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Julian Gbur, S.V.D.
vescovo della Chiesa greco-cattolica ucraina
Владика Юліян Гбур у Тучному.jpg
Coat of arms of Julian Gbur.svg
Salva, Signore, il tuo popolo !
 
Incarichi ricoperti
 
Nato14 novembre 1942 a Brzeżawa
Ordinato presbitero21 giugno 1970 dal cardinale Adam Kozłowiecki, S.J.
Nominato vescovo21 febbraio 1994 dal Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina
Consacrato vescovo7 luglio 1994 dal cardinale Myroslav Ivan Ljubačivs'kyj
Deceduto24 marzo 2011 (68 anni) a Leopoli
 

Julian Gbur (in ucraino: Юлія́н Ґбу́р?; Brzeżawa, 14 novembre 1942Leopoli, 24 marzo 2011) è stato un vescovo cattolico ucraino della Chiesa greco-cattolica ucraina.

Indice

BiografiaModifica

Monsignor Julian Gbur nacque a Brzeżawa, vicino a Przemyśl, il 14 novembre 1942. Nel 1947, nell'ambito dell'Operazione Vistola, la sua famiglia fu trasferita nel nord della Polonia.[1]

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Ricevette la sua istruzione secondaria in un seminario missionario. Compì gli studi di filosofia e teologia per il sacerdozio presso il seminario teologico maggiore della Società del Verbo Divino.[1]

Il 21 febbraio 1961 emise la professione solenne Tra il 1964 e il 1965 svolse il regolare servizio militare. Il 21 giugno 1970 fu ordinato presbitero dal cardinale Adam Kozłowiecki.[1]

Dopo aver conseguito la laurea in teologia fu parroco della parrocchia greco-cattolica di Cracovia dal 1970 al 1973, parroco delle parrocchie ucraine di Górowo Iławeckie e Ostro Barda dal 10 luglio 1973 al 1983 e parroco di Pieneńozo dal 1983 al 1993. Dal 1982 al 1991 fu decano del decanato di Olsztyn. L'11 giugno 1983, con decreto del primate di Polonia, cardinale Józef Glemp, venne nominato visitatore per i fedeli greco-cattolici in Polonia e consigliere del primate per l'amministrazione della Chiesa greco-cattolica ucraina. Il 26 aprile 1991 venne nominato protosincello dell'eparchia di Przemyśl.[1]

Ministero episcopaleModifica

Il 21 febbraio 1994 il sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina lo selezionò come vescovo ausiliare di Leopoli degli Ucraini. Il 30 marzo successivo la Santa Sede confermò la nomina e gli assegnò la sede titolare di Bareta. Ricevette l'ordinazione episcopale il 7 luglio successivo dal cardinale Myroslav Ivan Ljubačivs'kyj, arcivescovo maggiore di Leopoli degli Ucraini, co-consacranti l'eparca di Przemyśl Jan Martyniak e il vescovo ausiliare di Leopoli degli Ucraini Philemon Kurchaba.[1]

Nel 1995 il sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina lo elesse segretario del consiglio patriarcale della Chiesa greco-cattolica ucraina. Venne incaricato di preparare e guidare la prima sessione del consiglio patriarcale. Nell'ottobre del 1996 venne eletto segretario del sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina.

Il 21 luglio 2000 il sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina lo nominò eparca di Stryj. Il 12 ottobre successivo papa Giovanni Paolo II diede la sua benedizione alla nomina.

Fu presidente della commissione per le comunicazioni sociali della Chiesa greco-cattolica ucraina.

Il 20 gennaio 2010 papa Benedetto XVI, viste le sue gravi condizioni di salute, nominò il suo ausiliare Taras Sen'kiv amministratore apostolico sede impedita.[1]

Morì a Leopoli alle 5:15 del 24 marzo 2011 all'età di 69 anni dopo una lunga e grave malattia. Le esequie si tennero il 26 marzo alle ore 10 a Stryj. La sua salma venne temporaneamente sepolta nel cimitero cittadino di Stryj. Dopo il completamento della nuova cattedrale la salma fu traslata all'interno della stessa.[1]

Genealogia episcopaleModifica

AraldicaModifica

Stemma Titolare Descrizione
Julian Gbur
Eparca di Stryj
Nello scudo vi sono una croce d'argento e quattro conchiglie d'oro su un campo blu. Nel capo dello stemma vi è invece un orso nero. Lo scudo si trova su un mantello viola di ermellino lavorato all'uncinetto con un mitra orientale dorata con tessuto rosso.

La croce d'argento e le conchiglie d'oro sul campo blu simboleggiano l'eparchia di Stryj. Lo stemma della città infatti raffigura San Giacomo il Maggiore, il cui attributo è una conchiglia. L'orso nero indica Przemyśl, la città di origine del vescovo, nel cui stemma appare appunto un orso.

Dietro lo scudo vi sono il tipico bastone episcopale dei cattolici orientali e una croce, entrambe dorate. Sotto lo scudo vi è un nastro azzurro con l'iscrizione d'oro "Salva, o Signore, il tuo popolo" nella scrittura slava antica.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g Zmarł władyka Julian Gbur, 24 marzo 2011. URL consultato il 3 aprile 2018.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN166185738 · ISNI (EN0000 0003 7592 282X · LCCN (ENnb2004314267 · WorldCat Identities (ENnb2004-314267