la bottega paterna, Giovanni Angelo assorbì presto le molteplici capacità tecniche necessarie per realizzare la vasta gamma di arredi sacri richiesti agli artisti del legno (stalli dei cori, struttura architettoniche e statue per ancone d'altare, gruppi scultorei, rilievi scolpiti, crocifissi, ecc.) e mutuò dal padre un linguaggio artistico vigorosamente espressivo, un po' aspro e tagliente, non privo di suggestioni nordiche.

Giacomo decise di trasferire la sua bottega a Pavia, attratto forse dalle importanti commesse per le decorazioni della Certosa grazie ai contatti con l'Amadeo[1].

Nel 1496 anche i suoi due figli sono registrati per la prima volta a Pavia come maestri del legno. A quella data Giacomo manteneva la direzione della bottega: le prime opere nelle quali si comincia ad osservare il maggior talento artistico di Giovan Angelo sono frutto di una stretta collaborazione col padre, come ad esempio avviene nell'imponente Ancona di Santo Stefano nella Basilica di San Michele Maggiore a Pavia e nel Crocifisso nella collegiata di San Giovanni Battista (monumento nazionale) a Castel San Giovanni.

Ben presto, tuttavia, il giovane Giovan Angelo iniziò a ricercare una dimensione autonoma e si trovò a misurarsi con le apprezzate novità del classicismo lombardo, in specie con le sculture di Briosco e del Bambaja.

Testimonianze di uno stile ormai rinnovato, più morbido ed attento ai dettagli esecutivi - quasi a voler competere con la lavorazione del marmo - si hanno nel rilievo con le figure del Compianto sul Cristo morto (1500-1505), ora a Berlino; poi nel Presepe della collegiata di San Martino a Treviglio non distante cronologicamente dalla frammentaria Crocifissione nella casa parrocchiale di Albate, e nel Duomo di Como dall'esuberante apparato decorativo dell'altare di Sant'Abbondio del (1514 e dell'altare del Crocifisso del 1515). In quest'ultima opera, l'adozione di sfarzose decorazioni a grottesche, secondo un gusto importato da Roma, ha fatto pensare ad un suo viaggio romano (di cui tuttavia non si ha documentazione). Si deve tuttavia ricordare che, a quella data, la "cultura delle grottesche" aveva già, in pittura, numerosi adepti, come Stefano Scotto e Gaudenzio Ferrari.

L'altare del Duomo di Como dovette conferire grande prestigio e notorietà alla bottega di Giovanni Angelo; in essa operava anche il fratello Tiburzio. Molte sono le opere frutto di collaborazione tra i due fratelli, nelle quali si riesce in qualche modo a distinguere la mano dell'uno e dell'altro, ad esempio nel Compianto uscito dalla loro bottega intorno al 1510 è collocato nella chiesa di Santa Marta a Bellano (opera nella quale sembra prevalere l'impronta del fratello Tiburzio, meno aggiornata sui modi del classicismo lombardo).

La bottega dei due fratelli divenne il principale punto di riferimento della scultura lignea nelle terre del ducato milanese.

Tra le opere di maggior rilievo nella fase successiva dell'attività di Giovan Angelo si possono citare: l'ancona d'altare nel Santuario dell'Assunta a Morbegno (1516-1519), dorata e dipinta da Gaudenzio Ferrari e Fermo Stella; il rilievo con lo Sposalizio della Vergine al Museo Poldi Pezzoli a Milano; il maestoso altare con la scena della Crocifissione che sormonta una predella intagliata con la scena della Natività proveniente da Piacenza e ora conservato a Londra, al Victoria and Albert Museum.

Tra le sue opere maggiori si deve altresì menzionare il Compianto nella chiesa di San Paolo a Gambolò degli anni (1532-1536)[2], ove le sei figure, a grandezza naturale, che partecipano al lamento funebre si lasciano ammirare per la leonardesca attenzione alle emozioni espresse dai volti e per la finissima resa dei panneggi degli abiti vivacemente colorati.

I gruppi scultorei raffiguranti il Compianto sul Cristo morto erano particolarmente popolari in Lombardia e costituirono fonte di numerose commesse per i Del Maino: un altro Compianto uscito dalla loro bottega è quello della chiesa di Santa Marta a Bellano (opera nella quale sembra prevalere l'impronta del fratello Tiburzio, meno aggiornata sui modi del classicismo lombardo), mentre statue derivanti da Compianti mutili eseguite da Giovan Angelo si trovano nella chiesa di San Martino a Cuzzago e nelle civiche raccolte del Castello Sforzesco di Milano.

NoteModifica

  1. ^ Schofield, Shell, Sironi, 1989.
  2. ^ Guglielmetti, 2005, 220-223, nota III.22.

BibliografiaModifica

  • Richard V. Schofield, Janice Shell, Grazioso Sironi, Giovanni Antonio Amadeo/ I documenti, Edizioni New Press, Como 1989.
  • Paolo Venturoli, Del Maino (ad vocem), Dizionario Biografico degli Italiani, XXXVIII, Roma 1990, pp. 103-111.
  • Angela Guglielmetti, Scultura lignea nella diocesi di Novara tra '400 e '500. Proposta per un catalogo, Novara 2000.
  • Marco Albertario, «Clari et celebres habiti sunt, ut antiqui superasse credantur: Giacomo, Giovanni Angelo e Tiburtio Del Maino attraverso i documenti pavesi (+496-1536)», in «Bollettino della Società pavese di storia patria», LII, Pavia 2000, pp. 105-173.
  • Raffaele Casciaro, La scultura lignea lombarda del Rinascimento, Skira, Milano 2000.
  • Dario Gnemmi, Recensione a Angela Guglielmetti, Scultura lignea nella diocesi di Novara tra '400 e '500. Proposta per un catalogo, in «Bollettino storico per la provincia di Novara», LXXXXIII, Novara 2002.
  • Raffaele Casciaro, Dispersione e recupero. Appunti per la storia delle ancone lignee lombarde, in Scultori e intagliatori del legno in Lombardia nel Rinascimento, Electa, Milano 2002.
  • Alberto Bertoni, Raffaella Ganna, La presenza di Giovanni Angelo Del Maino a Varese e alcune puntualizzazioni su Andrea da Saronno e la sua cerchia, in «Scultori e intagliatori del legno in Lombardia nel Rinascimento», Milano 2002.
  • Gianni Romano, Desiderata per la scultura lignea, in Marco Bascapè, Francesca Tasso (a cura di), Atti della giornata di studio, Milano Castello Sforzesco 17 marzo 2005, Cinisello Balsamo 2005.
  • Marco Albertario, Intorno a Giovanni Angelo Del Maino, in Gianni Romano, Claudio Salsi (a cura di), «Maestri della scultura in legno nel ducato degli Sforza», catalogo della omonima mostra, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2005.
  • Raffaele Casciaro, Maestri e botteghe del secondo Quattrocento, in Giovanni Romano e Claudio Salsi (a cura di), Maestri della Scultura in Legno nel ducato degli Sforza, Silvana Editoriale, 2005.
  • Marco Albertario, Giovanni Angelo del Maino e Gaudenzio Ferrari, alle soglie della maniera moderna, in «Sacri Monti. Rivista di arte, conservazione, paesaggio e spiritualità dei Sacri Monti piemontesi e lombardi», I, 2007, pp. 339-364.
  • Marco Albertario, Spunti per la lettura dell'ancona, in «Tota enitet auro». L'ancona dell'Assunta nel santuario di Morbegno, Morbegno 2007, 65-85.
  • Marco Albertario, Una scheda su Giovanni Angelo Del Maino. (Tra il 1500 e il 1515), in «Rassegna di Studi e di Notizie», XXXI, 2007-2008, pp. 13-36.
  • Marco Albertario, Giulio Perotti, Ritrovata un'opera di Giovanni Angelo Del Maino. La Madonna del «Compianto» di Morbegno, in «Le Vie del Bene», 10, 2007, pp. 9-15.
  • Marco Albertario, Giulio Perotti, Giovanni Angelo Del Maino. 1517-1518: La Madonna del Compianto di Morbegno, in «Rassegna di Studi e Notizie», XXXIII, 2010, pp. 127-179.
  • Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Giovanni Angelo Del Maino. Madonna svenuta, in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini. Officina Libraria, Milano 2010.
  • Marco Albertario, L'effigie alterata. Sul San Giovanni evangelista di Giovanni Angelo del Maino, Munich 2017.

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