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I figli del capitano Grant

romanzo scritto da Jules Verne
I figli del capitano Grant
Titolo originaleLes Enfants du capitaine Grant: voyage autour du monde
'The Children of Captain Grant' by Édouard Riou 001.jpg
Illustrazione per l'edizione originale de I figli del capitano Grant dell'editore Hetzel
AutoreJules Verne
1ª ed. originale1865-1867
1ª ed. italiana1873
Genereromanzo
Sottogenereromanzo d'avventura
Lingua originalefrancese
AmbientazionePatagonia, Australia, Nuova Zelanda, Isola Tabor 1864
Personaggi
  • Lord Edward Glenarvan
  • Lady Helena, sua moglie
  • il capitano Harry Grant
  • Robert e Mary Grant
  • il maggiore Mac Nabbs
  • Giacomo Paganel
  • John Mangles, comandante del Duncan
  • Tom Austin, secondo del Duncan
  • Thalcave, indigeno patagone
  • Ben Joyce / Tom Ayrton
SerieTrilogia del mare[1]
Seguito daVentimila leghe sotto i mari

I figli del capitano Grant (in francese Les Enfants du capitaine Grant: voyage autour du monde) è un romanzo di avventura pubblicato nel 1867 dallo scrittore francese Jules Verne e costituisce il primo capitolo di una trilogia che prosegue con Ventimila leghe sotto i mari e si conclude con L'isola misteriosa. È diviso in tre parti: la prima ambientata in Patagonia, la seconda e la terza in Australia e nell'Oceano Pacifico.

Il romanzo fu pubblicato dapprima a puntate sulla rivista letteraria francese Magasin d'Éducation et de Récréation dal 20 dicembre 1865 al 5 dicembre 1867; il 23 giugno 1868 fu pubblicato in un volume triplo dall'editore Hetzel[2].

TramaModifica

 
Il Duncan (incisione di É. Riou)

«Il 26 luglio 1864, sotto un forte vento da nord est, un magnifico yacht stava solcando a tutto vapore le acque del Canale del Nord. In cima all'albero di mezzana sventolava la bandiera inglese mentre in punta a quello di maestra sventolava un vessillo triangolare azzurro recante le iniziali E.G. ricamate in oro e sormontate da una corona ducale. Lo yacht si chiamava Duncan e apparteneva a Lord Glenarvan...»

(incipit de I figli del capitano Grant, traduzione di Luciano Tamburini, I Millenni, Einaudi, 1995, p.5)
 
Il messaggio in bottiglia (incisione di Édouard Riou)

Nel luglio 1864, durante una gita di Lord e Lady Glenarvan a bordo del loro yacht Duncan, viene catturato al largo di Glasgow uno squalo nel cui stomaco è rinvenuta una bottiglia con all'interno alcuni fogli scritti. Dall'esame delle poche parole leggibili si comprende che la bottiglia era utilizzata dal capitano scozzese Grant, comandante della nave Britannia, per veicolare una richiesta di aiuto dopo il naufragio della nave. Nel messaggio è indicata la latitudine (37° 11'[3]) del luogo in cui è naufragato il Britannia, ma l'indicazione della longitudine è stata cancellata dall'acqua di mare penetrata nella bottiglia.

Lord Glenarvan decide di partire alla ricerca del capitano Grant col suo yacht Duncan, guidato dal giovane comandante John Mangles. Fanno parte della spedizione lady Helena Glenarvan, il maggiore Mac Nabbs e i due figli del capitano Grant: la sedicenne Mary e il dodicenne Robert. Si unirà a costoro il cartografo francese Jacques Paganel, imbarcatosi distrattamente sul Duncan anziché su una nave diretta in India. Si fa rotta dapprima per il Sud America (la Patagonia, l'isola Tristan da Cunha, l'isola Amsterdam) e successivamente per l'Australia e per le isole dell'Oceano Pacifico. L'Australia è descritta nel romanzo come una terra vergine e aspra, come appariva ancora agli europei a metà del XIX secolo.

 
Itinerario nel Pacifico (incisione di É. Riou)

In Australia trovano il precedente quartiermastro del Britannia, Ayrton, che si offre di condurli al sito del naufragio. Sfortunatamente Ayrton, il cui vero nome è Ben Joyce, è un traditore che non era presente durante il naufragio del Britannia, ma che era stato abbandonato in Australia in seguito ad un tentativo di ammutinamento allo scopo di trasformare il Britannia in una nave pirata. Ayrton tenta di impossessarsi anche del Duncan, ma per sua sfortuna anche questo tentativo fallisce.

Ayrton, fatto prigioniero, si offre di scambiare quello che sa del capitano Grant in cambio dell'essere abbandonato su un'isola deserta, invece di essere consegnato alle autorità inglesi. Il Duncan fa rotta per l'Isola Tabor, che per pura fortuna si rivela essere il riparo del capitano Grant. Qui Ayrton viene abbandonato perché riguadagni la sua umanità nella solitudine; ritroveremo Ayrton nel terzo ed ultimo capitolo della trilogia verniana, L'isola misteriosa.

CapitoliModifica

 
Jacques Paganel
 
Il giovane Robert è rapito da un condor
 
Il ritrovamento del capitano Grant
 
Il matrimonio fra Paganel e Arabella

Parte primaModifica

  • Cap.1: Balance Fish[4]
  • Cap.2: I tre documenti
  • Cap.3: Malcolm Castle
  • Cap.4: Una proposta di lady Glenarvan
  • Cap.5: La partenza del Duncan
  • Cap.6: Il passeggero della cabina numero 6
  • Cap.7: Da dove viene e dove va Jacques Paganel
  • Cap.8: Un brav'uomo in più a bordo del Duncan
  • Cap.9: Lo Stretto di Magellano
  • Cap.10: Il trentasettesimo parallelo
  • Cap.11: Traversata del Cile
  • Cap.12: A dodicimila piedi di altezza
  • Cap.13: Discesa della Cordigliera
  • Cap.14: Una fucilata provvidenziale
  • Cap.15: Lo spagnolo di Jacques Paganel
  • Cap.16: Il Rio Colorado
  • Cap.17: Le Pampas
  • Cap.18: In cerca d'acqua
  • Cap.19: I lupi rossi
  • Cap.20: Le pianure argentine
  • Cap.21: Il Forte Indipendenza
  • Cap.22: La piena
  • Cap.23: Nel quale si fa la vita degli uccelli
  • Cap.24: Nel quale si continua a fare la vita degli uccelli
  • Cap.25: Tra il fuoco e l'acqua
  • Cap.26: L'Atlantico

Parte secondaModifica

  • Cap.1: Ritorno a bordo
  • Cap.2: Tristan da Cunha
  • Cap.3: L'isola Amsterdam
  • Cap.4: Scommessa tra Jacques Paganel e il maggiore MacNabbs
  • Cap.5: Le furie dell'Oceano Indiano
  • Cap.6: Capo Bernouilli
  • Cap.7: Ayrton
  • Cap.8: La partenza
  • Cap.9: La provincia di Victoria
  • Cap.10: Wimmerra River
  • Cap.11: Burke e Stuart
  • Cap.12: La linea ferroviaria Melbourne-Sandhurst
  • Cap.13: Un primo premio in geografia
  • Cap.14: Le miniere di monte Alexander
  • Cap.15: «Australian and New-Zealand Gazette»
  • Cap.16: Nel quale il maggiore sostiene trattarsi di scimmie
  • Cap.17: Gli allevatori milionari
  • Cap.18: Le Alpi australiane
  • Cap.19: Colpo di scena
  • Cap.20: Aland Zealand
  • Cap.21: Quattro giorni d'angoscia
  • Cap.22: Eden

Parte terzaModifica

  • Cap.1: Il Macquarie
  • Cap.2: Il passato della terra in cui si va
  • Cap.3: Le stragi della Nuova Zelanda
  • Cap.4: I frangenti
  • Cap.5: Marinai improvvisati
  • Cap.6: Nel quale si teorizza sul cannibalismo
  • Cap.7: Nel quale si sbarca su una terra che era meglio evitare
  • Cap.8: La situazione del paese
  • Cap.9: Trenta miglia a nord
  • Cap.10: Il fiume nazionale
  • Cap.11: Il lago Taupo
  • Cap.12: Le esequie d'un capo maori
  • Cap.13: Ultime ore
  • Cap.14: La montagna tabù
  • Cap.15: Le maniere forti di Paganel
  • Cap.16: Tra due fuochi
  • Cap.17: Come mai il Duncan incrociava sulla costa orientale della Nuova Zelanda
  • Cap.18: Ayrton o Ben Joyce?
  • Cap.19: Un affare
  • Cap.20: Un grido nella notte
  • Cap.21: L'isola Tabor
  • Cap.22: L'ultima distrazione di Jacques Paganel

AdattamentiModifica

Teatro
  • Lo stesso Verne scrisse, in collaborazione con Dennery, il dramma Les enfants du capitaine Grant in un prologo e quattro atti rappresentato nel 1878[5]
Cinema
Fumetti

NoteModifica

  1. ^ Luciano Tamburini, «I tre fili d'Arianna», in I figli del capitano Grant, Millenni Einaudi, Torino, 1995, p.XLII
  2. ^ Piero Gondolo della Riva,Bibliographie analytique de toutes les œuvres de Jules Verne; préface de Jean Jules-Verne, Paris: Société Jules Verne, Vol. I (Oeuvres romanesques publiées), 1977, pp. 20-22
  3. ^ Jules Verne si basava sul Meridiano di Parigi, situato a 2° 20' 13,82" a est del Meridiano di Greenwich che solo nel 1884 lo sostituì come «meridiano 0». Pertanto la latitudine 37° 11', indicata nel romanzo, corrisponde all'incirca al 35º parallelo sud attuale (vedi «Quelle est la différence entre le méridien de Greenwich et le méridien de Paris?» sul sito dell'Institut géographique national)
  4. ^ in italiano: Pesce martello: Chiamato Balance-fish dai marinai inglesi perché la sua testa ha la forma di una bilancia.
  5. ^ Les enfants du capitaine Grant piece en quartre actes et un prologue (7 tableaux), pdf
  6. ^ (EN) Les enfants du capitaine Grant, su Internet Movie Database, IMDb.com.
  7. ^ (EN) I figli del capitano Grant, su Internet Movie Database, IMDb.com.

Edizioni integraliModifica

  • (FR) Les enfants du capitaine Grant: voyage autour du monde, 3 voll. (Vol. I: Amérique du Sud; Vol. II: Australie; Vol. III: Océan Pacifique), Collection Bibliothèque d'éducation et de récréation, Paris, J. Hetzel, 1868.
  • I figli del capitano Grant: viaggio intorno al mondo, 3 voll. (Vol. I: L'America del Sud; Vol. II: L'Australia meridionale; Vol. III: L'Oceano Pacifico), Collezione Viaggi straordinari, Milano, Tipografia editrice lombarda (già D. Salvi e c.), 1873.
  • I figli del capitano Grant, traduzione di Tito Roberto Blanche, Sesto San Giovanni-Milano, A. Barion, 1931.
  • I figli del capitano Grant: viaggio intorno al mondo. America del Sud, Australia, Oceano Pacifico (2 voll.), traduzione di Tito Roberto Blanche (revisione di Antonio Agnesti e Piero Nicola), Collana Hetzel n.9-10, Milano, Mursia, 1966, ISBN 978-88-425-3730-4.
  • I figli del capitano Grant, traduzione di Ginetta Vittorini, Collana L'Elefante n.4, Milano, Longanesi, 1971.
  • I figli del capitano Grant, traduzione di e cura di Luciano Tamburini, introduzione di Michel Butor, Collana i millenni, Torino, Einaudi, 1995, ISBN 978-88-06-13924-7.

BibliografiaModifica

  • A.F. (Alfredo Fabietti), «Figli del capitano Grant (I)|Les enfants du capitaine Grant». In: Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, Milano: Corriere della Sera, 2005, vol. IV, p. 3443-44, ISSN 1825-7887 (WC · ACNP)

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