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IX Quadriennale nazionale d'arte di Roma

1leftarrow blue.svgVoce principale: Quadriennale di Roma.

Scultura di Giò Pomodoro per la IX Quadriennale nazionale d'arte di Roma. Foto di Paolo Monti.

La IX Quadriennale nazionale d'arte di Roma si è tenuta fra il 22 novembre 1965 e il marzo del 1966, presso la sede storica del Palazzo delle Esposizioni di Roma, in via Nazionale. Fu la quarta della gestione del segretario generale Fortunato Bellonzi, mentre vi fu invece un passaggio di consegne alla presidenza, dove lo scrittore Bonaventura Tecchi prese il posto di Antonio Baldini.

Tra i 632 espositori, molti gli scultori invitati. Tra questi:Franco Cannilla; Andrea Cascella; Pietro Cascella; Ettore Colla; Pietro Consagra; Venanzo Crocetti; Pietro De Laurentiis; Pericle Fazzini; Lucio Fontana; Emilio Greco; Leoncillo; Giacomo Manzù; Marino Marini; Marino Mazzacurati; Mirko Basaldella; Giò Pomodoro. Inoltre nella sezione scultura parteciparono fuori concorso, in quanto facenti parte le commissioni, Marcello Mascherini e Umberto Mastroianni.

Sempre folta la sezione pittura. Tra gli artisti invitati:Concetto Pozzati Carla Accardi; Enrico Accatino; Afro (Afro Basaldella); Franco Angeli; Alberto Burri; Giuseppe Capogrossi; Tano Festa; Franco Gentilini; il Gruppo Uno (Nicola Carrino, Nato Frascà, Giuseppe Uncini)[1] ; il Gruppo T (Giovanni Anceschi; Davide Boriani; Gianni Colombo; Gabriele De Vecchi; Grazia Varisco); Davide Orler; Achille Perilli; Mimmo Rotella; Sergio Scatizzi; Toti Scialoja; Giulio Turcato; Renzo Vespignani. Orfeo Tamburi partecipò fuori concorso.

Tra gli invitati della sezione "Incisori e disegnatori" vi fu Antonino Virduzzo.

Trentuno le retrospettive dedicate ad artisti scomparsi, quali: Luigi Bartolini; Felice Casorati; Fortunato Depero; Antonio Donghi; Riccardo Francalancia; Pier Antonio Gariazzo; Alberto Gerardi; Gino Ghiringhelli; Michele Guerrisi; Camillo Innocenti; Guglielmo Janni; Antonio Ligabue; Bepi Longo; Mario Mafai; Giorgio Morandi; Publio Morbiducci; Siro Penagini; Carlo Alberto Petrucci; Ugo Recchi; Manlio Rho; Bepi Romagnoni; Mino Rosso; Alberto Salietti; Pio Semeghini; Mario Sironi; Ardengo Soffici; Tancredi Parmeggiani; Fiorenzo Tomea; Attilio Torresini; Francesco Trombadori; Giuseppe Viviani.

Commissioni e giurieModifica

Come nelle altre edizioni, gli artisti potevano partecipare su invito, oppure passando un'apposita selezione. A marcare la differenza rispetto al passato, è stata la presenza di critici d'arte tra i commissari addetti alla selezione.

In particolare la "Commissione per gli inviti" era così composta:

La "Commissione per l'accettazione delle opere degli artisti non invitati" era così composta:

Altra differenza rispetto al passato, il segretario generale, Fortunato Bellonzi, non partecipò direttamente alle commissioni e alle giurie, sebbene si riservasse, da regolamento, di assistere ai lavori di entrambe.

I critici d'arte fecero la loro comparsa anche nella giuria di premiazione, che, a differenza negli anni precedenti, quando le giurie erano due, una eletta dagli artisti e una nominata dal consiglio di amministrazione, fu una sola. A presiederla il critico d'arte Nello Ponente. Furono chiamati a farne parte:

Allestimento e collocamento delle opereModifica

Il collocamento delle opere fu affidato unicamente ad artisti: se ne occuparono Nato Frascà, Orfeo Tamburi, Edgardo Mannucci, Marcello Mascherini e Nunzio Sciavarrello. L'allestimento fu invece affidato a Mario Melis.

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Il catalogo aveva 329 pagine e 311 tavole. La prefazione fu affidata a Guido Perroco. Tra i saggi, dedicati solo alle retrospettive, quelli di Agnoldomenico Pica e Valentino Martinelli.

Elenco degli artisti partecipantiModifica

Le opere esposte furono circa tremila. Tra artisti invitati, i protagonisti delle retrospettive e gli artisti ammessi dalla giuria di accettazione, gli espositori furono in totale 632.

Indice
0 - 9 A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z ?

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Corrado Cagli; Mario Calandri; Antonio Calderara; Aldo Calò; Italo Calvari; Ettore Calvelli; Massimo Campigli; Giuseppe Canali; Angelo Canevari; Giovanni Cannata; Franco Cannilla; Felice Canonico; Bruno Canova; Domenico Cantatore; Nado Canuti; Aldo Capacci; Renzo Capezzuoli Berna; Ugo Capocchini; Giuseppe Capogrossi; Dino Caponi; Carmelo Cappello; Tonino Caputo; Ugo Carrà; Pietro Carabellese; Girolamo Caramori, Cosimo Carlucci; Carlo Caroli; Aldo Caron; Aldo Carpi; Carlo Carrà; Sebastiano Carta; Bruno Caruso; Andrea Cascella; Pietro Cascella; Felice Casorati; Daphne Casorati Maugham; Francesco Casorati Pavarolo; Nino Cassani; Bruno Cassinari; Narcisio Cassino; Salvatore Castagna; Alfio Castelli; Raffaele Castello; Tullio Catalano; Vittorio Cavicchioni; Carlo Cazzaniga; Leonetta Cecchi Pieraccini; Giorgio Celiberti; Gisberto Ceracchini; Leopoldo Ceracchini; Mino Ceretti; Mario Ceroli; Giuseppe Cesetti; Sandro Cherchi; Mauro Chessa; Aldo Chiappelli; Alfredo Chighine; Guido Chiti; Valeriano Ciai; Giovanni Ciangottini; Vincenzo Ciardo; Arnoldo Ciarrocchi; Federico Cilia; Mario Cimara; Claudio Cintoli; Carlo Ciussi; Giovanni Colacicchi; Nando Coletti; Bruno Colorio; Carmelo Comes; Pietro Consagra; Michelangelo Conte, Pino Conte; Primo Conti; Corrado Corazza; Edgardo Corbelli; Mario Cornali; Antonio Corpora; Carlo Corsi; Franco Costalonga; Nereo Costantini; Eolo Costi; Raffaele Costi; Francesco Coter; Salvatore Cotugno; Leonardo Cremonini; Angelo M. Crepet; Rino Crivelli; Gino Croari; Venanzo Crocetti; Pier Achille Cuniberti;

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Enotrio (Enotrio Pugliese); Marcello Ercole; Amaldo Esposto;

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NoteModifica

  1. ^ Italia - Galleria - Il Gruppo Uno, su italica.rai.it (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2009).

BibliografiaModifica

Fonti
  • IX Quadriennale nazionale d'arte di Roma, De Luca Editore, Roma 1965.

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