Apri il menu principale

Grignano Polesine

frazione del comune italiano di Rovigo
Grignano Polesine
frazione
Grignano Polesine – Veduta
Il Pavajon
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Rovigo-Stemma.png Rovigo
ComuneRovigo-Stemma.png Rovigo
Territorio
Coordinate45°02′31″N 11°45′01″E / 45.041944°N 11.750278°E45.041944; 11.750278 (Grignano Polesine)Coordinate: 45°02′31″N 11°45′01″E / 45.041944°N 11.750278°E45.041944; 11.750278 (Grignano Polesine)
Altitudinem s.l.m.
Superficie9,19 km²
Abitanti3 063[1] (31-12-2006)
Densità333,3 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale45100
Prefisso0425
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiGrignanesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Grignano Polesine
Grignano Polesine

Grignano Polesine è una frazione del comune di Rovigo, di circa 3.063 abitanti,[1] situata a circa 5 km a sud del centro cittadino.

Fu comune autonomo con il nome di Grignano, mutato poi in Grignano di Polesine con delibera del 25 marzo 1867[2] (il codice ISTAT era 029809).

Nel 1927 il comune fu soppresso e inglobato nel comune di Rovigo assieme ai comuni di Boara Polesine, Borsea, Buso Sarzano, Concadirame e Sant'Apollinare con Selva.

Indice

StoriaModifica

Le origini dell'abitato sono state recentemente spostate all'età del bronzo. Nel 2009 viene alla luce, durante una campagna di scavi promossa dal Museo dei grandi fiumi di Rovigo, un sito archeologico sorto, analogamente alla Frattesina, nei pressi del fiume chiamato Po di Adria, ora scomparso. Il luogo era costituito da capanne e da una zona dove sono state rinvenute prove della lavorazione dell'ambra.[3]

Le prime testimonianze recenti dell'abitato originario di Grignano sono documentate da alcuni scritti, risalenti al 938, relativi ad una donazione del marchese Almerico e della moglie Franca nel quale lasciavano tutti i beni che tenevano nel territorio adriese in cui viene citato l'abitato di Gragnano assieme ad altre terre abitate presenti ancora ai giorni nostri tra le quali Arquà Polesine, Borsea, Crespino.

La ComunaModifica

La Comuna di Grignano Polesine era in origine un possedimento dell'Abbazia di Pomposa concessa in enfiteusi agli abitanti del villaggio per sei pesci cavedani e tre denari piccoli da data non rinvenuta in nessun documento fino al 1426. In questa data (4 dicembre 1426) venne stilato un documento dal notaio Antonio Zennaro di Grignano che sanciva il rinnovo del contratto tra il Comune e Uomini di Grignano e l'Abbazia di Pomposa per una Valle dove si dice la Comuna fra i suoi confini, di sette campi dove si dice le Rotole, di una pezza di terra dove si dice l'arzarello, di un Casamento con altra casa di canna a pagare per ricognizione del retto dominio di sei pesci cavedani e denari tre piccoli. A rinnovare l'investitura di 29 anni in 29 anni. Così recita il documento più antico rinvenuto riguardante la Comuna che si trova attualmente nell'Archivio della Curia Arcivescovile di Ferrara negli atti riguardanti il Monastero di Pomposa. Nel 1476 in seguito all'erezione del Monastero di San Benedetto per volere di Ercole I d'Este Duca di Ferrara e di Eleonora d'Aragona, l'Abbazia di Pomposa fu unita a questo e messa sotto il controllo diretto della Santa Sede.

Nel 1545 in seguito a una disputa tra l'Abate e il Comune il contratto venne modificato e togliendo ogni pagamento in natura venne stabilito un canone di 2 scudi d'oro e l'8% del guadagno dai prodotti della Valle Comuna. In seguito all'occupazione delle truppe napoleoniche e alla conseguente spoliazione delle istituzioni religiose di molti dei loro beni, si hanno notizie incerte sulla proprietà delle terre. La Comuna divenne parte del Demanio, venne in seguito alienata e la proprietà cambiò diverse volte fino a che il diritto di livello cessò il 9 luglio 1968 quando Iole Ponzetti-Voghera rinunciò a tale diritto.

Attualmente la Comuna è gestita dagli Antichi Beni Originari e, come emerge dallo statuto di questi del 1975 essa è un bene privato derivato dall'enfiteusi costituita mediante investitura fatta il 19 marzo 1426 da parte del Monastero di Pomposa. I terreni di pertinenza degli Antichi Beni Originari occupano una superficie di circa 120ha, che ogni 5 anni vengono ripartiti fra i discendenti maschi legittimi delle famiglie di Grignano originariamente investite che abbiano compiuto il 16º anno di età. La ripartizione del fondo avviene tramite estrazione a sorte con cerimonia pubblica all'interno del Pavajon il 21 marzo. Condizione per partecipare alla ripartizione è la residenza a Grignano Polesine. Il 21 marzo di ogni anni inoltre si tengono celebrazioni religiose in onore del patrono (San Benedetto) per ricordare l'opera di bonifica effettuata dai monaci dell'ordine da questo fondato.[4]

I cognomi originari (i "Gregnanati") tuttora esistenti sono di seguito elencati:

  • Bidendo ora Bedendo;
  • Bighinello ora Bellinello;
  • Birto ora Berti;
  • Berto ora Berto;
  • Chiarati ora Chiarato;
  • Macchion;
  • Milan;
  • De hospitibus ora Osti;
  • Previatello;
  • Preveato ora Previato;
  • Rizierum/Riccieri ora Rizzieri;
  • De Rubeis ora Rossi;
  • Schiesaro;
  • Surian/Suriani;
  • Trevisan;
  • Zanin/Zanini;
  • Zanirati ora Zanirato;
  • De Zenari ora Zennaro;

Ai suddetti cognomi originari si aggiungono cognomi originari estinti per migrazioni o per esaurimento della discendenza:

  • Martarello
  • Gregnanin
  • Falzin
  • Garzarollo
  • Rauli
  • Barbiero

Non solo. I "Gregnanati" si distinguono non solo con un nome ed un cognome, ma anche un soprannome di famiglia. Probabilmente una esigenza nata dal notevole numero di persone con lo stesso cognome. Ce ne sono vari per ognuno dei cognomi originari.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta e San BenedettoModifica

 
Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta e San Benedetto.

La chiesa, posizionata a nord della piazza centrale dell'abitato, è stata realizzata nella seconda parte del XVIII secolo ma è stata oggetto di una ristrutturazione già nei primi anni del XIX secolo quando sono state aggiunte alla struttura originale le due navate laterali.[5]

Chiesa di San RoccoModifica

 
La vecchia chiesa di San Rocco, ora "Auditorium S. Rocco".

La Chiesa di San Rocco venne realizzata nella prima parte del XVI secolo, primo edificio religioso strutturalmente importante della cittadina. Venne consacrata l'8 settembre 1544 da Tommaso Stella, ultimo vescovo della Diocesi di Salpi. La struttura originale, pur invecchiata, rimase sostanzialmente inalterata nel tempo ma cadde progressivamente in declino con la costruzione della nuova chiesa di Santa Maria Assunta e San Benedetto sorta nei pressi. Rimase gravemente danneggiata durante la prima guerra mondiale quando venne utilizzata come alloggio dalle truppe in ritirata. Con la fine del conflitto la sua destinazione d'uso cambiò più volte divenendo sala cinematografica, magazzino, palestra ed alla fine un deposito di masserizie. Recentemente, all'interno di un programma di recupero e riqualificazione del patrimonio culturale polesano, l'edificio è stato riportato alle condizioni originali e destinato alla sede del Coro Monte Pasubio, col nome di "Auditorium S. Rocco".[5][6]

Chiesetta Madonna di LourdesModifica

La Chiesetta Madonna di Lourdes è un piccolo edificio religioso situato all'angolo tra Via Bernardo Cezza e Via Romana. Negli anni duemila è stato fatto oggetto di un restauro e riaperto al culto.

Architetture civiliModifica

Il PavajonModifica

 
Dettaglio sul timpano del Pavajon.
 
Visione notturna del Pavajon.

Il Pavajon era in origine un capanno di canna che fungeva da luogo di riunione e di mercato dei compartecipi della Comuna. Con l'avanzare dei lavori di bonifica della Comuna e dei terreni circostanti il Pavajon viene mano a mano rinforzato nella sua struttura divenendo nel 1454 un fabbricato con mura in pali e argilla e nel 1494 un edificio in muratura con tetto ricoperto di coppi, mantenendo comunque le sue funzioni originarie. L'antico edificio, ha attualmente forma quadrangolare con tetto spiovente a capriate lignee e a tegole, sorretto da colonnato di dodici elementi lisci, tozzi, che si elevano da un muretto di cinta. Presenta una facciata con solenne portale strutturato ad arco con cimasa curvilinea affiancata da due statue di pietra bianca raffiguranti due figure maschili in vesti classiche: il rustico e il religioso, che sono la rappresentazione scultorea della regola benedettina Ora et labora. Quella di destra in particolare, è di buona fattura quattrocentesca ed è attribuita alla bottega dei Dalle Masegne. Una lapide, posta al centro del frontone in alto, reca la scritta Eretto nel 1409, restaurato nel 1892; una seconda sottostante e più recente, a ricordo dell'ultimo restauro, recita: Fana deleta Reficere (C.Nepote) 19 marzo 1995. Il motto è così traducibile: "ricostruire gli edifici sacri distrutti". L'ingresso è chiuso da una cancellata in ferro battuto.

In agosto ha luogo la fiera di Grignano Polesine detta anche Agosto Grignanese.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti

 

NoteModifica

  1. ^ a b Carla Cibola, Luca Chioetto, Pierluigi Venturini e Dario Bozzo, Rovigo ed i suoi numeri. Anno 2007 (PDF), Comune di Rovigo, 2007. URL consultato il 14 agosto 2009.
  2. ^  , Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, Volume 19, Stamperia reale, 1867.
  3. ^ Martina Calogero, Italia, Rovigo – Dagli scavi di Grignano Polesine emerge una scoperta sorprendente [collegamento interrotto], su Archeorivista, http://www.archart.it/rivista-archeologia/, 18 dicembre 2009. URL consultato il 1º marzo 2010.
  4. ^ Informazioni generali, su Antichi Beni Originari di Grignano Polesine, http://www.antichibenioriginari-grignano.it/. URL consultato l'8 dicembre 2010.
  5. ^ a b Parrocchia di S. Maria Assunta - ROVIGO - Grignano Polesine, su Diocesi di Adria-Rovigo, http://www.diocesi.rovigo.it/. URL consultato l'8 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2010).
  6. ^ Auditorium "San Rocco", su Coro Monte Pasubio, https://www.coromontepasubio.it. URL consultato il 2 febbraio 2017.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

  Portale Veneto: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Veneto